{"id":13444,"date":"2011-11-14T01:20:07","date_gmt":"2011-11-13T23:20:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=13444"},"modified":"2012-02-22T10:46:13","modified_gmt":"2012-02-22T08:46:13","slug":"leggere-murakami-aruki","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/leggere-murakami-aruki\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Leggere Murakami Aruki, <em>L&#8217;uccello che girava le viti del mondo<\/em>, Einaudi 2007"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Luned\u00ec 14 novembre 2011<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Luccello-che-girava-le-viti-del-mondo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-13445\" title=\"L'uccello che girava le viti del mondo\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Luccello-che-girava-le-viti-del-mondo-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Luccello-che-girava-le-viti-del-mondo-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Luccello-che-girava-le-viti-del-mondo-659x1024.jpg 659w, https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Luccello-che-girava-le-viti-del-mondo.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>Ci sono <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=11641\" target=\"_blank\">libri<\/a> che \u00e8 difficile &#8216;recensire&#8217;. (D&#8217;altra parte, io qui mi limito a riferire la mia esperienza di lettura). La tecnica narrativa adottata dall&#8217;Autore non consente di &#8216;rivelare&#8217; l&#8217;esito del racconto, soprattutto quando, come nel nostro caso, l&#8217;intero r\u00e9cit poggia sulla <em>suspence<\/em>: sarebbe importante per la chiarezza dell&#8217;analisi critica soffermarsi sullo scioglimento finale, perch\u00e9 magari contiene la chiave interpretativa di tutta l\u2019opera, ma \u00e8 preferibile non farlo, per non togliere ai lettori il gusto della scoperta progressiva di ci\u00f2 che il protagonista, nonch\u00e9 voce narrante, comprende di ci\u00f2 che gli si para davanti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Se le prime ottocento pagine si mantengono in uno spazio di tipo onirico e si danno transizioni tra diversi piani di realt\u00e0, solo in fondo al volume si \u2018comprende\u2019 finalmente la natura delle peripezie del personaggio protagonista. Solo dopo aver risolto i problemi che si erano aperti per lui egli si ritrova appieno nella realt\u00e0. <br \/>L&#8217;emozione che aveva accompagnato la prima lettura dell&#8217;opera non \u00e8 pi\u00f9 chiara, o meglio, appare chiaro sono alla fine che si era all&#8217;interno di una dimensione sospesa. La felicit\u00e0 dell&#8217;opera \u00e8 proprio in questa condizione in cui si trova il lettore, interamente preso dal gioco della narrazione. Alla fine della prima lettura si prova la sensazione di non voler abbandonare il mondo che era stato creato per noi: \u00a0a\u00a0<em>noi, i lettori<\/em>\u00a0non resta che valorizzare quel sostare nella lettura stessa, il piacere di stare in quell&#8217;intervallo che la vita ci concede, lo stato di grazia dell&#8217;emozione estetica che \u00e8 poi il dono incomparabile della vera letteratura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Nell&#8217;impossibilit\u00e0 di restituire l&#8217;intero contenuto dell&#8217;opera, occorre concentrarsi sulla <em>scrittura<\/em>, che \u00e8 poi ci\u00f2 che conta: l&#8217;invenzione della lingua con le sue peculiari connotazioni fa l&#8217;autore. Murakami indugia su particolari anche insignificanti, ma non si tratta di un elemento debole della scrittura stessa. In realt\u00e0, l&#8217;indagine personale mira a districarsi nella selva delle circostanze occasionali e non che rendono enigmatica la parte di esistenza da cui il racconto prende le mosse. Eventi di scarso rilievo sono assunti come termini di uno spazio misterioso e sfuggente. Quell&#8217;indugio non rientra nel gi\u00e0 noto rinvio, nello spostamento in avanti di fatti e di eventi chiarificatori. Ogni passo, una nuova sospensione, come se la realt\u00e0, fin nei suoi minuti dettagli, fosse tutta pervasa di mistero. Le circostanze dell&#8217;esistenza del protagonista sono sicuramente segnate dal carattere dell&#8217;indecifrabilit\u00e0, almeno apparente. Lo stallo a cui egli \u00e8 consegnato \u00e8 ci\u00f2 che imprime ritmo alla macchina narrativa. La sapienza della scrittura \u00e8 nel gioco continuo di rimandi, che non consente mai di concludere con un giudizio definito su questo o quel personaggio: la vita, con le sue ambigue risonanze e con le ambivalenti risposte che ci d\u00e0, \u00e8 qui interpellata in tutta la sua potenza evocativa. Siamo sempre chiamati altrove. Il senso delle cose non \u00e8 mai dato una volta per tutte. Bisogna cercare, per sciogliere tutti gli enigmi in cui ci troviamo avviluppati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Il