{"id":12773,"date":"2011-09-13T08:15:52","date_gmt":"2011-09-13T06:15:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=12773"},"modified":"2012-01-06T22:57:34","modified_gmt":"2012-01-06T20:57:34","slug":"contributi-a-una-cultura-dellascolto-camminarsi-dentro-276","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/contributi-a-una-cultura-dellascolto-camminarsi-dentro-276\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><STRONG>Contributi a una cultura dell&#8217;Ascolto<\/strong><\/span> CAMMINARSI DENTRO (276): L&#8217;entrata inaugurale della morte nella vita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Luned\u00ec 12 settembre 2011<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Affermare che si debba <em>imparare a morire<\/em> risulta sempre un paradosso agli occhi di chi non abbia ancora pensato il compito e non si sia posto il &#8216;dovere&#8217; di dedicarsi a questo <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?page_id=581\" target=\"_blank\">esercizio spirituale<\/a>. L&#8217;espressione suona a volte sinistra e suscita sentimenti angosciosi alle orecchie di chi sar\u00e0 portato subito a pensare che si stia parlando addirittura di suicidio, di procurarsi la <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=11601\" target=\"_blank\">morte<\/a> in qualche modo, o di augurarsela, o di mettersi in attesa dell&#8217;evento! <br \/>A me piace ricordare che il carme foscoliano <em>Dei Sepolcri<\/em>, definito sempre dalla critica letteraria <em>meditatio mortis<\/em>\u00a0&#8211; una meditazione sulla morte -, \u00e8 stato subito dopo definito dalla stessa pi\u00f9 chiaramente <em>meditatio vitae<\/em> &#8211; meditazione sulla vita. <br \/>Negli anni della Scuola elementare la vecchia maestra che avevamo ci ricordava che dovevamo pensare alla morte almeno nove volte al giorno! In quel tempo e a lungo poi, abbiamo riso sguaiatamente di quella prescrizione morale. E&#8217; arrivato molto pi\u00f9 tardi il tempo della comprensione. <br \/>L&#8217;esperienza della <em>malinconia d&#8217;amore<\/em> negli anni dell&#8217;adolescenza non \u00e8 stata vissuta bene: ognuno di noi avvertiva come destino ingrato il ripetersi ossessivo di vicissitudini della coscienza dolorose e incomprensibili. Ogni volta di nuovo, il timore di perdere lei, l&#8217;angoscia dell&#8217;abbandono, lo strazio della lontananza, il sentimento acuto dell&#8217;assenza&#8230; <br \/>Nessuno si \u00e8 mai occupato di noi, sedendo magari accanto a noi, sul nostro letto &#8211; come nei film americani &#8211; per spiegarci che \u00e8 sempre cos\u00ec, che \u00e8 sempre stato cos\u00ec, che non pu\u00f2 non essere cos\u00ec, per ognuno di noi: la sensazione pi\u00f9 volte provata della morte nell&#8217;anima come esperienza della separazione; il dolore conseguente al venir meno, anche solo per un po&#8217;, delle persone per le quali l&#8217;attaccamento \u00e8 pi\u00f9 forte; la distinzione tra <em>lutto<\/em> e <em>malinconia<\/em>&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">L&#8217;ingresso della morte nella vita \u00e8 stato inaugurato per noi dall&#8217;esperienza che tutti abbiamo fatto da bambini, quando la nostra madre si \u00e8 allontanata da noi, per lasciarci momentaneamente soli, magari spostandosi in un&#8217;altra stanza e per poco. Abbiamo vissuto quell&#8217;assenza come lontananza, mancanza, abbandono, perdita. Al timore di averla perduta per sempre, che potesse essere morta, si associava il terrore della solitudine, della nostra morte. Senza di lei ci siamo sentiti perduti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">E ogni volta \u00e8 cos\u00ec, sempre di nuovo: quando si allontanano da noi le persone che ci sono care, avvertiamo la mancanza, soffriamo la lontananza, fino al sentimento dell&#8217;abbandono e della perdita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">L&#8217;Irreparabile rappresentato dalla morte fisica \u00e8 solo l&#8217;esempio pi\u00f9 forte ed emblematico di una condizione per la quale dobbiamo riconoscere che la morte non \u00e8 solo il decesso, il venir meno della vita, il punto terminale della vita stessa, come se cadesse al di fuori di essa: la morte \u00e8 gi\u00e0 dentro la nostra vita. Perch\u00e9 cos&#8217;altro \u00e8 se non un morire quello che proviamo quando siamo lasciati soli, privi del calore della vita che promana dalle esistenze altre, alle quali chiediamo sommessamente ad ogni pi\u00e8 sospinto di accorgersi di noi, di volgere lo sguardo benevolo verso di noi, di parlarci, di dire s\u00ec, magari di accarezzarci, di abbracciarci, di consolarci, quando \u00e8 necessario?