{"id":804,"date":"2008-06-28T06:44:11","date_gmt":"2008-06-28T04:44:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=804"},"modified":"2009-11-29T17:39:08","modified_gmt":"2009-11-29T15:39:08","slug":"il-mistero-del-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/il-mistero-del-padre\/","title":{"rendered":"Camminarsi dentro (9): Il mistero del padre. Elogio dei padri assenti."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Di una cosa le madri oggi sono assolutamente certe: il padre \u00e8 assente. Su questa certezza costruiscono ogni altra certezza educativa, che si traduce nel fatto disastroso che fanno senza il padre, a dispetto della sua esistenza. Pur non essendo orfani di padre, i loro figli finiscono poi per vivere come se non avessero un padre. Accusano ci\u00f2 che resta di lui di non essere tale, di non saperlo essere, di non fare abbastanza.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">A questo proposito, \u00e8 facile dimostrare che il padre non \u00e8: parla poco con i figli, non ne \u00e8 capace; non c&#8217;\u00e8 quasi mai fisicamente; quando c&#8217;\u00e8, preferisce lasciare a sua moglie il compito di fare per tutti e due &#8211; delega, come si suol dire -, salvo poi ripresentarsi, a distanza di decenni, a rivendicare un ruolo mai ricoperto o ricoperto solo in parte e in modo goffo e superficiale.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Qualche anno fa Doris Lessing dichiar\u00f2 in un&#8217;intervista risentita che intendeva levare la sua protesta contro le donne di oggi, che si spingono fino al punto di ritenere di essere migliori degli uomini: anche la donna pi\u00f9 stupida \u00e8 convinta di essere superiore a <em>tutti<\/em> gli uomini! Ogni donna stupida si sente in diritto di umiliare gli uomini che incontra sul suo cammino. Io ritengo immodestamente, senza aver fatto nessuna indagine sociologica, e senza avere le percentuali indispensabili per poterlo affermare, che la violenza contro le donne nasce da qui o che, almeno, si spieghi cos\u00ec tanta parte di essa, specialmente quella che si consuma dentro le mura domestiche. Sperimento quotidianamente sulla mia pelle la crescita e l&#8217;esplosione dell&#8217;aggressivit\u00e0 tutte le volte che vedo negato il mio ruolo di padre, di insegnante, di operatore sociale: si pu\u00f2 dire tutto di me &#8211; mi si pu\u00f2 anche insultare e offendere senza alcuna prova, e riesco a sopportare, anche a ridere del falso che si dice -, ma non mi si pu\u00f2 negare impunemente: i mancati riconoscimenti generano rancore (anche in campo politico, la manipolazione della realt\u00e0 ad opera dei delinquenti al governo e la negazione di ogni verit\u00e0 sociale per affermare la propria ideologia narcisistica genera odio, puro odio).<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Il destino dei padri, per\u00f2, non \u00e8 nelle mani delle donne, anche se esse non fanno nulla per farli esistere presso i loro figli, si appropriano indebitamente della loro funzione e finiscono pure per sfottere i maschi, che oggi sono definiti fragili e deboli, persino superflui, giacch\u00e9 il seme (maschile) si pu\u00f2 acquistare in Banca e si procede verso la generazione della vita senza il bisogno di ricorrere al maschio e alla sua presenza&#8230; Il destino dei padri non \u00e8 nelle mani delle donne, ch\u00e9 esse non sanno cosa sia un maschio e, soprattutto, un padre: se sapessero, insegnerebbero ai loro figli &#8211; soprattutto ai figli maschi &#8211; a cercare il proprio padre, a rispettarlo, ad onorarlo per quello che \u00e8, non per quello che fa. Con la scusa che il padre non c&#8217;\u00e8, lo negano: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se \u00e8 vero quello che scriveva il sociologo tedesco Alexander