IMPARARE A LEGGERE (12): Leggere e pensare

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Sabato, 26 marzo 2011

Dei pensieri che pensiamo quando siamo impegnati a leggere non diciamo mai nulla. Quasi ce ne dimentichiamo. Non è un pensare leggendo, come se leggere fosse l’attività primaria e pensare solo una pausa, una distrazione, uno sviamento.

Le condizioni della testualità

• coesione
• coerenza
• intenzionalità 
• accettabilità
• informatività
• situazionalità
• intertestualità

si accamperanno sullo sfondo a ricordarci i movimenti possibili del pensiero tra testo e testo, tra testi e discorsi, tra pensare e scrivere.

Ci accade di essere distratti da una parola che ci procura una viva emozione e che questa ci impedisca di andare avanti con la lettura, come se si fosse determinato un ingorgo, un ‘blocco’ della mente. In realtà, un’associazione di idee si impone alla nostra attenzione costringendoci a una pausa riflessiva.

Se si tratta di termini di cui ci sfugge il significato – un lemma dell’enciclopedia filosofica personale, più che una parola generica o un’espressione tipica dei linguaggi settoriali -, correremo a fissarne il senso più vicino al contesto in cui ci moviamo.

Potremo sentire il bisogno di apporre una annotazione a margine del testo, una piccola sintesi che sia intervenuta a concludere una catena di pensieri, un titoletto per il paragrafo che valga a sua volta come sintesi offerta dall’immaginazione.

Se riusciamo a concepire il funzionamento della nostra mente come un territorio mobile dai confini incerti, ci accadrà discutendo o raccontando di avere la necessità di aprire parentesi, di sospendere il discorso per diffonderci in particolari e dettagli da approfondire, come facciamo con gli ipertesti , aprendo e chiudendo ‘finestre’, tanto che potremmo parlare di mente ipertestuale.

Non è un pensare leggendo, ma un leggere e pensare, un prolungare la lettura in altri testi pensati o un pensiero che corriamo a verificare su altri testi, per tornare subito dopo al testo che stavamo leggendo. Torneremo arricchiti di quei significati di cui avevamo bisogno e che avevano interrotto il corso della lettura.

Il ricorso ad altri testi può farci indugiare a lungo, fino al punto di farci abbandonare la lettura – e allora sarà uno sviamento vero e proprio -, oppure servirà per farci riportare un brano significativo del testo trovato, spesso una citazione che utilizzeremo per la nostra scrittura.

Attingeremo dal Knowledge Management – anche ricorrendo a organizzatori della conoscenza che abbiamo usato nella didattica e che usiamo ancora – e dalle Comunità di pratica le risorse indispensabili per poter ‘rientrare’ nel testo da cui eravamo partiti, fino a ‘consultare’ per noi il Web 2.0 con tutte le sue strutture e funzioni.

Non raramente ci soffermeremo su un testo esemplare anche per anni. Sono stato curvo per venti anni su Krisis. Saggio sulla crisi del pensiero negativo da Nietzsche a Wittgenstein (1976) di Massimo Cacciari, che mi ha aiutato a ‘superare’ le secche dell’ideologia marxista e della dialettica filosofica, ma soprattutto dell’astratta esigenza di un sapere sistematico conchiuso. Dal 2003 sono alle prese con L’ordine del cuore. Etica e teoria del sentire di Roberta De Monticelli, che mi accompagna nel lavoro di approfondimento della conoscenza di emozioni e sentimenti.

Difficile stabilire cosa venga ‘prima’, se leggere o pensare, ché ci accade di immergerci nella lettura e di procedere senza che intervenga alcunché ad interromperla, come ci accade di ‘partire’ da una catena di pensieri che ci conduce a questo o quel testo. Ci accade, ovviamente, di ‘partire’ da un testo e di ritrovarci lungamente a pensare alle implicazioni della scrittura, ‘distratti’ dalle linee di fuga lungo le quali ci avventureremo sempre in cerca di nuova conoscenza, con la speranza di non perderci e di non rimanere confusi in eterno.

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GRAZIELLA TONFONI, Annotare

GRAZIELLA TONFONI, La nota

GRAZIELLA TONFONI, Stili di lettura

FRANCESCO DELL’ORSO, Citazioni bibliografiche, AIB 2007

CLAUDIO GNOLI, Le citazioni bibliografiche. Una guida introduttiva per interpretare e redigere correttamente le citazioni delle fonti bibliografiche, AIB 2000

Breve scheda su Sintesi

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