{"id":2486,"date":"2009-01-12T15:50:24","date_gmt":"2009-01-12T13:50:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=2486"},"modified":"2009-01-12T17:59:22","modified_gmt":"2009-01-12T15:59:22","slug":"camminarsi-dentro-33-abitare-la-distanza-unetica-del-pensiero-e-del-linguaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-33-abitare-la-distanza-unetica-del-pensiero-e-del-linguaggio\/","title":{"rendered":"CAMMINARSI DENTRO (34): Abitare la distanza &#8211; Un&#8217;etica del pensiero e del linguaggio."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Il sentimento penoso che ci prende quando si allontana l&#8217;oggetto del desiderio \u00e8 noto almeno da un secolo, cio\u00e8 da quando Freud raccont\u00f2 l&#8217;esperienza del gioco del rocchetto a cui\u00a0 si dedicava il bambino, per esorcizzare l&#8217;angoscia da abbandono, in seguito all&#8217;uscita della madre. Egli aveva arrotolato un filo intorno a un rocchetto, che lanciava sotto un mobile gridando: &#8220;Fort!&#8221; (scompari!). Poi, lo tirava verso di s\u00e9 gridando: &#8220;Da!&#8221; (ricompari!).<br \/>\nE&#8217; stato detto che la manipolazione ludica \u00e8 la risposta istintuale alla realt\u00e0. Il bambino esercita simbolicamente il suo &#8216;potere&#8217; sulla realt\u00e0, come se potesse far sparire la madre e farla riapparire. Compensa l&#8217;assenza, come se fosse mancanza, perdita irreparabile, a cui pone rimedio &#8216;manipolando&#8217; la realt\u00e0. Che cos&#8217;\u00e8 tutta la nostra esistenza, se non tentativo ripetuto di esorcizzare lontananza, assenza, mancanza, perdita? <\/span><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">All&#8217;altezza del terzo liceo, nel corso della lettura di Petrarca, ho sempre lavorato per diversi mesi su questo tema, associandolo all&#8217;altro grande tema &#8216;petrarchesco&#8217; dell&#8217;accidia.<br \/>\nAbbiamo tutti da elaborare, infatti, il sentimento luttuoso che ci prende ogni volta di nuovo, quando avvertiamo dolorosamente di essere stati privati &#8211; anche se per poco &#8211; del bene prezioso della presenza fisica delle persone che amiamo. L&#8217;intensit\u00e0 di questo sentimento dipende dal valore che abbiamo assegnato all&#8217;oggetto d&#8217;amore e dalla tensione che ci spinge verso di esso, ma dipende anche dal governo dei sentimenti, cio\u00e8 dalla nostra capacit\u00e0 di sopportare la frustrazione che quotidianamente la vita ci riserva con l&#8217;esperienza della distanza.<br \/>\nAlcuni anni fa, durante l&#8217;estate, ho ricevuto una lunga lettera da un&#8217;alunna che per tutto l&#8217;anno aveva seguito le lezioni di Letteratura in silenzio, senza intervenire mai. Mi rivelava con il suo scritto che, in realt\u00e0, il lavoro di tutto l&#8217;anno, ma soprattutto quello che era stato fatto con la lettura di Petrarca, le era stato di grande aiuto per la sua educazione sentimentale. Ricevevo, cos\u00ec, una conferma della bont\u00e0 dello studio tematico della Letteratura, assieme alla cura delle poetiche degli autori e alla lettura di un significativo numero di testi in classe.<br \/>\nOggi si parla di libroterapia e di <a href=\"\/?page_id=568\" target=\"_blank\">Pratica letteraria<\/a>, per significare il valore addirittura terapeutico della lettura. Se si assegna alla Letteratura, come ho fatto dall&#8217;inizio della mia carriera di insegnante, valore conoscitivo, l&#8217;esercizio guidato della lettura si tradurr\u00e0 senz&#8217;altro in una forma di igiene mentale, in un&#8217;autentica &#8216;purificazione&#8217; delle passioni, grazie ai meccanismi di identificazione, di proiezione, di sublimazione che metteremo in opera con il lavoro di comprensione dei testi.<br \/>\nLa terapia delle idee che ne consegue \u00e8 conferma di quanto detto fin qui. La poesia d&#8217;amore di tutti i tempi, assieme alla canzone d&#8217;amore, non \u00e8 forse veicolo di sensi sempre nuovi? non \u00e8 un mezzo per trovare le parole? non \u00e8 esercizio lessicale di esplorazione di sensi nascosti? non \u00e8 illuminazione e conferma del personale sentire? non ci aiuta a &#8216;correggere&#8217; rappresentazioni distorte della realt\u00e0? non ci aiuta a vedere? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">L&#8217;esperienza dell&#8217;assenza dell&#8217;altro \u00e8 ineludibile. Tanto vale, allora, farsene una ragione, come si suol dire delle cose che fanno parte dell&#8217;esperienza quotidiana.