Mischerlitch, che questa \u00e8 <em>una societ\u00e0 senza padre<\/em>, nella crisi dell&#8217;autorit\u00e0, dell&#8217;autorevolezza paterna risiederebbe tanta parte dei mali della societ\u00e0, del destino delle giovani generazioni&#8230;<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Io sono da sempre molto al di l\u00e0 di tutte queste chiacchiere. Conosco solo una madre, un solo tipo di madre: le altre &#8211; tutte le altre &#8211; come madri, come mogli e come donne, non servono a niente. Ricordo quello che faceva mia madre e mi basta, per sapere che una donna che rimane in casa per tutto il tempo ha il dovere di parlare ai propri figli del padre che \u00e8 uscito per andare a lavorare. La (mia) famiglia \u00e8 nata su quella base: il padre esce per andare a lavorare, la madre resta a provvedere alla casa e ai figli. Mia madre parlava ai suoi quattro figli del padre per tutto il giorno, non perch\u00e9 si appoggiasse alla sua energia fisica, alla sua capacit\u00e0 di impartire punizioni al rientro, al timore che avevamo di lui&#8230; Lei considerava peccato il fatto che noi non onorassimo con il nostro comportamento un uomo che era uscito per andare a fare per noi. A quei tempi esisteva la religione: applicavamo il comandamento <em>Onora il padre e la madre<\/em>. Prima di tutto, il padre. Non solo perch\u00e9 nell&#8217;ordine dei generi precedesse sempre il femminile! Si onorava il padre <em>e<\/em> la madre, senza assegnare primati, ma era come se dal riconoscimento del padre dipendesse ogni altro aspetto della realt\u00e0: capivamo gi\u00e0 in tenera et\u00e0 che quella figura incarnava valori. Oggi \u00e8 stato svuotato di senso perfino il termine: per oltre venti anni ho chiesto a tutte le mie classi cosa fosse un padre e che cosa fosse un maschio, ma non mi ha saputo rispondere mai nessuno seriamente e in modo compiuto!<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Io ho sempre saputo cosa significasse la parola <em>padre<\/em>. La voce di mio padre \u00e8 stato uno degli eventi pi\u00f9 importanti della mia vita. Quando mia madre ci parlava di lui, io sentivo la sua voce. Per questa via, \u00e8 stato possibile introiettare la sua figura, accogliere dentro di noi e riconoscere la sua autorevolezza morale, anche se si trattava di un uomo semplice, sfornito perfino di licenza della scuola elementare! Da quell&#8217;uomo semplice ho appreso tutto quello che c&#8217;\u00e8 da sapere: la vita buona. Egli era un uomo onesto. (Per questo odio i fascisti al governo, che corrompono tutto ci\u00f2 su cui cadono i loro occhi immondi). Avendomi insegnato il valore dell&#8217;onest\u00e0, posso dire che mi abbia insegnato tutto: esiste una sola virt\u00f9 &#8211; come afferma Cicerone &#8211; e questa virt\u00f9 \u00e8 l&#8217;onest\u00e0. Da essa discendono tutte le altre virt\u00f9 dell&#8217;uomo. Questo \u00e8 stata la mia vita.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Eppure, detto questo non \u00e8 stato detto tutto. Resta il mistero del padre, il fatto misterioso, per cui un padre, anche quando non sia degno di essere chiamato tale &#8211; anche quando, anzi, sia del tutto privo di virt\u00f9 -, viene amato dal figlio, riconosciuto come tale, a dispetto di vizi e mancanze. Due fatti emblematici per me &#8216;spiegano&#8217; tutto: un film &#8211; <em>Era mio padre<\/em> (2002), di Sam Mendes &#8211; e un aneddoto preso in prestito dalla cronaca &#8211; un&#8217;intervista alla figlia di Tot\u00f2 Rijna -. Nel film, alla fine della storia la voce narrante, in un suggestivo &#8216;fuori campo&#8217;, ci fa sentire le parole che danno il titolo al film, per significare che quell&#8217;uomo, di cui non si poteva certo dire che fosse una figura di cittadino esemplare, ch\u00e9 aveva