{"id":12644,"date":"2011-09-03T10:05:01","date_gmt":"2011-09-03T08:05:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=12644"},"modified":"2011-09-03T13:40:12","modified_gmt":"2011-09-03T11:40:12","slug":"camminarsi-dentro-269","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-269\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><STRONG>Contributi a una cultura dell&#8217;Ascolto<\/strong><\/span> CAMMINARSI DENTRO (269): \u00abL&#8217;emozione \u00e8 la madre del pensiero\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Sabato 3 settembre 2011<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Sono partito oggi dalla seguente affermazione: \u00abl&#8217;emozione \u00e8 la madre del pensiero\u00bb per tornare sull&#8217;opera di Ignacio Matte Blanco, in cui sarebbe stata rinvenuta da Silvia Biferale e Rita Toti (<em><a href=\"http:\/\/www.psychomedia.it\/pm\/answer\/psychosoma\/biferale-toti.htm\" target=\"_blank\">Il corpo della voce, la voce dell&#8217;ascolto<\/a><\/em>), per risalire a Sartre e a Marianella Sclavi: in questione erano le emozioni, di cui mi preme fissare la portata e l&#8217;azione nella relazione d&#8217;aiuto.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><em>Le sette regole dell&#8217;arte di ascoltare<\/em> di <a href=\"http:\/\/sites.google.com\/site\/marianellasclavi\/Home\" target=\"_blank\">Marianella Sclavi<\/a>: <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte pi\u00f9 effimera della ricerca. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perch\u00e9. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai com-prendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice \u00e8 relazionale e analogico. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">5. Un buon ascoltatore \u00e8 un esploratore di mondi possibili. I segnali pi\u00f9 importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perch\u00e9 incongruenti con le proprie certezze. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">7. Per divenire esperto nell&#8217;arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l&#8217;umorismo viene da s\u00e8.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">L&#8217;enfasi assegnata alla quarta regola proposta da Marianella Sclavi corrisponde all&#8217;esigenza di approfondire la questione delle emozioni degli operatori implicate nella relazione d&#8217;aiuto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Prender\u00f2 da lontano l&#8217;argomento. Il giorno 8 luglio 1970 ho acquistato il volume di Sartre edito da Bompiani che comprende <em>L&#8217;immaginazione<\/em> (pp.9-140) e <em>Idee per una teoria delle emozioni<\/em> (pp.143-198). Assieme a <em>La trascendence de l&#8217;Ego. Esquisse d&#8217;une description ph\u00e9nom\u00e9nologique<\/em> (1938) &#8211; che tradussi dal francese per me &#8211; e a <em>L&#8217;essere e il nulla,<\/em> il breve saggio fu alla base della mia tesi di laurea, intorno alla quale lavorai per tre anni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Il saggio <em>Idee per una teoria delle emozioni<\/em> risale al 1939. Lo psicoanalista cileno Ignacio Matte Blanco, in fondo alla sua opera maggiore &#8211; <em>L&#8217;inconscio come insieme infiniti. Saggio sulla bi-logica<\/em>, del 1975, edito da Einaudi nel 1981 &#8211; dedica un&#8217;importante <em>Appendice<\/em> a Sartre: <em>L&#8217;emozione, il magico il\u00a0\u00abnuminosum\u00bb e l&#8217;infinito. Un commento a Sartre\u00a0<\/em>(pp.509-515). Egli dichiara che Sartre \u00e8 arrivato venti anni prima di lui alle stesse conclusioni, a proposito del carattere delle emozioni, e che l&#8217;opera di Sartre \u00e8 suscettibile di notevoli sviluppi; che <em>L&#8217;inconscio come insiemi infiniti<\/em> procede &#8216;parallelamente&#8217; all&#8217;opera sartriana, fornendo della natura dell&#8217;emozioni delle spiegazioni pi\u00f9 accurate e verificabili. I riferimenti all&#8217;opera sartriana, cio\u00e8 le citazioni che propone estesamente, ci guideranno nel nostro ragionamento.