{"id":1185,"date":"2008-09-12T00:04:25","date_gmt":"2008-09-11T22:04:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=1185"},"modified":"2011-08-20T14:55:10","modified_gmt":"2011-08-20T12:55:10","slug":"camminarsi-dentro-19-%c2%abfate-tesoro-delle-vostre-fragilita%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-19-%c2%abfate-tesoro-delle-vostre-fragilita%c2%bb\/","title":{"rendered":"Camminarsi dentro (19): &laquo;Fate tesoro delle vostre fragilit&agrave;!&raquo;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/immagini\/Camminarsidentro19Fatetesorodellevostref_7431\/vitaschiva1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 0px 15px 0px 0px; border-width: 0px;\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/immagini\/Camminarsidentro19Fatetesorodellevostref_7431\/vitaschiva1_thumb.jpg\" alt=\"vita-schiva-1\" width=\"150\" height=\"244\" align=\"left\" border=\"0\" \/><\/a>12 settembre 2008 &#8211; Era stata una sorpresa per me, al termine di una Messa, nella piccola Cappella della residenza di Costagrande, sulle colline di Verona, <\/span><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">sentir dire da don Antonio Mazzi ai suoi Educatori: \u00abFate tesoro delle vostre fragilit\u00e0!\u00bb. La sua voce era dolce e accorata, quasi un&#8217;ingiunzione del cielo che calasse su di noi, decreto da rispettare.\u00a0 O forse no, era esortazione al coraggio di s\u00e9. Negli incontri di Costagrande \u00e8 sempre cos\u00ec: le giornate di riflessione e di confronto si traducono in occasioni di crescita morale, grazie alle &#8216;parole&#8217; che don Antonio lascia in eredit\u00e0, su cui meditare per anni. Ci vorr\u00e0 molto tempo per recuperarle tutte e dare ragione dei moniti come delle affettuose illuminazioni ricevute in dono. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">Fragilit\u00e0 non \u00e8 debolezza. Non \u00e8 difetto di moralit\u00e0 n\u00e9 di autorevolezza. Non \u00e8 &#8216;caduta&#8217; n\u00e9 sconfitta del nucleo vitale della coscienza. Un grande analista junghiano ha scritto: \u00abCrescere, cio\u00e8 discendere\u00bb. E venire a contatto con la parte tenera e friabile dell&#8217;anima, quella che sembra franare all&#8217;improvviso per la commozione, per un pianto apparentemente immotivato, \u00e8 scoperta di s\u00e9, stupore morale. La superficie compatta dell&#8217;Io si rivela discreta, discontinua, permeabile alle incursioni della vita. Fessure e ferite sembrano insinuarsi nel compatto scorrere dei giorni, generando impermanenza e frastornando il cuore. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">Si sente il bisogno di dire: \u00abCosa \u00e8 accaduto? E&#8217; accaduto a me? Credevo di essere al sicuro, al riparo dalla pioggia come dalle altre intemperie\u00bb. Eppure, piove. Piccoli colpi insistenti picchiano sul petto fino a farlo indolenzire. A volte, arrivano brusche sferzate in basso, l\u00e0 dove pi\u00f9 sicure sembravano le difese. Che poi accada in pubblico, proprio davanti alle persone dalle quali non vorremmo mai farci vedere commossi o addirittura piangere, \u00e8 causa di vergogna e turbamento. I recinti dell&#8217;anima sembrano steccati non idonei a sostenere i transiti disordinati della vita. Da fuori viene, infatti, alto il frastuono della vita stessa. A nulla serve approntare trincee. Il vallo che sempre oppose valide resistenze al nemico ha ceduto. Terrapieno e palizzata non bastano certo a fermare l&#8217;onda che preme ai confini. Irrompe nell&#8217;anima un significato inaudito o forse \u00e8 il senso che sempre ebbero le cose: \u00e8 nuovo il sentore di luce che sferza la radura. Sciabolate di luce invadono ogni passaggio. L&#8217;anima \u00e8 inondata da un cotal nuovo che quasi arretra stordita. