{"id":14447,"date":"2012-02-10T07:20:14","date_gmt":"2012-02-10T05:20:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=14447"},"modified":"2012-03-04T18:48:55","modified_gmt":"2012-03-04T16:48:55","slug":"da-qualche-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/da-qualche-parte\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Da qualche parte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">_______________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Venerd\u00ec 10 febbraio 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">CAMMINARSI DENTRO (350): Da qualche parte<\/span><\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/oEfFbuT3I6A?rel=0\" frameborder=\"0\" width=\"445\" height=\"331\"><\/iframe><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">a<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/978885840532GRA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-14450\" title=\"978885840532GRA\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/978885840532GRA-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/978885840532GRA-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/978885840532GRA.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a>Il quotidiano <em>la Repub- blica<\/em> annuncia oggi l&#8217;u- scita, per i tipi di Einaudi, dell&#8217;ultima opera di Vla- dimir Jank\u00e9l\u00e9vitch, <em>Da qualche parte nell&#8217;incom- piuto<\/em>, pp.XXVIII-220.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Articolato, come un vero tessuto vivente, lungo un percorso che trascorre dalla filosofia morale alla ri- flessione politica, dall&#8217;analisi letteraria all&#8217;esperienza musi- cale, esso trova il proprio epicentro in un&#8217;interroga- zione intensa e radicale della pratica quotidiana. Che significato conferire allo scorrere, apparentemente insensato, dei giorni? Come rispondere delle proprie azioni in un mondo caratterizzato dalla sconnessione dei valori e dall&#8217;assenza di fondamenti? E che rapporto instituire con quelle degli altri, quando esse, come nella stagione nazista &#8211; vissuta in prima persona dall&#8217;autore &#8211; assumono il volto insostenibile della menzogna e della violenza? La risposta di Jank\u00e9l\u00e9vitch si situa nel difficile punto d&#8217;incrocio fra irreversibilit\u00e0 indelebile del passato e contingenza indeterminata dell&#8217;avvenire. Come in uno spartito musicale, solo la capacit\u00e0 di seguire il ritmo dell&#8217;esistenza nel suo battito alternante consente di stringere in uno stesso nodo rigore e duttilit\u00e0, responsabilit\u00e0 e intelligenza, profondit\u00e0 e leggerezza. Nelle pagine di questo libro si delinea, forse per la prima volta in tutta la sua complessa figura e in tutta la ricchezza dei suoi registri tematici, il profilo di un pensiero che, per la sua originalit\u00e0 e forza morale, trova pochi riscontri nella filosofia contemporanea.\u00a0[Scheda di presentazione dell&#8217;Editore]<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Il filosofo Roberto Esposito presenta oggi il libro sul quotidiano &#8220;la Repubblica&#8221;: <em>La filosofia del &#8220;non so che&#8221;. Jank\u00e9l\u00e9vitch, esploratore del pensiero quotidiano<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">&#8220;[&#8230;] considerando l&#8217;intera realt\u00e0 un flusso temporale in continuo mutamento, egli esclude che si possa accedere all&#8217;essenza ultima delle cose, che resta cos\u00ec imperscrutabile e ineffabile. Ma proprio per questo, all&#8217;interno dell&#8217;unico mondo in cui si snoda la nostra vita abbiamo piena libert\u00e0 di comportamento e dunque tutta la responsabilit\u00e0 delle nostre azioni. [&#8230;] Il punto da cogliere, per penetrare nel nucleo pi\u00f9 intimo del discorso di Jank\u00e9l\u00e9vitch [&#8230;] \u00e8 che la sfera del mistico, o del sacro, non trascende il piano quotidiano, ma fa tutt&#8217;uno con esso. [&#8230;] E&#8217; cos\u00ec che tutte quelle che possono sembrare delle aporie non sono altro che la paradossale convergenza dei contrari sottesa all&#8217;intera riflessione di Jank\u00e9l\u00e9vitch. Essi, tutt&#8217;altro che escludersi, o ricomporsi in una sintesi dialettica, si coappartengono, fino a costituire l&#8217;uno il cuore segreto dell&#8217;altro. Cos\u00ec accade nella sfera dell&#8217;etica, per il rapporto, apparentemente antinomico, tra l&#8217;esperienza del perdono e l&#8217;irredimibilit\u00e0 della colpa. Una volta fatto, il male non si cancella &#8211; nulla pu\u00f2 portare in vita l&#8217;esistenza violata o distrutta, come quella del popolo ebraico nel genocidio. Da questo punto di vista il crimine in s\u00e9 \u00e8 imperdonabile. Ma proprio ci\u00f2 che \u00e8 imperdonabile sfida il perdono a toccare il suo margine pi\u00f9 estremo, come un amore non ricambiato \u00e8, pi\u00f9 di ogni altro, il &#8220;puro amore&#8221; &#8211; atto di dedizione assoluta, senza condizioni o ricompense. E&#8217; la stessa relazione contraddittoria che lega in un unico nodo musica e silenzio. Non soltanto la musica \u00e8 circondata, scandita, inaugurata dal silenzio. Nel suo fondo inascoltato, \u00e8 silenzio essa stessa. La musica vive del silenzio, come nel pianissimo di Alb\u00e9niz, nei passaggi tonali di Debussy, nelle battute mute di Liszt. [&#8230;] E che altro \u00e8 la vita, per venire all&#8217;ultimo contrasto, se non il contrario e il luogo elettivo della morte? Pi\u00f9 che ci\u00f2 che resiste alla morte [&#8230;] la vita \u00e8 ci\u00f2 che resiste a qualcosa che \u00e8 essa stessa. Essa \u00e8 la prima contraddizione da cui tutte le altre provengono. Perci\u00f2 l&#8217;immagine minacciosa dello scheletro con la falce \u00e8 insieme errata e giusta. La morte non \u00e8 un drago che aggredisca la vita dall&#8217;esterno, ma una forza della vita che, senza dirci come, dove e quando, nasce al suo interno fino ad inghiottirla nel suo vuoto di senso&#8221;.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>_______________________________________________________________ Venerd\u00ec 10 febbraio 2012 CAMMINARSI DENTRO (350): Da qualche parte a Il quotidiano la Repub- blica annuncia oggi l&#8217;u- scita, per i tipi di Einaudi, dell&#8217;ultima opera di Vla- dimir Jank\u00e9l\u00e9vitch, Da qualche parte nell&#8217;incom- piuto, pp.XXVIII-220. 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