{"id":11703,"date":"2011-08-09T08:00:46","date_gmt":"2011-08-09T06:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=11703"},"modified":"2012-11-18T04:15:49","modified_gmt":"2012-11-18T02:15:49","slug":"camminarsi-dentro-215-lo-statuto-della-voce-nelle-relazioni-daiuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-215-lo-statuto-della-voce-nelle-relazioni-daiuto\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (215): Lo statuto della voce nella relazione d&#8217;aiuto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"\u03bf \u03ba\u03c1\u03cc\u03bd\u03bf\u03c2 \u03ba\u03b1\u03b9\u03c1\u03cc\u03c2\" src=\"http:\/\/www.miti3000.it\/mito\/musei\/img\/antico\/Kairos.jpg\" alt=\"\" width=\"432\" height=\"382\" \/>\u00a0<\/p>\n<blockquote style=\"font-size: 16.5px;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Scripta volant, verba manent. <br \/>JACQUES LACAN<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote style=\"font-size: 16.5px;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">La verit\u00e0 \u00e8 il tono di un incontro. <br \/>HUGO VON HOFMANNSTHAL<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">0. Rispetto al motto di Lacan &#8211; <em>I testi (scritti) volano, i discorsi (orali) restano<\/em> &#8211; e a tutta la lezione del maestro Jacques Derrida, c&#8217;\u00e8 da segnalare qui il primato del significante, rispetto al significato, e il primato della voce, rispetto al testo scritto. Quest&#8217;ultimo &#8216;vola&#8217;, nel senso che non costituisce documento &#8216;fedele&#8217; della realt\u00e0 che pi\u00f9 ci sta a cuore: il &#8216;luogo&#8217; del soggetto, lo spazio &#8216;relazionale&#8217; della verit\u00e0.<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">A noi interessa raggiungere il cuore della verit\u00e0, e questo luogo \u00e8 l\u00e0 dove si disloca il soggetto che \u00e8 di fronte a noi e che parla. Di lui diremo che non \u00e8 semplice-presenza. Di lui ci interessa la trascendenza, ci\u00f2 che lo supera, collocandolo in un <em>altrove<\/em> che desideriamo &#8216;abitare&#8217;. Ci\u00f2 che appare a noi non \u00e8 tutto. Seguiremo la traccia del suo apparire e i modi di quell&#8217;apparire, per &#8216;andare&#8217; l\u00e0 dove si dilegua ogni nostro apparire.<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Il soggetto, poi, non \u00e8 pi\u00f9 il legislatore dell&#8217;esperienza, perch\u00e9 non \u00e8 padrone a casa sua, come ci ha insegnato Freud. &#8216;In casa&#8217; c&#8217;\u00e8 qualcun altro con cui il soggetto \u00e8 perennemente impegnato a &#8216;dialogare&#8217;. E&#8217; stato Ricoeur a parlare del \u00abs\u00e9 come un altro\u00bb. Gi\u00e0 Mallarm\u00e9 aveva sentenziato: \u00abJe est un autre\u00bb, Io \u00e8 un altro. Sicuramente, non siamo di fronte a un &#8216;semplice&#8217;, e la nostra coscienza non \u00e8 mai possibile ri(con)durre a un dominio conchiuso, ad una sintesi chiara, se non al culmine della nostra vita, quando ormai essa \u00e8 stata interamente vissuta&#8230;<br \/>Ci\u00f2 che &#8216;resta&#8217; \u00e8 la <em>vita<\/em> della &#8216;parola&#8217;, la qualit\u00e0 dell&#8217;accordo, che costituisce l&#8217;autentico\u00a0\u03ba\u03b1\u03b9\u03c1\u03cc\u03c2 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=7059\" target=\"_blank\">\u03bf \u03ba\u03c1\u03cc\u03bd\u03bf\u03c2 \u03ba\u03b1\u03b9\u03c1\u03cc\u03c2<\/a>, il tempo &#8216;debito&#8217;\u00a0&#8211; di cui si sostanzia l&#8217;efficacia dei processi empatici. Riconoscere il primato della parola, dunque, &#8211; della voce &#8211; equivale a proporre una diversa posta: \u00e8 altro &#8216;in