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	<title>Ai confini dello sguardo &#187; Spostare le tende</title>
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	<description>Salvare l&#039;emozione estetica</description>
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		<title>SPOSTARE LE TENDE (1): Muovere verso il mondo.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 01:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele De Ritis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Exodus]]></category>
		<category><![CDATA[Spostare le tende]]></category>

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		<description><![CDATA[* [Post 'in costruzione'] I macrotemi comuni a tutti i momenti della Formazione degli Educatori in Exodus possono essere formulati così: 1  - Le attuali tendenze alla mondializzazione: i Paesi poveri e i Paesi impoveriti. Quali povertà e quali sviluppi. 2 &#8211; Il Paese dei balocchi: consumi e dipendenze. Oltre lo sballo e il culto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;">*</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: large;">[Post 'in costruzione']</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">I macrotemi comuni a tutti i momenti della Formazione degli Educatori in Exodus possono essere formulati così:</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">1  - Le attuali tendenze alla mondializzazione: i Paesi poveri e i Paesi impoveriti. Quali povertà e quali sviluppi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">2 &#8211; Il Paese dei balocchi: consumi e dipendenze. Oltre lo sballo e il culto dell&#8217;esteriorità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">3 &#8211; Le istituzioni pubbliche e private nell&#8217;era dell&#8217;a-politica. Quello che resta del sistema e le sue alternative.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">4 &#8211; I Cristi delle tende. Beati i poveri.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><span id="more-7625"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">Mi servirò di essi per dare forma alla questione più grande: che cosa intendere per &#8216;mondo&#8217;. Intanto, distinguerò tra mondializzazione e globalizzazione. La seconda è piuttosto una deriva, un processo inarrestabile di messa in comune dei mercati economici e finanziari: l&#8217;oggetto di interesse è dato dalle merci. La prima è il processo di internazionalizzazione crescente delle relazioni tra Stati e popoli, dell&#8217;interazione e dell&#8217;integrazione tra aree del mondo, della cooperazione economica&#8230; Il Glossario contenuto nel sito ufficiale dell&#8217;Unione Europea sembra confondere i due termini, in quanto scrive erroneamente: «<a href="http://europa.eu/scadplus/glossary/globalisation_it.htm" target="_blank">Globalizzazione dell&#8217;economia (mondializzazione)</a>», come se un termine fosse sinonimo dell&#8217;altro! Perfino Serge Latouche fonde i due termini, addirittura parlando di <a href="http://www.estovest.net/ecosofia/latoucheglocalismo.html" target="_blank">pericoli della mondializzazione</a>. Possiamo anche assumere i processi storici segnati dalla mondializzazione della dimensione politica e sociale come fenomeni che si sono risolti progressivamente in &#8216;globalizzazione&#8217;: non importa se questo termine andrebbe riferito piuttosto ai mercati e solo ad essi. Resta l&#8217;interesse per l&#8217;internazionalizzazione e per la standardizzazione dei consumi, dei valori, dei comportamenti.</span></span></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Fin dove spostare le tende?</em></strong></span> è la domanda che sono costretto a pormi oggi, per dire onestamente cosa io possa fare a 61 anni, dopo aver concluso la mia esperienza lavorativa (di insegnante), di fronte alla prospettiva indicata a tutti i suoi Educatori da don Antonio Mazzi (nell&#8217;Incontro di Sonico del 6 e 7 settembre 2009): realizzare il piccolo Esodo personale, &#8216;fermandosi&#8217; una volta all&#8217;anno, per aderire a un&#8217;esperienza di fraternità, ma anche diventare &#8216;internazionali&#8217;, aderendo all&#8217;esperienza di <a href="http://www.exodus.fr.it/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=95&amp;Itemid=358" target="_blank">Educatori senza frontiere</a>, magari con un viaggio all&#8217;anno in una delle sedi lontane, sicuramente facendo propria la &#8216;filosofia&#8217; dell&#8217;erranza, dell&#8217;itineranza.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large;">*</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">Le basi dell&#8217;<em>educabilità</em> di un Educatore (in Exodus) sono tre: muovere <a href="http://www.gabrielederitis.it/?cat=57" target="_blank">verso noi stessi</a>, <a href="http://www.gabrielederitis.it/?cat=192" target="_blank">verso gli altri</a>, <a href="http://www.gabrielederitis.it/?cat=193" target="_blank">verso il mondo</a>. La condizione dell’<em>educabilità </em>dei ragazzi dipende interamente dalla capacità di educare se stessi.</span></p>
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