{"id":10388,"date":"2011-08-15T10:12:20","date_gmt":"2011-08-15T08:12:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=10388"},"modified":"2012-01-07T00:03:51","modified_gmt":"2012-01-06T22:03:51","slug":"imparare-a-leggere-19-mara-dellunto-lordine-del-sentire-tra-affetto-e-valore-il-rapporto-fondamentale-tra-formazione-della-persona-e-relazione-con-laltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/imparare-a-leggere-19-mara-dellunto-lordine-del-sentire-tra-affetto-e-valore-il-rapporto-fondamentale-tra-formazione-della-persona-e-relazione-con-laltro\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><STRONG>Contributi a una cultura dell&#8217;Ascolto<\/strong><\/span> CAMMINARSI DENTRO (242): Leggere  MARA DELL&#8217;UNTO, <em>L&#8217;ordine del sentire tra affetto e valore: il rapporto fondamentale tra formazione della persona e relazione con l&#8217;altro<\/em>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"line-height: 21px; font-size: 19px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\">L\u2019ordine del sentire tra affetto e valore: il rapporto fondamentale tra formazione della persona e incontro con l\u2019altro<\/span><\/em><\/p>\n<div style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px;\">\n<div>\n<p style=\"text-align: center;\">di MARA DELL\u2019UNTO<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u201cE stupisco che l\u2019amore abbia <br \/>questo volto interno\u201d (M. Luzi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa breve ricognizione sull\u2019affettivit\u00e0 e sui suoi legami con la costruzione della personalit\u00e0 seguiremo sostanzialmente l\u2019iter concettuale che Roberta De Monticelli propone ne <em>L\u2019ordine del cuore. Etica e teoria del sentire<\/em>, con alcuni cenni diretti all\u2019opera di Edith Stein, \u00a0riassumibile nelle seguenti tesi:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">L\u2019affettivit\u00e0 \u00e8 la vita attualizzata del sentire inteso come la percezione assiologica del reale.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il sentire \u00e8 strutturato \u00a0a diversi livelli di profondit\u00e0 \u2013 sensoriale, vitale o degli stati d\u2019animo e sentimentale &#8211; a cui corrispondono altrettanti gradi di maturazione individuale.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Lo strato pi\u00f9 profondo del sentire, quello in cui si instaura un ordine del cuore o ethos individuale, \u00e8 quello dei sentimenti<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">I sentimenti che estendono o riducono l\u2019apertura alla percezione assiologia del reale sono amore e odio. La specifica riduzione del sentire che comporta l\u2019odio assieme alle altre passioni distruttive, come pure tutte le strategie di evitamento del dolore, sono alla base di una cecit\u00e0 assiologica che si accompagna ad una mancata individuazione della personalit\u00e0.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Al contrario, se l\u2019ancoraggio ad un ordinamento \u00a0costituito da valori non derogabili \u00e8 fondamentale per un\u2019etica condivisa, \u00e8 il concreto ordinamento del cuore che rende ogni individuo persona unica. Ed un ordine del cuore aperto alla percezione assiologia del reale \u00e8 possibile che instauri solo grazie all\u2019amore, inteso come l\u2019attivarsi dello strato profondo dell\u2019affettivit\u00e0 che si dispone a cogliere il valore del reale grazie agli incontri e alle esperienze di valore significative. Dunque, l\u2019ordine interiore che fa di noi delle persone \u00e8 legato alla nostra capacit\u00e0 di sentire il valore degli altri e di dare risposte adeguate alle esigenze del reale. Cos\u00ec Simone Weil:\u201d Arrivare a comprendere totalmente che le cose e le persone esistono. Giungere a questo, sia pure una sola volte prima della mia morte; \u00e8 la sola grazia che io chieda\u201d<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\">Per