{"id":3536,"date":"2009-03-14T08:15:17","date_gmt":"2009-03-14T06:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=3536"},"modified":"2009-03-14T14:03:17","modified_gmt":"2009-03-14T12:03:17","slug":"camminarsi-dentro-51-imparare-a-morire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-51-imparare-a-morire\/","title":{"rendered":"CAMMINARSI DENTRO (51): Imparare a morire"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/immagini\/mantegna.jpg\" alt=\"mantegna\" width=\"411\" height=\"341\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\"><em><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\"><em>Imparare a vivere<\/em>, <em>imparare a dialogare<\/em>, <em>imparare a morire<\/em>, <em>imparare a leggere<\/em> sono i quattro <em>esercizi spirituali<\/em> suggeriti dalla cultura pagana, dentro le <em>pratiche filosofiche<\/em> adottate dall&#8217;uomo greco come esercizio morale e &#8216;terapia&#8217; dell&#8217;anima. (Pierre Hadot, <em>Esercizi spirituali e filosofia antica<\/em>, Einaudi 2005)<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\"><!--more--><br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Dice Socrate nel <em>Fedone<\/em>: \u00abE&#8217; dunque vero che coloro i quali filosofano dirittamente si esercitano a morire, e che la morte \u00e8 per loro cosa meno paurosa che per chiunque altro\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">\u00abFilosofia, in uno dei molti sensi del termine, \u00e8 traduzione di esperienze di realt\u00e0 in esperienze di significato\u00bb. Roberta De Monticelli esprime cos\u00ec ne <em>L&#8217;ascesi filosofica<\/em> (Feltrinelli 1995) l&#8217;idea che tale esperienza non \u00e8 prerogativa del filosofo pi\u00f9 che di ogni altro indagatore umano. E&#8217; bene rivendicare il diritto di chi filosofo non \u00e8 e professore di filosofia nemmeno a praticare l&#8217;esercizio del pensiero che \u00e8 teso sempre a dare senso alle cose.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Una prima distinzione mi si \u00e8 parata dinanzi leggendo <em>L&#8217;essere e il nulla<\/em> di Sartre, a cui dedicai la mia tesi di laurea: il morto e la morte. Solitamente, pensiamo al morto. E&#8217; il morto che pu\u00f2 farci paura, a lui pensiamo pi\u00f9 che alla morte. Di essa Martin Heidegger dice che \u00e8 l&#8217;Irrappresentabile, perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 di cui non faremo mai esperienza. Epicuro esortava a non temerla, perch\u00e9 quando ci siamo noi non c&#8217;\u00e8 lei, quando c&#8217;\u00e8 lei non ci siamo noi. Giorgio Agamben, sulla scia di Hegel, ricorda come gli animali si limitino a cessare di vivere. Solo l&#8217;uomo ha la <em>facolt\u00e0 di morire<\/em>. Il <em>morire<\/em>, dunque, ci interessa, pi\u00f9 della <em>morte<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Non si tratta, insomma, di imparare a conoscere la morte quanto di <em>imparare a morire<\/em>. Anticipando tutte le conclusioni, diremo che per noi imparare a morire \u00e8 un sentimento del tempo, \u00e8 un modo di sentire il fluire delle cose, il loro venir meno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">La stessa espressione &#8216;<em>imparare a morire<\/em>&#8216; ci mette davanti a un paradosso dell&#8217;esperienza, per cui, non trattandosi, evidentemente, di un andare incontro alla morte &#8211; non condivideremo mai l&#8217;idea heideggeriana dell&#8217;uomo come <em>essere-per-la-morte<\/em> &#8211; occorrer\u00e0 dare un senso a questa esperienza che ha in s\u00e9 del perturbante (<em>unheimlich<\/em>). Il senso comune, infatti, tende addirittura a rifuggire dall&#8217;idea che se ne parli, fino al punto di considerare superstiziosamente prudente non