{"id":8520,"date":"2010-06-06T12:00:04","date_gmt":"2010-06-06T10:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=8520"},"modified":"2010-06-15T17:47:01","modified_gmt":"2010-06-15T15:47:01","slug":"imparare-a-leggere-1-i-dintorni-del-testo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/imparare-a-leggere-1-i-dintorni-del-testo\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">IMPARARE A LEGGERE (2) &#8211; I dintorni del testo. Prime considerazioni su ci\u00f2 che accompagna l&#8217;<em>icona<\/em>, a partire dalla lettura dei testi linguistici."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%;\"><a name=\"torna su\"><\/a>*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Sotto una foto o un&#8217;immagine fantastica, un titolo che ne restituisca sinteticamente o estesamente il significato \u00e8 <a href=\"#paratesto\">paratesto<\/a>, \u00e8 <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Soglie\" target=\"_blank\">soglia<\/a>. Sta di fatto che un&#8217;immagine da sola non sempre parla alla nostra fantasia. D&#8217;altra parte, se il suo senso si imponesse ad una prima &#8216;lettura&#8217; anche al passante distratto, non presenterebbe il carico di senso che per lo pi\u00f9 la contraddistingue. In quanto <a href=\"http:\/\/www.salvatorezingale.it\/ortosemiotico\/458\" target=\"_blank\">icona<\/a>, poi, pi\u00f9 che testo, per sua natura propone una sovradeterminazione del senso pi\u00f9 grande dei testi linguistici. Basti, per questo, l&#8217;esempio di un&#8217;immagine che voglia restituire il contenuto di un sogno. Ci spingeremo fino a dire che nemmeno un titolo pu\u00f2 bastare per introdurre al senso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"><br \/>\n <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%;\">Se consideriamo, ad esempio, il progetto editoriale di <em>RVM<\/em><\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"><em> <\/em><\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>rear<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><em>view<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%;\"><span style=\"color: #008000;\"><em>mirror<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%;\"><span style=\"color: #800000;\"><em>magazine<\/em><span style=\"color: #000000;\">,<\/span><span style=\"color: #000000;\"> comprenderemo in parte il postulato del mio discorso. Per cominciare, le <a href=\"http:\/\/www.postcart.com\/\" target=\"_blank\">Edizioni Postcart<\/a> si presentano significativamente come \u00abLetteratura per immagini\u00bb. Magazine quadrimestrale dedicato alla fotografia documentaria, \u00abal centro del suo obiettivo,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rearviewmirror.it\/index.php?option=com_content&amp;view=frontpage&amp;Itemid=1\" target=\"_blank\">RVM<\/a> mette il reportage fotogiornalistico, esplorato, anche al di l\u00e0 della sua grammatica classica, nelle sue forme pi\u00f9 diverse, meno rassicuranti, pi\u00f9 inattese (e meno inclini alle esigenze dell&#8217;editoria mainstream), purch\u00e9 resti fedele alla sua vocazione di raccontare storie: il progetto\u00a0RVM nasce infatti dalla visione di una fotografia intesa come linguaggio (con la sua sintassi e la sua attitudine a farsi narrazione), come esercizio di un punto di vista (quindi scelta di cosa e come guadare) e come criterio di conoscenza del mondo in cui viviamo, chiave d&#8217;accesso a luoghi imprevisti, a vite sconosciute, a strade non percorse. Fin dalla cover,\u00a0RVM segue il filo del racconto: scegliendo uno scatto che, da solo, \u00e8 gi\u00e0 una storia. Ma \u00e8 anche una porta: socchiusa su un lavoro fotografico pi\u00f9 ampio, che non sar\u00e0 per\u00f2 nelle pagine della rivista, ma condurr\u00e0 i lettori direttamente sul sito\u00a0www.rearviewmirror.it, che ricalca la struttura del magazine offrendo un ulteriore spazio di visione.\u00bb <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%;\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"color: #000000;\">Insomma, siamo oltre il singolo scatto: quest&#8217;ultimo \u00e8 gi\u00e0 racconto, ma rimanda anche ad altro, a un servizio fotografico, un reportage, un portfolio, una retrospettiva, un sito web. Ci fermeremo, allora, al singolo scatto? troveremo in esso il senso, tutto il senso, l&#8217;intera poetica dell&#8217;autore, senza indagare su di lui e sulla sua poetica programmatica? baster\u00e0 la poetica in atto? Ci interessa di RVM il modo in cui i testi linguistici accompagnano le immagini.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%;\">Io credo che anche la fotografia artistica debba essere accompagnata da testo. Se non nella forma della didascalia &#8211; non baster\u00e0 mai -, almeno nella forma della illustrazione del contenuto e della genesi dell&#8217;opera. Confesso una difficolt\u00e0: spesso non comprendo quello che pure cade sotto i miei occhi. Questa circostanza gi\u00e0 dice che la semplice-presenza non basta a dire il senso, cio\u00e8 il significato generale di un testo, di un&#8217;icona, di un&#8217;esistenza. La stessa immagine, poi, acquister\u00e0 un particolare significato, a seconda dell&#8217;occhio che si sar\u00e0 posato sulla cosa prima che diventasse oggetto di rappresentazione: da essa \u00e8 indispensabile risalire allo sguardo che se la rappresenta per noi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%;\">Una <em>poetica dello sguardo<\/em> non ci condurr\u00e0 soltanto al cuore di un&#8217;opera: potremmo assumerla come cifra di un&#8217;esistenza; potremmo ricondurre ad essa tutta la nostra esistenza, l&#8217;intero nostro sentire, l&#8217;<em>ordine del cuore<\/em>, quando la profondit\u00e0 del nostro sentire riesca ad esprimere esattamente tutti i lati della nostra esperienza. Il nostro <em>Erleben<\/em> come il nostro <em>Erfahren<\/em> \u00e8 tessitura e trama, relazione tra biografia e opera, incontro con se stessi e con gli altri. E solo un autentico sentire e un vivo spirito di libert\u00e0 ci diranno fino a che punto avremo compreso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?page_id=581\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: none;\">Imparare a leggere<\/span><\/a><\/span> \u00e8 questo progredire della nostra esperienza nel dialogo con gli altri e con le cose del mondo: la condizione di <em>lector in fabula<\/em> fa del lettore non uno spettatore passivo nel processo semiosico; il lavoro di attribuzione del senso (<em>Sinngebung<\/em>) \u00e8 forse ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 tipicamente umano. Il nostro linguaggio e la nostra cultura ci aiutano ad interpretare il mondo. Senza di essi non potremmo n\u00e9 agire n\u00e9 patire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%;\">La comprensione dei testi letterari e delle opere visuali passa attraverso la spiegazione dei loro significati e la ricerca del senso generale dell&#8217;opera, grazie al ricorso alla <a href=\"#poetica\">poetica<\/a> dell&#8217;autore. Da quest&#8217;ultima, intesa come categoria estetica e strumento critico, mi sono fatto guidare lungo tutta la mia esperienza di insegnante di Letteratura. Come italianista, non ho potuto fare a meno di fornire agli allievi tutti gli strumenti di cui occorre disporre per decodificare testi e linguaggi, per comunicare e per esprimere idee e sentimenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<hr style=\"height: 3px;\" size=\"3\" \/>\n<p><a name=\"paratesto\"><\/a><\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">In un volume di 400 pagine del 1987, intitolato <em>Soglie. I dintorni del testo<\/em> (1989, edizione Einaudi),<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/G\u00e9rard_Genette\" target=\"_blank\"> G\u00e9rard Genette<\/a> analizza \u00abil supporto delle produzioni, verbali e non verbali, che lo contornano, lo presentano, fanno di esso un &#8220;libro&#8221;. Sono queste produzioni &#8211; prefazioni, dediche, copertina, scelte tipografiche, ecc. &#8211; ci\u00f2 che costituisce il <em>paratesto<\/em>, l&#8217;area di transizione tra il dentro e il fuori, la <em>soglia<\/em>, insomma, del testo letterario. Quest&#8217;apparato, troppo visibile per essere percepito, agisce in parte all&#8217;insaputa del destinatario. E tuttavia il suo apporto \u00e8 spesso rilevante: come leggeremmo l&#8217;<em>Ulysses<\/em> se non si intitolasse <em>Ulysses<\/em>? Lo studio di Genette, il primo dedicato al complesso di una pratica tanto rilevante nel mondo delle lettere, vuole essere un&#8217;introduzione, ma al contempo un&#8217;esortazione a considerare pi\u00f9 da vicino ci\u00f2 che regola nascostamente le nostre letture. Una soglia, del resto, pu\u00f2 essere solo attraversata\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"><a href=\"#torna su\">Torna su<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"> <\/span><\/p>\n<hr style=\"height: 3px;\" size=\"3\" \/>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p><a name=\"poetica\"><\/a><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Con la parola poetica si vogliono essenzialmente indicare la consapevolezza critica che il poeta ha della propria natura artistica, il suo ideale estetico, il suo programma, i modi secondo i quali si propone di costruire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Si distinguono di solito una poetica programmatica e una poetica in atto, ma la parola ha il suo vero valore nella fusione dei due significati, come intenzione che si fa modo di costruzione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Ad ogni modo, come non si identifica con la capacit\u00e0 autocritica dell&#8217;artista nell&#8217;atto creativo la chiarezza teorica circa l&#8217;essenza dell&#8217;arte, che egli pu\u00f2 avere anche al di fuori di quell&#8217;atto, cos\u00ec non si identifica la poetica con la reale poesia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Si possono dare molti equivalenti della parola poetica nel campo dell&#8217;esperienza artistica: \u00e8 la poesia di un poeta vista come <em>ars<\/em>, lo sfondo culturale animato dalle preferenze personali del poeta, \u00e8 il meccanismo inerente al fare poetico, \u00e8 la psicologia del poeta tradotta in termini letterari, \u00e8 il poeta trasformato in maestro, quella certa maniera storicizzabile e suscettibile di formare scuola, che si trova sublimata nell&#8217;attuazione personale dell&#8217;artista, \u00e8 un gusto che ha radice in un&#8217;ispirazione naturale e che si complica su se stesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Poetica \u00e8 anche scelta e imposizione di contenuto, tanto pi\u00f9 violenta quanto pi\u00f9 esteriore \u00e8 la forza nativa del poeta (per esempio, i futuristi).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Poetica si distingue poi agevolmente da estetica in quanto che, mentre questa teorizza, la poetica ha un valore personale di esperienza e di gusto nativo. L&#8217;estetica cerca di dare un rigore scientifico al gusto, la poetica invece vuole concretare la vita attiva di una fantasia, la costruzione di un mondo poetico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">(da WALTER BINNI, <em>La poetica del decadentismo<\/em>, SANSONI 1936)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"><a href=\"#torna su\">Torna su<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"><br \/>\n <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 * Sotto una foto o un&#8217;immagine fantastica, un titolo che ne restituisca sinteticamente o estesamente il significato \u00e8 paratesto, \u00e8 soglia. 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