{"id":17679,"date":"2014-06-24T10:00:37","date_gmt":"2014-06-24T08:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=17679"},"modified":"2014-06-25T17:21:44","modified_gmt":"2014-06-25T15:21:44","slug":"i-paradossi-dellesperienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/i-paradossi-dellesperienza\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">Il &#8220;paradosso fondante&#8221; della filosofia ma anche dell&#8217;esperienza comune"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px\">Domenica 22 giugno 2014 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px\">L&#39;esperienza estetica (1): I paradossi dell&#39;esperienza<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px\"><em>&laquo;Il &#39;referente&#39; non &egrave; la cosa stessa, ma il nostro modo di operare sulle cose, di manipolarle e configurarle come il correlato implicito del linguaggio; l&#39;&lsquo;operazione&rsquo; a sua volta &egrave; questo stesso concreto manipolare, che non pu&ograve; essere disgiunto peraltro dal nostro rappresentarci le cose e le nostre manipolazioni delle cose, cio&egrave; dal nostro&nbsp;&lsquo;prendere le distanze&rsquo; dagli stimoli immediati, e che suppone quindi in qualche modo il nostro conoscerle e parlarne&raquo;&nbsp;<\/em>(EMILIO GARRONI, <em>Ricognizione della semiotica. Tre lezioni<\/em>, OFFICINA EDIZIONI 1977, pag.69) <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><a href=\"http:\/\/1drv.ms\/TkJHyA\" target=\"_blank\">STEFANO VELOTTI, <em>La &quot;facolt&agrave; dell&#39;immagine&quot; di Emilio Garroni e il suo contributo alla ricerca contemporanea sulla percezione, i &quot;contenuti non concettuali&quot; e l&#39;immaginazione, <\/em>www.filosofia.it (2013)<\/a> <span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">&nbsp;&egrave; un saggio dedicato all&#39;ultimo libro di Emilio Garroni, <em>Immagine Linguaggio Figura. Osservazioni e ipotesi<\/em>, LATERZA 2005, che per lui &egrave; una ripresa e un ripensamento di temi gi&agrave; trattati in <em>Ricognizione della semiotica<\/em>. I rapporti tra sensibilit&agrave; e intelletto kantiani sono chiariti in termini di&nbsp;&laquo;facolt&agrave; dell&#39;immagine&raquo; e di linguaggio e concetti. Nell&#39;opera del 2005 Garroni affronta lo statuto del linguaggio solo in relazione all&#39;&laquo;immagine interna&raquo;, che deve essere considerata&nbsp;&laquo;la premessa e la garanzia della realt&agrave; del significato delle parole del linguaggio&raquo; (p.57). Nel 1998, con <em>L&#39;indeterminatezza semantica, una questione liminare<\/em> &#8211; poi rifluito ne <em>L&#39;arte e l&#39;altro dall&#39;arte. Saggi di estetica e di critica<\/em> (Laterza 2003, pp.89-115) &#8211; incontriamo quella correlazione di determinato e indeterminato che &egrave; forse il nodo teorico che Garroni ha pensato pi&ugrave; a fondo: il&nbsp;&laquo;paradosso fondante&raquo; della filosofia, ma anche dell&#39;esperienza comune, di cui si era occupato gi&agrave; ne <em>I paradossi dell&#39;esperienza<\/em>, in <em>Enciclopedia Einaudi, vol.XV: Sistematica<\/em> (Einaudi 1982, pp.867-915) e in <em>Senso e paradosso. L&#39;estetica, una filosofia non speciale<\/em> (Laterza 1986).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">*<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Ci troviamo di fronte a uno dei vertici della Filosofia contemporanea, per la quantit&agrave; e la profondit&agrave; delle questioni poste dall&#39;opera di Garroni. Le parole chiave sono &#39;paradosso&#39; ed &#39;esperienza&#39;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Esperienza personale ed esperienza estetica, ma anche il modo in cui l&#39;esperienza estetica influenza l&#39;esperienza personale, cio&egrave; il personale modo di sentire, e il modo in cui la profondit&agrave; e l&#39;esattezza del sentire favoriscono la percezione delle cose belle.