{"id":775,"date":"2008-06-04T14:44:22","date_gmt":"2008-06-04T12:44:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=775"},"modified":"2008-06-05T14:51:23","modified_gmt":"2008-06-05T12:51:23","slug":"caducita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/caducita\/","title":{"rendered":"Caducit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml> <\/xml>< ![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE <\/xml>< ![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <\/xml>< ![endif]--> <!--[if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-priority:99;\n\tmso-style-qformat:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:11.0pt;\n\tfont-family:\"Calibri\",\"sans-serif\";\n\tmso-ascii-font-family:Calibri;\n\tmso-ascii-theme-font:minor-latin;\n\tmso-fareast-font-family:\"Times New Roman\";\n\tmso-fareast-theme-font:minor-fareast;\n\tmso-hansi-font-family:Calibri;\n\tmso-hansi-theme-font:minor-latin;\n\tmso-bidi-font-family:\"Times New Roman\";\n\tmso-bidi-theme-font:minor-bidi;}\n<\/style>\n\n< ![endif]--><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>Caducit\u00e0<\/em><\/strong><strong> di Sigmund Freud<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non molto tempo fa, in compagnia di un amico silenzioso e di un poeta gi\u00e0 famoso nonostante la sua giovane et\u00e0, feci una passeggiata in una contrada estiva in piena fioritura. Il poeta ammirava la bellezza della natura intorno a noi ma non ne traeva gioia. Lo turbava il pensiero che tutta quella bellezza era destinata a perire, che col sopraggiungere dell&#8217;inverno sarebbe scomparsa: come del resto ogni bellezza umana, come tutto ci\u00f2 che di bello e nobile gli uomini hanno creato o potranno creare. Tutto ci\u00f2 che egli avrebbe altrimenti amato e ammirato gli sembrava svilito dalla caducit\u00e0 cui era destinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un simile precipitare nella transitoriet\u00e0 di tutto ci\u00f2 che \u00e8 bello e perfetto sappiamo che possono derivare due diversi moti dell&#8217;animo. L&#8217;uno porta al tedio universale del giovane poeta, l&#8217;altro alla rivolta contro il presunto dato di fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No! \u00e8 impossibile che tutte queste meraviglie della natura e dell&#8217;arte, che le delizie della nostra sensibilit\u00e0 e del mondo esterno debbano veramente finire nel nulla. Crederlo sarebbe troppo insensato e troppo nefando. In un modo o nell&#8217;altro devono riuscire a perdurare, sottraendosi a ogni forza distruttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questa esigenza di eternit\u00e0 \u00e8 troppo chiaramente un risultato del nostro desiderio per poter pretendere a un valore di realt\u00e0: ci\u00f2 che \u00e8 doloroso pu\u00f2 pur essere vero. Io non sapevo decidermi a contestare la caducit\u00e0 del tutto e nemmeno a strappare un&#8217;eccezione per ci\u00f2 che \u00e8 bello e perfetto. Contestai per\u00f2 al poeta pessimista che la caducit\u00e0 del bello implichi un suo svilimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, ne aumenta il valore! Il valore della caducit\u00e0 \u00e8 un valore di rarit\u00e0 nel tempo. La limitazione della possibilit\u00e0 di godimento aumenta il suo pregio. Era incomprensibile, dissi, che il pensiero della caducit\u00e0 del bello dovesse turbare la nostra gioia al riguardo. Quanto alla bellezza della natura, essa ritorna, dopo la distruzione dell&#8217;inverno, nell&#8217;anno nuovo, e questo ritorno, in rapporto alla durata della nostra vita, lo si pu\u00f2 dire un ritorno eterno. Nel corso della nostra esistenza vediamo svanire per sempre la bellezza del corpo e del volto umano, ma questa breve durata aggiunge a tali attrattive un nuovo incanto. Se un fiore fiorisce una sola notte, non per ci\u00f2 la sua fioritura ci appare meno splendida. E cos\u00ec pure non riuscivo a vedere come la bellezza e la perfezione dell&#8217;opera d&#8217;arte o della creazione intellettuale dovessero essere svilite dalla loro limitazione temporale. Potr\u00e0 venire un tempo in cui i quadri e le statue che oggi ammiriamo saranno caduti in pezzi, o una razza umana dopo di noi che non comprender\u00e0 pi\u00f9 le opere dei nostri poeti e dei nostri pensatori, o addirittura un&#8217;epoca geologica in cui ogni forma di vita sulla terra sar\u00e0 scomparsa: il valore di tutta questa bellezza e perfezione \u00e8 determinato soltanto dal suo significato per la nostra sensibilit\u00e0 viva, non ha bisogno di sopravviverle e per questo \u00e8 indipendente dalla durata temporale assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi pareva che queste considerazioni fossero incontestabili, ma mi accorsi che non avevo fatto alcuna impressione n\u00e9 sul poeta n\u00e9 sull&#8217;amico. Questo insuccesso mi port\u00f2 a ritenere che un forte fattore affettivo intervenisse a turbare il loro giudizio; e pi\u00f9 tardi credetti di aver individuato questo fattore. Doveva essere stata la