{"id":11311,"date":"2011-07-09T08:51:41","date_gmt":"2011-07-09T06:51:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=11311"},"modified":"2011-07-09T21:12:00","modified_gmt":"2011-07-09T19:12:00","slug":"camminarsi-dentro-205","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-205\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (205): L&#8217;empowerment professionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 26px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Sabato 9 luglio 2011<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Un elemento che caratterizza la condizione di tutti gli Educatori \u00e8 dato dalla capacit\u00e0 personale di &#8216;proseguire&#8217; nel lavoro avviato, senza aspettarsi troppe conferme e riconoscimenti per il lavoro svolto. Mi riferisco al sentimento, spesso inespresso, che accompagna tutte le fasi cruciali della carriera personale: ad ogni prova affrontata e superata con successo, ma anche a fronte di un impegno che si sia aggiunto ad altri impegni, come in seguito alla manifestazione esplicita di stima da parte di alunni e genitori, ci si aspetta che arrivino i veri riconoscimenti, quelli dei Colleghi e dei dirigenti scolastici. E se non arrivano, non si smette di attenderli.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=11288\" target=\"_blank\">Non si tratta di insicurezza personale<\/a> quando si &#8216;reclamino&#8217; i necessari riconoscimenti: il bisogno \u00e8 professionale, non &#8216;privato&#8217;. Dal momento, per\u00f2, che nel tempo si sperimenta una solitudine che \u00e8 senza rimedio, tanto vale capire prima possibile che non bisogna mettere nel conto nessun riconoscimento. Bisogna fare da soli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Quando ero insegnante avevo alle spalle una laurea, un corso che abilitava all&#8217;insegnamento, un&#8217;immissione in ruolo, una sede definitiva: tutte cose che erano altrettanti riconoscimenti di uno <em>status<\/em> giuridico. Non dovevo affannarmi a dimostrare che ero un insegnante di Italiano e Latino. A volte si riproponeva il problema, all&#8217;interno della schiera dei Colleghi, dell&#8217;identit\u00e0 personale, ma dipendeva dal prestigio della Cattedra di Italiano e Latino, pi\u00f9 o meno grande, a seconda delle scuola in cui ho insegnato. Anche per questo aspetto della mia condizione, per\u00f2, presto ho scoperto che le mie scelte non erano condivise. Probabilmente, non godevo nemmeno della stima dei miei Colleghi. Se non ci fosse stato il riconoscimento unanime dei ragazzi e delle loro famiglie, sarebbe stata pi\u00f9 dura la mia condizione! Altrettanto presto, per\u00f2, ho provveduto a mettere al riparo il mio lavoro con un metodo inattaccabile: ho sempre scritto molto, dalla progettazione didattica all&#8217;inizio dell&#8217;anno ai giudizi sui compiti svolti in classe dai ragazzi. Un lavoro estenuante e meticoloso, teso alla documentazione rigorosa di tutte le scelte educative, didattiche, docimologiche. Tutto ci\u00f2 che era condiviso &#8211; le decisioni del Dipartimento dei docenti di Lettere &#8211; era da me rispettato militarmente, per evitare ostracismi e manovre a mia insaputa. Posso dire che la professionalit\u00e0 raggiunta \u00e8 stata il risultato di un lavoro ininterrotto di miglioramento personale, dal 1973 al 2008, lungo tutta la carriera di insegnante. Ho partecipato a tutti i Corsi di aggiornamento possibili. Ero abbonato a riviste di ogni genere, di Estetica, di Letteratura, di Filosofia. Acquistavo libri settimanalmente, per non lasciarmi sfuggire nessuna novit\u00e0 nel campo della critica, del costume, della mentalit\u00e0&#8230; Per questa via, mi sono guadagnato stima e rispetto.