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">L&#8217;emozione \u00e8 una certa maniera di cogliere il mondo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">Ora possiamo intendere che cos&#8217;\u00e8 un&#8217;emozione: \u00e8 una trasformazione del mondo. Quando le vie tracciate diventano troppo difficili o quando non scorgiamo nessuna via, non possiamo pi\u00f9 rimanere in un mondo cos\u00ec pressante e cos\u00ec difficile. Tutte le vie sono sbarrate, eppure bisogna agire. Allora tentiamo di cambiare il mondo; cio\u00e8 di viverlo come se i rapporti delle cose con le loro potenzialit\u00e0 non fossero regolati da rapporti deterministici ma dalla magia&#8230; Questo tentativo&#8230; \u00e8, prima di tutto, l&#8217;apprensione di rapporti e di esigenze nuove. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">Non insisteremo sulla collera&#8230; che \u00e8, forse, di tutte le emozioni, quella il cui <em>ruolo funzionale<\/em> \u00e8 pi\u00f9 evidente. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">La gioia \u00e8 una condotta magica che tende a realizzare per incanto il possesso dell&#8217;oggetto desiderato come <em>totalit\u00e0 istantanea<\/em>. Questa condotta \u00e8 accompagnata dalla certezza che presto o tardi il possesso sar\u00e0 realizzato e cerca di fare delle anticipazioni su questo possesso. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">Ci troviamo di fronte ad una forma sintetica:\u00a0\u00abper credere\u00bb ai modi di condotta magici, ci deve essere un <em>disordine corporeo<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">Tuttavia l&#8217;emozione, come tale, non assorbirebbe in tal modo la coscienza se cogliesse sull&#8217;oggetto solo l&#8217;esatta contropartita di ci\u00f2 che essa \u00e8 noeticamente (per esempio, a <em>quest&#8217;ora<\/em>, sotto <em>questa<\/em> luce, in <em>queste<\/em> circostanze un uomo \u00e8 terrificante). Costitutivo dell&#8217;emozione \u00e8 il fatto che <em>questa coglie sull&#8217;oggetto qualcosa di infinitamente traboccante nei suoi confronti<\/em>. Infatti vi \u00e8 un mondo dell&#8217;emozione&#8230; in cui il rapporto delle cose con la coscienza \u00e8 sempre ed esclusivamente magico&#8230; Un mondo: cio\u00e8 sintesi individuali che hanno rapporti reciproci \u00a0e che posseggono <em>qualit\u00e0<\/em>&#8230; <em>ogni qualit\u00e0 viene conferita all&#8217;oggetto solo mediante un passaggio all&#8217;infinito<\/em>. Per esempio, questo grigio rappresenta <em>l&#8217;unit\u00e0 di infinite valutazioni<\/em> (Abschattungen) <em>reali e possibili<\/em> di cui certe sarebbero grigio-verde, grigio visto a una certa luce, nero, ecc. Parimenti <em>le qualit\u00e0 che l&#8217;emozione conferisce all&#8217;oggetto e al mondo, le conferisce per l&#8217;eternit\u00e0<\/em>. Certo, se improvvisamente colgo un oggetto come orribile, non affermo esplicitamente che rester\u00e0 orribile per l&#8217;eternit\u00e0. <em>Ma la sola affermazione dell&#8217;orribile come qualit\u00e0 sostanziale dell&#8217;oggetto \u00e8 gi\u00e0 in se stessa un passaggio all&#8217;infinito<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 15px;\">La coscienza pu\u00f2\u00a0\u00abessere-nel-Mondo\u00bb in due maniere differenti. Il mondo pu\u00f2 apparirle come un complesso organizzato di utensili tali che, se si vuole produrre un determinato effetto, si