farlo. Eppure, dell&#8217;ultimo tab\u00f9 ci occuperemo per far s\u00ec che non sia pi\u00f9 tale, ma, soprattutto, perch\u00e9 non se ne pensi che non sia <em>niente<\/em>, come fa la Filosofia per la quale la morte \u00e8 soltanto il venir meno dell&#8217;individuo, dunque un evento insignificante. Noi riteniamo che la morte, invece, sia <em>qualcosa<\/em> che occorre al singolo. Essendo imminente, anche se non \u00e8 dato sapere quanto vicina, \u00e8 presente nella vita stessa come il venir meno progressivo della vitalit\u00e0 e perfino delle ragioni per continuare a vivere. La morte \u00e8 <em>qualcosa<\/em>, e la ragione non \u00e8 tutta nella perdita che provoca. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">L&#8217;<em>esercizio spirituale<\/em> dell&#8217;<em>imparare a morire<\/em> \u00e8 compito al quale i pi\u00f9 forse non si dedicano come dovrebbero. Esso impegna tutta la vita e non andr\u00e0 concepito come un modo per chiudere dignitosamente la propria esistenza, quanto per dare all&#8217;et\u00e0 ulteriore, al tempo della vecchiaia, un senso che non sia quello dell&#8217;abbandono e della rassegnazione, della malinconia e del rimpianto&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Accettare e accettare non \u00e8 mai facile, si tratti del bene che riceviamo o della dote avuta in sorte dalla natura in termini di carattere e di ingegno, di prestanza fisica e di salute&#8230; Oggi \u00e8 diventato veramente difficile considerare tutto ci\u00f2, per il fatto che ci siamo allontanati ancora di pi\u00f9 &#8211; rispetto alle origini del capitalismo e della prima rivoluzione industriale &#8211; dalla natura e dalle sue leggi. Abituati a considerare tutto possibile &#8211; siamo all&#8217;<em>individuo sovrano<\/em> (Nietzsche) che tutto ritiene possibile per s\u00e9 -, ci sforziamo di cambiare ogni cosa, ma non riusciamo ad accettare che ci\u00f2 che \u00e8 secondo natura non si cambier\u00e0 con nessun gesto n\u00e9 con i sogni di onnipotenza che sono destinati a non morire mai in noi. Il <em>declinare crescendo<\/em> della maturit\u00e0 e ancor pi\u00f9 della vecchiaia dovrebbe indurci a considerare meglio che crescere \u00e8 discendere, non salire, come hanno ritenuto erroneamente le epoche precedenti!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">La &#8216;scansione&#8217; delle et\u00e0 della vita, il loro succedersi inesorabile, \u00e8 irreversibile procedere. Avanzare e crescere, che pure sono cosa difficile per molte persone, sono uno strapparsi al tempo che se ne va. Una vita intensamente vissuta non smetter\u00e0 di avanzare, sospinta dalla consapevolezza alta che oltre la maturit\u00e0 si d\u00e0 un tempo in cui altre ragioni dovranno prevalere. Oltre la produttivit\u00e0 e l&#8217;utilit\u00e0 sociale, \u00e8 possibile continuare ad esistere dignitosamente <em>dentro<\/em> il tempo delle ultime et\u00e0 della vita stessa. Tempi lenti, ritmi lenti, lunga riflessivit\u00e0, affermarsi delle memorie, bisogno di raccontare\u00a0 &#8211; il <em>narrare<\/em>, non solo di s\u00e9, \u00e8 attivit\u00e0 principe per gli umani &#8211; e di raccontarsi: contro la malinconia del <em>cos\u00ec fu<\/em>, che vede precipitare le cose nella dimenticanza e spinge a soffrirne, conta il sentimento di aver vissuto, che il tempo non abbia portato via con s\u00e9 ogni ragione di vita. La luce della sera non sia fioca! Altrimenti, la chiacchiera sul valore della vita umana comunque si presenti si dissolver\u00e0 come neve al sole. Dobbiamo imparare a morire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Il modo di vivere il tempo &#8211; non solo il tempo della vecchiaia &#8211; \u00e8 tutto: \u00e8 il primo <em>esercizio spirituale<\/em> che bisogna avviare da