{"id":1521,"date":"2008-10-17T10:58:14","date_gmt":"2008-10-17T08:58:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=1521"},"modified":"2009-11-29T18:32:15","modified_gmt":"2009-11-29T16:32:15","slug":"camminarsi-dentro-24-del-sentire-e-del-sentire-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-24-del-sentire-e-del-sentire-morale\/","title":{"rendered":"Camminarsi dentro (24): Del sentire e del sentire morale."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">[Gli spazi bianchi tra paragrafo e paragrafo non segnalano una svolta\u00a0 del discorso: servono, piuttosto, ad indicare un &#8216;salto&#8217; necessario del ragionamento: in realt\u00e0, i piccoli blocchi di testo che seguono meriterebbero uno sviluppo pi\u00f9 adeguato. L&#8217;ampiezza della materia coincide con la storia della filosofia e con la storia delle neuroscienze! Le conclusioni provvisorie alle quali sono arrivato dipendono dal fatto che le nostre conoscenze della natura umana non sono definitive. Come tutte le argomentazioni personali, essa presenta i caratteri di un&#8217;argomentazione personale. Si tratta di uno sforzo personale di chiarificazione di me a me stesso condotto in pubblico, con la speranza che voci amiche sappiano raccogliere e restituire spunti ulteriori di conoscenza. Questo <em>post <\/em>finir\u00e0 tra le <span style=\"text-decoration: underline;\">Pagine esemplari<\/span> (nel <em>frame<\/em> di sinistra), cio\u00e8 tra i testi definitivi, che segnalano una &#8216;posizione&#8217; da me raggiunta. Subir\u00e0 rimaneggiamenti continui. Per questo, comparir\u00e0 sempre di nuovo, con la data aggiornata, ad indicare un cambiamento significativo in esso intervenuto. I testi fondamentali dei miei maestri sono riportati nelle note numerate, che dovrebbero restituire una bibliografia ragionata, cio\u00e8 una schedatura dei testi stessi, per indicare in una forma che non fosse quella della recensione, il contenuto teorico che ispira la mia esistenza; ma, se cos\u00ec fosse, ci troveremmo in presenza di un testo di natura diversa dal <em>post <\/em>di un <em>blog<\/em>!]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">I) DISTINGUERE TRA SENTIMENTI PSICOLOGICI e SENTIMENTI MORALI <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Vale la pena di occuparsi qui di sentimenti, e soprattutto di sentimenti morali, per l&#8217;influenza che essi esercitano sulla vita della nostra coscienza, per il grado di consapevolezza di noi stessi che rivelano, per la qualit\u00e0 della nostra persona che annunciano e mostrano.<br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Quest&#8217;ultima sar\u00e0 &#8216;decisa&#8217; dalla nostra capacit\u00e0 di attivare gli strati profondi della nostra sensibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">I filosofi in ogni tempo hanno scritto sulle passioni umane, trattando emozioni, sentimenti e passioni spesso in modo errato: hanno chiamato passioni quello che noi oggi chiamiamo sentimento, emozione, disposizione morale, abito di comportamento&#8230; (1).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Una pi\u00f9 chiara conoscenza degli affetti ci aiuter\u00e0 tutte le volte che ci sentiremo spinti ad &#8216;aiutare&#8217; qualcuno in difficolt\u00e0: le persone impegnate nelle professioni d&#8217;aiuto possono prescindere da questa conoscenza, dovendo quotidianamente avere a che fare con le emozioni dell&#8217;altro?