gioco&#8217;. Cercheremo &#8211; e troveremo &#8211; l&#8217;altro non in un intemporale significato della verit\u00e0 che dovrebbe mostrarsi a noi \u00a0incontrovertibile nel bagliore della luce meridiana. <br \/>Gi\u00e0 Eco nel 1980 aveva avvertito, in apertura del suo primo romanzo, che la verit\u00e0 ci si mostra spesso \u00ab<em>per speculum et in aenigmate<\/em>\u00bb &#8211; attraverso giochi di specchi e tale che debba essere interpretata -, dunque non ci fermeremo alle mere apparenze, anche se sappiamo bene che \u00abnulla appare invano\u00bb: l&#8217;apparenza non ci inganner\u00e0, se noi sapremo farci condurre da essa al cuore ben rotondo della verit\u00e0. Seguire il significante \u00e8 gi\u00e0 metodo, <em>qui<\/em> &#8211; cio\u00e8 dentro la relazione -, per noi. <br \/>Il <a href=\"http:\/\/traccefreudiane.com\/wp\/archives\/344\" target=\"_blank\">significante per eccellenza<\/a> \u00e8 la voce umana. Da essa ci faremo guidare in tutte le vicissitudini della nostra <em>vita activa<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">1. \u00abViviamo in una fonosfera, <em>presi<\/em> nell&#8217;ascolto, tesi <em>all<\/em>&#8216;ascolto, estroflessi e portati fuori di noi, per intendere qualcosa\u00bb (<a href=\"http:\/\/users.unimi.it\/~gpiana\/dm8\/serra\/serra_nancy.pdf\" target=\"_blank\">Carlo Serra<\/a>). In <em><a href=\"http:\/\/www.exodus.it\" target=\"_blank\">Exodus<\/a><\/em> siamo abituati a parlare di <em>paesaggio affettivo<\/em>, per indicare le figure di riferimento della famiglia d&#8217;origine che ogni ragazzo deve riscoprire, al culmine dei programmi riparativi e ricostruttivi che si rendono indispensabili per uscire dalle dipendenze. Una sede residenziale &#8211; noi preferiamo parlare delle nostre <em>Case<\/em> &#8211; \u00e8 propriamente una <em>fonosfera<\/em>, come lo \u00e8 ogni Centro d&#8217;ascolto. In &#8216;casa&#8217; risuonano le voci alle quali si impara ad essere fedeli, se \u00e8 vero che &#8216;tradire&#8217; \u00e8 un &#8216;tra-udire&#8217;, cio\u00e8 sentire altre voci, prestar fede ad altre voci. Creare in s\u00e9 lo spazio indispensabile per ospitare gli altri, tutti gli altri con i quali si intrattengono relazioni significative, vuol dire propriamente accettare ogni risonanza affettiva, che solo la voce &#8216;direttamente&#8217; restituisce. Nella dimensione dell&#8217;ascolto occorre inserire poi la nozione complessa di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paesaggio_sonoro\" target=\"_blank\">paesaggio sonoro<\/a>. <br \/>La voce dell&#8217;Operatore e la voce della persona che chiede aiuto non sono mai in questione: non costituiscono, cio\u00e8, materia di studio n\u00e9, tantomeno, oggetto di riflessione personale o argomento su cui riferire esperienze significative, come se si desse comunicazione solo a livello di concetti, di significati, di riferimenti oggettivi facilmente condivisi! Nel colloquio, che \u00e8 una delle strutture portanti della condizione umana, invece, sono implicati piani di realt\u00e0 relativi ai parlanti che non sono ri(con)ducibili al solo dominio della parola. Il contenuto manifesto e l&#8217;espressione verbale delle proprie intenzioni e dei propri scopi non esauriscono il senso. Al di l\u00e0 di impliciti e di presupposti, su cui pure si basa la comunicazione umana, ci riferiamo qui al <a href=\"http:\/\/www.feltrinellieditore.it\/SchedaLibro?id_volume=672631\" target=\"_blank\"><em>non detto<\/em> delle emozioni<\/a>, al preverbale, ai <a href=\"#tratti\">tratti sovrasegmentali<\/a> dei sintagmi che vanno a comporre le catene di parole con le quali costruiamo i nostri discorsi [vedi anche <a title=\"Paul Ekman e le microemozioni\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paul_Ekman\" target=\"_blank\">\u27b1<\/a>\u00a0<a title=\"Semiotica dell\u2019espressione vocale non verbale delle emozioni\" href=\"http:\/\/www.rivistadipsicologiaclinica.it\/italiano\/numero1_07\/pdf\/Campanelli_Iberni_Sarracino_Degni_Mariani.pdf\" target=\"_blank\">\u27b1<\/a>].