{"id":19247,"date":"2025-02-15T16:44:36","date_gmt":"2025-02-15T14:44:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=19247"},"modified":"2025-02-15T16:50:38","modified_gmt":"2025-02-15T14:50:38","slug":"la-forza-del-desiderio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/la-forza-del-desiderio\/","title":{"rendered":"La forza del desiderio"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La fenomenologia come pratica spirituale (382): La forza del desiderio<br \/>\n<\/strong><strong>Sabato 15 febbraio 2025<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Voi ch\u2019 <u>ascoltate<\/u> in rime sparse \u2018l <u>suono<br \/>\n<\/u>di quei <u>sospiri<\/u> ond\u2019io nudriva \u2018l core<br \/>\nin sul mio primo giovenile errore<br \/>\nFrancesco Petrarca, <em>Il canzoniere<\/em>, 1356<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Alle sorgenti della letteratura europea moderna incontriamo un testo che esalta subito l\u2019ascolto, pi\u00f9 che la lettura, il suono, pi\u00f9 che la parola, il sospiro, pi\u00f9 che l\u2019invocazione. Diremo, senz\u2019altro, primato del significante, assunto a registro risolutivo del dissidio interiore che lacera la coscienza inquieta del poeta. Nella tensione tra biografia ed opera, infatti, nella quale cercheremo sempre un elemento decisivo della poetica degli autori, tutte le volte che ci dedicheremo alla lettura non occasionale delle loro opere, risalta il carattere non componibile della divisione petrarchesca tra terra e cielo, amore sacro e amore profano. La \u2018soluzione\u2019 trovata dal poeta \u00e8 nell\u2019opera, nella quale i due termini convivono nel farsi voce del desiderio, in un risalire alle ragioni della Fon\u00e8, che rende visibile l\u2019<em>errare in cerca<\/em> che \u00e8 proprio del desiderio umano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Canto<\/u> di donna che si sa non vista<br \/>\ndietro le chiuse imposte, voce roca,<br \/>\ndi languenti abbandoni e d\u2019improvvisi<br \/>\nbrividi scorsa, di vuote parole<br \/>\nfatta, ch\u2019io non discerno.<br \/>\nO voce assorta, procellosa e dolce,<br \/>\nfolta di sogni,<br \/>\nquale rapiva i marinai in mezzo<br \/>\nal mare, un tempo, canto di sirena.<br \/>\n<u>Voce del desiderio<\/u>, che non sa<br \/>\nse vuole o teme, ed altra non ridice<br \/>\ncosa che s\u00e9, che il suo buio, tremante<br \/>\namore. Come te l\u2019accesa carne<br \/>\nparla talora, e ascolta<br \/>\ns\u00e9 stupefatta esistere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sergio Solmi, <em>Poesie<\/em>, 1950<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Qui, l\u2019invocazione aperta alla donna \u00e8 evocazione del suo canto, riconoscimento di un\u2019istanza di discorso che si fa immediata voce del desiderio: \u00e8 attraverso il canto che la donna riesce a dare voce al suo desiderio. Ci\u00f2 che \u00e8 in questione, per noi, allora, \u00e8 il raccordo \u2018necessario\u2019 tra voce e desiderio, l\u2019assunzione del Desiderio come forza insopprimibile dell\u2019esistere umano e il risalimento alla Voce come luogo d\u2019incontro tra desiderio e linguaggio, nella zona dell\u2019esperienza in cui si d\u00e0 la nascita dell\u2019individuo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>La natura del desiderio, le sue vicissitudini e le sue aporie<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il desiderio \u00e8 la marca della mancanza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il nostro assunto fondamentale \u00e8 riassumibile nella nozione stessa di desiderio, in una natura che ne fa un <em>primum<\/em>, la radice dell\u2019umano, se ad esso occorrer\u00e0 far risalire ogni istanza spirituale, come ogni stato di coscienza, per spiegare i modi in cui le singolarit\u00e0 che chiamiamo persone si declinano nel mondo. In ogni gesto, azione, atto \u00e8 possibile rintracciare l\u2019istanza del desiderio. Ad esso