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">Non ci conoscevamo fragili. Inizialmente, opponevamo altre certezze alla percezione incrinata dal dubbio. Non volevamo ammettere di essere esposti al vento benefico della vita che promana dalle esistenze altre, dal vario e altalenante respiro del comune. Forse \u00e8 tutto qui: non accettiamo che un comune sentimento, che una comunissima emozione ci prenda al punto da farci vacillare. Non vorremmo mai piangere. Non vogliamo che gli altri vedano le lacrime scorrere sul viso. Vorremmo trattenere almeno quelle, se non proprio nascondere gli occhi lucidi. Dove trovare uno schermo all&#8217;empito del cuore, al travaso dell&#8217;anima, al singhiozzo smorzato dai denti stretti? Noi allora vorremmo che qualcuno ci abbracciasse per essere quello schermo non trovato e il lenzuolo che assorbe il pianto e le braccia che accolgono lo smarrimento. Vorremmo che qualcuno ci confortasse per essere nati. Che ci desse ragione del nostro pianto, ma delicatamente, senza spiegare proprio tutto&#8230; Vorremmo essere sfiorati dalla carezza della voce amica, che non fa male al cuore. Ma, soprattutto, non vorremmo cadere sotto lo sguardo indagatore dei vicini e dei curiosi che vorrebbero entrare nel recinto della nostra anima, e lo fanno, e si aggirano nelle stanze e scrutano ogni piega del nostro viso, e siamo nudi l\u00ec davanti ai giudici, colpevoli di noi stessi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">Era stata una sorpresa per me sentir dire da don Antonio ai suoi Educatori: \u00abFate tesoro delle vostre fragilit\u00e0!\u00bb. La sorpresa derivava dal fatto che se ne dovesse fare tesoro, che la propria fragilit\u00e0, che le proprie fragilit\u00e0 dovessero essere conservate non disperse, custodite non dissipate, valorizzate non taciute n\u00e9 nascoste. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">Io lo sapevo bene, perch\u00e9 avevo gi\u00e0 osservato &#8211; e per decenni! &#8211; la mia feroce timidezza, soprattutto con le donne, ed ero consapevole delle limitazioni che derivavano dall&#8217;esser timido. Da bambino, arrossivo davanti a tutti, anche ai maschi: bastava che qualcuno mi guardasse. Non riuscivo a sopportare a lungo lo sguardo di qualcuno su di me. Per oltre cinquant&#8217;anni ho combattuto la mia timidezza, naturalmente, senza sconfiggerla. Sono timido. Passando dal rifiuto all&#8217;accettazione del mio sentire schivo, ho imparato con il tempo a governare i miei sentimenti: l&#8217;esperienza del dolore \u00e8 la via. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">Al di l\u00e0 delle teorie, che si sono accavallate e confuse negli ultimi due secoli,\u00a0 \u00e8 utile distinguere tra ci\u00f2 che muta in noi e ci\u00f2 che cresce e si sviluppa senza mai rovesciarsi nel contrario&#8230; La forza del carattere, la sua natura risiede nel suo divenire ci\u00f2 che ognuno di noi ha da essere. La crescita \u00e8 un saggio di come si diventa ci\u00f2 che si \u00e8.\u00a0 Si tratta di sconfiggere i pregiudizi pi\u00f9 radicati, relativamente alla natura umana, alla realt\u00e0 del carattere personale&#8230; Del nostro <em>daimon<\/em>,\u00a0 il senso comune \u00e8 sempre portato a pensare che debba cambiare, che si possa divenire altro rispetto a ci\u00f2 che si \u00e8. C&#8217;\u00e8 chi si ostina per tutta la vita a tormentare un partner <em>che non cambia<\/em>: le cose sarebbero perfette se l&#8217;altro cambiasse, per diventare finalmente ci\u00f2 che noi\u00a0 vorremmo che fosse! Dovrebbe, poi, colpirci l&#8217;affermazione di Galimberti, secondo il quale bisognerebbe amare le persone cos\u00ec come sono! A ben guardare, al termine di tutte le personali riflessioni sull&#8217;amore, acquisita una maturit\u00e0 affettiva, essendo divenuti capaci di sentimenti adulti, ci ritroviamo a pensare che amare le persone cos\u00ec come sono \u00e8 forse l&#8217;unica cosa che si possa fare. Diversamente, ci si impegner\u00e0 in attivit\u00e0 che esulano dall&#8217;amore o che introducono nell&#8217;esperienza amorosa le pretese eccessive che tormentano e lo &#8216;uccidono&#8217;. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">Scoprire le proprie fragilit\u00e0, allora, \u00e8 <\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">riconoscere l&#8217;esistenza di uno strato profondo del cuore, che occorre attivare, lasciando che resti esposto al contatto con il mondo;<br \/> <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">accettare quel contatto, senza erigere difese che impediscano al cuore di sentire quello che si agita nel cuore altrui;<br \/> <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">accogliere nella propria mente i mondi possibili che si dischiudono tutte le volte che si sperimenta l&#8217;irruzione di significati altri nel recinto dell&#8217;anima;<br \/> <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">patire la distanza, graduandola nel rapporto con l&#8217;altro, in quella &#8220;giusta distanza&#8221; che impedisce all&#8217;amore di travolgere e all&#8217;indifferenza di raggelare;<br \/> <\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">esprimere coraggiosamente il proprio sentire, senza rinunciare al dolore, che \u00e8 nutrimento dell&#8217;anima, via obbligata che conduce al governo di s\u00e9.<br \/> <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/immagini\/Camminarsidentro19Fatetesorodellevostref_7431\/pudore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 0px 15px 0px 0px; border-width: 0px;\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/immagini\/Camminarsidentro19Fatetesorodellevostref_7431\/pudore_thumb.jpg\" alt=\"pudore\" width=\"175\" height=\"244\" align=\"left\" border=\"0\" \/><\/a><\/span>Per quanto mi riguarda, <em>fare tesoro delle proprie fragilit\u00e0<\/em> significa, ad esempio, riconoscere la timidezza come componente ineliminabile del mio <em>daimon<\/em>: il mio carattere porta il segno di questo &#8216;sentire&#8217;, che si \u00e8 fatto con il tempo <em>vita schiva<\/em>&#8230;Da questa mia &#8216;natura&#8217; consegue una serie di risposte, di modi di rispondere alle sollecitazioni esterne che hanno condizionato tutta la mia vita, rendendola quello che \u00e8. Grazie al riconoscimento dei tesori che si nascondono nella vita schiva, ho scoperto in una mia fragilit\u00e0 le virt\u00f9 di quel sentire, che vanno dalla virt\u00f9 dell&#8217;innocenza alla virt\u00f9 introspettiva, alla virt\u00f9 del congedo. Su questa \u00abelegia delle cose esitanti\u00bb<\/span><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\"> si \u00e8 soffermato<\/span><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\"> nella primavera del 2007 Duccio Demetrio con un libro bellissimo sull&#8217;argomento, intitolato: <em>La vita schiva. Il sentimento e le virt\u00f9 della timidezza<\/em>: un&#8217;autentica miniera di idee, oltre che di suggerimenti per l&#8217;azione e per la vita contemplativa. Il nostro tempo ha eretto a modello di comportamento il suo &#8216;contrario&#8217;, quella spudoratezza che abolisce ogni confine, rinunciando a difendere lo spazio interno dagli assalti dell&#8217;esterno: essa si spinge addirittura fino al punto\u00a0 di aprire per intero lo spazio interiore agli sguardi indiscreti del mondo, abolendo l&#8217;azione del pudore, che \u00e8 il motore della nostra libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p><span style=\"font-family: bookman old style; font-size: medium;\">Nella primavera del 2002, riassumevo in un piccolo <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/testi\/brusio.doc\" target=\"_blank\">saggio<\/a> etico-politico quelli che pomposamente chiamavo &#8216;fondamenti del lavoro sociale&#8217;.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center; line-height: 150%;\"><strong><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 12pt;\">VII. ETHOS ANTHROPOI DAIMON<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText3\">[ La relazione con il ragazzo e la sua famiglia \u00e8 definita etica. La relazione etica &#8211; e non psicologica &#8211; allude ad un legame originario, a un fondo comune che \u00e8 dato dalla comune appartenenza di genere.