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Gli anni di scuola sono stati un lungo esercizio spirituale, vissuto all&#8217;insegna della sobriet\u00e0 e della rinuncia: l&#8217;efficienza a scuola e l&#8217;efficacia della didattica dipendevano dal mio benessere materiale e spirituale, a cui ho mirato sempre, perch\u00e9 il lavoro educativo non risentisse della pi\u00f9 piccola ombra personale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Ben diverso \u00e8 il caso dell&#8217;attivit\u00e0 di Educatore che ho preso a svolgere nel 1989 con i tossicomani e con le loro famiglie: si trattava di &#8216;costruire&#8217; una professionalit\u00e0 nuova, a partire dalla nozione di Volontariato, che oggi per me <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/testi\/cacciari-liberi.doc\" target=\"_blank\">non significa quasi pi\u00f9 nulla<\/a>, a parte la gratuit\u00e0 della &#8216;prestazione&#8217;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Come Educatore di Exodus condivido con la Fondazione tutte le idee che la animano e che &#8216;seguo&#8217; dal 1992. L&#8217;esercizio concreto, tuttavia, del lavoro sociale nel <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?page_id=11003\" target=\"_blank\">Centro di ascolto<\/a> \u00e8 esperienza solitaria, riconosciuta per i suoi risultati indiscutibili &#8211; il numero dei ragazzi presenti nelle sedi residenziali &#8211; ma ancora solitaria. Anche in Exodus ci sono da sempre i momenti di formazione, dal Capitolo al piccolo Esodo agli incontri di formazione veri e propri, ma la fraternit\u00e0 che pure \u00e8 operante non si traduce in discussione dei metodo di lavoro dei singoli Educatori o delle varie Case. E&#8217; aperto, infatti, un dibattito all&#8217;interno delle Aree geografiche sull&#8217;offerta delle Case e dei Centri d&#8217;ascolto, per arrivare a una documentazione unificata di ci\u00f2 che intendiamo per Ascolto e di ci\u00f2 che si fa nelle Case. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Contemporaneamente, tuttavia, per ogni Educatore si pone il problema di come sia da vivere l&#8217;insegnamento che viene da don Antonio Mazzi e dall&#8217;esperienza vivente della relazione d&#8217;aiuto. Il Fondatore gi\u00e0 da qualche anno ha trasmesso a tutti noi l&#8217;idea che sia tempo di raccogliere la sua eredit\u00e0, con un testo che vale anche come messaggio: <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Il vasaio <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Sulle rive di un mare si ritira un vasaio negli anni della vecchiaia. Gli si velano gli occhi, gli tremano le mani, \u00e8 arrivata la sua ora. Allora si compie la cerimonia dell\u2019iniziazione: il vasaio vecchio offre al vasaio giovane il suo pezzo migliore. Cos\u00ec vuole la tradizione degli indigeni dell\u2019America nord occidentale: l\u2019artista che se ne va consegna il suo capolavoro all\u2019artista che viene iniziato. Il vasaio giovane non conserva quel vaso perfetto per contemplarlo e ammirarlo, ma lo butta per terra, lo rompe in mille pezzi, raccoglie pezzetti e li incorpora nella sua argilla. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">EDUARDO GALEANO, <em>Parole in cammino <\/em><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">La questione del riconoscimento, dunque, non si pone proprio in campo educativo, se si \u00e8 disposti ad ammettere che, oltre i titoli acquisiti, resta da &#8216;costruire&#8217; la propria professionalit\u00e0 sul campo e con la formazione continua. Per questo, \u00e8 importante stendere &#8216;mappe&#8217; del territorio della formazione. Obiettivo da raggiungere: l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/testi\/empowerment.doc\">empowerment<\/a> professionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">L&#8217;idea mi \u00e8 venuta da <a href=\"http:\/\/www.lemappedelpensiero.it\/wordpress\/il-sito-le-mappe-del-pensiero\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>. Documentare gli strumenti conoscitivi e i metodi utili per arricchire la propria professionalit\u00e0 &#8216;sul campo&#8217; \u00e8 indispensabile, soprattutto nelle professioni d&#8217;aiuto. Le persone sono restie ad accettare da altre persone suggerimenti per il proprio lavoro. L&#8217;incorporamento di nuova conoscenza nel lavoro che si svolge \u00e8 compito della &#8216;formazione in servizio&#8217;. Anche nei confronti essa, per\u00f2, si scoprono resistenze. Pu\u00f2 