bisogner\u00e0 far risalire le condotte suntuarie tipiche delle dipendenze, come ogni forma di normale dipendenza dall\u2019altro, anche se un maturo sentire si qualificher\u00e0 sempre come saper esprimere le affezioni dell\u2019anima come moti relativamente indipendenti dall\u2019altro. L\u2019approdo maggiore \u00e8 costituito dalla nozione hegeliana di desiderio, ch\u00e9 esso viene ricondotto alla dialettica del riconoscimento da parte dell\u2019autocoscienza: il desiderio umano, come marca della mancanza, si definisce e si \u2018esprime\u2019 soltanto rispetto all\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 stata chiamata <em>ingresso inaugurale della morte nella vita<\/em> la scoperta del peso della lontananza, dell\u2019assenza, della privazione, di cui fa esperienza il bambino quando vede allontanarsi la madre, non importa se per andare nella stanza accanto, per uscire di casa, o perch\u00e9 intenzionata ad abbandonare suo figlio, o perch\u00e9 raggiunta dalla morte. Nel famoso <em>gioco del rocchetto<\/em>, Sigmund Freud osserv\u00f2 il bambino esorcizzare quella mancanza con il lancio di un rocchetto, a cui aveva avvolto un filo, sotto un mobile, per procedere poi al movimento inverso: mentre giocava a far scomparire e a far riapparire il rocchetto, il bambino pronunciava suoni che Freud interpret\u00f2 come <em>Fort<\/em> e <em>Da<\/em>. Di fronte all\u2019esperienza della mancanza, gli umani procederanno sempre allo stesso modo, elaborando simbolicamente come perdita la semplice distanza, la lontananza, l\u2019assenza, l\u2019abbandono, perch\u00e9 separati dall\u2019unit\u00e0 originaria con la madre, alla quale aspirano a ricongiungersi. Se il momento del <em>Fort<\/em> che caratterizza la manipolazione ludica della realt\u00e0, che mira ad esorcizzare la mancanza, \u00e8 pi\u00f9 \u2018facile\u2019 da gestire, si rivela problematico e complesso il momento del <em>Da<\/em>, cio\u00e8 l\u2019adozione di <em>strategie di apparizione<\/em> che valgano a far durare nel tempo chi \u00e8 solo distante, assente; ad assegnare un significato simbolico alla mancanza, all\u2019abbandono, alla perdita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 costitutivo della condizione umana il riconoscimento della mancanza. I gesti, le azioni, gli atti liberi del soggetto del desiderio sono una risposta all\u2019esperienza del negativo: da ci\u00f2 che \u00e8 semplicemente distante da noi fino alla perdita delle persone a noi care, non facciamo che sopperire a una mancanza. Dunque, lo statuto del desiderio, del nostro tendere inesausto al compimento della spinta ad esistere, risiede nella condizione degli umani, che hanno bisogno di nascere del tutto, di realizzare da ogni lato l\u2019apirazione all\u2019unit\u00e0, non importa se vissuta come un \u2018ritorno\u2019 a una origine improbabile, perch\u00e9 ormai irreversibilmente consegnata all\u2019esperienza della prima nascita, l\u2019uscita dal grembo materno, o se vissuta come tensione a costituirsi come singolarit\u00e0 espressiva o persona.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ogni pratica rivolta all\u2019educazione del desiderio, perch\u00e9 il soggetto impari a consistere sempre meglio nella mancanza, \u00e8 auspicabile: la cura di s\u00e9, la trasformazione con la presa di distanza dal proprio s\u00e9, ogni nuovo processo di individuazione, saranno benvenuti, se orientati a un esercizio che valga a far s\u00ec che non risulti danneggiato il desiderio dell\u2019altro, per l\u2019erranza e le aporie del nostro desiderio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anticipando una nostra conclusione, diremo che solo percorrendo insieme i sentieri del reciproco riconoscimento potremo rispondere produttivamente all\u2019erranza del desiderio, al suo trascorrere metonimico da un \u2018oggetto\u2019 all\u2019altro: \u00e8 la <em>causalit\u00e0 metonimica<\/em>, infatti, l\u2019origine di