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21 marzo 2011

MASSIMO ZUCCHETTI, Cruise: uno studio di impatto ambientale e sulla salute, IL MANIFESTO 21 marzo 2011
Pubblichiamo uno studio scientifico sugli effetti dell’uranio impoverito contenuto nelle testate dei missili Cruise sganciati sulla Libia. Massimo Zucchetti è docente di impianti nucleari al Politecnico di Torino

VALENTINO PARLATO, Un conflitto per il petrolio, IL MANIFESTO 21 marzo 2011

LUCIO CARACCIOLO, Affidiamoci allo Stellone, Limes 21 marzo 2011

Come nasce il giornale – Repubblica.it Lunedì 21 marzo 2011 – Libia, l’Italia ha perso il ruolo diplomatico

Dal blog MOVIMENTI di CARMINE SAVIANO, “No War”, al via sit-in e iniziative, la Repubblica

Intervista a GIAN ANTONIO STELLA, Può succedere di tutto

CARLO CORNAGLIA, L’amara verità, Il Fatto Quotidiano

DEBORA BILLI, Libia, dove si spellavano i gatti, Il Fatto Quotidiano

EVA MACALI, Odissey Dawn va che è una bomba, Il Fatto Quotidiano

LORENZO DE CICCO, La rivolta dei “pacifisti” berlusconiani, Il Fatto Quotidiano

FERRERO, PRC: In Libia la guerra è della TOTAL contro l’ENI. Fermiamo questa follia.

20 marzo 2011

FURIO COLOMBO, L’equivoco degli Stati Uniti, Il Fatto Quotidiano

FABIO CHIUSI, Libia, i berluscones non ci stanno

No alla guerra e no a Gheddafi – La posizione di Sinistra Ecologia Libertà

CONCITA DE GREGORIO, In coscienza e nel dubbio, l’Unità 20 marzo 2011

Libia, una guerra ingiusta fatta per il petrolio“.
MAURO BIGI, Sindaco di Vezzano sul Crostolo (Reggio Emilia): “I francesi non vogliono farsi fregare come in Iraq, dove tutti i contratti legati al petrolio e per la ricostruzione li gestiscono gli Usa”.

Strada: “Bisognava pensarci prima. La guerra? Non si deve fare mai”, Il Fatto Quotidiano 20 marzo 2011

Dal sito di limes, MAPPA MUNDI. Carte e geopolitica, di ALFONSO DESIDERIO: L’attacco alla Libia e la portaerei Italia, 20 marzo 2011

Che cosa rischia l’Italia
Missili, armi chimiche e azioni isolate: tutte le incognite della vendetta del Raìs, il Corriere della sera 20 marzo 2011

RICCARDO BARENGHI, Né mobilitazione né bandiere: i pacifisti soffrono in silenzio, la Stampa 20 marzo 2011
Viaggio nel popolo arcobaleno.  Tra le denunce di Gino Strada e Paolo Ferrero e i distinguo del governatore della Puglia Vendola che fine ha fatto il movimento?

20 marzo giornata di solidarietà con le lotte dell’Africa del nord
L’appello del Forum sociale mondiale,
Liberazione 20 marzo 2011

La lettura critica di EUGENIO SCALFARI, Rombano i motori dell’armata dell’Occidente, la Repubblica 20 marzo 2011

Libia, Chavez: Gli attacchi sono solo follia impero, alleati si sentono padroni mondo, USA punta solo a petrolio, ANSA 20 marzo, ore 00:50

19 marzo 2011

L’Italia ha già perso la sua guerra di Libia – Eurasia. Rivista di studi geopolitici

Dal blog di BEPPE GRILLO, Morire per Bengasi?

ANGELO DEL BOCA, Prima che sia troppo tardi, Il Manifesto 19 marzo 2011

FABIO AMATO, La scellerata risoluzione ONU che porta alla guerra, Liberazione 19 marzo 2011

A Milano corteo contro l’intervento militare, Il Fatto Quotidiano online 19 marzo 2011

Crisi libica, Bossi: “Noi Italiani bravi a prenderlo in quel posto”, Il Fatto Quotidiano online 19 marzo 2011

FABIO MARCELLI (giurista internazionale), Una guerra contro la Costituzione italiana, Il Fatto Quotidiano 19 marzo 2011

GIULIETTO CHIESA, Un appello per la Libia, Il Fatto Quotidiano online 19 marzo 2011

Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio (Esperti di risparmio energetico – MDF), No all’intervento militare contro uno Stato sovrano, Il Fatto Quotidiano 19 marzo 2011