una definizione del sentire<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sentire, inteso come la percezione delle qualit\u00e0 di valore delle cose, si manifesta nella vita affettiva: sentimenti, passioni, stati d\u2019animo ed umori sono l\u2019attualit\u00e0 intesa come esplicazione di ogni fenomeno della vita affettiva. Se il sentire, dunque, \u00e8 la percezione delle qualit\u00e0 assiologiche del reale, la tesi forte qui sostenuta \u00e8 che esso non \u00e8 l\u2019ambito dell\u2019arbitrariet\u00e0 soggettiva e neppure un meccanismo adattivo all\u2019ambiente determinato geneticamente. Sentire che un\u2019azione \u00e8 ingiusta, dal punto di vista che qui sosteniamo, \u00e8 un\u2019evidenza che si sottopone ad una prova di verit\u00e0; ovviamente, ci\u00f2 non significa che tutto ci\u00f2 che sentiamo \u00e8 per ci\u00f2 stesso vero: il sentire come apertura alla dimensione assiologia del reale si rivela un esercizio fallibile in cui l\u2019errore, l\u2019aridit\u00e0, la miopia sono alla base di risposte inadeguate al reale. Allora, la necessit\u00e0 di un\u2019educazione al sentire, di un\u2019esattezza del cuore, che \u00e8 l\u2019obiettivo fenomenologico di ogni formazione della persona, include il superamento dell\u2019opposizione sentimento-ragione perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 precisione del cuore senza adeguate capacit\u00e0 cognitive. Abbiamo detto che la vita affettiva \u2013 sentimenti, passioni, emozioni- si fonda sulla sensibilit\u00e0, ma l\u2019affettivit\u00e0 non si riduce a ricettivit\u00e0, \u00e8 fatta anche di risposte, di azioni. E, se \u00e8 vero che l\u2019adeguatezza delle nostre risposte al reale dipende dalla giustezza del sentire, \u00e8 importante considerare anche la parte tendenziale della nostra persona: pulsioni, desideri, bisogni ci spingono ad agire spesso in modo compulsivo, ma ci\u00f2 che ci motiva all\u2019azione \u00e8 il sentire o meno adeguatamente. Anche l\u2019assenza di percezione di valore della realt\u00e0 ci fa decidere, perch\u00e9 il rapporto tra componente tendenziale e precisione del sentire \u00e8 di tipo inversamente proporzionale: meno valore percepiamo e pi\u00f9 componente pulsionale agiamo. Dunque, il sentire come ci\u00f2 che motiva in ultima analisi il volere ci porta a considerare il sentire parziale ed ottuso, il sentire \u201cdeficiente,\u201d come il responsabile di azioni condotte sulla scorta delle componente tendenziale in cui pu\u00f2 smarrirsi qualunque contatto con la realt\u00e0 in un esercizio esasperato e fatuo dell\u2019emotivit\u00e0. Il fenomeno della maturazione affettiva implica, allora, un\u2019attivazione dei diversi strati del sentire, non solo dell\u2019ampiezza, ma anche della profondit\u00e0: non solo percepire quanta pi\u00f9 realt\u00e0 possibile ma anche attribuire ad essa un rango di valori che la strutturi gerarchicamente. Bene, \u00e8 proprio quest\u2019ordine che si manifesta nella vita affettiva e nei comportamenti a definire il nostro personale modo di sentire, la nostra individualit\u00e0. Dunque, se attivazione e strutturazione assiologica della sensibilit\u00e0 sono i fenomeni fondanti l\u2019identit\u00e0 di una persona, laddove \u00a0questa strutturazione sia assente si assiste al fenomeno della \u201cbanalit\u00e0 del male\u201d, il cui polo estremo pu\u00f2 essere certo rappresentato dal gerarca nazista di cui si occup\u00f2 la Arendt, ma che qui \u00a0indica tutta una gamma di piccoli e grandi orrori che costellano le nostre vite quotidiane e di cui non necessariamente si occupano le cronache.