{"id":8567,"date":"2010-06-09T00:52:17","date_gmt":"2010-06-08T22:52:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=8567"},"modified":"2010-06-09T01:29:51","modified_gmt":"2010-06-08T23:29:51","slug":"camminarsi-dentro-134-oltre-il-dolore-piu-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-134-oltre-il-dolore-piu-grande\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (134): Oltre il dolore pi\u00f9 grande. Trovare le vie del cuore, per riaprire la possibilit\u00e0 della speranza."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%;\"><a name=\"torna su\"><\/a>*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Dei giorni trascorsi nel Centro di ascolto &#8211; il pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00 &#8211; i pi\u00f9 duri sono quelli passati con i genitori che si presentano all&#8217;improvviso, senza appuntamento, che si siedono senza nemmeno rendersi conto del fatto che c&#8217;\u00e8 un altro colloquio in corso, e che prendono a parlare dei loro figli senza aspettare che si chieda loro perch\u00e9 sono l\u00ec e cosa li porti a comportarsi cos\u00ec. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">La loro angoscia \u00e8 evidente. Anticipano catastrofi, per sentirsi dire che non sar\u00e0 cos\u00ec, che il loro figlio non \u00e8 in pericolo e che abbiamo gi\u00e0 una soluzione pronta, se hanno interrotto il programma di recupero bruscamente, dopo un tempo non sufficiente per poter dire che siano fuori pericolo. Magari imprecano e si augurano che un vento improvviso si porti via il figlio degenere. Lamentano stanchezza, vecchiaia, malattie. Dicono di aver fatto tutto il possibile. Di aver tentato tutto. Scetticamente considerano il nostro lavoro, quasi a volerci sfidare: esistono altre soluzioni al problema? Si allontanano. Si staccano da noi e dai loro figli. Quasi a voler difendere quello che resta, che di solito \u00e8 poco. Come se tutto intorno non fosse che paesaggio desertico, ormai. Le labbra sono asciutte, come gli occhi, che hanno pianto tutte le lacrime possibili. Noi siamo accanto al loro deserto, evocato quasi per convincerci del fatto che \u00e8 giusto arrendersi. Il tempo \u00e8 scaduto. Non abbiamo pi\u00f9 carte in mano da giocarci&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Li lasciamo parlare fino a quando hanno fiato per farlo, talvolta anche per ore. Di fronte al loro dolore, tutto il Centro si ferma. Nessuno reclama per vedere rispettato il proprio turno, per un colloquio &#8216;saltato&#8217;&#8230; Nessun rumore nella stanza interviene ad interrompere i lamenti e le recriminazioni, i rimpianti e i sarcasmi amari. Questo \u00e8 il tempo del dolore. Sembra un dolore estremo, senza rimedio. Invece non \u00e8 cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Noi non ci arrendiamo mai. Anche la morte di tanti ragazzi che abbiamo conosciuto ed amato, che abbiamo assistito e affiancato, che abbiamo cercato inutilmente di salvare, \u00e8 materia di contestazione. Non possiamo fare a meno di piangere i nostri morti, ricordandoli tutti i giorni silenziosamente e segretamente. Ma non consideriamo ineluttabile nulla, nemmeno l&#8217;evidente scacco della morte. Nemmeno da essa ci sentiamo toccati, fino al punto di doverci chiedere se ne vale ancora la pena.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">In agenda ci sono sempre nuovi ragazzi &#8211; spesso ragazzi-adulti &#8211; che tornano a cercarci, perch\u00e9 il dialogo avviato non si interrompa. Le file di continuit\u00e0 promosse non possono essere spezzate da nessuna incomprensione e da nessun fraintendimento. Passiamo il tempo a scontrarci sul da farsi e a discutere sulla verit\u00e0 delle cose. Invochiamo onest\u00e0 e trasparenza, per creare le condizioni del cambiamento. Ma alla fine di ogni colloquio ci lasciamo sempre con un nuovo appuntamento. Annotiamo subito il numero di telefono e ci affrettiamo a lasciare il nostro, perch\u00e9 non intervenga il silenzio a interrompere la discussione avviata. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Ci ritroviamo dopo pochi giorni sempre pronti a riprendere il discorso da dove lo avevamo interrotto, perch\u00e9 il tempo era scaduto o perch\u00e9 un vecchio padre, avvilito e stanco, si era presentato all&#8217;improvviso a chiedere senza chiedere, perch\u00e9 solo noi sappiamo attraversare la disperazione pi\u00f9 grande e in mezzo a tante parole individuare quella che costituisce il varco in cui inserirsi, per riaprire la strada della speranza, che non rinunciamo mai a invocare perch\u00e9 la sua timida ala non ci abbandoni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Noi sappiamo schiantarci e in mezzo al vuoto del dubbio che divora e alla perdita di ogni certezza rialzarci con chi era caduto accanto a noi, implorando aiuto. Dopo essere scesi nel fosso, dove era precipitato il ragazzo, risaliamo la china, incuranti del frastuono degli elementi che non favoriscono mai le risalite.