GINO STRADA, Resto contrario alla guerra, la Repubblica 19 marzo 2011

dal blog MOVIMENTI, di CARMINE SAVIANO, Libia, la rabbia dei berluscones, la Repubblica 19 marzo 2011

dal blog IL NON-SENSO DELLA VITA, di PIERGIORGIO ODIFREDDI, Voltafaccia all’italiana, la Repubblica 19 marzo 2011

16 marzo 2011

Libia, la debolezza dell’Occidente – Repubblica TV

9 marzo 2011

L’enigma Libia: tra bombe e diplomazia – Repubblica TV, con Lucio Caracciolo – 27 minuti di video

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Comments

  • Gabriele De Ritis

    Gabriele De Ritis

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    È o vorrebbe essere da un capo all’altro un piccolo tentativo di dissidenza dal gioco delle forze, «una professione di incredulità nell’onnipotenza del visibile» Cristina Campo
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    IL NOSTRO SENTIRE
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    Le emozioni hanno relazioni con l’apparato cognitivo perché si lasciano modificare dalla persuasione. - ARISTOTELE

    I sentimenti sono il fondamento della nostra mente. - ANTONIO DAMASIO

    L'essere oggetto d'amore è, per così dire, il luogo in cui solamente la persona esiste e può quindi anche venire alla luce. (Max Scheler, Essenza e forme della simpatia)
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    Accade qualcosa: «Non ho mai dubitato che ci dovesse essere qualcuno come Lei, ma ora Lei c'è realmente, e la mia gioia straordinaria per questo durerà sempre». - Lettera di Ingeborg Bachmann a Hannah Arendt - 16 agosto 1962

    «I camminatori veri sanno dove appoggiare i piedi e dove appoggiarsi con le mani. Come il lampadiere: colui che mette la luce in cima alla canna e mette la canna sulla spalla con la luce rivolta all’indietro, in modo che altri possano seguire tranquillamente il sentiero. Mi sono chiesto come possa il lampadiere vedere il sentiero. Mi piace pensare che ci sia un cammino già tracciato, un terreno sicuro dove appoggiare il piede solcato da migliaia di tracce che altri prima hanno lasciato. Così il cammino del lampadiere risulta sicuro. E’ forse questo lo stare dalla parte buona della vita?» - Don Antonio Mazzi

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    Sulla Scrittura
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    La scrittura, come elemento dell'ascesi, ha una funzione etopoietica: essa è un operatore della trasformazione della verità in ethos.

    Il suo scopo non è comunicare né convincere nessuno, bensì superare il confine tra realtà e immaginario. - MICHEL FOUCAULT

    Nello scrittore il pensiero non guida il linguaggio dal di fuori [...]. Le mie parole sorprendono me stesso e mi consegnano al pensiero. - JACQUES DERRIDA

    Il linguaggio non è della lingua, ma del cuore. La lingua è solo lo strumento con il quale parliamo. Chi è muto è muto nel cuore, non già nella lingua... Quali le tue parole, tale il tuo cuore. - PARACELO (Citazione contenuta in James Hillman, L'anima del mondo e il pensiero del cuore, Adelphi 2005, pag.41).

    _______________________________ LE COSE NASCOSTE DALLA FONDAZIONE DEL MONDO ______________________________

    E’ quasi impossibile separare dal nostro spirito quello che non c’è. Che cosa dunque saremmo, senza l’aiuto di ciò che non esiste? Ben poca cosa, e i nostri spiriti disoccupati languirebbero, se le favole, i fraintendimenti, le astrazioni, le credenze e i mostri, le ipotesi e i sedicenti problemi della metafisica non popolassero di esseri e di immagini senza oggetti i nostri abissi e le nostre tenebre naturali. I miti sono le anime delle nostre azioni e dei nostri amori. Non possiamo agire che movendo verso un fantasma. Non possiamo amare che quello che creiamo. - PAUL VALÉRY, Cattivi pensieri

    L'oggetto specifico, unico e costante del pensiero è ciò che non esiste. Ciò che non è davanti a me; ciò che è stato; ciò che sarà; il possibile; l'impossibile. A volte questo pensiero tende a realizzare, a elevare al vero ciò che non esiste; e altre volte a rendere falso ciò che esiste. - PAUL VALÉRY, Cattivi pensieri

    La maggior parte ignora ciò che non ha nome; e la maggior parte crede all'esistenza di tutto ciò che ha un nome.
    Le cose più semplici e quelle più importanti non hanno tutte un nome. Quanto alle cose che non sono percepibili con i sensi, una dozzina di termini imprecisi, quali idea, pensiero, intelligenza, natura, memoria, caso..., ci servono come possono e generano o alimentano un'altra dozzina di problemi inesistenti. - PAUL VALÉRY, Cattivi pensieri