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Degli affetti naturali come di tutti i nostri amori elettivi facciamo esperienza in forme contraddittorie e a volte oscure: l&#8217;esperienza del riconoscimento e dell&#8217;accettazione ci esalta; il silenzio, l&#8217;assenza, il diniego ci abbattono. Non potremo mai andare alla guerra di tutto ci\u00f2 che \u00e8 parte della vita stessa, dunque non ci resta che educare la nostra sensibilit\u00e0 alla comprensione della vita tutta, delle sue luci e delle sue ombre. Recalcitrare contro quello che \u00e8 &#8216;destino&#8217; comune e interrogare all&#8217;infinito i silenzi e le assenze, come se avessimo ricevuto un torto grave e ci fosse stato tolto quello che pure ci era stato promesso, \u00e8 segno di grave <em>insecuritas<\/em>. Chiedere sempre ragione del dolore equivale a non ricordare il bene ricevuto e quindi a non sperare che lo riceveremo ancora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Quando noi parliamo di <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?page_id=9907\" target=\"_blank\">imparare a morire<\/a>, intendiamo riferirci agli <a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=25248\" target=\"_blank\">esercizi spirituali come pratica di libert\u00e0<\/a>. Coltivare l&#8217;anima, autoeducarsi, crescere, realizzarsi, individuarsi \u00e8 possibile a condizione che si pratichino i necessari esercizi per dare senso e dignit\u00e0 alla propria vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">LEGGERE <a href=\"http:\/\/www.lacan-con-freud.it\/aiuti\/letture\/fort_da_unico.pdf\" target=\"_blank\">Sigmund Freud, Jacques Lacan, Marie\u2013France Balta, Jacques S\u00e9dat, Moustapha Safouan, Il gioco del Fort \/ Da. L\u2019entrata inaugurale della morte nella vita <\/a>(si tratta di una raccolta di saggi in formato PDF &#8211; Il file \u00e8 protetto: pu\u00f2 essere stampato dopo essersi iscritti al sito)<a href=\"http:\/\/www.lacan-con-freud.it\/aiuti\/letture\/fort_da_unico.pdf\" target=\"_blank\"><br \/><\/a><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">MORENO MANGHI, Introduzione al gioco del Fort\/Da, pag.3<br \/><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">SIGMUND FREUD, Il gioco del Fort\/Da, pag.14<br \/><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Thesaurus Lacan: Il gioco del Fort\/Da (Jacques Lacan), pag.19<br \/><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">MARIE-FRANCE BALTA, Il &#8220;gioco del Fort\/Da&#8221; tra Freud e Lacan, pag.33<br \/><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">JACQUES SEDAT, La &#8220;pulsione di appropriazione&#8221; nel gioco del Fort\/Da, pag.41<br \/><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">MOUSTAPHA SAFOUAN, L&#8217;amore come pulsione di morte, pag.4<\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Appendice &#8211; Oggetto transizionale, pag.64\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: medium;\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"line-height: 21px;\">*<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>________________________________________________________________ Luned\u00ec 12 settembre 2011 Affermare che si debba imparare a morire risulta sempre un paradosso agli occhi di chi non abbia ancora pensato il compito e non si sia posto il &#8216;dovere&#8217; di dedicarsi a questo esercizio spirituale. 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