{"id":9013,"date":"2010-12-08T12:39:04","date_gmt":"2010-12-08T10:39:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=9013"},"modified":"2010-12-08T20:51:05","modified_gmt":"2010-12-08T18:51:05","slug":"camminarsi-dentro-158-il-fantasma-della-mia-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-158-il-fantasma-della-mia-liberta\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (158): Il fantasma della mia libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><br class=\"spacer_\" \/>*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Il paese delle chimere\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/testi\/chimere.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"362\" \/><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 16px;\">Al culmine della mia esistenza, oltre la stessa et\u00e0 adulta, mi accade di osservare tutta la vita come segnata grandemente dalla forza e dall&#8217;influenza delle illusioni. Mi sembra di aver fatto la maggior parte delle cose importanti quasi da cieco, avendo come guida astratte chimere. Solo con il tempo, passando da una sconfessione all&#8217;altra da parte della realt\u00e0, ho imparato a riconoscere la speranza, distinguendola severamente dai fantasmi della mente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">La natura dell&#8217;illusione \u00e8 tale che quando cadiamo preda di una <a href=\"http:\/\/www.sellerio.it\/merchant.php?bid=1953#\" target=\"_blank\">chimera<\/a> non ce ne rendiamo del tutto conto. Anzi, siamo portati a pensare che si tratti di andare dove ci porta il cuore, di ragioni del cuore che sono diverse dalle ragioni della ragione&#8230; Tra le ragioni del cuore e le ragioni della mente &#8211; o meglio, dell&#8217;intelletto, della ragione &#8211; siamo portati a credere che siano da preferire le ragioni del cuore. Io sarei portato a condividere questa propensione se dentro le ragioni del cuore ci fossero pi\u00f9 ragioni che astratto sentire, cio\u00e8 se la conoscenza necessaria per un <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=8892\" target=\"_blank\">corretto sentire<\/a> fosse una saggezza pratica. In assenza di questa &#8216;saggezza dell&#8217;amore&#8217; c&#8217;\u00e8 mera istintivit\u00e0, passione, egocentrico consistere. Insomma, al di qua della riflessione c&#8217;\u00e8 solo illusione ed errore in agguato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Giustamente, <a href=\"http:\/\/www.lafeltrinelli.it\/products\/9788845249341\/Pensieri_spettinati\/Lec_Stanislaw_J.html?prkw=Pensieri%20spettinati&amp;srch=0&amp;Cerca.x=0&amp;Cerca.y=0&amp;cat1=1&amp;prm=\" target=\"_blank\">Stanis\u0142aw Lec<\/a> ha scritto: <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">\u00abRifletti prima di pensare\u00bb. <\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Siamo portati a credere che pensare sia sempre gi\u00e0 pensare, che mettersi a pensare a qualcosa sia di per s\u00e9 sufficiente. In realt\u00e0, bisogna imparare anche a pensare, che \u00e8 poi riflettere, cio\u00e8 rendere oggetto di osservazione e di studio anche se stessi. Non bisogna agire in modo irriflesso, istintivo. Niente di pi\u00f9 rischioso di una spontaneit\u00e0 immediata, cio\u00e8 senza mediazione concettuale. La &#8216;cosa&#8217; deve essere un concetto, un&#8217;idea, non una scelta da prendere e basta, senza che la scelta stessa sia sostenuta da conoscenza vera della &#8216;cosa&#8217;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">La stessa volont\u00e0, a cui ci appelliamo come se coincidesse con il nostro io cosciente, non ci appartiene, se volont\u00e0 significa libero volere. Nativamente siamo tutti liberi. E&#8217; necessario intendere, per\u00f2, quella libert\u00e0 come mera potenzialit\u00e0 di agire. <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/jean-luc-nancy\/l-esperienza-della-libert-\/978880615464\" target=\"_blank\">Jean-Luc Nancy<\/a> ha scritto: <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Non c&#8217;\u00e8 \u00abesperienza della libert\u00e0\u00bb: la libert\u00e0 stessa \u00e8 l&#8217;esperienza. <\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Il tempo provvede poi a metterci a contatto con i nostri limiti. Preferisco pensare servo il mio arbitrio. La libert\u00e0, che non riesco a pensare se non come &#8216;connessa&#8217; alla mia natura, \u00e8 piuttosto il fine delle mie azioni. Io voglio essere libero. Non posso fare a meno di sentirmi libero. Non posso rinunciare a <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/testi\/cacciari-liberi.doc\" target=\"_blank\">pensare la mia libert\u00e0<\/a>. Eppure, non posso dire di essere del tutto libero. Che nulla intervenga a limitare la mia libert\u00e0! La mia volont\u00e0 (libera), allora, \u00e8 per me il risultato dell&#8217;azione virtuosa, dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?page_id=581\" target=\"_blank\">esercizio<\/a> teso a realizzare <a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=25248\" target=\"_blank\">condizioni di libert\u00e0<\/a> per me.