ogni deriva del desiderio. Esso \u00e8 chiamato altrove, avverte il richiamo di altre voci, subisce l\u2019attrazione di sempre nuovi sensi che le cose assumono. Di qui l\u2019esperienza sempre cangiante che noi\u00a0 facciamo della vita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per sua natura, il desiderio resta inappagato, anche dopo ogni godimento e soddisfazione delle sue \u2018richieste\u2019. Pi\u00f9 che spiegarsi nei termini del rapporto soggetto-oggetto \u2013 che si qualifica in termini di bisogno -, il desiderio umano si definisce nella sua ulteriorit\u00e0 in termini di riconoscimento: a questo riguardo, \u00e8 esemplare la lettura che ne d\u00e0 Jacques Lacan quando interpreta un aneddoto riportato da Kant nella sua <em>Critica della ragion pratica<\/em>, per spiegare il \u2018destino\u2019 del desiderio stesso, quando sia messo di fronte a un <em>impossibile<\/em>. Tutta la prima parte del <em>Libro VII<\/em> del <em>Seminario<\/em>, che \u00e8 dedicato a <em>L\u2019etica della psicoanalisi<\/em>, mette in discussione la \u2018risposta\u2019 kantiana al seguente quesito: come si attegger\u00e0 un uomo che abbia lungamente desiderato una donna, se gli verr\u00e0 concessa la possibilit\u00e0 di possederla per una notte, a prezzo, per\u00f2, della vita? Secondo Kant, egli rinuncerebbe alle pretese del desiderio, per avere salva la vita; secondo Lacan, invece, proprio in virt\u00f9 del prezzo da pagare, non importa quanto grande, il soggetto non esiter\u00e0 a soddisfare il suo desiderio, eludendo quello che accadr\u00e0 dopo il soddisfacimento stesso del desiderio, perch\u00e9 la natura del desiderio \u00e8 tale che si afferma sullo sfondo di un impossibile, non arretra di fronte a nessun \u2018ostacolo\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Dal desiderio come mancanza<br \/>\nalla causalit\u00e0 metonimica del desiderio<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Se \u00e8 vero che la situazione del desiderio \u00e8 profondamente connessa, fissata, inchiodata a una certa funzione del linguaggio, a un certo rapporto del soggetto con il significante, l\u2019esperienza analitica ci condurr\u00e0 abbastanza lontano in questa esplorazione da far s\u00ec che troveremo tutto il tempo per servirci dell\u2019evocazione propriamente poetica che si pu\u00f2 farne, il che ci permetter\u00e0 inoltre di capire pi\u00f9 a fondo la natura della creazione poetica nei suoi rapporti con il desiderio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Jacques Lacan, <em>Il seminario. Libro VI. Il desiderio e la sua interpretazione 1958-1959<\/em>, Einaudi 2016, pp.7-8<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Potremmo anche dire, rispetto al titolo del Libro VI del <em>Seminario<\/em> lacaniano, che il desiderio <em><u>\u00e8<\/u><\/em> la sua interpretazione, che tutta l\u2019esistenza personale \u00e8 protesa alla realizzazione del desiderio, che i gesti, le azioni, gli atti degli umani non fanno altro che velare, tradurre, alludere ad esso. La scena primaria, dopo Lacan, non sar\u00e0 pi\u00f9 gioco di forze e basta: il destino del soggetto inconscio del desiderio che noi siamo si giocher\u00e0 sul terreno del linguaggio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al cuore delle questioni teoriche sulla creazione artistica e, prima ancora, sulla costituzione del soggetto, incontriamo la teorizzazione del registro dell\u2019Immaginario in Lacan, che definisce \u00abl\u2019incidenza dell\u2019immagine nella costituzione del soggetto, quello che egli denomina come l\u2019azione \u201c<em>morfogena dell\u2019immagine<\/em>\u201d. Si tratta [\u2026] di mostrare cme l\u2019azione identificatoria dell\u2019immagine operi una vera e propria plasmazione del soggetto. [\u2026] Secondo Lacan la grande novit\u00e0 del concetto freudiano di identificazione consiste nel suo configurarsi come il luogo di un\u2019inedita <em>causalit\u00e0 