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Perch&eacute; tra sentire privato ed emozione estetica non corre una linea di confine che oltrepassiamo, quando ci accingiamo a leggere una poesia, a fruire delle opere dell&#39;arte figurativa, musicale, cinematografica&#8230; Tra un sentire e l&#39;altro non c&#39;&egrave; &#39;passaggio&#39;, n&eacute; in un senso n&eacute; nell&#39;altro, perch&eacute; si tratta di un unico territorio. L&#39;educazione sentimentale ricevuta, le inclinazioni personali, la qualit&agrave; impressa alla vita morale, la grana della voce, la percezione dell&#39;esistenza altrui, lo sguardo che si posa sulle cose, il gusto che proviamo di fronte al brutto e al bello&#8230; La solitudine e l&#39;azione, i gesti e gli atti liberi, la capacit&agrave; di dare e di ricevere&#8230; Compassione, gentilezza, magnanimit&agrave;, autenticit&agrave;&#8230; L&#39;amicizia e l&#39;amore, la valorizzazione delle qualit&agrave; altrui, la disponibilit&agrave; disinteressata, l&#39;attaccamento interessato&#8230; La riflessione, la meditazione, l&#39;esercizio, la lettura, l&#39;ascolto, l&#39;osservazione ininterrotta&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Tutta la nostra esperienza di noi stessi, degli altri, del mondo acquista immediatamente rilevanza estetica nel momento in cui ci poniamo il problema della sua dicibilit&agrave;, di ci&ograve; che ne faremo, se diventer&agrave; materia di racconto, se si far&agrave; discorso, storia, biografia, socialit&agrave; larga. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Tra esperienza e comportamento si gioca tutta la nostra vita. E chiameremo esperienza l&#39;indicibile, l&#39;ineffabile, l&#39;inesprimibile, l&#39;inconfessabile, il sottaciuto, l&#39;inespresso, il presupposto, l&#39;implicito, il non verbale, l&#39;immateriale: tutto l&#39;invisibile dell&#39;esperienza personale. I nostri <em>invisibilia<\/em>. In questo senso, accedere all&#39;esperienza altrui equivale ad &#39;entrare&#39; nell&#39;esistenza stessa, istituire file di continuit&agrave;, stabilire una relazione, curare un rapporto interpersonale, riconoscere la realt&agrave; di legami, sentirsi legati, chiamare libert&agrave; ci&ograve; che lega non ci&ograve; che scioglie. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Aprirsi all&#39;evidenza della presenza altrui e trascorrere oltre le mere apparenze da ci&ograve; che appare a ci&ograve; che costituisce la sostanza di una persona facendosi guidare sempre dal modo di darsi delle cose e delle persone, il personale modo di consistere e di protendersi nella realt&agrave; mondana da parte dell&#39;altro, per sentirne le voci, per farsi occhi capaci di sentire la segreta armonia di un&#39;esistenza &egrave; giusto come il pane, &egrave; vero amore per la creatura. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Scoprire il problema della dicibilit&agrave; dell&#39;indicibile e sapere che nell&#39;esperienza amorosa non facciamo altro che divinare da un fondo enigmatico e buio equivale a vivere l&#39;amore come esperienza che solo per met&agrave; ci vede consapevoli di ci&ograve; che siamo, perch&eacute; stiamo l&igrave;, accanto ad una persona e non ad altre: interroghiamo perennemente la nostra interiorit&agrave;, per restituire i sensi del nostro umano consistere accanto a un partner, ma incontriamo soltanto indeterminazione e approssimazione, timore e tremore, in mezzo a qualche certezza acquisita. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Occorre dare voce a tutto il <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1990\/01\/20\/best-seller.html\" target=\"_blank\">non detto<\/a><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">, che per definizione non pu&ograve; essere espresso, perch&eacute; in quel territorio si gioca quel che ne sar&agrave; di noi, se saremo persone consapevoli oppure no.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">La ricerca di Emilio Garroni &egrave; tutta protesa alla comprensione della realt&agrave; di quella zona nevralgica dell&#39;esperienza umana &#8211; kantianamente, un nuovo &#39;condizionato&#39; &#8211; in cui si produce immagine, al di qua del parlato e dello scritto, di ogni compiuta espressione di s&eacute;. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px\">Il paradosso dell&#39;esperienza, di fronte al quale perennemente ci ritroviamo, &egrave; innanzitutto il paradosso del linguaggio, che &egrave; nello stesso tempo unico\/molteplice, unitario\/plurimo, &laquo;punto di partenza&raquo;\/&laquo;punto di arrivo&raquo;.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 22 giugno 2014 L&#39;esperienza estetica (1): I paradossi dell&#39;esperienza * &laquo;Il &#39;referente&#39; non &egrave; la cosa stessa, ma il nostro modo di operare sulle cose, di manipolarle e configurarle come il correlato implicito del linguaggio; 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