CAMMINARSI DENTRO (39): Dopo la pioggia.

La persona che più mi sta a cuore in questo momento e che mi fa trepidare, perché la sento in pericolo, è lontana, per strada. Sempre in cerca di felicità, che è pronta a pagare a caro prezzo, anche se non sa bene che piacere e felicità non sono la stessa cosa e che il piacere connesso al male porta lontano dalla felicità e dalla vita vissuta. Fuori piove in modo insistente. L’acqua sembra martellare sulla speranza. Tutti pensiamo che questa volta potrebbe non farcela. Potremmo non rivederla più sorridente e ciarliera, come siamo stati abituati a vederla passare e volare via. Da troppo tempo, ormai, va e viene. Ad ogni accenno di salute, non appena si rimette un po’, Angela riparte di nuovo, portandosi dietro un altro pezzo della nostra speranza. La tristezza dei nostri pensieri non ci ha impedito di fare ancora qualcosa per lei ieri e l’altro ieri. Ogni spiraglio si è sempre fatto barlume di speranza, a cui ci siamo aggrappati assaporando per lei la vita che sembrava tornarle a sorridere. Non abbiamo mai smesso di pensarla, perché solo così la salveremo. Se riusciremo a farla vivere ogni giorno nei nostri pensieri, lei vivrà. A dispetto della nostra estenuazione di oggi, smetterà di piovere e torneremo a cercare il bandolo della matassa della sua vita. Torneremo a chiedere con insistenza che viva, che non ci lasci ancora, come ha fatto ieri. Questa maledetta pioggia deve cessare.

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