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Non dovr\u00e0 essere riguardato come vera e propria <a href=\"\/?page_id=677\" target=\"_blank\">consulenza filosofica<\/a> il colloquio di motivazione, in cui sono impegnati per tutta la vita gli Educatori? (Gli psicologi rivendicano il territorio della psiche come competenza esclusiva della loro professione. Di fronte alle loro pretese imperialistiche &#8211; in pratica, penose, visti i risultati! &#8211; bisogna rispondere cacciandoli dalle scuole, dove pretendono di insegnare agli insegnanti a fare scuola. Si sono impadroniti del tema del bullismo, arrivando a sostenere che l&#8217;intervento compete a loro! In realt\u00e0, non capiscono niente di bullismo, perch\u00e9 non sono in grado di dire in pochi minuti di che cosa si tratta. Se, comunque, firmate i loro progetti e li pagate, vi faranno un Corso di formazione, durante il quale non potrete minimamente intervenire sul fenomeno, nella vostra scuola: loro sanno e loro interverranno. Invece, sappiamo tutti bene che il bullismo \u00e8 il prodotto dell&#8217;assenza di regole. Nella mia scuola, con 900 studenti, non c&#8217;\u00e8 bullismo. Questo, come tutti gli altri problemi della scuola, della famiglia e della societ\u00e0 civile, sono problemi educativi. Gli psicologi, in questo, non c&#8217;entrano proprio per niente: non servono. Considerato che fanno i padroni in casa d&#8217;altri, \u00e8 ora di cacciarli. Si tenessero pure la loro psiche. Noi ci occupiamo delle menti e dei cuori, delle anime delle persone: tutta roba che loro non capiscono.)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"> La &#8216;necessit\u00e0&#8217; di occuparsi di affetti deriva anche dal fatto che spesso le scelte dalle quali dipende la piega che prender\u00e0 la nostra vita non possono prescindere dal nostro sentire, cio\u00e8 dalla tonalit\u00e0 dei nostri sentimenti: ad esempio, l&#8217;<em>accettazione <\/em>di una persona, quando non sia basata su una chiara conoscenza della stessa, risulter\u00e0 con il tempo sicuramente poco meditata, se la scelta fatta si riveler\u00e0 controproducente.\u00a0 Sempre, per noi, la conoscenza vale come &#8216;premessa&#8217; per l&#8217;agire e per il sentire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">La nostra vita sentimentale \u00e8 tutta punteggiata di momenti in cui abbiamo prima agito e poi pensato, e siamo stati spinti ad agire pi\u00f9 dall&#8217;impulso che da chiare ragioni personali.<br \/>\nQuante volte scegliamo ci\u00f2 che non \u00e8 conveniente per noi, indotti a farlo da un fraintendimento del valore di quello che sentiamo? Quante volte affermiamo di avere un &#8216;sesto senso&#8217;, di avvertire chiaramente quello che ci si para davanti, e quindi procediamo, convinti di fare bene?<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Della famiglia si \u00e8 sempre detto che \u00e8 il luogo degli affetti, \u00e8 <em>dove<\/em> si fa esperienza dei legami affettivi&#8230; Ma la famiglia riesce (ancora) &#8211; ammesso che abbia saputo farlo bene in passato! &#8211; ad essere il luogo in cui si vivono esperienze morali condivise? In altre parole, la famiglia riesce a dare una moralit\u00e0 ai singoli che ne fanno parte? Aiuta a (ri)conoscere e a praticare la virt\u00f9, la rinuncia, il sacrificio, ad accettare il dolore, (esperienze tutte senza le quali non si d\u00e0 vera crescita)?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">La scuola, a sua volta, si d\u00e0 &#8211; tra i suoi obiettivi &#8211; il compito di aiutare i ragazzi a costituirsi come soggetti morali? Cosa deve essere per essa il &#8220;prodotto finale&#8221; del suo &#8216;lavoro&#8217; educativo?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"> \u00abVa&#8217; dove ti porta il cuore\u00bb non vale in assoluto; a parte il primato che si vorrebbe assegnare al motto letterario della Tamaro, estrapolandolo da un contesto testuale in cui non compare alcuna prescrizione di tipo assoluto. Per di pi\u00f9, io non credo al primato dei sentimenti. Ho sempre seguito Dante Alighieri, nel credere che dobbiamo farci guidare dalla ragione e non dalla volont\u00e0.<br \/>\nLa volont\u00e0, poi, non \u00e8 libera: aspira ad esserlo, ma il nostro arbitrio \u00e8 &#8216;servo&#8217;. Preferisco pensare cos\u00ec, con Lutero e Cacciari: che il servo arbitrio aspiri a farsi libero e che questo sia il nostro compito, realizzare la nostra libert\u00e0 nell&#8217;azione, con l&#8217;azione morale.