Perché non possiamo non dirci Bonobo

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Intitolava proprio così il suo saggio comparso sul numero 4 del 2005 di micromega, interamente dedicato a La natura umana, Frans De Waal. L’Almanacco di filosofia annuale era uscito in due parti, la prima delle quali conteneva Perché non possiamo non dirci Bonobo.

Sotto il titolo grande, secondo lo stile di micromega:

In natura esistono l’omosessualità, la fellatio, la posizione del missionario, il sesso ‘per il sesso’, ed in particolar modo esistono nei nostri fratelli scimpanzé bonobo. Cosa è ‘contro natura’, allora? Un’analisi della molto allegra vita sessuale dei bonobo, delle possibili ragioni del loro pansessualismo ed ‘edonismo’, e di ciò che potremmo e dovremmo imparare da loro.

Subito dopo, due citazioni:

“Questa specie strana e di grande successo passa gran parte del tempo a esaminare le proprie motivazioni più alte, e un tempo altrettanto lungo a ignorare quelle basilari. E’ fiera di avere il cervello più grande di tutti i primati, ma cerca di nascondere che ha anche il pene più grande.” – DESMOND MORRIS

“… nell’affinità con i nostri parenti spensierati, divertenti e illetterati, i nostri deliziosi cugini bonobo. Che la vita sia ringraziata per loro.” – ALICE WALKER

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La rivista Scientific American pubblicò nel 1995 il saggio di DE WAAL, Sesso e società tra i bonobo.

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Sulla natura umana ROBERTO ESPOSITO nello stesso numero di micromega, in un saggio su Heidegger e la natura umana scrive: «A differenza di quanto pensava Heidegger (e utilizzando Sartre, Pico, Arendt, Nietzsche, Darwin): l’animale non è il passato ancestrale, il volto di pietra, l’enigma muto, ma il futuro dell’uomo – un luogo e una soglia, da cui l’uomo può trarre stimoli per un’elaborazione più complessa ed aperta della propria humanitas

 

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