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La struttura del sentire<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019affettivit\u00e0 ha uno strato sensoriale e vitale, ma tra questi strati e quello propriamente personale c\u2019\u00e8 un salto connesso all\u2019esperienza di altre personalit\u00e0 come tali. L\u2019affettivit\u00e0 ridotta agli strati vitale e sensoriale non consente n\u00e9 una personologia n\u00e9 un\u2019etica: nella strutturazione della persona, il momento centrale \u00e8 la percezione di valore delle altre persone come tali. Infatti, sono i sentimenti connessi ad una relazione personale, e soprattutto l\u2019amore nelle sue diverse forme, a strutturare tutta l\u2019affettivit\u00e0. Dunque, grazie ad una ricognizione strutturale e ad una dinamica, proveremo ad illustrare la connessione imprescindibile tra identit\u00e0, affettivit\u00e0 e dimensione etica del vivere nel suo fondamento relazionale. Detto in termini pi\u00f9 perspicui, vedremo come l\u2019amore sia la possibilit\u00e0 pi\u00f9 propria che ognuno ha per formarsi come individuo in grado di sentire e di agire in modo adeguato rispetto alla non ineludibile struttura assiologica che il reale ci pone di fronte come richiesta di risposte adeguate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo accennato ai vari strati dell\u2019affettivit\u00e0 distinguendo una sfera del sentire riconducibile ai sensi, una vitale \u00a0che indica gli umori e gli stati d\u2019animo, ed infine quella personale o dei sentimenti. Se la sfera dei sensi delinea il fondamento del nostro percepirci come vita personale basata sulla percezione dei vissuti inerenti l\u2019essere un corpo, vi sono poi tutti quei sentimenti vitali che ci rivelano il nostro benessere o malessere, la nostra energia fisica, a cui affianchiamo i vissuti che ci rivelano gli umori o lo stato d\u2019animo che ci caratterizza in dato momento: angoscia, gioia, depressione etc. Bene, i sensi vitali, che siano o meno legati al corpo, ci rivelano che siamo inscritti in una dipendenza causale dalle circostanze, ma non esauriscono la sfera della nostra vita personale. E Stein in Psicologia e Scienze della spirito tenta di fornire una teoria della causalit\u00e0 psichica, valorizzando il ruolo della motivazione nell\u2019ambito della vita personale: l\u2019alternarsi dei sentimenti vitali ci attesta il fatto che dipendiamo dall\u2019esterno e che il nostro benessere psichico \u00e8 indice di come stiamo, di come viviamo, in modo pi\u00f9 ampio e profondo degli stati di benessere o malessere fisico, quantunque questi spesso concorrano in modo significativo a determinare i nostri stati d\u2019animo. Ma i nostri stati d\u2019animo, le nostre tonalit\u00e0 affettive non sono ancora in grado di determinare le caratteristiche della nostra personalit\u00e0: gli stati d\u2019animo ci dicono come stiamo ma non ancora che siamo ( e su questo punto mi permetto di rinviare alle bellissime analisi che E. Stein conduce sull\u2019analitica esistenziale di M. Heidegger contenuta in Essere e Tempo) . La personalit\u00e0, intesa come lo strato pi\u00f9 profondo del nostro essere, si forma a contatto con le altre persone: i sentimenti sono il luogo in cui incontrando gli altri incontriamo noi stessi perch\u00e9 qui il sentire \u00e8 matrice di risposte alla realt\u00e0 in cui ognuno di noi sperimenta attraverso scelte, azioni e decisioni, un proprio personale ethos. Ci\u00f2 ovviamente non comporta un relativismo morale perch\u00e9 tutti gli ordini personali sono ugualmente validi se non contraddicono norme universalmente obbliganti e se \u00e8 possibile stabilire la verit\u00e0 di queste norme, ma di questo parleremo tra poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, tornando alla distinzione tra causa e motivazione, possiamo chiudere questa parte dicendo che lo strato personale dell\u2019affettivit\u00e0 \u00e8 quello dei sentimenti, i quali si configurano come un consentire\/ dissentire nei confronti di un sentire di primo grado, ovvero del semplice presentarsi delle qualit\u00e0 di valore del nostro sentire; ad esempio, avvertire gioia o dolore \u00e8 un semplice prendere atto in modo passivo della nostra esposizione al mondo, ma noi possiamo decidere da cosa farci toccare e a quale