{"id":14414,"date":"2012-02-09T09:45:10","date_gmt":"2012-02-09T07:45:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=14414"},"modified":"2012-03-04T19:19:31","modified_gmt":"2012-03-04T17:19:31","slug":"camminarsi-dentro-347","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-347\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Dicerie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">_______________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Gioved\u00ec 9 febbraio 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">CAMMINARSI DENTRO (348): Dicerie<\/span><\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Ci\u00f2 che pregavi con amore,<br \/> che come cosa sacra custodivi,<br \/> il destino alle vane ciance umane<br \/> ha abbandonato per ludibrio. <br \/>La folla entr\u00f2, la folla irruppe<br \/> entro il sacrario dell&#8217;anima tua,<br \/> e di misteri e di sacrifici ad essa<br \/> aperti tu arrossisti tuo malgrado.<br \/> Ah, fosse mai che le ali vive<br \/> dell&#8217;anima librata sulla folla<br \/> potessero salvarla dall&#8217;assalto<br \/> dell&#8217;immortale volgarit\u00e0 umana!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">F\u00cbDOR TJUTCEV<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><em>Emanciparsi dalle dicerie<\/em> non \u00e8 impresa facile per nessuno. Sentirsi addosso per anni lo sguardo indagatore e risentire all&#8217;infinito l&#8217;accusa di chi aveva buone ragioni per parlar male di noi \u00e8 esperienza interiore nota a tutti. Con questa faremo i conti rassegnati, perch\u00e9 ci appartiene, ha un fondamento nella realt\u00e0. Pi\u00f9 difficile districarsi dal grumo delle cose non dette, dei ricordi nebulosi, delle &#8216;prove&#8217; insufficienti che pure fanno storia, quando si dica di noi qualcosa che ci ferisce perch\u00e9 non vera.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Bisogna provare ripetutamente a scontrarsi con questo immateriale nemico, per trovare il modo di sconfiggerlo, e scoprire che vincerlo non \u00e8 quasi mai possibile. Le forme della <em>negazione<\/em>, che pure abbiamo indagato e provato, \u00a0possono anche non funzionare. <br \/>Nel tempo riaffiora fastidiosa la sensazione che di noi si sia affermata un&#8217;immagine che non corrisponde a tutti i nostri sforzi, alle fatiche fatte per avanzare andando incontro alla vita. <br \/>Forse, la risposta \u00e8 tutta qui, in questo procedere che non si lascia &#8216;fermare&#8217; da alcunch\u00e9. Se il passato non passa, se le persone mostrano di non aver compreso, di non aver perdonato; se il silenzio dell&#8217;indifferenza e della disattenzione riempie ancora spazi grandi della nostra esistenza, io credo che non ci resti altro da fare che emanciparci da tutto ci\u00f2 che \u00e8 veicolato dalla diceria. <br \/>Convivere per decenni con questo tarlo nell&#8217;anima \u00e8 possibile, e lo facciamo, ma a volte i &#8216;prezzi&#8217; da pagare in termini di malinconia sono cos\u00ec grandi che \u00e8 preferibile &#8216;andarsene&#8217;, abbandonare il campo che pure abbiamo occupato con una presenza significativa per anni e anni. Se la nostra presenza non \u00e8 mai diventata una vera presenza, se i dovuti riconoscimenti non arrivano, non ha pi\u00f9 senso aspettare. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da aspettare. Siamo soli con lo stigma che ci \u00e8 stato assegnato.<br \/>Mi ritrovo in cuor mio a dirmi ironicamente, con le parole di Bruce Springsteen:\u00a0\u00abIo sono della razza di quelli che se ne vanno\u00bb. Non ricordo pi\u00f9 perch\u00e9 lui lo dicesse di s\u00e9, e non mi interessa qui: mi bastano le parole, per rendere l&#8217;idea del da farsi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Disinvestire emotivamente, abituarsi al silenzio, facendone non pi\u00f9 un motivo di attesa o di speranza, come avevamo iniziato a fare tanti anni fa, convinti che quello fosse il da farsi. Abituarsi all&#8217;idea che non riceveremo risposte, che il nostro valore non dipende (pi\u00f9) da quel riconoscimento, che l&#8217;amore che non abbiamo ricevuto non \u00e8 mai stato. Non arriver\u00e0 mai.<br \/>Non si tratta di ricordare il bene ricevuto, perch\u00e9 abbiamo una \u00a0&#8216;memoria&#8217; viva del Bene. Sappiamo riconoscerlo anche da pochi segni. Ci basta un cenno, un messaggio, il tono di una voce.<br \/>Non bisogna &#8216;deprimere&#8217; necessariamente il significato e il valore di ci\u00f2 che fino a poco fa ne aveva per noi. Bisogna fare di pi\u00f9!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Il compito grande e difficile \u00e8 destituire di valore anche chi ne ha uno grande, e non solo per noi. <br \/>Mi riferisco alle persone a cui abbiamo affidato in tutto o in parte la nostra vita, che mostrano di non sapere che l&#8217;amore non \u00e8 revocabile in dubbio. Non ha senso immaginare che possa essere &#8216;sospeso&#8217;, in attesa di &#8216;chiarimenti&#8217; da parte nostra. La battaglia per il riconoscimento nel campo degli affetti non pu\u00f2 durare a lungo. Non deve durare troppo.<br \/>E al di fuori della sfera amorosa vale la stessa &#8216;regola&#8217; che mi sto dando. Il tempo mi dice ci\u00f2 che \u00e8 reale nelle relazioni umane e ci\u00f2 che non lo \u00e8, ci\u00f2 che \u00e8 vivo e che vive, ci\u00f2 che appare a intermittenza, ci\u00f2 che tende a svanire senza apparire pi\u00f9. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Se considero tutti i miei sforzi, l&#8217;investimento emotivo e sentimentale, i doni e le parole, e se poi mi fermo a valutare la &#8216;risposta&#8217; ricevuta, non mi posso sbagliare se rivolgo lo sguardo agli <a href=\"http:\/\/mondodomani.org\/dialegesthai\/gcu02.htm\" target=\"_blank\"><strong>atti<\/strong><\/a> compiuti dall&#8217;altro nei miei confronti. <br \/>Lo sguardo deve allargarsi al pi\u00f9 ampio significato dell&#8217;esistenza dell&#8217;altro, per fissare in comportamenti significativi e conchiusi il senso che l&#8217;altro assegna alla mia esistenza. Se non si tratta di atti chiari, non ha senso illudersi ancora sul sentire dell&#8217;altro.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>_______________________________________________________________ Gioved\u00ec 9 febbraio 2012 CAMMINARSI DENTRO (348): Dicerie Ci\u00f2 che pregavi con amore, che come cosa sacra custodivi, il destino alle vane ciance umane ha abbandonato per ludibrio. 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