{"id":14431,"date":"2012-02-09T11:44:13","date_gmt":"2012-02-09T09:44:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=14431"},"modified":"2012-03-04T19:18:34","modified_gmt":"2012-03-04T17:18:34","slug":"la-nostra-piccola-morte-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/la-nostra-piccola-morte-quotidiana\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">La nostra piccola morte quotidiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">_______________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Gioved\u00ec 9 febbraio 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">CAMMINARSI DENTRO (349): La nostra piccola morte quotidiana<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">La prima volta che abbiamo sperimentato il venir meno di nostra madre, con il semplice fatto che si sia allontanata da noi, e quando poi sia uscita di casa, o quando, ancora, una lontananza prolungata ce ne abbia fatto sentire la mancanza, \u00e8 stato come morire: abbiamo sentito che potevamo perderla per sempre; abbiamo temuto per lei. E per noi. Ci siamo sentiti per la prima volta soli. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">E&#8217; stato detto autorevolmente che si \u00e8 trattato del<a href=\"http:\/\/www.lacan-con-freud.it\/aiuti\/letture\/fort_da_unico.pdf\" target=\"_blank\">l&#8217;ingresso inaugurale della morte nella vita<\/a>. Perch\u00e9 &#8216;vita&#8217; significa pienezza, presenza, contatto, calore&#8230; &#8216;Morte&#8217; significa lontananza, assenza, mancanza, abbandono, perdita&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Tuttavia, quello che ci interessa segnalare oggi \u00e8 la seconda parte del gioco del bambino, che cerca di &#8216;esorcizzare&#8217; l&#8217;assenza della madre simulando la sua scomparsa e la sua apparizione: <em>Fort<\/em> significa, pi\u00f9 o meno, &#8216;sparisci&#8217;; <em>Da<\/em> significa &#8216;riappari&#8217;. Giustamente, \u00e8 stato sottolineato da Freud che la parte pi\u00f9 impegnativa del gioco \u00e8 la seconda: si tratta in sostanza di inventare, immaginare, chiamare alla vita qualcosa che non c&#8217;\u00e8, che non \u00e8 pi\u00f9 o che temporaneamente soltanto ci \u00e8 stato sottratto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Una &#8216;formula&#8217; che ho usato spesso &#8211; <em>Chi non ricorda il bene ricevuto non spera<\/em> &#8211; dice la stessa cosa, a proposito della malinconia in cui precipitiamo non appena una persona a noi cara si allontani: torniamo subito a cercarla, per ristabilire un contatto, per verificare che tutto sia come prima, che siamo sempre oggetto del suo amore&#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Una ragione del turbamento in cui cade chi si senta abbandonato va ricercata, paradossalmente, nella capacit\u00e0 di &#8216;ricordare&#8217; il bene ricevuto, cio\u00e8 nel continuare a credere di essere amato. Bisogna rinunciare a &#8216;chiedere&#8217;.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Prima non capivo perch\u00e9 non ricevessi risposta alla mia domanda, oggi non capisco come potessi credere di poter chiedere. Ma non credevo affatto, chiedevo soltanto. &#8211; FRANZ KAFKA, <em>Considerazioni sul peccato, il dolore, la speranza, la vera via<\/em>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Tutte le volte, allora, che torneremo a fare esperienza della mancanza &#8211; anche pi\u00f9 volte nel corso di una giornata -, invece di &#8216;sprofondare&#8217; nella mancanza, orientando lo sguardo verso l&#8217;assenza, lamentando la lontananza intervenuta, dovremo dare spazio al pi\u00f9 esatto sentire, che consiste nel &#8216;rievocare&#8217; la realt\u00e0 dell&#8217;altro, il corteo dei giorni felici, i doni, i gesti, gli atti che quella persona ha compiuto a nostro vantaggio&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Quando ci interroghiamo sul sentire adulto, dobbiamo riconoscere che la maturazione del nostro sentire passa attraverso l&#8217;esperienza ripetuta della mancanza, che \u00e8 costitutiva della nostra condizione di uomini, che va vissuta come costitutiva, essenziale: non si tratta di episodi da cui attendersi un esito felice, abbandonandosi all&#8217;illusione, o da temere, perch\u00e9 assediati sempre e comunque dal rischio imminente della perdita.<br \/>L&#8217;oscillazione tra illusione e speranza \u00e8 ineliminabile: quando &#8216;ricordiamo&#8217; il bene ricevuto, non temiamo la mancanza; quando, invece, ci sembra di aver perso un bene prezioso, che si sia solo allontanato da noi, non facciamo che ripetere assurdamente un&#8217;esperienza di &#8216;abbandono&#8217; che non ha fondamento nella realt\u00e0.<br \/>L&#8217;illusione \u00e8 il dispositivo a cui la mente si abbandona sempre, come se fosse incapace di apprendere, anticipando un evento solo probabile: apparentemente, si tratta di un tendere verso beni che sono a portata di mano; in realt\u00e0, quello che potrebbe accadere \u00e8 solo probabile. Essere smentiti dalla realt\u00e0 \u00e8 una delle esperienze che facciamo pi\u00f9 di frequente, dalla quale per\u00f2 riusciamo ad apprendere male come non cadere ancora vittime di un&#8217;illusione. <br \/>Ad ogni nuova smentita, facciamo succedere una caduta nella malinconia, come se avessimo perduto un bene che ci era stato promesso. Ma si trattava solo di una delle nostre chimere.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>_______________________________________________________________ Gioved\u00ec 9 febbraio 2012 CAMMINARSI DENTRO (349): La nostra piccola morte quotidiana La prima volta che abbiamo sperimentato il venir meno di nostra madre, con il semplice fatto che si sia allontanata da noi, e quando poi sia uscita &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/la-nostra-piccola-morte-quotidiana\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[],"class_list":["post-14431","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-camminarsi-dentro"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14431"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14431\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14649,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14431\/revisions\/14649"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}