profondit\u00e0. E\u2019 in queste risposte che riveliamo ci\u00f2 che siamo a noi stessi, anche se questa scoperta non avviene indipendentemente dalla scoperta dell\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sentimenti, emozioni e passioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, lo strato personale del sentire si struttura attraverso l\u2019incontro con l\u2019altro che si pone come occasione privilegiata per la maturazione affettiva. Se un sentimento \u00e8 una disposizione del sentire, cio\u00e8 un consentire o dissentire rispetto a ci\u00f2 che lo suscita, questo significa che il sentimento analizzato nella gamma che va dai poli opposti dell\u2019amore e dell\u2019odio \u00e8 un atteggiamento motivante scelte, azioni e comportamenti, e che come strato dell\u2019affettivit\u00e0 che struttura un ethos individuale si distingue tanto dalle emozioni quanto dalle passioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli strati affettivi coinvolti dai sentimenti sono certamente quelli causalmente determinati, cio\u00e8 quello sensoriale e vitale o dell\u2019umore. Ma certamente le emozioni legate ad esempio alla percezione del bello, del buono, del giusto, presuppongono una sensibilit\u00e0 sufficientemente strutturata a livello personale. Le emozioni, infatti, in quanto reazioni ad una percezione, si configurano come attivazioni del sentire e del tendere e sono \u2013 a differenza dei sentimenti \u2013 vettori d\u2019azione immediata che possono dunque indurre ad una reazione o ad un\u2019azione che si configura come semplice attivazione di una sensibilit\u00e0 priva di strutturazione personale \u2013 che vive solo a livello sensoriale e vitale \u2013 o, al contrario, risposta conseguente ad una certa strutturazione del sentire e chiamare in causa i valori vitali. Finora, concentrandoci sul sentire non abbiamo parlato se non accennandovi, all\u2019altro polo della vita affettiva, ossia il tendere inteso come l\u2019insieme di pulsioni, desideri e aspirazioni: la passione \u00e8 un modo del volere che implica il tendere in tutte le sue forme. Da sempre si oppone la passione alla ragione, in quanto si identifica come caratteristica saliente della passione il suo essere radicata nell\u2019irrazionale tradotto con elementi che possiamo riassumere come l\u2019inadeguatezza assiologica, l\u2019inerzia o la forza compulsiva e l\u2019irresistibilit\u00e0, ovvero l\u2019imporsi ad un soggetto in presenza del dissenso da parte dello stesso. Elementi che spesso portano un\u2019azione passionale ad essere considerata frutto di un conflitto di volont\u00e0 \u2013 insuperabilmente descritto da Agostino nelle Confessioni \u2013 in cui le due direzioni del tendere portano l\u2019una all\u2019azione e l\u2019altra al rifiuto stesso del volere concretizzato nell\u2019azione. Quest\u2019ultimo, dunque, un volere di second\u2019ordine che non pu\u00f2 restare per sempre velleitario: o il conflitto del volere porta, attraverso una crisi, ad una ristrutturazione assiologica o , se \u00e8 destinato a rimanere immutato nel tempo con le sue dinamiche circolari, non \u00e8 un vero conflitto ma una semplice resa ai propri meccanismi tendenziali mascherata da un bisogno ipocrita di autoassoluzione. Va qui notato \u00a0che, se un\u2019azione libera non \u00e8 un\u2019azione indifferente alla passione, ma un\u2019azione a cui si consente con tutto \u00a0se stessi, frutto di una volont\u00e0 che pienamente consente al proprio fare, non per questo \u00e8 definibile come un\u2019azione buona. Le passioni di per s\u00e9 non sono fonti di conflitto,ma quando ci\u00f2 accade si pu\u00f2 accedere ad una ristrutturazione della personalit\u00e0 ma anche ad un\u2019uscita verso il basso, ad una destrutturazione assiologica che culmina nelle \u201cpassioni fredde\u201d. Assistiamo qui al fenomeno dell\u2019inaridimento del sentire che coesiste con la forza passionale delle tendenze in cui