<br \/>\nAi miei alunni ho sottoposto questa storiella inventata, per farli riflettere. Immaginiamo una ragazza che si presenti al suo ragazzo dicendogli: \u00abOggi non ci vedremo. Debbo accompagnare mia madre dal dentista\u00bb. Il ragazzo presenter\u00e0 le sue rimostranze, si opporr\u00e0 fieramente, ricorder\u00e0 all&#8217;amante ingrata un amore che lui ha messo al di sopra di ogni cosa, le chieder\u00e0 come possa preferire sua madre a lui, alla fine la implorer\u00e0, la minaccer\u00e0, minaccer\u00e0 il suicidio o di andarsene al cinema con qualcun altro&#8230; Niente servir\u00e0 a scuotere la fanciulla irremovibile, che solo per poco ci apparir\u00e0 dura e crudele. A ben guardare, si allontaner\u00e0 dal suo amore solo per due ore, forse anche meno. Eppure, quelle ore costituiranno uno stillicidio per il nostro eroe: egli si consumer\u00e0 nell&#8217;attesa, fino a scomparire del tutto. Di lui rester\u00e0 poco, a cose fatte. La voce della fanciulla, reduce dalla missione odontoiatrica, rianimer\u00e0 l&#8217;eroe, restituendogli gli spiriti animali e la voglia di vivere. Naturalmente, egli non avr\u00e0 appreso nulla. Vivr\u00e0 nella speranza che la sua amata non si allontani pi\u00f9, e se questo evento infausto si ripresenter\u00e0, puntualmente egli morr\u00e0.<br \/>\nSi potrebbe dire di lui quello che diciamo sempre quando qualcuno di noi si comporti come se nessuno lo amasse, come se mai fosse stato amato: <a href=\"\/?p=2468\" target=\"_blank\">Chi non ricorda il bene che ha ricevuto non spera<\/a>. Eppure, basterebbe essere sorretti dall&#8217;idea che <a href=\"\/?p=570\" target=\"_blank\">alla speranza \u00e8 sempre congiunto il timore<\/a>! Anch&#8217;esso fa parte della nostra esperienza esistenziale. Rinunceremo a sperare, per paura? Questo \u00e8 un altro esempio forte della necessit\u00e0 dell&#8217;esperienza del dolore, per il governo di s\u00e9, dei propri sentimenti. <\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Se l&#8217;uomo \u00e8 <em>abitatore del tempo<\/em>, la temporalit\u00e0 della sua esistenza \u00e8 il precipitato di tutte le sue esperienze, il crogiuolo del suo esistere. Il tempo \u00e8 la sua passione pi\u00f9 grande. La sua salvezza, come singolo, dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di durare di fronte a tutte le prove che la vita gli riserver\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">La parola <em>distanza <\/em>non dice solo spazialit\u00e0. Anzi, dice soprattutto temporalit\u00e0. Resistere alle ingiurie del tempo, quando esso lasci sulla nostra carne e nella nostra anima i segni vistosi degli anni, \u00e8 compito. Per questo, io parlo di un&#8217;etica del pensiero e del linguaggio. Pi\u00f9 che aborrire l&#8217;avvenimento, occorrer\u00e0 imparare ad <em>abitare la distanza<\/em>, per tutte le volte che siamo destinati a farne esperienza.<br \/>\nLa prova pi\u00f9 grande, che riusciamo a superare senza fatica, \u00e8 data dall&#8217;amicizia. Quando l&#8217;amico si allontani da noi, e per quanto grande sia il tempo della sua assenza, noi non patiremo la distanza. Il filosofo francese Jacques Derrida ha scritto che addirittura noi non proviamo alcun dolore per la mancanza di un amico che ci venga sottratto dalla sorte.<br \/>\nSe l&#8217;amicizia \u00e8 la pi\u00f9 grande delle virt\u00f9, forse l&#8217;ultima che ci sia rimasta secondo lo scrittore Kundera, allora da essa dobbiamo apprendere ad abitare la distanza. Il sentimento pi\u00f9 forte e pi\u00f9 delicato ci guider\u00e0 nel cammino della vita, insegnandoci ad accettare non solo le perdite e le mancanze ma anche i pi\u00f9 lievi sommovimenti che talvolta sono all&#8217;origine di tante nostre tragedie.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sentimento penoso che ci prende quando si allontana l&#8217;oggetto del desiderio \u00e8 noto almeno da un secolo, cio\u00e8 da quando Freud raccont\u00f2 l&#8217;esperienza del gioco del rocchetto a cui\u00a0 si dedicava il bambino, per esorcizzare l&#8217;angoscia da abbandono, in &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-33-abitare-la-distanza-unetica-del-pensiero-e-del-linguaggio\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[],"class_list":["post-2486","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-camminarsi-dentro"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2486"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2558,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2486\/revisions\/2558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}