giovani. E&#8217; <em>imparare a vivere<\/em>: trasformare il tempo meccanico in tempo della coscienza, attivando gli strati profondi della sensibilit\u00e0 personale, educandola alla percezione pi\u00f9 fine delle cose e delle esistenze altre; inchinarsi di fronte alla natura, ma soprattutto inchinarsi di fronte all&#8217;irridubile <a href=\"http:\/\/tempocheresta.blogspot.com\/search\/label\/Il%20volto%20dell%27Altro\" target=\"_blank\">alterit\u00e0 degli altri;<\/a> imparare a dare senso ad ogni <em>grumo<\/em>, perch\u00e9 si dia vera giustizia, cio\u00e8 rendere giustizia agli altri; riconoscere il diritto ad esistere degli altri, cio\u00e8 il diritto di avere una biografia, magari impegnarsi a &#8216;scrivere&#8217; la biografia di chi ci sta pi\u00f9 a cuore; imparare a <a href=\"\/?p=589\" target=\"_blank\">consistere come <em>soggetti morali<\/em><\/a>&#8230; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Le attivit\u00e0 che ci vedono indaffarati potranno anche assorbire gran parte del tempo di vita. E&#8217; importante, nel frattempo, che ogni scelta, ogni giornata vissuta non porti con s\u00e9 alcun rimpianto, nessun atto mancato, nessuna rimozione, nessuna ingiustizia. Che cosa ci costringe ad indugiare, infatti, se non la sensazione di aver sbagliato, di aver fatto torto a qualcuno? E se i torti sono grandi, e se non abbiamo ottenuto il perdono, se addirittura non lo abbiamo mai chiesto, troveremo la pace necessaria per poter dire che il tempo che ci lasciamo alle spalle \u00e8 tempo &#8216;pacificato&#8217;? che siamo in pace con la nostra coscienza? Il primo risultato da chiedere al primo <em>esercizio spirituale<\/em> \u00e8 il raggiungimento della pace interiore. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Occorre &#8216;incominciare a morire&#8217;, preparandosi all&#8217;ora che non ha sorelle, fin da giovani. L&#8217;<em>esame<\/em> che abbiamo condotto periodicamente &#8211; se siamo stati consapevoli: ogni sera &#8211; \u00e8 parte dell&#8217;<em>esercizio spirituale<\/em> che chiamiamo <em>imparare a morire<\/em>. E&#8217; indispensabile chiudere subito i conti con la propria coscienza.<br \/>\nPosso dire, al riguardo, che al termine della mia carriera di insegnante ho deciso di andar via senza timori n\u00e9 rimpianti. Non ero interessato a &#8220;fare qualche anno ancora&#8221; n\u00e9 a &#8220;raggiungere il massimo della pensione&#8221;: ho scelto di passare all&#8217;et\u00e0 ulteriore, perch\u00e9 era il momento giusto per farlo. Avvertivo sempre pi\u00f9 forte il bisogno di riposare, di dormire nel corso della giornata, di fare le cose trascurate per anni, di dedicarmi ai miei ricordi, alle mie letture, alla scrittura. Dopo sei mesi dall&#8217;inizio delle lezioni, in questo anno scolastico che non mi appartiene, avrei dovuto soffrire forse per la lontananza dalla cattedra, invece ho dovuto fare i conti solo con il pensiero dei miei alunni, con le due classi con le quali il discorso avviato si \u00e8 interrotto, ma altri pensieri mi hanno aiutato ad allontanarmi senza grandi rimpianti.<br \/>\nL&#8217;esperienza di una collega in pensione, che passava ogni tanto a scuola, mi \u00e8 stata di aiuto. Lei mi disse un giorno che non \u00e8 vero che poi non ci sia nulla da fare. Anzi, gli impegni sono numerosi. Si \u00e8 impegnati pi\u00f9 di prima. Di nuovo, prevale il sentimento del tempo. Evidentemente, sperimenter\u00e0 la pienezza dell&#8217;esistenza chi non ha mai accettato il vuoto, perch\u00e9 in ogni tempo della vita precedente sar\u00e0 stato impegnato a dare senso alle cose. Pi\u00f9 che attivit\u00e0 utili per &#8216;passare il tempo&#8217; servono attivit\u00e0 spirituali che favoriscano la continuazione della <em>cura dell&#8217;anima<\/em>.