{"id":11782,"date":"2011-08-07T11:43:58","date_gmt":"2011-08-07T09:43:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=11782"},"modified":"2011-08-10T07:59:34","modified_gmt":"2011-08-10T05:59:34","slug":"camminarsi-dentro-217-un-amore-astratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-217-un-amore-astratto\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (218): <em>Un amore astratto<\/em>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 26px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Ritrovato dopo ventisei anni, sepolto in un palchetto sotto i miei occhi, il volume di Asor Rosa contiene dolorosi frammenti del tempo felice della politica, o meglio, di un tempo che era gi\u00e0 successivo. Il tempo dopo la felicit\u00e0. A quei tempi, credevamo che la felicit\u00e0 fosse una virt\u00f9 civica, roba da consumare insieme. Io non mi sarei mai permesso di pensare di poter essere felice da solo, radunando e accumulando beni solo per me&#8230; Quando lessi la prima volta il testo che segue, ne ricavai una pessima impressione: mi sembr\u00f2 solo un pretesto per affermare la volont\u00e0 di sapere che era propria della sessualit\u00e0 e basta. Ero gi\u00e0 convinto che l&#8217;amore dosse (quasi) tutto. Lo vedevo dappertutto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">A rileggerlo oggi, mi sembra quasi la delicata presa di posizione di un vecchio ormai ridotto ad elemosinare l&#8217;amore, non potendo sperare nei percorsi lunghi e obbligati a cui tutti siamo tenuti. Se allora mi vergognai perfino di averlo letto, oggi mi sembra un documento umano da tenere a disposizione e su cui riflettere, per non scartare nessuna ipotesi sull&#8217;amore e sui modi in cui \u00e8 umanamente possibile viverlo.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 17px;\">177. <em>Un amore astratto<\/em>. I. Pu\u00f2 esserci un amore totalmente astratto? un amore, cio\u00e8, che non ha bisogno di convivenza, di famiglia, d&#8217;incontri quotidiani, ma s&#8217;accontenta di avere come proprio oggetto una pura idea? un amore non finalizzato a questo o quello, ma solo al fatto di esserci &#8211; sentimento senza obiettivit\u00e0 n\u00e9 obiettivo, pago di s\u00e9? Io credo che sia possibile. Anzi, se ci si pensa, ci si rende conto che nelle condizioni presenti della vita, dove i rapporti, le relazioni, le gerarchie sono sempre pi\u00f9 importanti che non la sostanza, l&#8217;essere e l&#8217;esserci, l&#8217;unica forma di amore vera \u00e8 questa che non si identifica necessariamente in un rapporto, anche se non lo esclude. Non parliamo di\u00a0\u00abamor platonico\u00bb: se mai, del suo contrario. Se si riesce infatti a concepire l&#8217;amore come una <em>forma essenziale<\/em> della vita, si capisce anche che solo quando esso \u00e8, per cos\u00ec dire, de-socializzato e de-storicizzato &#8211; messo\u00a0\u00abfuori di relazione\u00bb &#8211; riacquista tutta la sua originaria carica biologica ed anche una forte, insolita tensione sessuale. Solo che, anche a questo proposito (a proposito del sesso, voglio dire), l&#8217;amore astratto non lo finalizza mai alla <em>costruzione di una storia<\/em> ma alla <em>ricerca di un&#8217;identit\u00e0<\/em>. Anzi, il punto d&#8217;incontro del sesso dei due partners diventa esattamente questo: non c&#8217;\u00e8 amore, per loro, n\u00e9 vero congiungimento sessuale, senza che, specchiandosi l&#8217;una nell&#8217;altra, le due personalit\u00e0 non ne vengano reciprocamente ingigantite. Il sesso, cio\u00e8, torna ad essere strumento di conoscenza dal momento in cui l&#8217;astrazione, delimitandone il campo, gli impedisce di essere <em>usato<\/em>. Tutto il contrario avviene per l&#8217;amore-famiglia e per l&#8217;amore-pornografia, i due poli estremi nel mondo d&#8217;oggi di una progressiva (presunta?) socializzazione dell&#8217;amore. Tutti vogliono socializzare l&#8217;amore: ma l&#8217;amore che resta, ed \u00e8 intangibile, non \u00e8 condivisibile. Passione e astrazione in questo caso vanno insieme.