{"id":622,"date":"2008-04-25T10:38:12","date_gmt":"2008-04-25T08:38:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=622"},"modified":"2009-11-29T16:03:42","modified_gmt":"2009-11-29T14:03:42","slug":"camminarsi-dentro-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-2\/","title":{"rendered":"Camminarsi dentro (2): Solitudini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Il cammino di vita di un Educatore \u00e8 fatto di solitudini: da quella costitutiva della nostra esistenza, che cerco di indicare ai miei alunni, al momento opportuno, perch\u00e9 non arretrino di fronte alle prove pi\u00f9 difficili della vita; alle tante esperienze di solitudine che l&#8217;azione educativa ci riserva, come i momenti di studio, le pause dell&#8217;anima a cui costringe l&#8217;ascolto attivo dell&#8217;allievo quando cerchiamo soluzioni ai suoi problemi e non ne troviamo, la ricerca di spazi educativi, di ambienti, metodi, principi, temi da trattare, parole&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Definisco quella della solitudine come la prova pi\u00f9 difficile della vit,a perch\u00e9 ne facciamo esperienza forte nei momenti in cui ci colpisce una malattia o un lutto o un evento non felice: allora, come direbbe il poeta Edgar Lee Masters, <em>Il mio dolore non ha amici.<\/em> Anche in mezzo alla folla, anche se accanto a noi c&#8217;\u00e8 la persona a noi pi\u00f9 cara, siamo soli con la nostra anima. E non si tratta solo della necessit\u00e0 di scegliere, di fare scelte che solo noi possiamo fare. Non \u00e8 solo il momento della responsabilit\u00e0, dello sgorgare spontaneo da noi di pensieri, volizioni, affetti che dalla decisione &#8211; dallo staccarsi dalle rive sicure dell&#8217;inerzia &#8211; ci spingono all&#8217;azione. Non \u00e8 solo il dolore dell&#8217;azione. La solitudine degli Educatori risiede nella specificit\u00e0 e unicit\u00e0 della relazione educativa che ognuno ha da costruire con i propri allievi, presi uno per uno. E&#8217; il fatto di sapere che domani in classe dovr\u00f2 andare io, che dovr\u00f2 andarci &#8211; se mi sottraessi, accampando scuse: mal di schiena, febbre&#8230;, mi sentirei inerte e inutile su quelle rive da cui ogni giorno debbo staccarmi, per affrontare il largo\u00a0&#8211; perch\u00e9 mi aspettano, anche se non mi aspettano. Essi sanno che io ci sar\u00f2. Che &#8216;salir\u00f2&#8217; sulla cattedra, che far\u00f2 i gesti di tutti i giorni, dalla compilazione del registro di classe all&#8217;annotazione sulla mia agenda degli avvenimenti del giorno. Che mi alzer\u00f2 in piedi e andr\u00f2 alla lavagna, a scrivere le parole-tema del giorno. Perch\u00e9 una lezione che si rispetti deve avere un tema. Le parole o la suggestione prescelta costituiranno il pretesto per prendere appunti: i ragazzi sanno che tutto quello che scrivo alla lavagna deve finire sul quaderno personale, nell&#8217;area riservata agli appunti, che successivamente dovranno essere rielaborati a casa e trasformati in testo compiuto. Scegliere le parole in cui &#8216;riassumere&#8217; il tema della lezione \u00e8 faticoso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Inizia la lezione:\u00a0pu\u00f2 trattarsi anche delle funzioni dell&#8217;aggettivo nella frase latina, ma la sua trattazione non potr\u00e0 essere impersonale e astratta: io dovr\u00f2 dire perch\u00e9 abbia scelto di parlare proprio di quell&#8217;argomento in un freddo giorno d&#8217;inverno. Dire le proprie ragioni \u00e8 faticoso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">In questo ultimo anno della mia attivit\u00e0 di insegnante &#8211; il trentacinquesimo\u00a0&#8211; mi sta accadendo la cosa pi\u00f9 strana: dopo aver programmato, anticipato ogni mossa della ragione, senza lasciare nulla all&#8217;improvvisazione per trentacinque anni, un po&#8217; forse per stanchezza oggi, mi sono accorto che tendo solo