{"id":2253,"date":"2008-12-03T01:46:57","date_gmt":"2008-12-02T23:46:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=2253"},"modified":"2008-12-03T01:48:06","modified_gmt":"2008-12-02T23:48:06","slug":"%c2%abnon-togliete-quel-crocifisso-e-il-segno-del-dolore-umano%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/%c2%abnon-togliete-quel-crocifisso-e-il-segno-del-dolore-umano%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abNon togliete quel crocifisso: \u00e8 il segno del dolore umano!\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">la Repubblica, 2 dicembre 2008<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">ADRIANO SOFRI, <\/span><em><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Crocifisso. Quel simbolo religioso che spacca la politica.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">[Nonostante tanti usi perversi, o fatui o distratti, \u00e8 ancora capace di scandalo Lo scandalo della croce sta nel rovesciamento dall\u00b4ignominia alla nobilt\u00e0, alla regalit\u00e0, al trionfo.]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">[\u00c8 polemica dopo la decisione di un tribunale spagnolo di rimuoverlo dalle scuole. In Italia la Chiesa ha denunciato l\u00b4oltraggio. Ecco la storia e il valore di un\u00b4immagine universale.] <\/span><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Pochi giorni fa con tante persone diverse ho ricordato un amico caro che \u00e8 morto prima del tempo. Il nostro amico abitava a Montalcino, a pochi chilometri dall\u00b4abbazia di Sant\u00b4Antimo. Non era credente, ma amava l\u00b4abbazia e i suoi canonici bianchi, e gli piaceva portare i suoi ospiti a visitarla. Molti di noi che lo salutavamo per l\u00b4ultima volta, eravamo stati guidati da lui in quel posto bellissimo. Dentro, fa un gran freddo, quando fa freddo, ma la luce lo compensa. Era un giorno di cielo azzurro e di nuvole candide, cos\u00ec il sole irrompeva e spariva dalle finestre sotto il soffitto della fiancata, e la bifora dell\u00b4abside inquadrava una corsa di nuvole. Al centro del gioco di luce, sospeso sopra l\u00b4altare \u00e8 un grandioso crocifisso ligneo policromo del Duecento, le cui braccia si spalancano a occupare lo spazio spoglio. Il priore parlava con simpatia e rispetto del nostro amico, e spiegava che senza la fede nella resurrezione quel nostro trovarci l\u00e0 non avrebbe avuto senso. Io, e altri come me, non pensavamo cos\u00ec. Quel bel crocifisso, la cui positura mostra probabilmente l\u00b4intenzione di raffigurare gi\u00e0, oltre il tormento e l\u00b4agonia, un movimento verso l\u00b4alto &#8211; una resurrezione &#8211; a molti di noi sembrava abbracciare fraternamente la sofferenza attraverso cui era passato il nostro amico e il nostro lutto per lui. Anche senza la fede nella resurrezione, aveva senso stare l\u00ec e condividere un commiato con altre persone, con quell\u00b4immagine di rinnegato, venduto e suppliziato, e con la solennit\u00e0 del luogo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Fuori dall\u00b4abbazia, di fronte alla facciata, si alza un colle sulla cui cima \u00e8 stata piantata poco fa una croce alta 22 metri, dedicata al leggendario fondatore dell\u00b4abbazia, Carlo Magno. Quando mi aveva guidato fin l\u00e0, il mio amico me l\u00b4aveva mostrata con una perplessit\u00e0, come un impianto invadente ed estraneo al profilo del poggio e della valle, una specie di proclama proprietario. L\u00b4ho riguardata con la stessa sensazione, ora pi\u00f9 netta, per il contrasto col crocifisso dell\u00b4altare. So che \u00e8 una tradizione antica, quella di segnare le cime con la croce, e magari di adibirla a parafulmine. Tuttavia qui, con la croce incombente sopra l\u00b4antichit\u00e0 di pietre e di piante, ho avuto ancora una volta l\u00b4impressione dei tanti significati diversi che pu\u00f2 prendere il crocifisso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">A