{"id":13019,"date":"2011-10-08T17:07:10","date_gmt":"2011-10-08T15:07:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=13019"},"modified":"2011-10-08T17:07:10","modified_gmt":"2011-10-08T15:07:10","slug":"camminarsi-dentro-285-elucubrazione-diurna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-285-elucubrazione-diurna\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (285): Elucubrazione diurna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Sabato 8 ottobre 2011 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">L&#8217;oltranza della bellezza ci vede sempre &#8216;collocati&#8217; al di qua di essa! Le linee di fuga lungo le quali essa trascende il suo mero apparire non ci conducono in un &#8216;dove&#8217; in cui appaesarsi e finalmente &#8216;stare&#8217;. Chi pu\u00f2 dire di avere mai &#8216;posseduto&#8217; la bellezza? Da giovani \u00e8 bello coltivare questa illusione. Da vecchi, ne \u00e8 concessa solo la nostalgia. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">La perfetta letizia, che costituirebbe l&#8217;assenza di ogni possibile discordanza dal volere altrui, \u00e8 nel compimento e nella compiutezza dell&#8217;accordo con le cose. La reciprocit\u00e0 del riconoscimento, che \u00e8 poi ci\u00f2 che si richiede nelle cose umane &#8211; lasciamo stare il rapporto con il Cielo! -, \u00e8 pi\u00f9 facile forse con i &#8216;lontani&#8217;. Quando siamo (troppo) vicini, l&#8217;Ombra finisce per sovrastare ogni cosa: chiediamo tutto &#8211; l&#8217;Impossibile \u00e8 altra cosa! &#8211; e subito, come fanno i tossici; vogliamo sapere tutto &#8211; la Conoscenza dell&#8217;altro \u00e8 altra cosa! &#8211; e consideriamo tradimento ogni diversione dalla Verit\u00e0 supposta tale; pretendiamo garanzie contro la Morte &#8211; comprare casa, annullare le differenze, sospettare sempre, perdonare mai &#8211; e nascondiamo accuratamente sotto il tappeto le scorie della vita, i dettagli fastidiosi, le piccole incongruenze, perch\u00e9 la superficie dell&#8217;anima sia sempre linda e trasparente. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">La trasparenza della coscienza oggi non \u00e8 facile come ai tempi di Sartre, che ne aveva fatto una religione. Egli diceva che non c&#8217;\u00e8 niente di peggio della vischiosit\u00e0 della coscienza: bisognerebbe combattere sempre la malafede, la falsa coscienza, l&#8217;ipocrisia&#8230; Certamente, ambiguit\u00e0 e ambivalenze non sono tollerabili. C&#8217;\u00e8 da chiedersi, per\u00f2, a questo punto, cosa sia amabile, cosa si possa amare. Dopo aver professato per tutta la vita l&#8217;inutile religione secondo la quale bisogna rendersi degni di essere amati &#8211; \u00e8 assodato, ormai, che l&#8217;amore non bisogna meritarselo! &#8211; mi si dice che le persone debbono essere amate cos\u00ec come sono. E questo suona bene. Ma se l&#8217;altro \u00e8 anaffettivo o immaturo o privo di identit\u00e0 o malvagio o dipendente da altre personalit\u00e0 o analmente attaccato al denaro o PRIVO DI INTELLETTO D&#8217;AMORE, il &#8220;Sentire&#8221; di cui si parla tanto non sar\u00e0 uno &#8216;strumento&#8217; da &#8216;accordare&#8217;? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Non basta dire affetto sentimento passione sensibilit\u00e0 apertura e via esaltando, per poter dire che ci ritroviamo di fronte a un esatto sentire, come mi insegna Roberta De Monticelli. Cosa ama in me una persona anaffettiva? Cosa sente? Cosa sto amando di una persona priva di identit\u00e0? Quale letizia ricaver\u00f2 dalla relazione unilaterale con una persona malvagia? Quale gusto della libert\u00e0 ricaver\u00f2 dalla frequentazione di una persona che dipende eternamente da altri? Quale leggerezza mi regaler\u00e0 chi vede solo ci\u00f2 che vedono i suoi occhi (magari con l&#8217;etichetta del prezzo ancora incollata sugli oggetti d&#8217;elezione)? Ma, soprattutto, ha senso parlare d&#8217;amore in presenza di persona che non abbia intelletto d&#8217;amore? <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Donne ch&#8217;avete intelletto d&#8217;amore,<br \/>i&#8217; vo&#8217; con voi de la mia donna dire,<br \/>non perch&#8217;io creda sua laude finire,<br \/>ma ragionar per isfogar la mente.<br \/>Io dico che pensando il suo valore,<br \/>Amor s\u00ec dolce mi si fa sentire,<br \/>che s&#8217;io allora non perdessi ardire,<br \/>farei parlando innamorar la gente.<br \/>E io non vo&#8217; parlar s\u00ec altamente,<br \/>ch&#8217;io divenisse per temenza vile;<br \/>ma tratter\u00f2 del suo stato gentile<br \/>a rispetto di lei leggeramente,<br \/>donne e donzelle amorose, con vui,<br \/>ch\u00e9 non \u00e8 cosa da parlarne altrui.<br \/>(Dante Alighieri, Vita Nova, XXIX)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Io credo che ogni epoca debba riscrivere il trattato &#8220;Sull&#8217;amore&#8221;. Gli straordinari mutamenti intervenuti nella sensibilit\u00e0 &#8211; io parlerei di una vera e propria mutazione antropologica che ha investito negli ultimi quarant&#8217;anni maschi e femmine &#8211; dovrebbero farci sentire pi\u00f9 liberi di esprimere i nostri sentimenti. Non solo per sottrazione &#8211; o per negazione &#8211; possiamo dire ci\u00f2 che siamo, ci\u00f2 che vogliamo. Abbiamo, addirittura, troppe ragioni &#8211; come direbbe Musil &#8211; rispetto al nostro tempo, che si attarda sull&#8217;osceno (cio\u00e8, sulla tendenza a sbattere sulla scena il contenuto della propria coscienza, per denaro o per trovare l\u00ec senso e &#8216;felicit\u00e0&#8217;). Molti capitoli di quel trattato sono gi\u00e0 stati scritti da ognuno di noi. E si tratta di scoperte, non di riscoperte di valori antichi: diversa \u00e8 la nostra sensibilit\u00e0. Molte cose hanno lo stesso nome, ma non corrispondono minimamente a quello che sentivano le epoche precedenti. Ci sono giorni in cui penso che il fondo di impossibile che \u00e8 &#8216;contenuto&#8217; nell&#8217;amore sognato \u00e8 in quella misura che chiediamo e che vorremmo arrivasse non richiesta, perch\u00e9 veramente dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 un esatto sentire che si accorda con il nostro sentire. Questo &#8216;chiarissimo&#8217;, come lo chiam\u00f2 Freud, fa soffrire, perch\u00e9 \u00e8 oggetto di diniego. Cercando di istituire file di continuit\u00e0, ci perdiamo. Allora, forse sarebbe utile fermarsi e aspettare, forse piangere sommessamente, ma non c&#8217;\u00e8 rimedio: chiediamo l&#8217;impossibile. Giustamente, Pavese chiude uno dei suoi &#8220;Dialoghi con Leuc\u00f2&#8221; pi\u00f9 belli con le parole: &#8220;Chiedi troppo, Thanatos&#8221;. Si riferiva al fatto che il mortale solleva lo sguardo verso la dea. Thanatos chiede di rinunciare. La risposta \u00e8 in quelle parole bellissime: chiedi troppo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>________________________________________________________________ Sabato 8 ottobre 2011 L&#8217;oltranza della bellezza ci vede sempre &#8216;collocati&#8217; al di qua di essa! 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