l\u2019empatia \u2013 intesa qui come la definisce E. Stein, ossia la percezione psicologica dei vissuti \u00a0altrui &#8211; si riduce al generico e perde la presa sull\u2019individuale. Riduzione del sentire significa proprio non percepire l\u2019individualit\u00e0 di chi ci sta di fronte, ma ridurlo ad in semplice componente di una classe di individui di cui ci sentiamo nemici o di cui, semplicemente, dobbiamo fare un uso strumentale, senza che si dia la possibilit\u00e0 di sentire l\u2019altro sorgente di un sentire o un soffrire che renderebbe impossibile il male o l\u2019indifferenza nei suoi confronti. Valga a titolo esplicativo, Eichmann, al processo dichiar\u00f2 di non aver mai odiato gli ebrei. Dunque, l\u2019affettivit\u00e0 umana ridotta all\u2019impersonalit\u00e0 si esplica nelle passioni fredde, che vanno dall\u2019indifferenza alle sofferenze altrui al contagio emotivo che \u00e8 il contrario dell\u2019empatia: sentire gli stati d\u2019animo altrui come i propri \u00a0ma sempre attraverso l\u2019impersonalit\u00e0. La rabbia o l\u2019entusiasmo delle folle sono la manifestazione di dinamiche emotive in cui vige il contagio e non l\u2019empatia. \u00a0Il motivo per cui si d\u00e0 un conflitto d\u2019identit\u00e0 non risolvibile \u00e8 che il nucleo sentimentale della passione configura un ordine assiologico non integrabile nel precedente: \u00e8 questo che porta al male assoluto o semplicemente alla mediocrit\u00e0 quotidiana che spesso rivela la distanza tra l\u2019opinione che abbiamo di noi stessi e delle nostre priorit\u00e0 assiologiche e le priorit\u00e0 che effettivamente manifestiamo nelle nostre azioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il volto interno dell\u2019amore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quanto detto finora \u00e8 chiaro che un qualche ordine assiologico si instaura solo quando ci \u00e8 data una possibilit\u00e0 di gioire non solo per le sensazioni piacevoli o lo stato di benessere, ma quando si attiva lo strato dei sentimenti che \u00e8 ulteriore, pi\u00f9 profondo, rispetto a quelli sensoriali o vitali. E questo diventa possibile solo quando diventiamo capaci di sentire il valore assoluto di un\u2019altra esistenza come tale; solo allora si attivano gli strati pi\u00f9 profondi dell\u2019affettivit\u00e0, quelli in grado di cogliere le differenze di valore del reale, avviene la maturazione personale che qui facciamo coincidere con la precisione del cuore. Di norma, ci\u00f2 avviene perch\u00e9 \u00a0siamo stati per primi oggetto d\u2019amore da parte di qualcuno e quando ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, sviluppare la capacit\u00e0 d\u2019amare diventa un esercizio estremamente faticoso, spesso superiore alle nostre forze. L\u2019amore come sentimento che attiva uno strato personale del sentire, matrice di risposte che strutturano un ethos individuale, ci introduce al nesso tra la formazione di noi e l\u2019apertura al valore del reale. Faccio un esempio: se non si sente che il desiderio di maggior benessere economico non vale la morte di un genitore o di un coniuge, sicuramente non \u00e8 stato possibile attivare alcuna strutturazione assiologia del reale e non basta derubricare questi come casi di follia. Dostoevskij in Delitto e castigo coglie il vero &#8211; come sempre, aggiungiamo &#8211; quando consegna all\u2019assassino di una vecchia spilorcia, \u00a0per mano della prostituta Sonia, il brano di Giovanni sulla resurrezione di Lazzaro: ci\u00f2 che deve risorgere \u00e8 la possibilit\u00e0 di una vita personale, di una capacit\u00e0 di sentire che passa per l\u2019assunzione delle proprie responsabilit\u00e0, unica via di scampo da una morte per disseccamento interiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come si attiva concretamente lo strato personale del sentire? Di certo, non basta l\u2019educazione n\u00e9 l\u2019esempio: nessuna attivit\u00e0 altrui forma una