<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Il senso, poi, \u00e8 costruzione collettiva; non \u00e8 il mero significato delle parole, che pure sono soggette al fenomeno della connotazione, limitatamente all&#8217;esperienza del singolo parlante: noi siamo quotidianamente impegnati a contrattare con gli altri il senso da dare alle parole con le quali poi interagiamo sempre, perch\u00e9 un mondo a noi sostanzialmente estraneo si trasformi in una realt\u00e0 durevolmente condivisa.<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Lo <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=11743\" target=\"_blank\">statuto della voce<\/a>, anche considerata nella comune relazione faccia a faccia che intratteniamo con le persone che ci circondano, resta inindagato, quasi fossero irrilevanti gli effetti di senso che pure essa produce e veicola.<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Io credo che questa &#8216;omissione&#8217;, che si configura come vera falla teorica, dipenda da una sottovalutazione del peso della voce, soprattutto all&#8217;interno dei processi di empatia che mettiamo in moto, non solo nei Centri di ascolto. La stessa cosa non si pu\u00f2 certo dire della prassi (psico)terapeutica, che \u00e8 da sempre consapevole della funzione della voce, come se facesse parte del <em>setting<\/em> terapeutico.<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Chiedersi quale sia lo statuto di una &#8216;cosa&#8217; equivale a chiedersi quale sia la sua natura, cercare il fondamento, l&#8217;origine; assegnare alla &#8216;cosa&#8217; un campo, farne un fenomeno, cio\u00e8 un oggetto di scienza; indicare la scienza alla quale ricondurre l&#8217;oggetto, il fenomeno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">2. Della voce non diremo che appartiene al dominio della fonetica o della fonologia, di una scienza medica che ci sveli i segreti della fonazione umana, a partire dalla corporeit\u00e0 degli apparati, degli organi, delle funzioni. La mera produzione di suoni non basta per esaurire l&#8217;essenza della voce.<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Se, ad esempio, ne facciamo l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=9697\" target=\"_blank\">espressione del desiderio<\/a>, come fa Sergio Solmi nel suo <em>Canto di donna<\/em>, l&#8217;asse della connotazione e il riferimento all&#8217;invisibile, alla realt\u00e0 dell&#8217;anima, prevarranno: siamo gi\u00e0 oltre il fenomenico.\u00a0<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">La voce, dunque, non si lascia sottomettere all&#8217;azione classificatoria e categorizzante di nessuna scienza. Pi\u00f9 che di una logica, essa si avvale di una grammatica. La voce non \u00e8 un oggetto, un fenomeno. Non appartiene a una classe di oggetti con tratti comuni, che si manifestino in modo sempre uguale sotto tutte le latitudini geografiche e storiche. Il danno che la fenomenologia ha procurato all&#8217;ascolto \u00e8 nella pretesa che l&#8217;essere si manifesti nella verit\u00e0 ultima del fenomeno. In questo modo, l&#8217;ascolto fenomenologico annullerebbe la risonanza di fondo,\u00a0\u00abl&#8217;eco della figura nuda nella profondit\u00e0 aperta\u00bb (Nancy). \u00abL&#8217;ascolto, invece, designa