<br \/>II. Solo l&#8217;amore astratto pu\u00f2 mettere veramente in crisi sia la coppia sia la famiglia, queste due concezioni speculari dell&#8217;impossibilit\u00e0 umana di andar oltre i limiti costituzionali del genere. Le mette in crisi, voglio dire, perch\u00e9 non si contrappone loro antagonisticamente, ma neanche le elimina (n\u00e9 ambisce eliminarle). Sta in un piano suo, dove il possesso dell&#8217;oggetto \u00e8 <em>totale<\/em> e <em>al tempo stesso reciproco<\/em> &#8211; fatto quasi miracoloso, direi, e che non avviene mai laddove l&#8217;amore passa attraverso le figure istituzionalizzate della famiglia e della coppia (neanche della coppia irregolare o adultera, naturalmente). Questo amore astratto \u00e8 cos\u00ec possente e totale, cos\u00ec privo di limiti, da sconfinare continuamente e irresistibilmente nell&#8217;<em>immaginario<\/em>.\u00a0<br \/>III. L&#8217;amore astratto non pu\u00f2 che essere un amore scettico, disincantato, ironico e auto-ironico: non \u00e8 per niente quello che comunemente si definirebbe un \u00abamore caldo\u00bb, o, meglio, non ha il calore dell&#8217;estate ma piuttosto quello assai caratteristico del gelo, e proprio per ci\u00f2 \u00e8 capace d&#8217;essere fortissimo, intenso, bruciante, e di una ostinazione senza pari. Il dubbio, infatti, che in campo erotico spesso nasce dalla sproporzione esistente fra il risolto e l&#8217;irrisolto e fra il reale e il (cosiddetto) irreale, lui se l&#8217;\u00e8 lasciato dietro le spalle: non ha dubbi, precisamente perch\u00e9 non crede pi\u00f9 in niente; non crede pi\u00f9 in niente &#8211; e dunque pu\u00f2 credere fortemente nell&#8217;unica cosa che resta al di l\u00e0 di qualsiasi obiettivazione: <em>la reciproca ricerca dell&#8217;identit\u00e0<\/em> &#8211; senza motivazioni, senza scopo e senza uso. Anche da questo lato, dunque, l&#8217;amore astratto entra nel dominio, o addirittura \u00e8 gi\u00e0 <em>di per s\u00e9<\/em> una componente importantissima del dominio dell&#8217;immaginario.<br \/>IV. L&#8217;amore astratto, per conservare intatta la sua forza, non deve cercare di diventare n\u00e9 l&#8217;amore-coppia n\u00e9 l&#8217;amore-famiglia n\u00e9 l&#8217;amore-pornografia, ma non pu\u00f2 aspirare neanche &#8211; l&#8217;ho gi\u00e0 detto &#8211; a eliminarli o a rimpiazzarli. Si dir\u00e0: ben poca cosa, quest&#8217;amore, che non riesce a collocarsi con pari dignit\u00e0 accanto agli altri suoi simili, n\u00e9 ad imporsi a loro, se \u00e8 migliore di loro. Confessiamo pure questa debolezza: il carattere umbratile, non pubblico, reticente, talvolta del tutto <em>segreto<\/em>, dell&#8217;amore astratto.<\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 17px;\">\u00a0Ma proprio questo \u00e8 il punto: l&#8217;amore astratto \u00e8 migliore di loro, perch\u00e9 <em>non \u00e8 loro<\/em>&#8230; Questo \u00e8 l&#8217;abisso che lo separa dalle altre forme di amore, le quali, invece, poich\u00e9 tutte partecipano dell&#8217;universo della comunicazione, sono diverse fra loro, ma per l&#8217;appunto non incomunicabili, anzi hanno qualcosa in comune: tant&#8217;\u00e8 vero che si sopportano tranquillamente a vicenda e che aspetti dell&#8217;una passano facilmente nell&#8217;altra (quanta pornografia nella vita segreta della coppia o della famiglia, e quanti sogni di normalit\u00e0 nella morale piccolo-borghese e filistea della moderna produzione pornografica). L&#8217;amore astratto, invece, non comunica con gli altri perch\u00e9 non ha, come loro ce li hanno, n\u00e9 scopo n\u00e9 uso: apparentemente non serve a nulla, e quindi non pu\u00f2 essere usato. Tecnicamente parlando, \u00e8 una macchina immaginaria per la produzione di alte energie, che possono essere soltanto consumate e disperse&#8230; L&#8217;amore astratto nasce al di fuori dei circuiti fondamentali della societ\u00e0 moderna, perch\u00e9 non ha a che fare n\u00e9 con la produzione n\u00e9 con il consumo n\u00e9 con la ri-produzione n\u00e9 con l&#8217;informazione, n\u00e9, perfino, con i <em>bisogni<\/em> comunemente intesi (intesi, dico, come espressioni di socialit\u00e0). Serve solo a chi lo prova solo a confermargli che c&#8217;\u00e8. E&#8217; eminentemente tautologico.