{"id":13977,"date":"2012-01-06T13:08:53","date_gmt":"2012-01-06T11:08:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=13977"},"modified":"2014-11-09T08:33:43","modified_gmt":"2014-11-09T06:33:43","slug":"contributi-a-una-cultura-dellascolto-camminarsi-dentro-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/contributi-a-una-cultura-dellascolto-camminarsi-dentro-2\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><STRONG>Contributi a una cultura dell&#8217;Ascolto<\/strong><\/span> CAMMINARSI DENTRO (326): Credere alla parola dell&#8217;altro \u00e8 la prima mossa della ragione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">_______________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><a href=\"http:\/\/www.franciscomele.it\/pagine\/schede\/ricoeur_intervista.html\" target=\"_blank\"><em>Credere alla parola dell&#39;altro &egrave; il primo gesto<\/em> <\/a><br \/><a href=\"http:\/\/www.franciscomele.it\/pagine\/schede\/ricoeur_intervista.html\" target=\"_blank\">Intervista di Francisco Mele a Paul Ricoeur<\/a><br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">6 gennaio 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Nella lunga esperienza di Educatore impegnato nei colloqui di motivazione, all&#39;interno del Centro di ascolto, c&#39;&egrave; una &#39;premessa teorica&#39;, da me posta alla base del lavoro di ascolto, che non ho mai dichiarato: mi dispongo all&#39;ascolto della persona che per la prima volta accede alla sede prestando fede a tutto ci&ograve; che mi dir&agrave;.&nbsp;<br \/>Non si tratta certo di una scelta ingenua: non penso che tutto ci&ograve; che viene detto sia vero senza ombra di dubbio. Non mi guida la convinzione che chi parla non mente mai! Anzi, nel caso del tossicomane ci &egrave; stato insegnato dai Fondatori di Comunit&agrave; che essi&nbsp;&laquo;mentono sempre, anche quando dicono la verit&agrave;&raquo;!, a significare che quello che sembra vero oggi probabilmente non sar&agrave; pi&ugrave; vero domani per loro. Sono instabili nei loro propositi.<br \/>Eppure, c&#39;&egrave; nel loro atteggiamento generale nei confronti di chi li accoglie una &#39;disponibilit&agrave;&#39; e un&#39;apertura di cui bisogna &#39;approfittare&#39;: chi varca la soglia di un Servizio pubblico o privato ha un proprio sistema di attese che &egrave; importante conoscere e su cui fare leva. Entrare per la prima volta in un SER.T. o in un Centro di ascolto per tossicodipendenti equivale ad ammettere di essere invischiati in una situazione diventata insostenibile per la persona.&nbsp;<br \/>A dispetto del &#39;sistema delle resistenze&#39; che pure viene messo in opera al primo accenno al cambiamento, io non avanzo mai in direzione della proposta di cambiamento. Addirittura, non parlo mai di un&#39;offerta di aiuto o delle &#39;ragioni&#39; di chi accoglie il nuovo venuto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Piuttosto, mostro interesse per la persona, per la sua salute fisica, per il suo benessere morale. Mi domando perch&eacute; sia venuta da me. Mi muovo nello spazio ristretto in cui solitamente ci si muove quando qualcuno viene a trovarci e non sappiamo ancora bene cosa abbia da dirci. Siamo un po&#39; eccitati e curiosi. Chiediamo come abbia avuto notizia di noi. Solo dopo, invito la persona a parlare di s&eacute;. <br \/>E&#39; questo il momento in cui l&#39;altro non pu&ograve; fare a meno di aprirsi: &egrave; stato toccato in una zona sensibile, in un momento in cui non era avvertito e vigile; non ha compreso quello che &egrave; gi&agrave; accaduto, ch&eacute; &egrave; stato interpellato con&nbsp;<em>nonchalance<\/em> a fare la cosa a cui si resiste di pi&ugrave;, cio&egrave; raccontare la propria vita. <br \/>Il varco cercato si mostra &#39;finalmente&#39; a noi: siamo nell&#39;Aperto, nello &#39;spazio&#39; dell&#39;esperienza dell&#39;altro, nell&#39;invisibile della sua esperienza, in cui ci immette lui stesso, come se quello che ci mostra fosse impersonale esteriorit&agrave;! Le sue emozioni gli dicono che non &egrave; cos&igrave;, ma si sforzer&agrave; comunque di narrare fatti, convinto che non passeranno contestualmente altre informazioni, schegge di <em>vissuto<\/em>, spie di quell&#39;Inconfessabile che ognuno di noi custodisce gelosamente, mettendolo al riparo dagli sguardi indiscreti.<br \/>Mostrare interesse senza sottolineare l&#39;importanza del dono ricevuto &egrave; un modo per favorire il &#39;flusso di coscienza&#39;, che sar&agrave; doveroso non interrompere con giudizi &#8211; mai giudizi! &#8211; o con la manifestazione di emozioni che potrebbero contrastare con quelle di chi si sta aprendo a noi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">L<\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">a consapevolezza del fatto che questo accade, che accade sempre, se solo si tratti come persona chi entra nella nostra casa, &egrave; ci&ograve; che mi fa dire quanto sia importante prestare fede alle parole dell&#39;altro. Solo cos&igrave; potremo sceverare tra ci&ograve; che &egrave; caduco e ci&ograve; che ha un &#39;fondamento&#39; di verit&agrave; nella realt&agrave; dell&#39;altro, nella sua condizione oggettiva, nella situazione che contraddistingue la sua esistenza, non importa se si tratti di un&#39;<em>esistenza spezzata<\/em>, come preferisco dire io della condizione tossicomanica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Chi &egrave; stato accolto e &#39;ascoltato&#39; torner&agrave;, se avremo chiuso il colloquio lasciando qualcosa in sospeso, ogni volta una questione aperta, che lascer&agrave; l&#39;altro in uno stato di sospensione punteggiato da un&#39;ansia per cui dovr&agrave; cercare una risposta nel tempo. Senza pretendere mai che il tempo di un colloquio serva a &#39;chiudere&#39; alcunch&eacute; si contribuisce a generare l&#39;attesa di un &#39;seguito&#39; del &#39;racconto&#39;. L&#39;offerta pi&ugrave; grande non &egrave; da ricercare solo nell&#39;orientamento verso programmi esterni: gi&agrave; l&#39;accoglienza nel Centro di ascolto serve a far saggiare il valore della costruzione di una relazione umana che va a soddisfare bisogni di riconoscimento inespressi. La sensazione viva di &#39;essere sempre in cammino&#39; indurr&agrave; l&#39;altro a non spezzare il filo che incomincia a legarlo a noi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">*<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>_______________________________________________________________ Credere alla parola dell&#39;altro &egrave; il primo gesto Intervista di Francisco Mele a Paul Ricoeur * 6 gennaio 2012 Nella lunga esperienza di Educatore impegnato nei colloqui di motivazione, all&#39;interno del Centro di ascolto, c&#39;&egrave; una &#39;premessa teorica&#39;, da &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/contributi-a-una-cultura-dellascolto-camminarsi-dentro-2\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[232,57],"tags":[],"class_list":["post-13977","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ascolto","category-camminarsi-dentro"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13977","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13977"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13977\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17758,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13977\/revisions\/17758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}