personalit\u00e0, anche se, perch\u00e9 avvenga il risveglio e la maturazione, occorrono gli altri, occorre la presenza di qualcuno in grado di attivare una risposta che abbiamo definito amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amore, inteso qui come sentimento relazionale elettivo e non solo, \u00e8 un incondizionato consentire all\u2019esistenza di una determinata persona non perch\u00e9 abbia particolari qualit\u00e0 ma perch\u00e9 \u00e8 quella persona. E\u2019 un assentire felice alla sua essenza che invita ad un rinnovamento interiore che comporta sempre una scoperta e riscoperta di s\u00e9. Certo, l\u2019amore \u00e8 rinnovato sentire, ma soprattutto per gli amori elettivi \u00e8 anche desiderio e ospita allora tutta una serie di dimensioni del tendere come bisogno, pulsione, domanda, che sono l\u2019esatto contrario della gratitudine, del felice consentire; e con ci\u00f2 non si sta svalutando \u00a0la forza dell\u2019eros, ma si vuole contestare il tentativo di ricondurre tutta l\u2019affettivit\u00e0 al suo polo pulsionale. Abbiamo detto che l\u2019oggetto d\u2019amore \u00e8 l\u2019identit\u00e0 altrui; per questo, l\u2019amore non \u00e8 motivato ( \u201c\u00e8 senza perch\u00e9, fiorisce perch\u00e9 fiorisce\u201d) ma certamente la persona oggetto d\u2019amore viene intuita come la soglia attraverso cui ci si dischiude un nuovo universo di valore. Ogni esperienza amorosa ha come sua manifestazione apicale un bisogno che non \u00e8 di possesso ma di espressione. La preziosit\u00e0 della persona amata \u00e8 in fondo il potere di farti intuire la \u201ctuit\u00e0\u201d di te, di suscitare la tua espressivit\u00e0; qualcuno che se ne intendeva ha scritto \u201c di generare nel bello\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">L\u2019etica tra il sentire e il conoscere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amore, dunque, come sentimento dell\u2019intero \u00e8 un\u2019 introduzione a tutti i sentimenti relazionali positivi che caratterizzano i rapporti con gli altri che, bench\u00e9 motivati da un accesso parziale al valore dell\u2019altro, recano una traccia del felice consentire dell\u2019amore che in questo senso prepara al riconoscimento dell\u2019identit\u00e0 altrui come tale. Il sentimento corrispondente al riconoscimento dell\u2019altro in quanto tale \u00e8 il rispetto, che davvero significa il sentire che le esistenze degli altri hanno valore. In questo senso, l\u2019amore non pu\u00f2 essere dovuto a tutti per le caratteristiche di cui abbiamo parlato, ma il rispetto s\u00ec e l\u2019estensione delle classi di enti a cui \u00e8 dovuto il rispetto \u00e8 certo indice del livello di civilt\u00e0 di un\u2019epoca. E, proprio perch\u00e9 il rispetto \u00e8 il sentire la dignit\u00e0 delle persone in quanto tali, possiamo assumerlo come la minimale condizione di possibilit\u00e0 dell\u2019etica. Infatti, chi non nutre questo sentimento non si accorge di vivere in un mondo di persone e conduce una vita subumana in cui viene meno la corretta formazione di un pensiero della realt\u00e0, in quanto davvero il rispetto inteso come il sentimento della trascendenza dell\u2019individuale \u00e8 il sentimento della realt\u00e0 in quanto dotata di valore. E\u2019 solo nel rispetto che il sentire si struttura come coscienza morale, ovvero come facolt\u00e0 di giudicare e di agire in base a motivazioni moralmente fondate. Ma di che tipo \u00e8 l\u2019evidenza che fonda i giudizi di valore? Le norme non possono che essere obbliganti in virt\u00f9 dei valori che le fondano, ed i valori sono le qualit\u00e0 assiologiche del reale. I valori si sentono, certo, ma non ogni modo del sentire \u00e8 una base di evidenza; abbiamo detto prima che solo lo strato dei sentimenti fonda un ordine del cuore personale e che tale prospettiva si sottrae all\u2019accusa di relativismo quando si stabilisce il principio che tutti gli ordini compatibili con la verit\u00e0 