ciascuno la sua croce. Si dice cos\u00ec, e vuol dire che \u00e8 difficile a una vita umana sfuggire all\u00b4agguato della disgrazia. Prendiamola invece alla lettera, quell\u00b4espressione, come se volesse dire che la croce ha altrettanti significati quanti sono quelli che la portano. La croce tanto pi\u00f9 brillante sulla scollatura tanto pi\u00f9 generosa di una signora, per esempio: \u00e8 difficile che rinvii a pensieri pii, e tantomeno allo &#8220;scandalo della croce&#8221;, quello che ha reso sublime uno strumento di ignominia. Piegata all\u00b4odio e alla ferocia razzista, la croce incendiata del Ku Klux Klan \u00e8 il pi\u00f9 osceno dei simboli. \u00c8 ambigua e turbante la croce che si associa a un potere pubblico, fra la rivalsa della potenza e la reminiscenza di una iniqua condanna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">In un\u00b4aula di tribunale, n\u00e9 la legge, n\u00e9 il crocifisso riescono davvero a essere uguali per tutti. Si dice, lo disse anche una famosa sentenza del Consiglio di Stato, che, esposto fuori da un contesto religioso, nelle aule scolastiche per esempio, il crocifisso conservi \u00abun valore altamente educativo\u00bb anche \u00aba prescindere dalla religione professata\u00bb. Che sia un simbolo &#8220;universale&#8221;. Pu\u00f2 esserlo alla condizione elementare che l\u00b4universalit\u00e0 sia riconosciuta da tutti coloro cui si rivolge, e cessi di esser pretesa tale quando il riconoscimento manchi, e intervenga un\u00b4obiezione. Tolti i muri pubblici, rester\u00e0 sempre uno spazio ampio abbastanza in quelli di culto, fra le pareti private e nei cuori delle persone.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\"><strong>Natalia Ginzburg<\/strong> scrisse un articolo memorabile per l\u00b4Unit\u00e0, nel 1988. Si intitol\u00f2 &#8220;Non togliete quel crocifisso: \u00e8 il segno del dolore umano&#8221;. Chiss\u00e0 se lo riscriverebbe cos\u00ec. Oggi ci sono tanti nuovi cittadini che dal crocifisso appeso in un\u00b4aula di scuola possono sentirsi offesi o esclusi. \u00c8 un povero modo di intendere la fede quello che la lega all\u00b4ostensione nei luoghi pubblici dello Stato, e nella rinuncia a quel compromesso col potere temporale vede, addirittura, l\u00b4avvento di una &#8220;Cristofobia&#8221;. Un passaggio dell\u00b4articolo diceva: \u00ab<strong><span style=\"color: #ff0000;\">Non pu\u00f2 essere obbligatorio appenderlo. Per\u00f2 secondo me non pu\u00f2 nemmeno essere obbligatorio toglierlo<\/span><\/strong>\u00bb. Rimuovere un simbolo non \u00e8 la stessa cosa che insediarne uno nuovo. Vale per i muri, vale per il linguaggio quotidiano. Non si smetter\u00e0 da un giorno all\u00b4altro di dire, come in certi nostri dialetti &#8220;nu cristiano&#8221;, e intendere un essere umano, o dire, in lingua, &#8220;un povero cristo&#8221;. E gli altri, i nuovi arrivati, cercheranno anche loro di andare oltre la lettera. Si tratter\u00e0 di rispetto e buon senso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Tuttavia, nonostante tanti usi perversi o fatui o distratti, il crocifisso \u00e8 ancora capace di scandalo. Non parlo dello scandalo suscitato nei contemporanei di Ges\u00f9 da un supplizio infamante, ed ereditato da chi, come Nietzsche, rimpiangeva gli d\u00e8i pagani spodestati da una religione malata e servile e spregiatrice della vita. Bench\u00e9 Ges\u00f9 gli apparisse innocente dell\u00b4impostura della Chiesa, &#8220;l\u00b4unico cristiano&#8221;, e bench\u00e9 nei &#8220;biglietti della follia&#8221; si firmasse coi nomi di Dioniso e di Anticristo, ma anche di Crocifisso. Il suo Ges\u00f9 \u00e8 comunque il disarmato asceta della beatitudine, non il rivoluzionario delle Beatitudini. Lo scandalo inesausto della croce sta qui, nel rovesciamento senza precedenti e senza eguali di un simbolo di ignominia in uno di nobilt\u00e0 e addirittura, per i