{"id":1755,"date":"2008-10-31T05:54:46","date_gmt":"2008-10-31T03:54:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=1755"},"modified":"2008-10-31T00:11:31","modified_gmt":"2008-10-30T22:11:31","slug":"francesco-cossiga-maroni-dovrebbe-fare-quel-che-feci-io-quandero-ministro-dellinterno-infiltrare-il-movimento-con-agenti-pronti-a-tutto-e-lasciare-che-per-una-decina-di-giorni-i-manifest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/francesco-cossiga-maroni-dovrebbe-fare-quel-che-feci-io-quandero-ministro-dellinterno-infiltrare-il-movimento-con-agenti-pronti-a-tutto-e-lasciare-che-per-una-decina-di-giorni-i-manifest\/","title":{"rendered":"L&#8217;onore di questa &#8220;nazione&#8221; si chiama FRANCESCO COSSIGA: &#8220;Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand&#8217;ero ministro dell&#8217;Interno (&#8230;) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le citt\u00e0. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovr\u00e0 sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell&#8217;ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza piet\u00e0 e mandarli tutti all&#8217;ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine s\u00ec&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">LA DESTRA EVERSIVA AL GOVERNO TORNA AD USARE LA POLIZIA CONTRO I CITTADINI EUROPEI CHE MANIFESTANO LIBERAMENTE E PACIFICAMENTE.\u00a0 E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PARLA DI DIALOGO, INVECE DI INTERVENIRE SULLA POLIZIA. LE TORTURE DI BOLZANETO NON SONO BASTATE. OCCORREVA DENAZIFICARE L&#8217;ITALIA SUBITO DOPO LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA. ORA E&#8217; TARDI.<br \/>\n<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Un camion carico di spranghe<br \/>\ne in piazza Navona \u00e8 stato il caos<br \/>\nLa rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">di CURZIO MALTESE<\/span><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Gli scontri di ieri a Roma<br \/>\nAveva l&#8217;aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo d\u00e8 Fiori colmo di gente. Certo, c&#8217;era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. &#8220;Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane&#8221; sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un&#8217;onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo d\u00e8 Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.<\/p>\n<p>Davanti al Senato \u00e8 partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. <span style=\"color: #ff0000;\">La polizia, a due passi, non si muove<\/span>.<\/p>\n<p>Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano &#8220;Duce, duce&#8221;. &#8220;La scuola \u00e8 bonificata&#8221;. Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent&#8217;anni, ma quello che ha l&#8217;aria di essere il capo \u00e8 uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un&#8217;altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell&#8217;universit\u00e0 di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. &#8220;Basta, basta, andiamo dalla polizia!&#8221; dicono le professoresse.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. &#8220;Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!&#8221; protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: &#8220;E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!&#8221;. Il funzionario urla: &#8220;Impara l&#8217;educazione, bambina!&#8221;. La professoressa incalza: &#8220;Fate il vostro mestiere, fermate i violenti&#8221;. Risposta del funzionario: &#8220;Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra&#8221;. C&#8217;\u00e8 un&#8217;insurrezione del drappello: &#8220;Di sinistra? Con le svastiche?&#8221;. La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: &#8220;Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un&#8217;azione di violenza da parte dei miei studenti. C&#8217;\u00e8 gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c&#8217;entra se sono di destra o di sinistra? \u00c8 un reato e voi dovete intervenire&#8221;. <\/span><\/p>\n<p>Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: &#8220;Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra&#8221;. Monica, studentessa di Roma Tre: &#8220;Ma l&#8217;hanno appena sentito tutti! Chi crede d&#8217;essere, Berlusconi?&#8221;. &#8220;Lo vede come rispondono?&#8221; mi dice Laura, di Economia. &#8220;Vogliono fare passare l&#8217;equazione studenti uguali facinorosi di sinistra&#8221;. La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, \u00e8 angosciata: &#8220;Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Mass\u00ec, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov&#8217;\u00e8 il Senato. Mi sembrava una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finch\u00e9 non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. <span style=\"color: #ff0000;\">Sotto gli occhi della polizia.<\/span> Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verit\u00e0, se non l&#8217;avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto&#8221;.<\/p>\n<p>Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Francesco Cossiga<\/span><\/span>. &#8220;\u00c8 contento, eh?&#8221; gli urla in faccia un anziano professore. Luned\u00ec scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000;\">&#8220;Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand&#8217;ero ministro dell&#8217;Interno (&#8230;) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le citt\u00e0. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovr\u00e0 sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell&#8217;ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza piet\u00e0 e mandarli tutti all&#8217;ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine s\u00ec&#8221;<\/span><\/span>.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un&#8217;azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma <span style=\"color: #ff0000;\">vengo fermato da un poliziotto<\/span>. &#8220;Lei dove va?&#8221;. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto \u00e8 memorabile: <span style=\"color: #ff0000;\">&#8220;Non li abbiamo notati&#8221;<\/span>.<\/p>\n<p>Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: &#8220;Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!&#8221;. L&#8217;altro risponde: &#8220;Allora si va in piazza a proteggere i nostri?&#8221;. &#8220;S\u00ec, ma non subito&#8221;. Passa il vice questore: &#8220;Poche chiacchiere, gi\u00f9 le visiere!&#8221;. Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.<\/p>\n<p>Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s&#8217;affaccia la polizia. <span style=\"color: #ff0000;\">Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco<\/span>, respinge l&#8217;assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s&#8217;avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno n\u00e9 caschi n\u00e9 bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell&#8217;Onda di scienze politiche, <span style=\"color: #ff0000;\">viene colpito con una manganellata alla nuca (finir\u00e0 in ospedale)<\/span> e la pacifica protesta si ritrae.<\/p>\n<p><\/span><span style=\"color: #0000ff;\"> <span style=\"color: #0000ff;\">A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza pi\u00f9 una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all&#8217;occupazione, s&#8217;aggira teso alla ricerca del fratello pi\u00f9 piccolo. &#8220;Mi sa che \u00e8 finita, oggi \u00e8 finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parler\u00e0 soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passer\u00e0 l&#8217;idea che comunque gli studenti vogliono il casino. \u00c8 il metodo Cossiga.<\/span> Ci stanno fottendo&#8221;.<br \/>\n(30 ottobre 2008) <\/span><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA DESTRA EVERSIVA AL GOVERNO TORNA AD USARE LA POLIZIA CONTRO I CITTADINI EUROPEI CHE MANIFESTANO LIBERAMENTE E PACIFICAMENTE.\u00a0 E IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PARLA DI DIALOGO, INVECE DI INTERVENIRE SULLA POLIZIA. 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