non detto prevale ad ogni pi\u00e8 sospinto: la vera identit\u00e0 dei personaggi, il vero significato di eventi che restano sospesi nell&#8217;aria perch\u00e9 il loro corso \u00e8 stato interrotto da altri eventi non meno importanti per noi, il passato con i suoi enigmi, la storia che ritorna attraverso i racconti di conoscenti che la vissero in prima persona. Diciamo che la realt\u00e0 si dispiega davanti a noi lentamente, per spostamenti progressivi dello sguardo, che si muove sulle cose non potendo contare su un terreno solido. Frammenti di senso riposano su frammenti estesi della narrazione. Essi non trovano in se stessi il senso che manca a una prima osservazione attenta. Solo le scoperte successive svelano allo sguardo il senso di ci\u00f2 che poco fa stava davanti agli occhi del personaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">La lingua non \u00e8 fatta di schegge di saggezza sparse qua e l\u00e0. Ci\u00f2 che viene restituito \u00e8 l&#8217;umile splendore della vita quotidiana, il vivere comune immerso negli oggetti noti da sempre. L&#8217;effetto straniante di un abbandono si avverte dal modo di &#8216;apparire&#8217; degli oggetti stessi: il significato di un guardaroba femminile, ad esempio, \u00e8 tutto da decidere, dopo che la donna se ne sia andata&#8230; <br \/>La voce narrante ci guida per mano. Pagina dopo pagina non dobbiamo fare nessuna fatica ad attingere il senso generale del racconto, salvo ritrovarsi pi\u00f9 volte immessi in realt\u00e0 insospettate, con i pochi elementi in mano che abbiamo di cui servirsi fino alla fine. Tutto acquista senso in fondo al testo, ma non si prova alcun rammarico per la conclusione ormai &#8216;raggiunta&#8217;: il cuore della scrittura non andr\u00e0 cercato nello sbocco assegnato al racconto. <br \/>E&#8217; come se ci trovassimo di fronte a unit\u00e0 testuali e di senso pi\u00f9 ampie della pagina e del capitolo. Bisogna &#8216;conservare&#8217; ogni grumo delle esistenze incontrate. Sembra che non ci sia posto per il personaggio maggiore a cui contrapporre il simmetrico personaggio minore: veramente, come direbbe Kundera, ogni individuo ha il diritto di esistere. Anche il pi\u00f9 spregevole di tutti concorre a far &#8216;reggere&#8217; la struttura del <em>r\u00e9cit<\/em>. <br \/>La narrazione dopo tutto restituisce il ritmo della vita. Non \u00e8 forse vero che il concreto sia ci\u00f2 che dura, e ci\u00f2 che dura non \u00e8 forse il ripetersi sempre uguale della vita che si ostina a fare dono di s\u00e9 nelle forme pi\u00f9 disparate, ingannandoci ora con l&#8217;apparente ripetitivit\u00e0 delle cose ora con lo sbadiglio che ci assale quando non si direbbe che le cose stesse meritino di precipitare nella noia e nell&#8217;impermanenza?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Da una prima lettura si pu\u00f2 dire solo bene di Murakami. Mentre mi inoltro nella lettura di <em>1Q84<\/em>, appena uscito, penso gi\u00e0 di tornare sull&#8217;<em>Uccello che girava le viti del mondo<\/em>, perch\u00e9 le giornate trascorse con quel Murakami erano rallegrate da una bella continuit\u00e0 istituita dalla consuetudine di vivere con lui: sicuramente, la prossima volta che lo legger\u00f2 sar\u00e0 diverso. Mi accorger\u00f2 che mi era sfuggito un dettaglio non marginale che mi aiuter\u00e0 ad allontanarmi dalla mia realt\u00e0 con pi\u00f9 costrutto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Avevo bisogno di una scrittura onirica e visionaria, come si dice ormai di Murakami, per integrare nella coscienza spazi di realt\u00e0 che premono. E&#8217; tempo di tornare a sognare una vita meno schiacciata sul presente. Allontanarsi un po&#8217; non \u00e8 tradire. D&#8217;altra parte, non \u00e8 pi\u00f9 tempo di <em>engagement<\/em>. Il lettore poi \u00e8 un allegro parassita che si nutre dei piatti pi\u00f9 impensati. A cosa non sarebbe disposto, pur di ottenere l&#8217;allegria della mente? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Uscire da questa lettura non \u00e8 facile, perch\u00e9 essa costringe a chiedersi quale posto si debba assegnare al sogno e alla visione e se meriti credito il regime delle coincidenze e delle circostanze fortuite che pure fanno storia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Come esercizio di lettura, Murakami con tutta la sua opera andr\u00e0 riguardato soprattutto come testo: suggerisco il <em>piacere del testo<\/em>, perch\u00e9 emerga l&#8217;universo di senso che \u00e8 proprio di questa scrittura. <br \/>Distinguere l&#8217;Autore dal Testo, dalla Scrittura.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>________________________________________________________________ Luned\u00ec 14 novembre 2011 Ci sono libri che \u00e8 difficile &#8216;recensire&#8217;. 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