{"id":13365,"date":"2011-11-09T17:00:17","date_gmt":"2011-11-09T15:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=13365"},"modified":"2011-11-09T19:30:28","modified_gmt":"2011-11-09T17:30:28","slug":"camminarsi-dentro-303","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-303\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (303): Senza enfasi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Mercoled\u00ec 9 novembre 2011<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Ben nascosto tra le pieghe dell&#8217;anima, il ricordo lontano della voce aspra di mia sorella \u00e8 sempre vivo. Era uscita a passeggiare come sempre con le sue amiche lungo il Corso della citt\u00e0. Naturalmente, attorniata da ragazzi vocianti che le accompagnavano schiamazzando, come fanno sempre i ragazzi che sciamano nel sole della giovinezza. Era il tempo in cui le donne stavano chiuse in casa. Uscivano sempre accompagnate da qualcuno. Il loro comportamento era seguito da tutta la famiglia. Ne andava dell&#8217;onore di tutti. Rientrando a casa, corsi da mio padre a raccontare di averla vista in piazza. Alle sue rimostranze io rispondevo aggiungendo sempre nuovi particolari, per irritare e allarmare mio padre, sicuramente spinto dalla gelosia&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">A un certo punto, mia sorella si rivolse a me con voce ferma e sicura e mi disse:\u00a0\u00abTu hai l&#8217;occhio di bue! Ingigantisci tutto quello che vedi!\u00bb e non aggiunse altro. In quell&#8217;istante non mi resi conto dell&#8217;importanza dell&#8217;accaduto, perci\u00f2 continuai a provocare confusione, senza costrutto. Unica attenuante, l&#8217;et\u00e0. Ero bambino. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Ma tutte le volte che ho ripensato a quelle parole &#8211; nel corso della mia vita &#8211; ho sentito come un monito risuonare quella voce dentro di me. Era come se volesse dirmi:\u00a0\u00abStai attento, perch\u00e9 rischi di provocare guai con il tuo &#8216;entusiasmo&#8217;!\u00bb. Ho sempre chiamato poi entusiasmo l&#8217;enfasi con la quale spesso mi sono espresso in pubblico. Potrei fare l&#8217;elenco completo dei pi\u00f9 grandi disastri che ho provocato &#8211; fino a quelli delle ultime settimane -, contribuendo a compromettere rapporti consolidati. Come dice la mia amica Renata: \u00abUn&#8217;altissima quantit\u00e0 di incontri umani viene distrutta da una scarsa tolleranza agli equivoci\u00bb. Io so che spesso solo di inezie si tratta, ma basta il tono di voce sbagliato, per dare una sensazione di rimprovero. Se si alza la voce per farsi sentire, mentre altri a loro volta creano confusione, si finisce per apparire come aggressivi e intolleranti&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Il fondo di inconfessabile da cui talvolta parliamo \u00e8 quella zona d&#8217;ombra i cui si condensano immagini e voci che si fanno rimprovero e rammarico. Come non sentire che qualcosa di irrevocabile sia accaduto, se anche dopo decenni riaffiorano brevi ricordi che pure pesano sull&#8217;anima come grandi torti ed errori, se il loro vivido apparire alla coscienza \u00e8 sempre accompagnato dalla sensazione pungente di una colpa mai espiata!? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Dedichiamo al perdono molte energie per definirne i modi e i tempi e l&#8217;opportunit\u00e0 e il valore morale, ma poi siamo soli con il nostro <em>inconfessabile<\/em>, che sta l\u00ec a ricordarci che quell&#8217;errore \u00e8 stato propizio, perch\u00e9 ha consentito di comprendere quello che andavamo facendo e ci ha aiutato a non commetterne di pi\u00f9 gravi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Ma come &#8216;spiegare&#8217; da cosa nasca poi il bisogno di perdono che non trova risposta? Altri hanno trascurato di occuparsi di noi, di lenire le ferite dell&#8217;anima, di aiutarci a guarirne? Per quali vie aprirsi a queste evidenze, lasciando &#8216;entrare&#8217; nella propria anima quelli che ci amano e che magari potrebbero essere il farmaco che cura? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">La nostra esistenza \u00e8 fatta anche di queste schegge luminose che mostrano zone remote della coscienza, che sono spesso ci\u00f2 da cui noi proveniamo e che hanno contribuito grandemente a fare di noi quello che siamo. \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/X41ek_pALhY?rel=0\" frameborder=\"0\" width=\"445\" height=\"331\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>________________________________________________________________ Mercoled\u00ec 9 novembre 2011 Ben nascosto tra le pieghe dell&#8217;anima, il ricordo lontano della voce aspra di mia sorella \u00e8 sempre vivo. 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