atta a fondare norme obbliganti sono compatibili anche tra loro. Ora, questa base di evidenza \u00e8 il rispetto, inteso come condizione minima per accedere alla soglia dell\u2019agire morale: sapere ci\u00f2 che da chiunque \u00e8 dovuto a qualunque persona come tale \u00e8 la base delle norme universalmente obbliganti senza le quali non c\u2019\u00e8 giustizia. In altri termini, ognuno pu\u00f2 legittimamente decidere in cosa consista la sua felicit\u00e0 se questa \u00e8 compatibile con la base non negoziabile della giustizia morale. Ma come fondare l\u2019universalit\u00e0 della norma, data la personalit\u00e0 del sentire? Proprio ponendo il rispetto alla base dell\u2019etica, possiamo affermare che il giusto agire, la phronesis aristotelica, si sottrae ad ogni pericolo di soggettivismo e relativismo. Abbiamo volutamente evitato il riferimento all\u2019etica kantiana che pure fa del rispetto l\u2019unico sentimento che informa la vita morale per restare semplicemente sulle cose stesse, ma bisogna pur tornare all\u2019esigenza kantiana di universalit\u00e0 e di apriorit\u00e0 dell\u2019etica in quanto elementi dirimenti per la fondazione di una base etica obbligante ciascuno pur nella diversit\u00e0 delle personali aspirazioni. Ci\u00f2 che qui si propone \u00e8 un\u2019etica assiologica, in quanto pone a fondamento del dovere le istanze di valore del reale, ma non eudemonistica perch\u00e9 la felicit\u00e0 \u00e8 poi un affare privato di ciascuno di noi; una proposta che \u00a0distanzia da Kant perch\u00e9 ritiene che il carattere obbligante della norma coincida in ultima analisi con il riconoscimento del valore che la fonda, e \u00a0ci\u00f2 avviene solo per il rispetto in quanto sentimento universalmente dovuto da ciascuno \u00a0a ciascuno. Un sentimento che diventa matrice di risposte adeguate in quanto assume l\u2019abito, o la virt\u00f9, della phronesis che dispone la nostra buona formazione e trasformazione, strutturando una sensibilit\u00e0 personale capace di sentimenti e comportamenti giusti nei confronti degli altri e di noi stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sulla vita buona o sulla felicit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo visto come lo strato personale dell\u2019affettivit\u00e0 si attivi e si strutturi in modo privilegiato attraverso l\u2019esperienza dell\u2019amore, sia questo elettivo o meno. Ma, abbiamo anche detto che la maturazione personale \u00e8 un fenomeno dinamico che pu\u00f2 subire quindi variazioni e regressioni e ci\u00f2 che opera in modo tale da far regredire una personalit\u00e0 fino al livello subumano \u00e8 proprio l\u2019odio, che al suo fondo resta incomprensibile, tant\u2019\u00e8 che non si odia &#8211; o meglio cos\u00ec si crede &#8211; mai per primi: si risponde sempre all\u2019odio di un nemico. Ci\u00f2 che resta incomprensibile dell\u2019odio \u00e8 dunque la sua gratuit\u00e0, elemento invece indispensabile e pienamente comprensibile nell\u2019amore. L\u2019amore, nella sua essenza, \u00e8 gratuito perch\u00e9 \u00e8 senza motivo ( non sono le qualit\u00e0 dell\u2019altro a farcelo amare) ma non infondato perch\u00e9 \u00e8 un\u2019esperienza di realt\u00e0 progressiva nel senso che facciamo esperienza di un\u2019altra persona che \u00e8 appunto il fondamento del sentimento che viviamo. In questo senso non c\u2019\u00e8 amore illusorio: certo, possiamo sbagliarci sul sentimento o rifiutare la persona reale una volta venuta meno l\u2019immagine trasfigurata dal desiderio, ma ci\u00f2 ha a che fare non tanto con l\u2019essenza dell\u2019amore quanto coi residui di un\u2019adolescenza che qualche volta tarda ad evolvere nella maturit\u00e0. E qui rinviamo ad un piccolo capolavoro letterario di D\u00fcrrenmatt, Greco cerca greca, una fenomenologia della maturazione affettiva, in cui il protagonista \u00a0passa attraverso le secche \u00a0(il lago gelato di Costanza ) della disillusione per