    ... l'anima, che per l'uomo comune è il vertice della spiritualità, per l'uomo spirituale è quasi carne. - MARINA CVETAEVA

    La verità è il tono di un incontro. - HUGO VON HOFMANNSTHAL

    58. Ciò che si può promettere. Si possono promettere azioni, ma non sentimenti, perché questi sono involontari. Chi promette a qualcuno di amarlo sempre o di odiarlo sempre o di essergli sempre fedele promette qualcosa che non è in suo potere; invece può ben promettere quelle azioni, che sono sì, di solito, effetto dell'amore, dell'odio e della fedeltà, ma che possono anche scaturire da altri motivi: giacché a un'azione conducono più vie e motivi. La promessa di amare sempre qualcuno significa cioè: finché ti amerò, compirò verso di te le azioni dell'amore; se non ti amerò più, continuerai a ricevere da me le stesse azioni, anche se per altri motivi, sicché nella testa del prossimo persiste l'illusione che l'amore sia immutato e sempre il medesimo. Si promette, dunque, di continuare nell'apparenza dell'amore quando, senza accecarsi da sé, si giura a qualcuno eterno amore. - FRIEDRICH NIETZSCHE, Umano, troppo umano

    Molto ha esperito l’uomo. / Molti celesti ha nominato / da quando siamo un colloquio / e possiamo ascoltarci l’un l’altro (Friedrich Hölderlin) -- Le riflessioni di Martin Heidegger su queste parole straziate ed alte del grande poeta tedesco consentono di indicare la radicale importanza del colloquio, come struttura dell’esistenza, e le conseguenze che ne scaturiscono, quando essa si lacera e si frantuma implacabilmente (ad esempio) in una tossicomania.
    Queste sono alcune delle cose che egli scrive: «Noi siamo un colloquio. L’essere dell’uomo si fonda nel linguaggio (Sprache); ma questo accade (geschieht) autenticamente solo nel colloquio (Gesprächt)»; e ancora: «Ma che cosa significa allora un ‘colloquio’? Evidentemente il parlare insieme di qualcosa. E’ in tal modo che il parlare rende possibile l’incontro. Ma Hölderlin dice: ‘da quando siamo un colloquio e possiamo ascoltarci l’un altro’. Il poter ascoltare non è una conseguenza che derivi dal parlare insieme, ma ne è, piuttosto, al contrario, il presupposto» (M.Heidegger, La poesia di Hölderlin, Adelphi 1988).
    L’inaudita rilessione heideggeriana così prosegue: «Ma Hölderlin non dice semplicemente: noi siamo un colloquio, bensì: ‘da quando noi siamo un colloquio…’. Là dove c’è ed è esercitata la facoltà del linguaggio propria dell’uomo, non vi è ancora senz’altro l’evento essenziale del linguaggio: il colloquio»; e infine: «Un colloquio, noi lo siamo dal tempo in cui ‘vi è il tempo’. E’ da quando il tempo è sorto e fissato che noi siamo storicamente. Entrambi - l’essere un colloquio e l’essere storicamente - hanno lo stesso tempo, si appartengono l’un l’altro e sono il medesimo». (da EUGENIO BORGNA, Noi siamo un colloquio, Feltrinelli 1999: Il vuoto esistenziale, pp.120-122)

    Un'altissima quantità di incontri umani viene distrutta da una scarsa tolleranza agli equivoci. - RENATA TURCO

    E’ Joan che parla:
    «Tutti dovrebbero poter tornare indietro con la memoria ed essere certi di aver avuto una mamma che amava tutto di loro, anche la pipì, anche la cacca. Chiunque dovrebbe poter essere sicuro che la mamma gli voleva bene giusto perché era lui, e non per per quello che avrebbe potuto fare. Altrimenti non ci si sente in diritto di esistere, si sente che non si sarebbe mai dovuti nascere. Non importa cosa succede poi a questa persona, non importa se soffre, può sempre guardare indietro e sentire che può essere amato. Può amare se stesso: non può più rompersi. Ma se non può tornare su queste cose, allora può rompersi. Ci si può rompere soltanto se si è già a pezzi. Finché il mio io bambino non è stato amato io ero a pezzi. Amandomi come si ama un bambino lei mi ha aggiustato».

    – RONALD LAING, L’io diviso. Studio di psichiatria esistenziale (1959)