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Verdana','sans-serif';\">Essere parte del genere umano richiede un\u2019etica originaria, un quadro di regole, cio\u00e8, che trovi il suo fondamento nell\u2019<em>ethos<\/em>, nel costume collettivo. Ma <em>ethos<\/em>, come \u00e8 detto nel titolo del paragrafo, rinvia a <em>daimon<\/em>: un filologo ha proposto di tradurre quel frammento del filosofo greco Eraclito come se <em>ethos<\/em> avesse in comune con daimon una radice in quello che di proprio, di soggettivo c\u2019\u00e8 in ognuno di noi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Verdana','sans-serif';\">Il mio <em>ethos<\/em> \u00e8 il mio <em>daimon<\/em>. La mia moralit\u00e0 trova la sua radice originaria nel mio modo di essere. Incontrer\u00e0 l\u2019<em>ethos<\/em> dell\u2019altro nel suo <em>daimon<\/em>. Il demone \u00e8 quello che ci spinge ad agire. ]<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 12pt;\">Il rapporto che si istituisce sul campo con il ragazzo e con la sua famiglia si definir\u00e0 sempre pi\u00f9 nell\u2019ambito di una cultura della RELAZIONE ETICA. L\u2019azione educativa \u00e8 anche etica, in quanto mira ad instaurare un insieme di comportamenti finalizzati ad un valore. Ci\u00f2 che si tratter\u00e0 di fondare \u00e8 la possibilit\u00e0 di un <em>ethos<\/em> comune.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: 150%;\"><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 12pt;\">L\u2019azione di volontariato incontra il suo fondamento in un\u2019ETICA ORIGINARIA, nel riconoscimento che <\/span><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>E<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>\u03b8<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>o\u03c2<\/span><\/span><\/em><em><\/em><em><\/em><em><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>a<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>n<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>\u03b8\u03c1\u03c9\u03c0\u03bf<\/span><\/span><\/em><em><\/em><em><\/em><em><\/em><em><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>i<\/span><\/span><\/em><em><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>d<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>a<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>i<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>m<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>o<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"line-height: 150%; font-family: symbol; font-size: 12pt;\"><span>n<\/span><\/span><\/em><span style=\"line-height: 150%; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 12pt;\">, che significa: \u00abDemone a ciascuno \u00e8 il suo modo di essere\u00bb. <em>Ethos<\/em>, pi\u00f9 che il comportamento collettivo o il costume, come abitualmente si dice, designa il modo di essere. Designa il modo di essere di ciascuno inteso nella sua irripetibile unicit\u00e0: il modo di essere che \u00e8 suo, che gli \u00e8 proprio. L\u2019etimo stesso di <em>ethos<\/em> contiene una radice che allude al suo, al s\u00e9. L\u2019<em>ethos<\/em> pertiene all\u2019esistente umano nella sua unicit\u00e0. Indica ci\u00f2 che \u00e8 proprio dell\u2019unico. Per questo esso corrisponde al <em>daimon<\/em>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12 settembre 2008 &#8211; Era stata una sorpresa per me, al termine di una Messa, nella piccola Cappella della residenza di Costagrande, sulle colline di Verona, sentir dire da don Antonio Mazzi ai suoi Educatori: \u00abFate tesoro delle vostre fragilit\u00e0!\u00bb. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-19-%c2%abfate-tesoro-delle-vostre-fragilita%c2%bb\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[],"class_list":["post-1185","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-camminarsi-dentro"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1185","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1185"}],"version-history":[{"count":22,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12320,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1185\/revisions\/12320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}