approdare ad un amore che, abbandonata l\u2019infatuazione dell\u2019immagine autoeroticamente prodotta, \u00e8 capace di pronunciare un amen all\u2019essenza dell\u2019amato ad occhi aperti, cio\u00e8 col giusto sentire che non si sottrae alla verit\u00e0 ma che, nondimeno, continua anzi comincia ad amare in una dinamica di bene prodotto e ricevuto \u00a0finalmente salvifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla base dell\u2019odio, invece, sembra esserci un vuoto, un\u2019assenza di realt\u00e0 che si rivela come un\u2019incapacit\u00e0 di sentire le differenze di valore del reale; il lato pulsionale dirige tutto il nostro agire quando \u00e8 ridotta a zero la capacit\u00e0 di sentire , ed \u00e8 proprio una mancanza, l\u2019indifferenza , a nutrire l\u2019odio. Il sentire non giusto \u00e8 un sentire poco, un\u2019insufficiente attivazione dello strato personale dei sentimenti, in primo luogo del sentimento di rispetto, e dunque una mancanza di percezione della realt\u00e0 e del suo ordine assiologico. Cos\u00ec la base dell\u2019ingiustizia \u00e8 l\u2019indifferenza, grazie a cui non colgo che il mio benessere economico non vale l\u2019omicidio del mio coniuge, o il furto, l\u2019arrivismo nutrito di scorrettezza, non vale un avanzamento di carriera. Torna infine la dottrina platonica del male come deficienza d\u2019essere; qui, l\u2019essere insufficiente \u00e8 il nostro e deficienza d\u2019essere significa deficienza del sentire. Allora, essere in grado di accogliere la realt\u00e0 portatrice di valore che soprattutto nell\u2019individualit\u00e0 altrui rivela il proprio volto significa strutturare una \u00a0personalit\u00e0 che sta compiendo il proprio percorso di \u00a0maturazione affettiva; un percorso che non ha come meta ma come origine la felicit\u00e0 stessa. La felicit\u00e0 non \u00e8 n\u00e9 un\u2019emozione n\u00e9 uno stato d\u2019animo, ma ci\u00f2 che rende un ente conforme alla sua essenza si legge presso gli antichi Greci, e qui pensiamo ad Aristotele \u00a0ma non solo. In altri termini, possiamo dire che la felicit\u00e0 \u00e8 la possibilit\u00e0 ontologica della persona capace di sentire, la piena attivazione di tutti gli strati del sentire; quindi il suo contrario non \u00e8 la tristezza o il dolore, ma l\u2019incapacit\u00e0 di provare affetti, di sentire davvero, l\u2019inaridirsi del cuore che sempre porta ad una destrutturazione della personalit\u00e0 e ad una perdita di contatto con la realt\u00e0 . La felicit\u00e0 non \u00e8 un\u2019emozione, ma una condizione oggettiva: essere capaci di gioire e di soffrire senza rimuovere alcunch\u00e9, la piena attivazione di tutta la nostra sensibilit\u00e0. E\u2019 per questo che \u00a0si nasce a nuova vita, \u00a0ci si dischiude a nuove possibilit\u00e0, nel felice assenso che l\u2019amore richiede.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<\/div>\n<p id=\"internal-source-marker_0.3793975389562547\" style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* L\u2019ordine del sentire tra affetto e valore: il rapporto fondamentale tra formazione della persona e incontro con l\u2019altro di MARA DELL\u2019UNTO \u201cE stupisco che l\u2019amore abbia questo volto interno\u201d (M. Luzi) In questa breve ricognizione sull\u2019affettivit\u00e0 e sui suoi &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/imparare-a-leggere-19-mara-dellunto-lordine-del-sentire-tra-affetto-e-valore-il-rapporto-fondamentale-tra-formazione-della-persona-e-relazione-con-laltro\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[232,57],"tags":[],"class_list":["post-10388","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ascolto","category-camminarsi-dentro"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10388"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12110,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10388\/revisions\/12110"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}