deve agire su determinati elementi del complesso. In questo caso, ogni utensile rinvia ad altri utensili e alla totalit\u00e0 degli utensili&#8230; modificare un utensile particolare e questo per mezzo di un altro utensile, che rinvia a sua volta ad altri utensili e cos\u00ec di seguito, all&#8217;infinito. Ma anche il mondo pu\u00f2 presentarsi come una totalit\u00e0 non-utensile, cio\u00e8 modificabile senza intermediario e a blocchi. In questo caso, le classi del mondo agiranno immediatamente sulla coscienza, le sono presenti\u00a0\u00absenza distanza\u00bb&#8230; Questo aspetto del mondo \u00e8 del tutto coerente, \u00e8 il mondo\u00a0\u00abmagico\u00bb. Chiameremo emozione una brusca caduta della coscienza nel magico. O, se si preferisce, c&#8217;\u00e8 emozione quando il mondo degli utensili svanisce improvvisamente e il mondo magico compare al suo posto.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">I corsivi sono tutti di Matte Blanco. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Nella struttura de <em>L&#8217;inconscio come insieme infiniti<\/em> all&#8217;emozione \u00e8 riservata la parte sesta: <em>La natura dell&#8217;emozione<\/em>.<br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo ventesimo: <em>Un approccio fenomenologico psicoanalitico-logico<\/em> (pp.237-245)<\/span><br \/>1. Giustificazione<br \/>2. Emozione, <em>feeling<\/em>, affetto e sentimento.<br \/>3. L&#8217;emozione appare come un evento psicofisico.<br \/>4. Nei suoi aspetti puramente psicologici l&#8217;emozione non \u00e8 una manifestazione semplice ma rivela almeno due componenti fondamentali.<br \/>5. Sommario.<br \/>6. Un confronto tra questa ed altre concezioni dell&#8217;emozione.<br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo ventunesimo: <em>Un esame pi\u00f9 dettagliato della sensazione-sentimento<\/em> (pp.246-261)<\/span><br \/>1. Il problema della terminologia e delle sue implicazioni.<br \/>2. Il passaggio dalla sensazione-sentimento all&#8217;immagine ed alla percezione.<br \/>3. Sensazioni inconsce.<br \/>4. Introspezione e tempo. L&#8217;attenzione e i suoi oggetti.<br \/>5. La possibilit\u00e0 di sensazioni \u00abpure\u00bb.<br \/>6. Sensazione e pensiero: rapporto con la coscienza maculare e periferica.<br \/>7. La \u00abtemporalit\u00e0\u00bb del pensiero e l&#8217;\u00abatemporalit\u00e0\u00bb dell&#8217;emozione.<br \/>8. Sommario<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo ventiduesimo: <em>Il secondo componente dell&#8217;emozione: il pensiero (stabilimento di relazioni)<\/em> (pp.262-278)<\/span><br \/>Premessa<br \/>1. Alcuni esempi.<br \/>2. Il pensiero implicito nell&#8217;emozione comporta generalizzazione, massimizzazione e irradiazione.<br \/>3. Espressione in termini di logica simbolica.<br \/>4. Un esame pi\u00f9 dettagliato della logica del pensiero emozionale.<br \/>5. Sommario, prospettive e significato di questa visione.<br \/>6. Un confronto con la letteratura su quest&#8217;argomento.<br \/>Un commento <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo ventitreesimo: <em>Il problema della misurabilit\u00e0 dell&#8217;emozione: formulazione generale. Sensazione-sentimento e misurazione<\/em> (pp.279-293)<\/span><br \/>Premessa<br \/>Un avvertimento<br \/>1. Introduzione: un compendio e qualche commento.<br \/>2. Identificazione dello stimolo.<br \/>3. La sensazione-sentimento nel suo aspetto orientato verso l&#8217;interno: gli aspetti\u00a0\u00abinterni\u00bb o intimi.<br \/>4. Un breve sommario.<br \/>5. La differenza tra sensazione-sentimento maculare e periferica nel loro rapporto con la misurabilit\u00e0.<br \/>6. Sensazione-sentimento, percezione e immaginazione.