{"id":12326,"date":"2011-08-20T15:36:15","date_gmt":"2011-08-20T13:36:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=12326"},"modified":"2011-08-20T17:34:44","modified_gmt":"2011-08-20T15:34:44","slug":"a-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/a-2\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><STRONG>Contributi a una cultura dell&#8217;Ascolto<\/strong><\/span>: Leggere FRANZ KAFKA, <em>Davanti alla legge<\/em>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/gCaMWFRRpfQ\" frameborder=\"0\" width=\"440\" height=\"360\"><\/iframe><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">FRANZ KAFKA, <em>Davanti alla legge <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Davanti alla legge sta un guardiano. Un uomo di campagna viene da questo guardiano e gli chiede il permesso di accedere alla legge. Ma il guardiano gli risponde che per il momento non glielo pu\u00f2 consentire. L&#8217;uomo dopo aver riflettuto chiede se pi\u00f9 tardi gli sar\u00e0 possibile. \u00abPu\u00f2 darsi,\u00bb dice il guardiano, \u00abma adesso no.\u00bb Poich\u00e9 la porta di ingresso alla legge \u00e8 aperta come sempre e il guardiano si scosta un po&#8217;, l&#8217;uomo si china per dare, dalla porta, un&#8217;occhiata nell&#8217;interno. Il guardiano, vedendolo, si mette a ridere, poi dice: \u00abSe ti attira tanto, prova a entrare ad onta del mio divieto. Ma bada: io sono potente. E sono solo l&#8217;ultimo dei guardiani. All&#8217;ingresso di ogni sala stanno dei guardiani, uno pi\u00f9 potente dell&#8217;altro. Gi\u00e0 la vista del terzo riesce insopportabile anche a me.\u00bb L&#8217;uomo di campagna non si aspettava tali difficolt\u00e0; la legge, nel suo pensiero, dovrebbe esser sempre accessibile a tutti; ma ora, osservando pi\u00f9 attentamente il guardiano chiuso nella sua pelliccia, il suo gran naso a becco, la lunga e sottile barba nera all&#8217;uso tartaro decide che gli conviene attendere finch\u00e9 otterr\u00e0 il permesso. Il guardiano gli d\u00e0 uno sgabello e lo fa sedere a lato della porta. Giorni e anni rimane seduto l\u00ec. Diverse volte tenta di esser lasciato entrare, e stanca il guardiano con le sue preghiere. Il guardiano sovente lo sottopone a brevi interrogatori, gli chiede della sua patria e di molte altre cose, ma sono domande fatte con distacco, alla maniera dei gran signori, e alla fine conclude sempre dicendogli che non pu\u00f2 consentirgli l&#8217;ingresso. L&#8217;uomo, che si \u00e8 messo in viaggio ben equipaggiato, d\u00e0 fondo ad ogni suo avere, per quanto prezioso possa essere, pur di corrompere il guardiano, e questi accetta bens\u00ec ogni cosa, per\u00f2 gli dice: \u00abLo accetto solo perch\u00e9 tu non creda di aver trascurato qualcosa.\u00bb Durante tutti quegli anni l&#8217;uomo osserva il guardiano quasi incessantemente; dimentica che ve ne sono degli altri, quel primo gli appare l&#8217;unico ostacolo al suo accesso alla legge. Impreca alla propria sfortuna, nei primi anni senza riguardi e a voce alta, poi, man mano che invecchia, limitandosi a borbottare tra s\u00e8. Rimbambisce, e poich\u00e9, studiando per tanti anni il guardiano, ha individuato anche una pulce nel collo della sua pelliccia, prega anche la pulce di intercedere presso il guardiano perch\u00e9 cambi idea. Alla fine gli s&#8217;affievolisce il lume degli occhi, e non sa se \u00e8 perch\u00e9 tutto gli si fa buio intorno, o se siano i suoi occhi a tradirlo. Ma ora, nella tenebra, avverte un bagliore che scaturisce inestinguibile dalla porta della legge. Non gli rimane pi\u00f9 molto da vivere. Prima della morte tutte le nozioni raccolte in quel lungo tempo gli si concentrano nel capo in una domanda che non ha mai posta al guardiano; e gli fa cenno, poich\u00e9 la rigidit\u00e0 che vince il suo corpo non gli permette pi\u00f9 di alzarsi. Il guardiano deve abbassarsi grandemente fino a lui, dato che la differenza delle stature si \u00e8 modificata a svantaggio dell&#8217;uomo. \u00abChe cosa vuoi sapere ancora?\u00bb domanda il guardiano, \u00absei proprio insaziabile.\u00bb \u00abTutti si sforzano di arrivare alla legge,\u00bb dice l&#8217;uomo, \u00abe come mai allora nessuno in tanti anni, all&#8217;infuori di me, ha chiesto di entrare?\u00bb Il guardiano si accorge che l&#8217;uomo \u00e8 agli estremi e, per raggiungere il suo udito che gi\u00e0 si spegne, gli urla: \u00abNessun altro poteva ottenere di entrare da questa porta, a te solo era riservato l&#8217;ingresso. E adesso vado e la chiudo.\u00bb <\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Per il significato del testo kafkiano leggere MASSIMO CACCIARI, <em>Icone della Legge<\/em>, ADELPHI 1985: <em>II. La porta aperta<\/em>, pp.56-137<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>________________________________________________________________ FRANZ KAFKA, Davanti alla legge Davanti alla legge sta un guardiano. Un uomo di campagna viene da questo guardiano e gli chiede il permesso di accedere alla legge. 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