essere utile, allora, \u00a0imboccare la strada dell&#8217;autodidattica. In ogni caso, occorrer\u00e0 imparare ad apprendere dall&#8217;esperienza, come \u00e8 stato suggerito per questo ambito dalla <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=gPnByHu_hNwC&amp;printsec=frontcover&amp;source=gbs_ge_summary_r&amp;cad=0#v=onepage&amp;q&amp;f=false\" target=\"_blank\">psicoanalisi<\/a>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Lo psicologo Rino Rumiati dice: &#8220;Apprendere dall&#8217;esperienza non \u00e8 affatto un processo automatico. Esso richiede che vengano &#8216;mobilitate&#8217; abilit\u00e0 di base molto importanti. Dall&#8217;esperienza dopo tutto ci vengono soltanto i dati per la conoscenza, non la conoscenza: l&#8217;esperienza, infatti, fornisce degli insiemi di informazioni talvolta molto grezzi. Gli individui possono trasformarli in conoscenza solo quando sanno come trattarli e valutarli per ci\u00f2 che essi realmente dicono. Ma purtroppo questo non \u00e8 facile, dato che i dati che vengono dall&#8217;esperienza possono essere interpretati in pi\u00f9 di un modo&#8221; (Rino Rumiati, <em>Decidere<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2000, p. 107). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\"><a href=\"http:\/\/www.formazione-esperienziale.it\/catalog\/teoria_kolb.php\" target=\"_blank\">La teoria dell&#8217;apprendimento dall&#8217;esperienza di Kolb<\/a>\u00a0(<a href=\"http:\/\/www.formazione-esperienziale.it\/catalog\/images\/kolb_apprendimento.pdf\" target=\"_blank\">\u27a0<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.provincia.torino.it\/istruzione\/cesedi\/ABV-RLS-ZZ\/TIPI\/CiclAprE.htm\" target=\"_blank\">\u27a0<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.provincia.torino.it\/istruzione\/cesedi\/ABV-RLS-ZZ\/TIPI\/RflEsTiP.htm#Come\" target=\"_blank\">\u27a0<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.funzioniobiettivo.it\/glossadid\/stile%20cognitivo.htm\" target=\"_blank\">\u27a0<\/a>)\u00a0ci aiuta a fornire un primo inquadramento del problema che abbiamo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Nel campo delle professioni d&#8217;aiuto la teoria del <em>resource exchange<\/em>\u00a0&#8211; \u00abscambio di risorse\u00bb &#8211;\u00a0descrive bene lo sviluppo della relazione interpersonale. Si tratta di una teoria dell&#8217;interdipendenza &#8211; esposta da <a href=\"http:\/\/www.francoangeli.it\/Ricerca\/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1534.3.5\" target=\"_blank\">Fabio Folgheraiter<\/a>\u00a0nel suo Manuale di metodologia del lavoro sociale &#8211; che rafforza l&#8217;idea dello scambio di risorse relazionale di cui si gode nella relazione d&#8217;aiuto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Un&#8217;occasione ravvicinata, poi, \u00e8 data dal confronto professionale con gli altri Educatori e con le altre professioni d&#8217;aiuto. Forse, il miglior modo per apprendere dall&#8217;esperienza \u00e8 osservare quella altrui, facendo tesoro degli errori compiuti.<\/span><\/p>\n<p>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/apis.google.com\/js\/plusone.js\">\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n  {lang: 'it', parsetags: 'explicit'}\n\/\/ ]]><\/script>\n<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Segnala questo post ai tuoi amici con <a href=\"http:\/\/www.google.com\/intl\/it\/+1\/button\/\" target=\"_blank\">Google +1<\/a>:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<script type=\"text\/javascript\">\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\n\/\/ < ![CDATA[\ngapi.plusone.go();\n\/\/ ]]><\/script>\n<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 26px;\">*<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Sabato 9 luglio 2011 Un elemento che caratterizza la condizione di tutti gli Educatori \u00e8 dato dalla capacit\u00e0 personale di &#8216;proseguire&#8217; nel lavoro avviato, senza aspettarsi troppe conferme e riconoscimenti per il lavoro svolto. 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