il Padre

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L’evento più importante della mia vita è stato la voce di mio padre. Il giorno della sua morte ho provato un senso di sollievo, di gioia inquieta. Il sentimento misto che mi prese subito mi si chiarì lentamente.

Da una parte c’era un senso di fierezza per tutto quello che era stato la sua esistenza travagliata; dall’altra, sentivo di non aver più paura. Ma si trattava del fatto che non avevo più paura di lui o del fatto che era calata in me una pace nuova, la forza che lui mi dava ormai purificata, resa indistruttibile dalla certezza che l’amore per lui non sarebbe mai finito?

E’ stato lui l’Indistruttibile della mia vita, l’eterno in me che mi accompagna. Un esempio di istante eterno è proprio questo: il suono della sua voce che sento ancora nitido, addirittura lontano dalla sua casa, che ormai è inaccessibile, perché è stata venduta.

Oggi mi ritrovo a pensare che gli uomini sono gli eterni, come dice Emanuele Severino nella sua ultima monumentale opera: Oltrepassare. Essi hanno voluto svalutare, addirittura disprezzare il ciclo della loro esistenza, che li precede in coloro che li hanno preceduti nella loro famiglia e che li accompagna oltre la loro morte nella memoria indistruttibile di coloro dai quali sono stati amati.