<br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Debbo dire che per me non c&#8217;\u00e8 stato strappo n\u00e9 frattura alcuna. L&#8217;elemento di continuit\u00e0 rappresentato dal lavoro quotidiano nel Centro di ascolto per tossicodipendenti mi consente di dire che sono ancora un Educatore. Se la scuola \u00e8 la cosa che ho amato di pi\u00f9 lungo tutta la vita, non \u00e8 stato un separarsene questo andar via: porto in tutte le cose che faccio la dimensione raggiunta dell&#8217;interesse educativo. Penso costantemente ai ragazzi che frequentano il Centro, a quelli che stanno nelle Comunit\u00e0, al nipotino che cresce e che pure richiede che anche io pensi a lui, con fiabe illustrate e sonore, con libri che trover\u00e0 a sua disposizione negli anni che verranno, con i suggerimenti sobri che do ai suoi genitori tutte le volte che scopro qualche cosa di nuovo con le mie letture&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Il <a href=\"http:\/\/tempocheresta.blogspot.com\" target=\"_blank\">tempo che resta<\/a> non \u00e8 un tempo minaccioso ma un&#8217;autentica promessa: altre sono le aspettative, ma non meno dolci e calde. C&#8217;\u00e8 il compito dell&#8217;amore che aspetta di compiersi e l&#8217;amicizia che non manca a nessun appuntamento. C&#8217;\u00e8 da <em>fare la propria parte <\/em>&#8211; perch\u00e9 in questo consiste l&#8217;onore, come mi ha insegnato Edgar Lee Masters &#8211; e c&#8217;\u00e8 da esibire la <em>trasparenza della<\/em> propria <em>coscienza<\/em>, per essere fino in fondo una mente ospitale. Bisogna <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1996\/02\/16\/michel-foucault-lezione-di-greco.html\" target=\"_blank\">testimoniare la <em>parresia<\/em><\/a> che d\u00e0 fiducia e speranza e bisogna continuare a credere solo nella pace. <em>Coltivare la propria anima<\/em> aiuter\u00e0 a sperare ancora di incontrare persone disposte a credere nella parola ma soprattutto nell&#8217;azione del tempo, che cura e guarisce, se sappiamo essere medici della nostra anima. Per poter dire \u00absono pronto\u00bb occorre solo non abbandonare la palestra, perch\u00e9 non manchi l&#8217;esercizio della virt\u00f9, che sola d\u00e0 la felicit\u00e0.<br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">A dispetto poi di chi oggi vorrebbe fare della vita un bene intangibile sempre &#8211; salvo accettare la guerra e ogni altra forma di negazione della vita stessa, senza farne una ragione di &#8216;guerra&#8217; alle ragioni che la negano &#8211; noi riteniamo che <a href=\"\/?p=3143\" target=\"_blank\">la vita buona sia solo la vita consapevole<\/a>. Altra vita non vogliamo. Da essa ci allontaneremo volentieri, quando saremo assenti.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/swf\/x72z6n\">Testamento biologico, una scelta etica, 10 Ottobre 2008<\/a><\/strong><br \/>\n<em>by <a href=\"http:\/\/www.dailymotion.com\/AMALTEO\">AMALTEO<\/a><\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><object width=\"420\" height=\"339\" data=\"http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/swf\/x72z6n\" type=\"application\/x-shockwave-flash\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowScriptAccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/swf\/x72z6n\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><\/object>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; &#8211; Imparare a vivere, imparare a dialogare, imparare a morire, imparare a leggere sono i quattro esercizi spirituali suggeriti dalla cultura pagana, dentro le pratiche filosofiche adottate dall&#8217;uomo greco come esercizio morale e &#8216;terapia&#8217; dell&#8217;anima. 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