il luogo dell&#8217;ascoltare in segreto, il potere della sorpresa in una conversazione o in una confessione&#8230; Ma quale segreto svelerebbe l&#8217;ascolto? La voce&#8230; Prestare ascolto significa ascoltare la voce, essere all&#8217;ascolto della voce, che risuona nel fondo abissale del linguaggio\u00bb. Sentire significa comprendere, sentir dire o sentirsi parlare. In fondo al sentire \u00e8 come se ci fosse una risonanza fondamentale, \u00abuna profondit\u00e0 prima o ultima di &#8220;senso&#8221; stesso (o della verit\u00e0)\u00bb. Sentire significa comprendere il senso.\u00a0Ascoltare \u00ab\u00e8 essere tesi verso un senso possibile, e quindi non immediatamente accessibile\u00bb. In tale senso possibile si stabilisce una spaziatura &#8211; un &#8216;intervallo&#8217;, una &#8216;sospensione&#8217; &#8211; che \u00e8 quella dove abita il soggetto, meglio il senso del soggetto. E tale senso\u00a0\u00abconsiste nel rinvio\u00bb. La struttura del rinvio \u00e8 il luogo del soggetto, il quale non \u00e8 altro che la forma di questo rinvio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">3. \u00abLa logica dell&#8217;ascolto fa appello a un&#8217;altra logica, non quella della manifestazione, ma quella dell&#8217;evocazione, come nella musica. E&#8217; questo un modo dell&#8217;ascoltare che non pretende di essere padrone del senso, della voce che svanisce. La voce si dilegua in una deriva ed \u00e8 sempre una promessa. Il suo vero prodursi viene dal silenzio. Essa dice poco, o nulla, ma ci consente di ascoltarla se ad essa si tende l&#8217;orecchio. Essa ci concede il momento di uno stupore, una meraviglia e ci permette di considerare la parola come un evento che non si lascia avvolgere ed esaurire da un significato. La voce ci chiede una sospensione, uno svuotamento che ci consenta di accoglierla come un&#8217;eco nella nostra disposizione soggettiva. Non \u00e8 ascolto dell&#8217;ovvio, ma dell&#8217;estraneo \u00a0che guadagna margine e spazio nel soffio della parola; interrompe il tempo e irrompe nel flusso del pensiero, premendo e spingendo ad interrogarlo. Il silenzio, in questa prospettiva, non \u00e8 privazione, ma &#8220;una disposizione alla risonanza&#8221;, alla sua tensione, vibrazione, grido, appello, canto. Una disposizione profonda ad accogliere una enunciazione senza enunciato, &#8220;un&#8217;alterit\u00e0 da ci\u00f2 che si dice&#8221; (Lacan): una voce.\u00bb (Giovanni Rotiroti).<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Proprio perch\u00e9 essa appartiene al dominio dell&#8217;immateriale &#8211; a dispetto della materialit\u00e0 da cui proviene -, in quanto soffio, <em>flatus<\/em>, richiede un altro sguardo, per farsi fine ascolto, capacit\u00e0 &#8216;discreta&#8217; di cogliere in essa l&#8217;interruzione del <em>continuum<\/em> dell&#8217;esperienza: il &#8216;discreto&#8217; da cogliere \u00e8 proprio il tratto suo specifico.\u00a0Essa appartiene a un parlante e solo ad esso. Restituisce l&#8217;unicit\u00e0 del singolo, il suo declinarsi al mondo, nei modi che gli sono propri, non importa quanto &#8216;corretti&#8217; e &#8216;sani&#8217;. E&#8217; inconfondibile, cio\u00e8 non \u00e8 assimilabile a nessun&#8217;altra voce. E&#8217; problematica nelle sue manifestazioni: richiede sempre un supplemento di riflessione, poich\u00e9 non \u00e8 da confondere con termini, definizioni, concetti, regole, leggi, categorie&#8230; Essa \u00e8, piuttosto, la vibrazione particolare che un&#8217;esistenza in un momento dato esprime. Quando diciamo &#8220;dare voce a&#8230;&#8221;, immaginiamo forse che dalla voce dipende la chiarezza del concetto, la forza del linguaggio, la precisione della lingua&#8230; In realt\u00e0, la voce &#8216;supera&#8217; le manifestazioni logiche, di cui pure \u00e8 capace, per &#8216;dire&#8217;, piuttosto, e meglio della parola, il non detto, l&#8217;indicibile, il silenzio.