credenti nella resurrezione, di regalit\u00e0 e di trionfo. Non era mai avvenuto n\u00e9 sarebbe avvenuto mai pi\u00f9, non a tal punto. (Ma che impressione devono aver fatto i superstiti dei campi di sterminio la prima volta che decisero di sfilare con le uniformi e la stella). Quella cristiana \u00e8 una vera rivoluzione: la rivoluzione dell\u00b4ebreo Ges\u00f9, l\u00b4inveratore della profezia di Isaia. L\u00b4inversione che rende possibile &#8211; sia pure nell\u00b4arco di tre secoli &#8211; il passaggio dalla crocifissione come patibolo d\u00b4infamia al simbolo di gloria e di venerazione, \u00e8 annunciata nel Vangelo del Discorso della montagna, e nella sua formidabile alternanza di beatitudini e minacce. Beati i poveri e guai a voi, i ricchi. Beati quelli che hanno fame, e guai a voi, che ora siete sazi. Beati quelli che ora piangono, e guai a voi che ora ridete, perch\u00e9 sarete afflitti e piangerete. Beati i perseguitati per la giustizia, perch\u00e9 di loro \u00e8 il regno dei cieli. La rivoluzione, alla lettera: quello che sta sotto andr\u00e0 sopra, quello che sta in alto precipiter\u00e0 nel fondo. Molti degli ultimi saranno i primi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Il rovesciamento impronta l\u00b4intera lezione. I ricchi e i poveri. I nemici da amare, da benedire quelli che maledicono. Sar\u00e0 cos\u00ec che un condannato a morte, reietto, senza difesa, deriso e canzonato &#8211; lo incoroneranno di spine, giocheranno con lui allo schiaffo del soldato &#8211; giustiziato sulla croce con due delinquenti comuni, sieder\u00e0 alla destra del Padre e verr\u00e0 a giudicare i vivi e i morti. Basterebbe recitarle oggi all\u00b4uscita di un supermercato, le inversioni delle beatitudini, per sentirne lo scandalo. Oggi, quando i ricchi sono pi\u00f9 ricchi ancora, disgraziati. A maggior ragione lo scandalo della croce brucia ancora in ogni luogo conculcato della terra. L\u00e0 il crocifisso non \u00e8 un simbolo di rassegnazione e di negazione di s\u00e9, e tanto meno di potenza e di vanagloria, ma di resistenza e libert\u00e0 e anelito di giustizia, spesso a costo del martirio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\"><strong>Fran\u00e7ois Xavier Nguyen Van Thuan<\/strong> \u00e8 stato un principe della Chiesa, il primo cardinale vietnamita. \u00c8 morto nel 2002 a Roma, dove viveva dal 1994, presidente del Pontificio Consiglio <em>Iustitia et Pax.<\/em> Prima era stato arcivescovo e prigioniero, nelle galere del Vietnam a noi cos\u00ec caro, del Vietnam &#8220;liberato&#8221;, per 13 anni, e tenuto per nove in isolamento. Nel &#8220;campo di rieducazione&#8221; di montagna di Vinh Quang si era intagliato una piccola croce di legno. In un&#8217;altra prigione era riuscito a procurarsi un po\u00b4 di filo elettrico, e ne aveva fatto una catenella per portare la croce al collo. Si capisce che quando, liberato e riparato a Roma, si vide offrire una croce d\u00b4oro, ringraziasse e si tenesse la sua.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>la Repubblica, 2 dicembre 2008 ADRIANO SOFRI, Crocifisso. Quel simbolo religioso che spacca la politica. [Nonostante tanti usi perversi, o fatui o distratti, \u00e8 ancora capace di scandalo Lo scandalo della croce sta nel rovesciamento dall\u00b4ignominia alla nobilt\u00e0, alla regalit\u00e0, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/%c2%abnon-togliete-quel-crocifisso-e-il-segno-del-dolore-umano%c2%bb\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[],"class_list":["post-2253","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cio-che-vale-per-noi"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2253"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2253\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2257,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2253\/revisions\/2257"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}