{"id":14499,"date":"2012-02-12T15:02:46","date_gmt":"2012-02-12T13:02:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=14499"},"modified":"2012-02-20T23:07:55","modified_gmt":"2012-02-20T21:07:55","slug":"camminarsi-dentro-353","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-353\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Il tempo pi\u00f9 lungo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">_______________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Domenica 12 febbraio 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">CAMMINARSI DENTRO (353): Il tempo pi\u00f9 lungo<\/span><\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_14505\" style=\"width: 455px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/PIC1541O.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14505\" class=\"size-medium wp-image-14505 \" title=\"addii\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/PIC1541O-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"331\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14505\" class=\"wp-caption-text\">UMBERTO BOCCIONI, Stati d&#39;animo: gli addii<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">Il tempo dell&#8217;amore prevede lunghi addii. Visto dall&#8217;aldiqua, il momento della rottura sembra un istante, un tempo breve come uno spartiacque, un confine, una frontiera. Immaginiamo un ultimo incontro, con qualche lacrima, magari un ultimo abbraccio o un eroico stupore e basta: un sentire adulto che tutto comprende e tutto accetta. Oppure, uno sbraitare ancora e recriminare e invocare il tempo felice dell&#8217;accordo e dell&#8217;intesa&#8230; <br \/>In realt\u00e0, nella migliore delle ipotesi, \u00e8 un lungo morire, strascico di silenzi e mancate risposte, la vile prudenza di chi attende magari che si consumi il congedo in mezzo ad errori anche pi\u00f9 grandi che \u00e8 poi pi\u00f9 difficile perdonare. <br \/>E&#8217; importante scambiare la causa con l&#8217;effetto, come fanno i sociopatici: i nostri ultimi errori, effetto dei silenzi e delle mancate risposte, diventano causa grande e conferma della giustezza dell&#8217;abbandono.<br \/>Non dubitare della propria salute mentale \u00e8 tutto: affannarsi a dimostrare, con argomenti inoppugnabili o rispolverando le teorie dell&#8217;amore che spiegano l&#8217;accaduto o che giustificano fraintendimenti e incomprensioni o, peggio ancora, risalire a una causa pi\u00f9 antica, che assolva dalla colpa di cui ci siamo macchiati, perch\u00e9 vero baricentro della realt\u00e0, \u00e8 inutile. <br \/>Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 difficile da accettare e che non sempre ci viene detto chiaramente &#8211; meglio rifugiarsi in uno sdegno senza parole e agitare lo spettro dell&#8217;irredimibile, dell&#8217;imperdonabile, per sentirsi al sicuro! &#8211; \u00e8 questo: se alla base di un sentimento c&#8217;\u00e8 la percezione delle qualit\u00e0 di valore di una persona, allo stesso modo l&#8217;amore, con la sua evidenza specifica, poggia interamente sull&#8217;accettazione incondizionata della persona a cui il cuore si apre; se interviene un giudizio di valore diverso, se la nostra persona ha perso il suo pregio agli occhi dell&#8217;altro, i segni saranno chiari: il silenzio del cuore \u00e8 silenzio del cuore, non pudore, attesa, compunzione&#8230; <br \/>Equivocare sui segni \u00e8 inutile! Essi hanno un significato. Possiamo attardarci quanto vogliamo, immaginando elaborazioni a nostro favore, che possiamo essere perdonati&#8230; Verr\u00e0 il tempo il cui il tempo non \u00e8 pi\u00f9 tempo. <br \/>Allora, \u00e8 salutare uscire di casa e andare a controllare che tutto sia in ordine: che il cielo sia ancora in cielo, che il fiume non abbia invertito il suo corso, che nevichi perch\u00e9 \u00e8 inverno, che il giornalaio abbia conservato per noi il giornale come sempre. Magari il suo sorriso non sar\u00e0 farmaco n\u00e9 rimedio ai mali che opprimono l&#8217;anima. Sentire nell&#8217;aria un profumo nuovo, di cose gi\u00e0 viste, ma sentire l&#8217;umile splendore della vita che si impone con la sua evidenza, comunque, aiuter\u00e0 a pensare che da qualche parte potremo depositare le nostre emozioni, per ingannare un po&#8217; il cuore, che non vuol saperne di questo disincanto. C&#8217;\u00e8 addirittura chi ci sorride.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/94W1PdkYdRw?rel=0\" frameborder=\"0\" width=\"445\" height=\"331\"><\/iframe><\/p>\n<hr \/>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>_______________________________________________________________ Domenica 12 febbraio 2012 CAMMINARSI DENTRO (353): Il tempo pi\u00f9 lungo Il tempo dell&#8217;amore prevede lunghi addii. Visto dall&#8217;aldiqua, il momento della rottura sembra un istante, un tempo breve come uno spartiacque, un confine, una frontiera. 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