\u00a0<br \/>V. Per quanto sia caratterizzato da un&#8217;altissima eccezionalit\u00e0, tuttavia l&#8217;amore astratto \u00e8 la forma di amore che pi\u00f9 si avvicina a quell&#8217;indeterminato ma universale amore, che lega l&#8217;uomo alla propria specie e alla conservazione di essa. Questo amore universale raramente emerge in forma consapevole e si presenta come discorso, ragionamento, dialettica, tentativo di persuasione. Pi\u00f9 spesso esso si presenta come il cemento puramente naturale, sub-esistenziale, dei rapporti sociali e degli avvenimenti storici, senza il quale n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri sarebbero possibili: perch\u00e9, senza un presupposto pre-sociale e pre-storico, la societ\u00e0 e la storia non avrebbero su che fondarsi. Ebbene, anche questo amore universale \u00e8 astratto come quello, individuale, di cui abbiamo precedentemente parlato: anch&#8217;esso, infatti, non ha motivazioni n\u00e9 scopo, e pu\u00f2 essere usato solo nel senso del tutto indiretto e genericissimo (e tuttavia, come si pu\u00f2 ben intendere, decisivo) che, ove esso non ci fosse, nulla ci sarebbe. Tornando a noi, dunque, si potrebbe dire che l&#8217;amore astratto insinua fra due individui il modo d&#8217;essere pi\u00f9 vicino a quell&#8217;amore in base al quale la specie vive, anzi pi\u00f9 esattamente, in base al quale la specie<em> \u00e8<\/em>. Questa \u00e8 un&#8217;altra spiegazione possibile della sua straordinaria e sorprendente intensit\u00e0.<br \/>VI. L&#8217;amore astratto, per sua natura, \u00e8 il pi\u00f9 indifferente alle distinzioni fra i sessi, e pu\u00f2 manifestarsi perci\u00f2 tanto fra un uomo e una donna quanto tra individui dello stesso sesso. Questa \u00e8 una prova ulteriore della sua maggiore approssimazione all&#8217;universalit\u00e0 rispetto alle altre forme d&#8217;amore contemplate. Anzi, si potrebbe dire che, data la maggiore difficolt\u00e0 che un amore fra due uomini o fra due donne sia storicizzato e socializzato, e comunque riconosciuto e accettato nel sistema delle relazioni vigenti, all&#8217;amore astratto sono in grado di arrivare pi\u00f9 facilmente i rapporti omosessuali (che non sempre, peraltro, coincidono con i rapporti tra gli omosessuali). Si pu\u00f2 anche dire, per\u00f2, che fra un uomo e una donna, fra questi due esseri reciprocamente <em>diversi<\/em>, l&#8217;amore astratto ha pi\u00f9 probabilit\u00e0 di raggiungere la dirompente intensit\u00e0 d&#8217;un rapporto che non sceglie, per manifestarsi, nessuna delle forme istituzionali possibili, ed anzi, miracolosamente, le nega tutte (coppia, famiglia, gruppo, pornografia, ecc.). E&#8217; vero, peraltro, che nell&#8217;amore astratto la diversit\u00e0 non \u00e8 decisiva: anche fra un uomo e una donna, infatti, esso presenta un carattere paradossalmente omosessuale. Poich\u00e9 non ha n\u00e9 motivazione n\u00e9 scopo n\u00e9 uso, e si basa sulla pratica di un possesso totale e al tempo stesso <em>reciproco<\/em> (\u00e8 ovvio che, se quest&#8217;ultima condizione non si pone, non si pu\u00f2 parlare di amore astratto), esso si spoglia delle motivazioni istituzionali dei sessi, tende a un piano di parit\u00e0 e recupera tutt&#8217;intera la carica del sesso in quanto la fruisce del tutto indipendentemente dal rapporto storico-sociale, entro cui di solito le altre forme d&#8217;amore si collocano. Tutto il retroterra \u00e8 cancellato, persino i due sessi tendono ad eguagliarsi. L&#8217;amore astratto, cio\u00e8, funziona da specchio, <em>\u00e8<\/em> uno specchio: permette ad ognuno dei due amanti di <em>vedersi<\/em> letteralmente nell&#8217;altro. Al limite &#8211; come nell&#8217;antico mito dell&#8217;androgino &#8211; ognuno non fa che amare s\u00e9 nell&#8217;altro: ognuno <em>si<\/em> ama da <em>s\u00e9<\/em>, ma nella polarit\u00e0 dei <em>due<\/em> individui distinti, e destinati a restar tali.