ucciso, era un padre. Nell&#8217;intervista a cui si era sottoposta, la giovane studentessa liceale del noto boss mafioso tra una risposta e l&#8217;altra pronunci\u00f2 le parole <em>mio padre<\/em>. A parte il film, su cui si pu\u00f2 discutere, data la sua natura fantastica, anche se verosimile, ci colpisce il fatto che qualcuno possa chiamare <em>padre<\/em> un uomo che si \u00e8 macchiato di numerosi delitti. In questo evento culturale &#8211; questo s\u00ec \u00e8 un evento per me &#8211; si riassume il significato e il segreto e il mistero del padre. Io non ho bisogno di indagare sulla natura della relazione esistente tra quella giovane studentessa e quell&#8217;uomo imprigionato per i suoi efferati delitti. Non andr\u00f2 certo a leggere le scemenze che scrivono i giornalisti. Mi basta il fatto che quella ragazza, per niente stupida, abbia detto: <em>mio padre<\/em>. Debbo spiegarmi come ci\u00f2 sia possibile. E, soprattutto, cosa ci\u00f2 significhi. Che cosa ne consegua. A questo fatto, per me notevole, dedicher\u00f2 una prossima lunga riflessione.<br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Dal 1975, anno di esplosione del femminismo in Italia, molte cose sono cambiate: la consapevolezza e la condizione materiale delle donne \u00e8 migliorata; le leggi hanno recepito sempre pi\u00f9 i diritti di ogni tipo. Le donne sono uscite di casa. Si realizzano nel lavoro. Proseguono nel loro cammino di emancipazione, nella direzione dell&#8217;uguagliamento dei diritti, ma non sembra che nella vita di relazione i due sessi vivano bene i mutamenti antropologici intervenuti. I maschi non sono pi\u00f9 quelli di una volta. Vengono su generazioni di maschi sempre pi\u00f9 consapevoli. Eppure, sembra che essi vengano individuati come interlocutori sbagliati, come se le donne parlassero ai maschi di una volta. Per di pi\u00f9, attribuiscono le derive del tempo al maschio, come se dovessero provvedere da soli ad affermarsi come padri. Ma nessuna donna ha un&#8217;idea di che cosa significhi ci\u00f2 che viene rimproverato ai maschi; cio\u00e8 che cosa essi debbano fare &#8211; come padri &#8211; non \u00e8 chiaro a nessuno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Vorrei subito rispondere, per\u00f2, ad un&#8217;obiezione che salir\u00e0 subito alla bocca di tutti: le donne provvedono alla casa, alla famiglia; sono dedite al lavoro; hanno il diritto di pensare a se stesse come donne, almeno un po&#8217;. Certo. E ancora molto bisogna fare sulla via del riconoscimento dei sacrosanti diritti delle donne. Ma nella societ\u00e0 non pi\u00f9 patriarcale, esistono diritti maschili? I figli maschi debbono solo dedicarsi all&#8217;alcool e alla droga? Nell&#8217;inverno del 2003, venne nella mia citt\u00e0 don Antonio Mazzi, invitato da me per un&#8217;intera giornata. Al mattino incontr\u00f2 le scuole, il pomeriggio gli Amministratori del territorio, la sera gli adulti. In quest&#8217;ultimo incontro, tra le tante questioni educative che tocc\u00f2, mi colp\u00ec tanto quello che disse della donna: non \u00e8 possibile che il ruolo di donna, di moglie, di madre debba indurre oggi la donna a fare pasticci e a far pesare la sua incapacit\u00e0 di fare bene tutte e tre le cose sulla famiglia e sui singoli membri che la compongono. La moglie non pu\u00f2 essere mai messa in discussione, perch\u00e9 deve pensare a tutto lei, perch\u00e9 deve lavorare, fare la madre e la casalinga. La madre non pu\u00f2 essere mai messa in discussione, perch\u00e9 deve fare la moglie &#8211; cio\u00e8, accudire il marito incapace -, lavorare e provvedere alla casa. La donna non pu\u00f2 mai essere messa in discussione, perch\u00e9 deve pensare anche a se stessa, pur portando tutti i pesi: del lavoro, della famiglia e della casa, mentre