<br \/><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">L&#8217;espressione usata da Antonio Prete per &#8216;mostrare&#8217; l&#8217;oggetto de <em>L&#8217;infinito<\/em> leopardiano \u00e8 molto eloquente: \u00abnon esperienza del piacere, ma parola del desiderio\u00bb. Naturalmente, per noi, quella parola del desiderio \u00e8 il farsi parola della voce del desiderio, \u00e8 il tentativo di dare ad esso forma. E l&#8217;infinit\u00e0 del desiderio, la sua inesauribilit\u00e0, pu\u00f2 essere &#8216;espressa&#8217; compiutamente solo dalla voce. La tensione romantica per eccellenza, quella che modernamente &#8216;guarda&#8217; all&#8217;illimite degli \u00abinterminati spazi\u00bb e dei \u00absovrumani silenzi\u00bb, trova forse il suo pi\u00f9 convincente compimento nel rinvio alla\u00a0\u00abvoce\u00bb del vento, che ci conduce oltre la mera presenza delle cose, ad altre epoche, in un rinvio indefinito che produce lo scacco del pensiero. Se il rammemorare iniziale \u00e8\u00a0\u00abcaro\u00bb, non pu\u00f2 non essere\u00a0\u00abdolce\u00bb il\u00a0\u00abnaufragar\u00bb conclusivo. Oltre ogni diretto riferimento all&#8217;estetica del sensismo, da cui pure Leopardi proviene, qui vale l&#8217;affermazione degli spazi aperti e del protendersi oltre il puro apparire delle cose nell&#8217;<em>ek-stasis<\/em> mondana: il &#8216;superamento&#8217; del dato sensibile, della presenza alle cose, del mero <em>nunc<\/em> \u00e8 possibile solo nel &#8216;risalimento&#8217; a quell&#8217;unica sorgente del nostro consistere che \u00e8 data dal punto di incontro del desiderio e della parola che segna la &#8216;nascita&#8217; dell&#8217;individuo. A quell&#8217;<em>origo<\/em> occorre dare, appunto, &#8216;voce&#8217;. Non era stato gi\u00e0 Platone a porre, in tema d&#8217;amore, la questione della <em>dicibilit\u00e0 dell&#8217;indicibile<\/em>, come vero &#8216;fondamento&#8217; dell&#8217;amore stesso? Lo sfondo di impossibile in cui si colloca la domanda d&#8217;amore non ci consente altro, se non divinare da quel fondo enigmatico e buio da cui &#8216;parliamo&#8217;. Le parole non basteranno mai per dire compiutamente cosa ci leghi a un oggetto d&#8217;amore e perch\u00e9: sempre di nuovo affronteremo il compito <strong>dando voce al desiderio<\/strong>.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">4. Se consideriamo pi\u00f9 da vicino il\u00a0<em>non detto<\/em>\u00a0delle emozioni, cio\u00e8 l&#8217;impossibilit\u00e0 di dire compiutamente cosa esse producano in noi (a questo occorrer\u00e0 aggiungere il\u00a0<em>non detto<\/em>\u00a0della droga, il\u00a0<em>non detto<\/em>\u00a0della sessualit\u00e0), ci renderemo subito conto della rilevanza della voce, ch\u00e9 \u00e8 il mezzo con il quale noi tentiamo di esprimere il &#8216;fondo&#8217; da cui le cose &#8216;provengono&#8217;, per assicurare una &#8216;risposta&#8217; convincente alla domanda di senso che ci viene sempre dall&#8217;altro, ad ogni pi\u00e8 sospinto. Relativamente alla vita degli affetti, dare voce a emozioni e sentimenti \u00e8 uno dei compiti pi\u00f9 ardui per noi.