{"id":6203,"date":"2009-11-20T05:28:57","date_gmt":"2009-11-20T03:28:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=6203"},"modified":"2009-11-20T08:49:45","modified_gmt":"2009-11-20T06:49:45","slug":"camminarsi-dentro-100-e-tempo-di-padri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-100-e-tempo-di-padri\/","title":{"rendered":"CAMMINARSI DENTRO (100): E&#8217; tempo di padri."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">[Post <em>in progress<\/em>]<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/immagini\/don008.jpg\" alt=\"don\" width=\"448\" height=\"438\" \/><\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">\u00c8 tempo di <a href=\"\/?p=1060\" target=\"_blank\">padri<\/a>. <br \/>\n Il grande Anno delle Madri sta declinando. <br \/>\n Proprio nel massimo del suo fulgore il tempo del femminino mostra limiti e mostruosit\u00e0 a lungo nascoste.<br \/>\n La fratellanza inquieta dov&#8217;\u00e8? <br \/>\n Dove la casa comune? <br \/>\n Il sogno reciproco? <br \/>\n La merce sulle bancarelle si fa stantia. <br \/>\n Altre voci incalzano. Padri sereni avanzano severi e corrucciati. <br \/>\n Per niente disposti ad annuire scontenti. <br \/>\n \u00c8 tempo di <a href=\"\/?p=804\" target=\"_blank\">padri<\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\">Non si tratta di fondare movimenti o di dettare proclami. Non c&#8217;\u00e8 da contrapporre ragioni a ragioni. Piuttosto, \u00e8 ora che i padri si assumano le loro responsabilit\u00e0 di padri. Dopo che \u00e8 stata decretata la loro morte, \u00e8 tempo di far sentire la voce che \u00e8 propria del padre. La pazienza e la lungimiranza, la capacit\u00e0 d&#8217;ascolto e il perdono, il coraggio e il silenzio, il segreto&#8230; Bisogna procedere da soli, non attendere e non vivere di risulta, appoggiati alla sponda femminile. Non bisogna lasciare che siano le donne a decidere, per evitare conflitti anche gravi: se le donne sono incapaci di tenere a bada la loro <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/testi\/ombra_donna.jpg\" target=\"_blank\">Ombra<\/a>, non rassegnarsi alla loro violenza. Gli amori nascono e muoiono. Le relazioni basate sul primato della stupidit\u00e0 non servono a niente: generano lutti e rovine. Tenere ben distinti i ruoli di maschio e femmina, moglie e marito da quelli di padre e madre. Riconoscere e rispettare il ruolo della madre e pretendere che la madre faccia vivere presso i figli la figura del padre. Riconosce e rispettare il ruolo del padre e pretendere che il padre faccia vivere presso i figli la figura della madre. L&#8217;esperienza nel Centro di ascolto insegna che spesso la madre nega la realt\u00e0 del padre, come accade pure che padri autoritari neghino la realt\u00e0 della madre. Il diniego \u00e8 la causa prima della violenza. Nessuno accetta di buon grado di vedere negato il proprio ruolo, la propria funzione educativa. Allora, \u00e8 indispensabile che ciascuno per la propria parte, se essa \u00e8 oscurata dal partner, proceda senz&#8217;altro, senza indugi, che parli con franchezza e onest\u00e0 ai figli, perch\u00e9 emerga finalmente il padre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\"><span style=\"display: inline;\">Essere madri, compagne, padrone di casa, lavoratrici. Tutto in un giorno. Quante donne affannate si rendono impazienti, inadempienti, prede dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.liguori.it\/schedanew.asp?isbn=1764\" target=\"_blank\">Ombra<\/a>! Sembra quasi che altro a momenti non sia dato vedere, se non duri riflessi dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.liguori.it\/schedanew.asp?isbn=1764\" target=\"_blank\">Ombra<\/a>.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium; font-family: bookman old style;\"><span style=\"display: inline;\">Nel 1975 ho visto esplodere il femminismo in Italia, una nuova stagione di diritti, la nuova donna, parit\u00e0 pi\u00f9 che uguaglianza, case editrici, antropologhe, filosofe, tanta letteratura. (L&#8217;onda \u00e8 giunta fino a noi, a questo Evo di ferro, in cui ritorna il fascismo, la violenza imperversa dappertutto, contro i bambini, contro i diversi e gli stranieri, i tossicomani, i disabili, i deboli, le donne). Le mie amiche di allora dichiaravano tristi che non sarebbero state felici, che solo le loro figlie avrebbero visto il nuovo: loro portavano ancora nell&#8217;anima i segni della civilt\u00e0 che tramontava sotto i colpi della dignit\u00e0 delle donne finalmente ritrovata. Bisognava aspettare venti o trent&#8217;anni, forse anche pi\u00f9, per vedere la nuova donna nascere finalmente libera in una societ\u00e0 che non avrebbe educato pi\u00f9 alla sottomissione e al silenzio. In quegli anni ero femminista anche io. <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=1175161434&amp;ref=mf\" target=\"_blank\">Mia figlia Sara<\/a> era nata un anno prima. Ero con lei, impegnato a farla crescere libera, cio\u00e8 senza paure. Con il tempo, ho smesso di dire di essere femminista: qualcuno mi guardava in cagnesco. Correva questa voce: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 tristo \/ di un maschio femministo&#8221;. Sentivo di non poter sopportare nemmeno il pensiero che una donna potesse essere violentata. Ero pronto all&#8217;evenienza di una violenza per strada. Giravo armato, per sentirmi pronto a difendere una donna che potesse essere aggredita da un balordo. Insomma, ero felice del nuovo. Sentivo che ne saremmo usciti rigenerati tutti. E cos\u00ec \u00e8 stato. Ho visto crescere i miei alunni negli anni ottanta e novanta, fino a questo decennio che volge al termine. C&#8217;\u00e8 stata una mutazione antropologica anche per i maschi. Non pi\u00f9 padri-padroni n\u00e9 primi o pi\u00f9 forti. Abbiamo imparato a distinguere i tratti del carattere maschile da quelli del carattere femminile. Io non condivido l&#8217;ottimismo teorico di chi considera superata la Frauenfrage: la lotta tra i sessi non \u00e8 mai finita. Si \u00e8 aggiornata. Ha assunto nuove forme. Eventi culturali e di costume si sono succeduti numerosi nel tempo, fino a disegnare un paesaggio che non consente di dire pi\u00f9 che siamo al cospetto del maschio di una volta o della donna di una volta. questo nuovo, tuttavia, non si lascia interpretare univocamente. Se appena ci mettiamo a discutere, la distanza delle opinioni si fa all&#8217;improvviso grande. Io ragiono in termini di genere umano maschile e di genere umano femminile, per significare una diversit\u00e0, una differenza, una distanza che sono destinati a crescere, a dispetto dell&#8217;ottimismo ingenuo che circola nella nostra societ\u00e0. i facili costumi sono scambiati per vicinanza e facilit\u00e0 delle relazioni.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Post in progress] \u00c8 tempo di padri. Il grande Anno delle Madri sta declinando. Proprio nel massimo del suo fulgore il tempo del femminino mostra limiti e mostruosit\u00e0 a lungo nascoste. 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