ad improvvisare, mi sciolgo in lunghe lezioni non preparate, che sono per\u00f2 le pi\u00f9 belle, perch\u00e9 riesco a dire quello che si annida nel fondo dell&#8217;anima, senza timori, senza astratte mediazioni culturali, ma con passione e slancio, punteggiando\u00a0ogni discorso con riferimenti alla mia vita privata, alle mie emozioni, agli affetti, alle relazioni intrattenute con i miei familiari, con quelli che non ci sono pi\u00f9, ma soprattutto con i pi\u00f9 giovani, con l&#8217;ultimo arrivato, un nipotino di un anno appena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Ebbene, quando mi ritrovo davanti a loro che ascoltano in silenzio, spesso tesi, emozionati, io sono solo: io non posso perdermi; debbo trovare le parole per dire compiutamente i pensieri e le cose. Debbo raccogliere tutte le forze dell&#8217;anima e sorridere, gesticolare, muovermi sotto i loro occhi indagatori, appuntare lo sguardo su tutte le zone dell&#8217;aula, cercando persona per persona un consenso che non arriva. Debbo uscire dalla mia sessantennale timidezza e sforzarmi di non arrossire, di non far tremare la voce, di fare uscire la voce sicura, forte, appassionata, convinta, perch\u00e9 le cose siano non solo chiare ma soprattutto vere; perch\u00e9 la mediazione culturale si consumi nel segno dell&#8217;onest\u00e0 intellettuale, in cui dovr\u00e0 entrare qualche seme della mia personale ricerca, perch\u00e9 non tutto sia gi\u00e0 detto e gi\u00e0 scritto. Debbo esibire i miei pensieri, le mie convinzioni, riducendole a convinzioni che si perdono tra altre convinzioni, perch\u00e9 prevalga la scelta comune, quello che ci unisce e che ci consente ogni giorno di nuovo di dire che ci sono ragioni comuni per procedere ancora. E questo \u00e8 faticoso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">E quando mi ritrovo a farlo, sento che sono solo. Vorrei che qualcuno mi abbracciasse e che piangesse finalmente assieme a me e che mi dicesse che non sono solo. Non perch\u00e9 io sia vecchio e stanco, ma per il fatto che amare le persone sbagliate per tanti anni &#8211; anche i miei alunni lo sono &#8211; , come ha detto don Antonio a Costagrande, ci porta a sentire che tutto quell&#8217;amore donato meriterebbe forse non una ricompensa &#8211; ch\u00e9 quella l&#8217;abbiamo gi\u00e0 avuta &#8211; ma altro amore: che qualcuno si prendesse cura di noi, che ci aiutasse ad uscire dalle nostre solitudini, che ci sorridesse, che non ci lasciasse andare soli a casa, che non ci lasciasse ancora soli per ore ed ore con i nostri pensieri, soli con il compito educativo, come se noi avessimo solo un giardino da curare e non fossimo chiamati fuori dal caldo sole invernale, per una passeggiata magari, per conversare insieme amabilmente ogni tanto sui germogli che spuntano in anticipo e sul prezzo dell&#8217;insalata che useremo per imbandire le nostre tavole.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">22 febbraio 2008<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cammino di vita di un Educatore \u00e8 fatto di solitudini: da quella costitutiva della nostra esistenza, che cerco di indicare ai miei alunni, al momento opportuno, perch\u00e9 non arretrino di fronte alle prove pi\u00f9 difficili della vita; alle tante &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-2\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57,16],"tags":[16],"class_list":["post-622","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-camminarsi-dentro","category-aesthetica","tag-aesthetica"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/622","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=622"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/622\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6578,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/622\/revisions\/6578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}