<br \/><\/span><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">La difficolt\u00e0 in cui versa chi chiede aiuto riguarda fortemente la percezione confusa che la persona ha di s\u00e9, soprattutto nella fase della precontemplazione, quando, cio\u00e8, per lei la richiesta di aiuto non sia possibile ancora formulare chiaramente. Quella percezione \u00e8 anche un insieme di stati di corpo e d&#8217;animo che hanno bisogno di essere decantati, perch\u00e9 sia possibile poi favorire l&#8217;accesso alla coscienza e da l\u00ec partire alla ricerca di &#8216;ragioni&#8217; da dare al proprio consistere &#8216;qui&#8217; e &#8216;ora&#8217;. L&#8217;incidenza sulla struttura delle motivazioni personali \u00e8 possibile se riusciamo a far accettare all&#8217;altro una diversa rappresentazione delle cose, anche con il ricorso a forme di modellizzazione dell&#8217;esperienza (mappe del &#8216;territorio&#8217;, &#8216;esempi&#8217;, metafore, fino al ricorso all&#8217;antifrasi) in cui sia sempre implicata la nostra esperienza, cio\u00e8 i tentativi fatti per trovare una via d&#8217;uscita dalle difficolt\u00e0 della vita. Voglio dire che le nostre emozioni, ma soprattutto la voce che ad esse daremo, potr\u00e0 essere determinante nello sforzo di &#8216;presa in carico&#8217; che non sempre d\u00e0 i frutti sperati.<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Sicuramente, nel colloquio di motivazione, pesa l&#8217;autorevolezza della nostra voce. Se l&#8217;attitudine non-giudicante spiana la strada, si tratta poi di indicare un cammino possibile. Procedere insieme diventa realt\u00e0, se saremo convincenti validatori dell&#8217;esperienza dell&#8217;altro. Per questo non bastano scienza e conoscenza della vita, saggezza pratica e misura: l&#8217;accesso al simbolico, che il Padre garantisce, \u00e8 via, verit\u00e0 e vita. (Oltre i processi riparativi e ricostruttivi previsti dai programmi di &#8216;recupero&#8217;, conta sempre lavorare &#8211; ad esempio, con le terapie territoriali &#8211; per l&#8217;empowerment della persona, attraverso la motivazione all&#8217;affrontamento della realt\u00e0, che vengono indicati con il linguaggio del cambiamento, anche se sono appannaggio di altri momenti del complesso lavoro di aiuto che la Rete appronta con la persona). Si potrebbe dire che l&#8217;autorevolezza del Padre \u00e8 nella sua voce, pi\u00f9 che nell&#8217;esempio di vita, come si \u00e8 sempre creduto. Se i ragazzi guardano all&#8217;esempio, riusciranno a individuarsi compiutamente attraverso il riconoscimento della realt\u00e0 del Padre. Ogni figlio sa che, a dispetto di tutti i limiti che pure scopre nel proprio padre, ci\u00f2 che conta alla fine \u00e8 che quello sia il proprio padre. Nient&#8217;altro. Ci\u00f2 che il Padre ancora incarna \u00e8 difficile afferrare, se non si \u00e8 disposti a farsi figli, corrispondendo alla sua legge. Montale ha scritto del mare che \u00e8 vasto \u00e8 molteplice, e si \u00e8 voluto vedere in questa espressione la legge del padre: comprendere, cio\u00e8 abbracciare, fino a &#8216;ridurre&#8217; il suo significato a mero concetto, non \u00e8 possibile. Consistere in modo &#8216;sano&#8217; \u00e8 possibile, a condizione che si accetti quella legge. La creatura <strong>\u00e8<\/strong> <em>in ascolto<\/em>. E&#8217; compito del figlio interpretare &#8211; cio\u00e8, <span style=\"text-decoration: underline;\">accettare<\/span> &#8211; la voce del Padre. Il &#8216;ricordo&#8217; pi\u00f9 vivo della mia vita \u00e8 la voce di mio padre.