suo marito \u00e8 assente. Don Antonio disse che le donne dovrebbero decidersi a fare bene le cose che hanno deciso giustamente di fare. Ma si pu\u00f2 dire che siano buone madri? Una donna che usurpa il diritto all&#8217;educazione dei figli &#8211; soprattutto dei figli maschi &#8211; \u00e8 una buona madre? Una donna che sul lavoro passa il tempo a dire che deve correre a casa e che non ha molto tempo oltre quello richiesto perch\u00e9 ha casa e famiglia a cui pensare \u00e8 una buona lavoratrice? &#8230;<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">La cosa pi\u00f9 divertente per me \u00e8 lo spettacolo delle madri degli eroinomani &#8211; non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 tragico, e di pi\u00f9 comico, per me &#8211; le quali sono fieramente convinte del fatto che il padre \u00e8 assente. Per decenni continuano a dire che il padre ha delegato tutto a loro. Non spiegano mai per\u00f2 come sia possibile che loro non abbiano saputo impedire che il loro figlio (maschio) precipitasse in un burrone dal quale forse non risaliranno pi\u00f9; come sia possibile che dopo decenni di tentativi non abbiano salvato il loro figlio; come sia possibile che gli Educatori nelle Comunit\u00e0 arrivino a un certo punto a suggerire ai ragazzi di non tornare pi\u00f9 a casa, di imparare a fare a meno dei loro genitori (soprattutto di quelle madri meravigliose), di cercare di (ri)costruire un rapporto con il loro padre, indipendentemente da quanto possa aver detto per decenni la madre di lui.<br \/>\n<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">L&#8217;Educatore che sta accompagnando il gruppo della sede di Bormio in Carovana, un giro in bicicletta attraverso l&#8217;Italia, mi raccontava alcune sere fa quanto segue: i ragazzi non hanno mai conosciuto di persona don Antonio Mazzi, eppure desiderano incontrarlo; al pensiero che scender\u00e0 prossimamente per incontrare proprio loro e che a ottobre potranno abbracciarlo a Sirmione del Garda, in occasione del Capitolo annuale, addirittura si commuovono! Vorrei tanto che le madri onnipotenti mi spiegassero come sia possibile amare un padre come questo che non si\u00a0 \u00e8 mai visto fisicamente! Ai poveri di spirito diremo che l&#8217;Educatore parla tutti i giorni di don Antonio ai ragazzi!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Ieri sera, al Centro di ascolto in cui faccio il volontario si \u00e8 presentato un ragazzo uscito recentemente dalla Comunit\u00e0. Il tema del colloquio \u00e8 stato il rapporto con i suoi genitori, in particolare con suo padre. A quest&#8217;ultimo Pietro rimprovera il fatto che <em>non gli viene incontro<\/em>. In seguito, egli ha chiarito che si riferisce al fatto che il padre non lo cerca. Una settimana fa suo padre Antonio mi diceva che \u00e8 irritato con i suoi due figli, che vivono con la madre, perch\u00e9 lo trascurano come padre; ma, soprattutto, Antonio mi diceva con rammarico che vorrebbe far conoscere a suo figlio la sua vera natura, ch\u00e9 \u00e8 convinto del fatto che suo figlio non sappia chi \u00e8 lui veramente. Antonio rivendica il diritto di essere riconosciuto per quello che \u00e8, non per quello che fa. A Pietro ho spiegato in modo credo convincente che deve scegliere se cercare suo padre, se riconoscerlo come tale, se ascoltare la sua voce. Deve decidere: si tratta di dire: <em>questo \u00e8 mio padre<\/em>. Il resto \u00e8 stupida violenza.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di una cosa le madri oggi sono assolutamente certe: il padre \u00e8 assente. Su questa certezza costruiscono ogni altra certezza educativa, che si traduce nel fatto disastroso che fanno senza il padre, a dispetto della sua esistenza. 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