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Noi dobbiamo imporre al dolore di tacere, perch\u00e9 \u00e8 tempo di agire. Aiutiamo i genitori a capire quando si agitano senza muoversi, quando dicono di voler fare e non fanno perch\u00e9 hanno paura e li aiutiamo a sconfiggere la paura. Il timore e la vergogna paralizzano ogni buona intenzione, ma soprattutto \u00e8 la scarsit\u00e0 delle conoscenze a non favorire un intervento appropriato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Ansia, paura e vergogna si accavallano e non aiutano a ragionare sul da farsi. Allora bisogna raccomandare gentilezza e fermezza, richiamando l&#8217;attenzione sull&#8217;io frammentato del ragazzo, per rendere chiaro il fatto che egli cerchi risposte di qua e di l\u00e0, senza trovarne mai. Solo l&#8217;attivazione della rete intorno a loro diventa risolutiva. Occorre, per essa, la collaborazione dei genitori, perch\u00e9 il ragazzo percepisca nei cambiamenti intorno a s\u00e9 un motivo di speranza: se cambiano i genitori, c&#8217;\u00e8 speranza anche per i ragazzi&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Questa sera il padre di Marco era disperato, ma lucido. Diceva di dover pensare solo alla sua salute, ormai. Non c&#8217;era pi\u00f9 alcun dubbio: era stanco e senza risorse per poter continuare ad aiutare il figlio. Eppure, tra le cose raccontate sull&#8217;uscita di Marco dalla Comunit\u00e0, proprio nella fase del reinserimento, io sono riuscito a trovare il varco, l&#8217;idea da abbracciare, dopo oltre dieci anni di tentativi tutti falliti o interrotti prematuramente. La costante da me rilevata \u00e8 diventata subito oggetto di &#8216;studio&#8217; per noi. Al di l\u00e0 degli insuccessi con le donne, al di l\u00e0 della fragilit\u00e0 e della &#8216;semplicit\u00e0&#8217; culturale che fanno di lui una persona instabile socialmente, psicologicamente insicura, ho ricordato il fatto della mia vita che poteva servire a quel padre per capire: io avevo paura di mio padre. E l&#8217;ho scoperto il giorno della sua morte. Percepii chiaramente il fatto che non avevo pi\u00f9 paura di lui.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">E se suo figlio stesse provando qualcosa di simile, che lo portava a &#8216;perdersi&#8217; tutte le volte che usciva di casa da solo, perch\u00e9 paralizzato dalla paura di sbagliare?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Abbiamo discusso a lungo su questa eventualit\u00e0. L&#8217;idea di impedire a Marco \u00a0di tornare a casa, per aver interrotto il programma sul pi\u00f9 bello &#8211; mentre stava per partire il reinserimento sociale e lavorativo -, \u00e8 stata \u00a0messa da parte. Alla disperazione \u00e8 subentrata l&#8217;idea di accogliere Marco nel caso fosse tornato dal Nord, dove era diretto in cerca non si sa bene di cosa, per aiutarlo ancora ad affrontare le sue paure.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">A quel padre non pi\u00f9 disperato, al termine di tutte le discussioni, ho potuto dire che Marco ha solo noi: torner\u00e0 qui a cercare di dare senso alla sua vita. Noi dobbiamo continuare a pensare la sua esistenza, per tentare ancora di raggiungere il suo cuore. Al padre che sembra non conoscere pi\u00f9 la strada che conduce fino a lui abbiamo suggerito di procedere alla maniera dell&#8217;eroe tragico, che va incontro al suo destino dopo aver deposto le insegne regali. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Marco torner\u00e0 a casa. Cercher\u00e0 di capire se sia possibile ancora, ma torner\u00e0, quando il suo tentativo di affrontare la fortuna a mani vuote fallir\u00e0. A quel padre non pi\u00f9 eroe, non pi\u00f9 re, si rivolger\u00e0 ancora, per raccontare la sua storia improbabile. Privo delle sue insegne, il padre dovr\u00e0 aprire il suo cuore a questa nuova evidenza. Oltre il dolore pi\u00f9 grande, perch\u00e9 non spera pi\u00f9 di salvare suo figlio, dovr\u00e0 trovare la via che conduce al suo cuore. E&#8217; solo lungo quei sentieri da nessuno mai battuti prima che si salveranno. La terra da calpestare non \u00e8 segnata da nessuna pietra che indichi in quale direzione procedere. Ma non \u00e8 sempre cos\u00ec? Non vale anche per noi, quando cerchiamo di dare radici a un amore, perch\u00e9 il vento non sconvolga i teneri germogli e perch\u00e9 i ladri e la tigna non sopraggiungano a sottrarci ci\u00f2 che abbiamo lungamente accarezzato e che abbiamo sperato di non perdere mai?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 * Dei giorni trascorsi nel Centro di ascolto &#8211; il pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00 &#8211; i pi\u00f9 duri sono quelli passati con i genitori che si presentano all&#8217;improvviso, senza appuntamento, che si siedono senza nemmeno rendersi conto del &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-134-oltre-il-dolore-piu-grande\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[],"class_list":["post-8567","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-camminarsi-dentro"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8567"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8570,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8567\/revisions\/8570"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}