<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"> A me piace distinguere tra sentimenti e sentimenti morali. I primi sono sentimento <em>tout court<\/em>, cio\u00e8 senza aggiunte, senza aggettivi che qualifichino ulteriormente la loro natura: al loro interno comprenderemo anche i sentimenti morali, ma ne parleremo a parte, come la parte pi\u00f9 forte della nostra esistenza. Il nostro esistere e consistere <em>qui<\/em> e <em>ora<\/em>, come si suol dire, sar\u00e0 di natura morale; ci declineremo al mondo come <a href=\"\/?p=589\" target=\"_blank\"><em>soggetti morali<\/em><\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">II) &#8216;SUPERARE&#8217; IL DUALISMO CORPO-MENTE, MA ANCHE L&#8217;OPPOSIZIONE RAGIONE-PASSIONE, COGNITIVO\/EMOTIVO (l&#8217;\u00aberrore di Cartesio\u00bb, come \u00e8 stato chiamato da Antonio Damasio).<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Una certa pace, se non proprio una serenit\u00e0 piena, sar\u00e0 stata conquistata proprio grazie a questa decisione, grazie alla volont\u00e0 di &#8216;separarsi&#8217; da ogni altra definizione dell&#8217;uomo &#8211; l&#8217;animale politico (Aristotele), l&#8217;animale razionale (Cartesio), l&#8217;animale simbolico (Cassirer, Eco) -, per dare al proprio esistere la consistenza di una soggettivit\u00e0 che per me si qualifica essenzialmente come morale.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Del modo di pensare l&#8217;uomo, poi, c&#8217;\u00e8 da registrare il fatto che prima di essere un animale pensante egli \u00e8 senziente ed agente: il patire e l&#8217;agire come qualifiche costitutive della nostra umanit\u00e0, che non separeremo mai dalla natura dell&#8217;uomo come animale che pensa: \u00abGli esseri umani sembrano essere un particolare tipo di esseri o almeno sono riconoscibili come tali, se adottiamo una prospettiva filosofica, non in quanto animali parlanti (e pensanti) quanto piuttosto come animali parlanti (e pensanti) <em>e<\/em> agenti (e pazienti) in un mondo strano e complicato che non \u00e8 intrinsecamente &#8220;loro&#8221;\u00bb (2).<br \/>\nSe l&#8217;uomo fosse capace di pensare senza sbagliare, grazie al suo solo pensare; se l&#8217;esperienza che egli fa del mondo non fosse a sua volta fonte di sempre nuova conoscenza; se l&#8217;avvertimento dell&#8217;esistenza altrui, il <em>sentire (l&#8217;altro) <\/em>e il patire la relazione, non avessero alcun valore fondativo, se ne potrebbe pensare che si tratta solo di espressioni &#8216;basse&#8217; nella vita della coscienza: la dimensione dell&#8217;intersoggettivit\u00e0, invece, si sta rivelando parte grande della <em>natura umana<\/em>, se si pensa soltanto ai risultati degli studi sul cervello degli animali e dell&#8217;uomo, che hanno rivelato l&#8217;esistenza di cellule\u00a0 &#8211; i neuroni-specchio &#8211; specializzate nel &#8216;riconoscimento&#8217; delle emozioni dell&#8217;altro&#8230; <\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">___________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">(1) Vedere, al riguardo, ROBERTA DE MONTICELLI, <em>L&#8217;ordine del cuore. Etica e teoria del sentire<\/em>, Garzanti 2003. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">(2) SALVATORE VECA, <em>Dell&#8217;incertezza. Tre meditazioni filosofiche<\/em>, Feltrinelli 1997: su \u00abci\u00f2 che vi \u00e8\u00bb, su \u00abci\u00f2 che vale\u00bb, su \u00abchi noi siamo\u00bb.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Gli spazi bianchi tra paragrafo e paragrafo non segnalano una svolta\u00a0 del discorso: servono, piuttosto, ad indicare un &#8216;salto&#8217; necessario del ragionamento: in realt\u00e0, i piccoli blocchi di testo che seguono meriterebbero uno sviluppo pi\u00f9 adeguato. 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