{"id":589,"date":"2008-04-11T04:05:34","date_gmt":"2008-04-11T02:05:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=589"},"modified":"2009-08-30T22:37:30","modified_gmt":"2009-08-30T20:37:30","slug":"costituirsi-come-soggetti-morali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/costituirsi-come-soggetti-morali\/","title":{"rendered":"Costituirsi come soggetti morali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\"><span><span style=\"color: #ffffff;\">.<br \/>\n <\/span><\/span>\u00ab\u2026 La condotta di un individuo pu\u00f2 essere giudicata morale a seconda della conformit\u00e0 o meno alle regole o ai valori vigenti e proposti. Eppure non basta. L&#8217;individuo diviene davvero soggetto morale se si rende responsabile della sua condotta, sia essa conforme alle regole e alle abitudini o difforme da esse. Nes\u00adsun individuo pu\u00f2 divenire da solo soggetto morale, ma non vi \u00e8 morale se non vi \u00e8 assunzione di responsabilit\u00e0. Allo stesso modo non vi \u00e8 n\u00e9 vi potrebbe mai essere credenza se l&#8217;individuo non divenisse interprete &#8211; pi\u00f9 o meno originale &#8211; dell&#8217;universo simbolico a cui appartiene ed entro cui opera.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;,&quot;serif&quot;;\">Ha ragione Foucault: &#8220;Se \u00e8 vero che ogni azione morale implica un rapporto con il reale in cui si compie e un rapporto con il codice cui si riferisce, \u00e8 vero altres\u00ec che essa implica un rapporto con se stessi, e questo rapporto non \u00e8 semplicemente &#8216;coscienza di s\u00e9&#8217;, bens\u00ec costituzione di s\u00e9 come soggetto morale&#8221;.<span style=\"mso-spacerun: yes;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;,&quot;serif&quot;;\">Bisogna dunque costituirsi come &#8220;soggetti morali&#8221;. Questo \u00e8 pi\u00f9 che mai urgente nel mondo contemporaneo. La complessificazione della societ\u00e0 ha disarticolato i vecchi riferimenti: in essa si vengono sempre di pi\u00f9 differenziando le prestazioni e i codici di condotta. Viviamo in una crescente asimmetria sociale che non \u00e8 da concepire solo in termini di dispersione, ma anche di arricchimento. La dinamica della complessit\u00e0 ha dilatato gli spazi di libert\u00e0, ha implementato le nostre possibilit\u00e0 di scegliere e soprattutto di <em>sceglierci,<\/em> di modellare noi stessi con pi\u00f9 ampia discrezione di un tempo. Ma per trarre giovamento dai mutamenti del presente bisogna esserne all&#8217;altezza. Gli uomini vivono sempre sotto il segno dell&#8217;ambiguit\u00e0 e la condizione contemporanea, al pari delle altre nella storia, non ne \u00e8 priva. Ma vi sono difficolt\u00e0 che sono specificamente nostre. Siamo esposti a rischi fino a ora mai sperimentati.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;,&quot;serif&quot;;\">Ne segnalo due: innanzitutto, corriamo spesso il pericolo d&#8217;essere travolti da quella stessa mobilit\u00e0 da cui dovremmo trarre vantaggi; in secondo luogo, per evitare la perdita d&#8217;identit\u00e0 indotta dalla celerit\u00e0 stessa delle mutazioni, ripariamo difensivamente nella serie. Abbiamo paura e perci\u00f2, lungi dal valorizzare le occasioni di libert\u00e0, accettiamo il regime: diveniamo passivi ed eterodiretti. Obbedienti involontari, senza neppure i vantaggi di questa celebre, antica virt\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;,&quot;serif&quot;;\">Per trovare stabilit\u00e0 in questa deriva <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">dobbiamo costituirci<\/span><\/strong> pi\u00f9 che mai <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">come soggetti morali<\/span><\/strong>. A tale scopo \u00e8 necessario ripiegare su di s\u00e9: bisogna raccogliere e governare la propria potenza. Divenire &#8220;soggetto morale&#8221; vuoi dire costituirsi come <em>punto di resistenza<\/em> a fronte della mobilit\u00e0 e delle perturbazioni dell&#8217;ambiente; ergersi a momento stabile di selezione\/decisione. Se occorre, farsi luogo di neutralizzazione e di indifferenza: di assenza. Per far questo ci vuole abilit\u00e0. In effetti questo \u00e8 il significato originario della parola <em>arete:<\/em> virt\u00f9. Virtuoso \u00e8 in primo luogo colui che \u00e8 dotato di agilit\u00e0, che sa trarsi fuori dalle difficolt\u00e0. Divenire legge a se stessi significa volgere la propria po\u00adtenza in forma, il proprio desiderio in carattere. Questa e non altra era la ragione per cui gli antichi dicevano che ci\u00f2 che \u00e8 buono \u00e8 bello e ci\u00f2 che \u00e8 bello \u00e8 buono.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;,&quot;serif&quot;;\">Ma il governo di s\u00e9 non \u00e8 operazione solipsistica. L&#8217;idea di virt\u00f9 \u00e8 sin dall&#8217;inizio legata al rapporto con gli altri, al <em>riconoscimento.<\/em> Questo meglio lo si comprende se si considera il significato del verbo greco cresco. Il termine deriva dalla medesima radice <em>ar &#8211;<\/em> da cui, appunto, <em>arete &#8211; e<\/em> vuoi dire piaccio, compiaccio, riesco gradito; significa perfino <em>faccio ammenda.<\/em> Virtuoso dunque \u00e8 colui che se la sa cavare, ma \u00e8 anche colui che sa compiacere, che sa chiedere scusa. Chi \u00e8 legge a se stesso non invade lo spazio degli altri. In effetti, gli individui riescono a essere tanto pi\u00f9 se stessi, quanto pi\u00f9 si pongono in relazione agli altri: altri uomini, ma anche culture altre, tradizioni etiche diverse. \u00c8 nell&#8217;incontro\/scontro con le differenze che si guadagna l&#8217;identit\u00e0. Non vi pu\u00f2 essere consapevolezza di s\u00e9 al di fuori dell&#8217;esperienza della differenza. \u2026\u00bb <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;,&quot;serif&quot;;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal; text-align: center;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;,&quot;serif&quot;;\">(SALVATORE NATOLI, <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Dizionario dei vizi e delle virt\u00f9<\/em>, FELTRINELLI 1996, pp.8-9)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>. \u00ab\u2026 La condotta di un individuo pu\u00f2 essere giudicata morale a seconda della conformit\u00e0 o meno alle regole o ai valori vigenti e proposti. Eppure non basta. 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