psichica inconscia<\/em>. L\u2019inconscio appare come potenza causale dell\u2019identificazione, strutturato come una serie di identificazioni. Per questa ragione l\u2019azione morfogena dell\u2019Imago viene eletta da Lacan alla dignit\u00e0 dell\u2019oggetto specifico della teoria psicoanalitica in quanto tale, cos\u00ec come Galileo ha potuto fondare scientificamente la fisica sul \u201cpunto materiale inerte\u201d. [\u2026] Lacan non accetta la contrapposizione tra \u201cspiegazione\u201d e \u201ccomprensione\u201d, tra causalit\u00e0 e senso [\u2026]. La sua scommessa \u00e8 quella di preservare la novit\u00e0 epistemologica della psicoanalisi che consiste nel fatto di porsi come una scienza della causalit\u00e0 psichica che per\u00f2 sappia includere al suo interno la nozione di senso. [\u2026] La psicoanalisi \u00e8 una \u201cscienza delle tracce\u201d, [\u2026], una scienza che adotta il senso stesso come una nuova forma di causalit\u00e0. [\u2026] La definizione dell\u2019Imago inconscia \u2013 l\u2019azione morfogena dell\u2019immagine \u2013 come una <em>causalit\u00e0 psichica<\/em> [\u2026] ha come conseguenza diretta la discriminazione tra la funzione causale dell\u2019immagine e la facolt\u00e0 soggettiva. Mentre quest\u2019ultima si configura come un\u2019attivit\u00e0 creativa del soggetto, la prima si pone come funzione di <em>produzione<\/em> del soggetto. L\u2019immagine \u2013 l\u2019Imago inconscia \u2013 non ha tanto a che fare con l\u2019immaginazione, non \u00e8 un prodotto intenzionale dell\u2019attivit\u00e0 del soggetto, ma \u00e8 paradossalmente <em>senza immaginazione<\/em> in quanto \u00e8 un fattore di eterodeterminazione del soggetto stesso; l\u2019azione \u00e8 dell\u2019immagine <em>sul<\/em> soggetto e non del soggetto <em>attraverso<\/em> l\u2019immagine\u00bb (Massimo Recalcati, <em>Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione<\/em>, Raffaello Cortina Editore 2012, pp.13-14). Lo snodo teorico maggiore, qui, \u00e8 dato dal <em>Discorso sulla causalit\u00e0 psichica<\/em> di Jacques Lacan (Jacques Lacan, <em>Scritti. Volume I<\/em>, Einaudi 1974 e 2002, pp.145-187).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Le neuroscienze confermano il ruolo dei processi simbolici<br \/>\nnella vita della mente<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Posto che \u00abla <em>mente<\/em> \u00e8 un processo incarnato e relazionale che regola i flussi di energia e informazioni\u00bb (Daniel Siegel, <em>La mente relazionale<\/em>), possiamo anche dire che \u00e8 \u00abil processo <em>regolativo<\/em> che crea pattern nei flussi di energia e informazioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abL\u2019<em>integrazione<\/em> \u00e8 il principio organizzativo che collega i vari modi in cui i flussi di energia e informazioni vengono condivisi (le relazioni interpersonali), plasmati (i meccanismi del sistema nervoso incarnato o, pi\u00f9 semplicemente, il cervello) e regolati (la mente)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abLa mente pu\u00f2 elaborare le informazioni in molti modi diversi; per esempio, i nostri sistemi sensoriali possono rispondere a stimoli che provengono dall\u2019ambiente, come immagini o suoni, e rappresentarli sotto forma di pattern di eccitazione neurale che corrispondono a simboli mentali. Il cervello crea tali \u201crappresentazioni\u201d a partire da vari tipi di informazioni che riguardano il mondo esterno o interno: abbiamo rappresentazioni che si riferiscono a sensazioni corporee, a percezioni mediate dai nostri cinque sensi, a idee, concetti o parole\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Das will das Weib? Encore<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il tema che io stesso ho messo all\u2019ordine del giorno del nostro prossimo Congresso, la sessualit\u00e0 femminile, \u00e8 uno dei segni pi\u00f9 evidenti della carenza di una tale