ribellione psichica contro il lutto a svilire ai loro occhi il godimento del bello. L&#8217;idea che tutta quella bellezza fosse effimera faceva presentire a queste due anime sensibili il lutto per la sua fine; e, poich\u00e9 l&#8217;animo umano rifugge istintivamente da tutto ci\u00f2 che \u00e8 doloroso, essi avvertivano nel loro godimento del bello l&#8217;interferenza perturbatrice del pensiero della caducit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lutto per la perdita di qualcosa che abbiamo amato o ammirato sembra talmente naturale che il profano non esita a dichiararlo ovvio. Per lo psicologo invece il lutto \u00e8 un grande enigma, uno di quei fenomeni che non si possono spiegare ma ai quali si riconducono altre cose oscure. Noi reputiamo di possedere una certa quantit\u00e0 di capacit\u00e0 di amare\u00a0 che chiamiamo <em>libido<\/em> la quale agli inizi del nostro sviluppo \u00e8 rivolta al nostro stesso Io. In seguito, ma in realt\u00e0 molto presto, la libido si distoglie dall&#8217;Io per dirigersi sugli oggetti, che noi in tal modo accogliamo per cos\u00ec dire nel nostro Io. Se gli oggetti sono distrutti o vanno perduti per noi, la nostra capacit\u00e0 di amare (la <em>libido<\/em>) torna ad essere libera. Pu\u00f2 prendersi altri oggetti come sostituti o tornare provvisoriamente all&#8217;Io. Ma perch\u00e9 questo distacco della libido dai suoi oggetti debba essere un processo cos\u00ec doloroso resta per noi un mistero sul quale per il momento non siamo in grado di formulare alcuna ipotesi. Noi vediamo unicamente che la libido si aggrappa ai suoi oggetti e non vuole rinunciare a quelli perduti, neppure quando il loro sostituto \u00e8 gi\u00e0 pronto. Questo \u00e8 dunque il lutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia conversazione col poeta era avvenuta nell&#8217;estate prima della guerra. Un anno dopo la guerra scoppi\u00f2 e depred\u00f2 il mondo delle sue bellezze. E non distrusse soltanto la bellezza dei luoghi in cui pass\u00f2 e le opere d&#8217;arte che incontr\u00f2 sul suo cammino; infranse anche il nostro orgoglio per le conquiste della nostra civilt\u00e0, il nostro rispetto per moltissimi pensatori ed artisti, le nostre speranze in un definitivo superamento delle differenze tra popoli e razze. Insozz\u00f2 la sublime imparzialit\u00e0 della nostra scienza, mise brutalmente a nudo la nostra vita pulsionale, scaten\u00f2 gli spiriti malvagi che albergano in noi e che credevamo di aver debellato per sempre, grazie all&#8217;educazione che i nostri spiriti pi\u00f9 eletti ci hanno impartito nel corso dei secoli. Rifece piccola la nostra patria e di nuovo lontano e remoto il resto della terra. Ci depred\u00f2 di tante cose che avevamo amate e ci mostr\u00f2 quanto siano effimere molte altre cose che consideravamo durevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c&#8217;\u00e8 da stupire se la nostra <em>libido<\/em>, cos\u00ec impoverita di oggetti, ha investito con intensit\u00e0 tanto maggiore ci\u00f2 che ci \u00e8 rimasto; se l&#8217;amor di patria, la tenera sollecitudine per il nostro prossimo e la fierezza per ci\u00f2 che ci accomuna sono diventati d&#8217;improvviso pi\u00f9 forti. Ma quali altri beni, ora perduti, hanno perso davvero per noi il loro valore, perch\u00e9 si sono dimostrati cos\u00ec precari e incapaci di resistere? A molti di noi sembra cos\u00ec, ma anche qui, ritengo, a torto. Io credo che coloro che la pensano cos\u00ec e sembrano preparati a una rinuncia definitiva perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 prezioso si \u00e8 dimostrato perituro, si trovano soltanto in uno stato di lutto per ci\u00f2 che hanno perduto. Noi sappiamo che il lutto, per doloroso che sia, si estingue spontaneamente. Se ha rinunciato a tutto ci\u00f2 che \u00e8 perduto, ci\u00f2 significa che esso stesso si \u00e8 consunto e allora la nostra libido \u00e8 di nuovo libera (nella misura in cui siamo ancora giovani e vitali) di rimpiazzare gli oggetti perduti con nuovi oggetti, se possibile altrettanto o pi\u00f9 preziosi ancora. C&#8217;\u00e8 da sperare che le cose non vadano diversamente per le perdite provocate da questa guerra. Una volta superato il lutto si scoprit\u00e0 che la nostra alta considerazione dei beni della civilt\u00e0 non hanno sofferto per l&#8217;esperienza della loro precariet\u00e0. Torneremo a ricostruire tutto ci\u00f2 che la guerra ha distrutto, forse su un fondamento pi\u00f9 solido e duraturo di prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1915<\/p>\n<p align=\"right\">\n<p align=\"center\">(da SIGMUND FREUD, <em>Opere. <\/em><em>1915-1917<\/em> Volume 8\u00b0,\u00a0 BORINGHIERI 1976)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caducit\u00e0 di Sigmund Freud Non molto tempo fa, in compagnia di un amico silenzioso e di un poeta gi\u00e0 famoso nonostante la sua giovane et\u00e0, feci una passeggiata in una contrada estiva in piena fioritura. 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