<br \/><\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px; line-height: 21px;\">Il riferimento al Padre qui non appaia peregrino: in un Centro di ascolto, un sessantaduenne come me come apparir\u00e0 agli occhi di un ragazzo o di un ragazzo-adulto? In tutti i colloqui che tengo settimanalmente con i ragazzi \u00e8 presente in me la consapevolezza di un ruolo o di un segmento di &#8216;professionalit\u00e0&#8217; che debbo prevedere e che riguarda la mia condizione di adulto: la pre-vecchiaia non \u00e8 una condizione di privilegio; un anziano non necessariamente sar\u00e0 saggio ed equilibrato! E&#8217; possibile essere volgari e osceni, nonostante l&#8217;et\u00e0! Piuttosto, mi riferisco all&#8217;atteggiamento che assumo. In quell&#8217;atteggiamento non posso fare a meno di contemplare un uso della voce che segni una diversa presenza. Sono sufficienti pochi riferimenti a tempi lontani della mia vita, all&#8217;esperienza educativa passata, per dare la misura di un&#8217;esperienza che \u00e8 stata sempre consapevole di s\u00e9 e preoccupata di aderire alla realt\u00e0 che cambia: in questo modo, ad esempio, il ragazzo percepisce una chiara disponibilit\u00e0, un&#8217;attitudine paziente che lo aiuter\u00e0 ad aprirsi e ad affidarsi&#8230; Altre volte ho sentito dire che nelle sedi residenziali l&#8217;Educatore di riferimento \u00e8 stato &#8216;vissuto&#8217; dai ragazzi come un padre. In un gruppo che teniamo il venerd\u00ec con i ragazzi che hanno completato il programma residenziale e con quelli che sono impegnati in terapie territoriali (solo le terapie antagoniste degli oppiacei), il conduttore lamentava alcune settimane fa la mia assenza a un incontro, perch\u00e9, secondo lui, la presenza di un&#8217;Educatrice andava bene, ma quel giorno si era sentita la mia mancanza. Secondo lui, mancava un padre. Ricordo nitidamente che i miei alunni apprezzavano la calma della mia voce, l&#8217;effetto soporifero, come dicevano scherzando. Insomma, siamo ormai dentro un campo che \u00e8 parecchio da dissodare ancora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">I <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=11743\" target=\"_blank\">testi<\/a> a cui qui si rinvia &#8211; risultato di esplorazioni che durano da trent&#8217;anni &#8211; \u00a0esprimono compiutamente tutte le questioni toccate. Il <em>post<\/em> sar\u00e0 rimaneggiato infinite volte, perch\u00e9 esprima compiutamente il senso dell&#8217;esperienza del colloquio, non solo nella relazione d&#8217;aiuto.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-size: 16.5px; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><a name=\"tratti\"><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Scripta volant, verba manent. JACQUES LACAN La verit\u00e0 \u00e8 il tono di un incontro. HUGO VON HOFMANNSTHAL 0. Rispetto al motto di Lacan &#8211; I testi (scritti) volano, i discorsi (orali) restano &#8211; e a tutta la lezione del &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-215-lo-statuto-della-voce-nelle-relazioni-daiuto\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[232,57],"tags":[232,57,249,247,173,56,248,246,242,243,244,208,238,245,250,251,237],"class_list":["post-11703","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ascolto","category-camminarsi-dentro","tag-ascolto","tag-camminarsi-dentro","tag-comunita","tag-eco","tag-empatia","tag-exodus","tag-fonosfera","tag-freud","tag-gabriele-de-ritis","tag-kairos","tag-lacan","tag-libera-mente","tag-relazione-daiuto","tag-ricoeur","tag-tossicodipendenza","tag-tossicomania","tag-voce"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11703","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11703"}],"version-history":[{"count":123,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11703\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11705,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11703\/revisions\/11705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}