elaborazione nell\u2019evoluzione dell\u2019analisi. Non c\u2019\u00e8 neanche bisogno di ricordare quel che Jones ha raccolto da una bocca che senza dubbio non ha nulla di particolarmente qualificato ai nostri occhi, ma che si suppone per lo meno aver trasmesso testualmente, con tutte le riserve del caso, quel che aveva raccolto dalla bocca di Freud. Jones ci dice di aver saputo in confidenza da questa persona che un giorno Freud gli avrebbe detto qualcosa di questo genere: <em>Dopo quasi trent\u2019anni di esperienza e di riflessione, c\u2019\u00e8 sempre un punto su cui continuo a non poter dare una risposta, ed \u00e8: Was will das Weib?<\/em>Che cosa vuole la donna? Per essere pi\u00f9 precisi: che cosa desidera? Infatti il termine <em>will<\/em>, in questa espressione, pu\u00f2 avere un tal senso nella lingua tedesca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Jacques Lacan, <em>Il seminario. Libro VII. L\u2019etica della psicoanalisi. 1959-1960<\/em>, Einaudi 2008, pag.12<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Occorrer\u00e0 ripetere con Freud <em>Was will das Weib<\/em>? (Nadia Fusini, <em>Was will das Weib? <\/em><em>Encore<\/em>, Nuova corrente n.86\/1981, pp. 471-490), e con Lacan rispondere <em>Encore <\/em>(Jacques Lacan, <em>Il seminario. Libro XX, Ancora 1972-1973<\/em>, Einaudi 2011)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il <em>Was Will<\/em> freudiano, che andrebbe tradotto \u2018semplicemente\u2019 con <em>Che cosa vuole la donna?<\/em>, trova in Nadia Fusini la risposta: vuole il potere, vuole esercitare il suo potere sulla vita e sulla morte, avere l\u2019ultima parola sul nascere e sul morire. Oltre tale assunto radicale, diremo: <em>Che cosa desidera la donna?<\/em>, per rispondere: avere dall\u2019altro il segno del riconoscimento, che l\u2019amore si esprima finalmente attraverso i segni, con il farsi segno del desiderio dell\u2019altro, che la dialettica tra i sessi si faccia dialettica del desiderio, mutuo riconoscimento. Solo percorrendo insieme, infatti, i sentieri del reciproco riconoscimento, nella relazione amorosa gli umani riusciranno a superare lo storico dissidio tra i sessi che anatomia e cultura ancora anacronisticamente ripropongono.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La \u2018storia\u2019 delle relazioni fra i due sessi, illustrata da Letteratura, Antropologia, Scienze psicologiche e, oggi, Neuroscienze, \u00e8 costellata, tuttavia, di fruttuose incomprensioni, mancati incontri, fraintendimenti, difficolt\u00e0 nella comunicazione emozionale degli umani.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Solo l\u2019Esercizio ripetuto di cura del desiderio personale potr\u00e0 sortire l\u2019effetto di non danneggiare il desiderio dell\u2019altro, intervenendo sulla \u00abfratellanza inquieta\u00bb (Nadia Fusini, <em>Uomini e donne. Una fratellanza inquieta<\/em>, Donzelli editore 1995) che contraddistingue il rapporto uomo-donna, oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fenomenologia come pratica spirituale (382): La forza del desiderio Sabato 15 febbraio 2025 Voi ch\u2019 ascoltate in rime sparse \u2018l suono di quei sospiri ond\u2019io nudriva \u2018l core in sul mio primo giovenile errore Francesco Petrarca, Il canzoniere, 1356 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/la-forza-del-desiderio\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[377,422],"tags":[],"class_list":["post-19247","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-esercizi","category-esercizi-fenomenologici"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19247","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19247"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19247\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19249,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19247\/revisions\/19249"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}