<br \/>7. Ulteriori osservazioni sulla coscienza maculare e periferica nella sensazione-sentimento.<br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo ventiquattresimo: <em>Il problema della misurabilit\u00e0 dell&#8217;emozione: emozioni come insieme infiniti<\/em> (pp.294-304)<\/span><br \/>Premessa<br \/>1. La possibilit\u00e0 di misurare l&#8217;\u00abaspetto di pensiero\u00bb dell&#8217;emozione. Emozione come insieme infinito.<br \/>Alcune riflessioni sulla \u00absediet\u00e0\u00bb (chairness) e sulla femminilit\u00e0.<br \/>I vari infiniti impliciti nell&#8217;emozione.<br \/>2. Emozione: non-misurabile e misurabile. Emozione come matrice del misurabile e come matrice del linguaggio.<br \/>3. Emozione: insieme infinito intensivo ossia insieme infinito entro limiti finiti?<br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Capitolo venticinquesimo: <em>La funzione di traduzione e il quantum di intelletto-emozione<\/em> (pp.305-335)<\/span><br \/>Premessa<br \/>1. Un esempio clinico.<br \/>Analisi logica del caso.<br \/>2. Un commento sulla&#8217;\u00abinserzione laterale dell&#8217;istinto sulla mente\u00bb.<br \/>3. Breve commento sul livello di complessit\u00e0 logica di questa visione.<br \/>4. Presenza, densit\u00e0 ed interazione tra relazioni simmetriche ed asimmetriche.<br \/>5. Funzione di traduzione, \u00abluce\u00bb e \u00abbuio\u00bb.<br \/>Un&#8217;annosa questione: vi \u00e8 pensiero nell&#8217;emozione?<br \/>Un concetto generale che comprende pensiero e sentimento.<br \/>La \u00abluce\u00bb e il \u00abbuio\u00bb del pensiero e dell&#8217;emozione.<br \/>6. Un esame ulteriore della relazione tra essere simmetrico ed asimmetrico. Origine strutturale delle dinamiche.<br \/>Il\u00a0\u00abriversarsi\u00bb dell&#8217;emozione nel pensiero o l&#8217;\u00abestrazione\u00bb del pensiero dall&#8217;emozione.<br \/>7. Vari aspetti del lavoro di traduzione osservati in un esempio clinico.<br \/>Commento preliminare sui dati riportati.<br \/>Emozione simmetrica e consapevolezza (coscienza) asimmetrica.<br \/>8. Il quantum intelletto-emozione.<br \/>9. Le potenzialit\u00e0 della funzione di traduzione e il significato delle relazioni interpersonali.<br \/>Possibilit\u00e0 di misurare l&#8217;emozione come insieme infinito.<br \/>10.\u00a0\u00abDov&#8217;era l&#8217;Es, sar\u00e0 l&#8217;Io\u00bb (Freud 1933).<br \/>11. Il ruolo rispettivo del sollevamento della rimozione e della funzione di traduzione. I due tipi di barriera.<br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Capitolo ventiseiesimo: <em>Il ruolo dell&#8217;emozione nella concezione psicoanalitica<\/em> (pp.336-340)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">*<br \/>\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>________________________________________________________________ Sabato 3 settembre 2011 Sono partito oggi dalla seguente affermazione: \u00abl&#8217;emozione \u00e8 la madre del pensiero\u00bb per tornare sull&#8217;opera di Ignacio Matte Blanco, in cui sarebbe stata rinvenuta da Silvia Biferale e Rita Toti (Il corpo della voce, la &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-269\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[],"class_list":["post-12644","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-camminarsi-dentro"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12644","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12644"}],"version-history":[{"count":28,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12644\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12650,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12644\/revisions\/12650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}