<br \/>VII. L&#8217;esperienza suprema dell&#8217;amore astratto \u00e8 la reciproca auto-identificazione dei due esseri che vi partecipano, attraverso il piacere sessuale. Spogliato ormai di ogni attributo storico ed evenemenziale, questo non \u00e8, infatti, che il modo pi\u00f9 alto di potenziare la propria identit\u00e0 in quella dell&#8217;altro &#8211; e viceversa. Amando s\u00e9 in lui (o in lei), ci\u00f2 che si viene a desiderare \u00e8 che le differenze siano confermate e magari precisate <em>solo perch\u00e9<\/em> risultano necessarie a potenziare l&#8217;elemento di unit\u00e0, il cemento reale, che i due corpi si sforzano di realizzare: il fatto, ben visibile, che essi vorrebbero non separarsi pi\u00f9, vorrebbero continuare ad aderire fino alla loro completa consumazione e dissoluzione. Questo, per esempio, \u00e8 un tipico fatto che non fa notizia: come notizia, infatti, \u00e8 assolutamente banale. Ma se si prescinde da <em>questa<\/em> sostanziale possibilit\u00e0, non solo il rapporto sessuale, ma qualsiasi altro rapporto tra esseri umani non sarebbe neanche pensabile.<br \/>VIII. La cosa pi\u00f9 difficile da spiegare \u00e8 perch\u00e9 l&#8217;amore astratto si manifesti proprio fra quei due individui determinati, e non fra altri. Facciamo, intanto, questa constatazione preliminare: l&#8217;amore astratto fa emergere senza ombra di dubbio un <em>segmento di destino<\/em> dal caso-caos, con il quale, sia pure confusamente, tutti i giorni facciamo i conti: il piacere altissimo, che l&#8217;amore astratto, anche attraverso il sesso, \u00a0consente, \u00e8 in stretta relazione con l&#8217;affiorare di questa consapevolezza. Se questo \u00e8 vero &#8211; e sul piano psicologico ed emotivo se ne pu\u00f2 fare un&#8217;esperienza difficilmente confutabile &#8211; allora bisogner\u00e0 arrivare alla conclusione (ahim\u00e8, quanto presuntuosa!) che all&#8217;amore astratto si perviene soltanto quando si verifica l&#8217;incontro di due <em>identit\u00e0 superiori<\/em>, nelle quali il processo di autoidentificazione e separazione rispetto a tutto il mondo circostante \u00e8 gi\u00e0 andato molto, molto avanti. La congiunzione sessuale, in queste condizioni, \u00e8 la rappresentazione simbolico-biologica (un fatto biologico, che, potremmo dire, assume valenze concettuali-simboliche, o un simbolo fortemente incardinato nel linguaggio biologico), \u00e8 la pi\u00f9 efficace\u00a0\u00absacra rappresentazione\u00bb di questa perdurante, ineliminabile tensione fra unit\u00e0 e diversit\u00e0, fra sotto e sopra, fra pensiero e corpo: ha, insieme, tutta la forza del simbolo, e tutta la forza della biologia; spinge i cervelli oltre i confini dati dal sapere umano, senza, al tempo stesso, proporsi (n\u00e9 potrebbe farlo) come\u00a0\u00abnuovo modello\u00bb. E&#8217; supremo, unico, irripetibile e incomunicabile: \u00e8 conoscenza, senza essere sapere (e tantomeno persuasione). E&#8217; l&#8217;anticamera del nulla; ed \u00e8, al tempo stesso, il tutto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 17px;\">da ALBERTO ASOR ROSA, <em>L&#8217;ultimo paradosso<\/em>, EINAUDI 1985, pp.155-161<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Ritrovato dopo ventisei anni, sepolto in un palchetto sotto i miei occhi, il volume di Asor Rosa contiene dolorosi frammenti del tempo felice della politica, o meglio, di un tempo che era gi\u00e0 successivo. 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