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Quante volte abbiamo ammesso di esserci sbagliati, di aver fondato anche per anni le nostre convinzioni su idee non provate, su meri presupposti? Ci basta un indizio per arrivare a dire di avere prove sicure sulla bont\u00e0 di un comportamento, di una convinzione, di un&#8217;idea che ci siamo fatti di qualcuno!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\"> <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">L\u2019illuso ignora la realt\u00e0 nella sua tangibile evidenza, o meglio, non la ignora, ma la oblitera, la cancella, la rimuove, o meglio ancora, non la rimuove del tutto ma la ritiene marginale e di poco conto, rispetto all\u2019evidenza dei suoi sogni, luminosa e quasi corposa. (LIONELLO SOZZI,\u00a0<em>Il paese delle chimere. Aspetti e momenti dell\u2019idea di illusione nella cultura occidentale<\/em>, SELLERIO EDITORE 2007,\u00a0p.16)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Pu\u00f2 accadere, certo, che noi elaboriamo il fantasma di un\u2019intesa sublime con gli altri sulla base di spunti in realt\u00e0 assai modesti, cui attribuiamo significati e promesse del tutto abusivi, cos\u00ec come ascriviamo a noi stessi meriti che non sussistono, e accarezziamo l\u2019ideale ma poi non abbiamo la strenua costanza e l\u2019assidua fermezza necessarie per restargli fedeli. Non traduciamo in nulla i nostri sogni, ci accontentiamo di una sorta di velleitaria nostalgia. [\u2026] incapacit\u00e0 di capire il reale, d\u2019intendere che l\u2019\u201caltro\u201d non \u00e8 affatto tenuto ad adeguarsi ai nostri modelli, percorre le sue vie e compie le sue scelte, che coltiva a sua volta miraggi e progetti assai lontani dai nostri. [\u2026] Ogni uomo \u00e8 chiuso nel bozzolo dei suoi sogni. (p.17)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Ben altra \u00e8 la natura della speranza: essa ci porta lontano dalle nostre chimere, nella terra incognita che abitano gli altri. L\u00ec siamo al sicuro.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">\u00abLa speranza \u00e8 come un ponte che si innalza al di sopra di ogni situazione [\u2026]. Come un ponte che ci fa uscire dalla nostra solitudine e che ci mette in una relazione senza fine con gli altri: con gli altri, in particolare, che soffrano e chiedano aiuto; ma, ancora, cosa \u00e8 mai un cuore senza speranza?\u00bb (Eugenio Borgna,\u00a0<em>L\u2019attesa e la speranza<\/em>, FELTRINELLI 2005, p.51)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">La cultura popolare si abbandona alle sentenze facili, spesso contraddittorie, che si contraddicono tra di loro. Avrete sentito dire &#8220;Finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 vita c&#8217;\u00e8 speranza&#8221;, accanto al pi\u00f9 volgare &#8220;Chi di speranza vive disperato muore&#8221;! Quando smettiamo di pensare, finiamo per credere che non sia possibile uscire da quell&#8217;antinomia: le due sentenze sono vere entrambe! Il nostro scetticismo sulle cose dipende dal disincanto in cui ci precipitano le nostre delusioni. Come se la vita perdesse tutte le sue attrattive! Ma proprio questo oscillare l&#8217;anima cerca di esprimere, senza dare troppo credito alla volgare negazione della speranza. <\/span><\/p>\n<p><br class=\"spacer_\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">Il germanista Claudio Magris in un brillante saggio intitolato\u00a0<em>Utopia e disincanto<\/em> afferma che utopia e disincanto<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">\u00abanzich\u00e9 contrapporsi devono sorreggersi e correggersi a vicenda\u00bb. [\u2026] \u00abIl disincanto \u00e8 un ossimoro, una contraddizione che l\u2019intelletto non pu\u00f2 risolvere e che solo la poesia pu\u00f2 esprimere e custodire, perch\u00e9 esso dice che l\u2019incanto non c\u2019\u00e8 ma suggerisce, nel modo e nel tono in cui lo dice, che esso, nonostante tutto, c\u2019\u00e8 e pu\u00f2 riapparire quando meno lo si attende. Una voce dice che la vita non ha senso, ma il suo timbro profondo \u00e8 l\u2019eco di quel senso\u00bb. [\u2026] \u00abIl disincanto, che corregge l\u2019utopia, rafforza il suo elemento fondamentale, la speranza. [\u2026] La speranza non nasce da una visione del mondo rassicurante e ottimista, bens\u00ec dalla lacerazione dell\u2019esistenza vissuta e patita senza veli, che crea un\u2019insopprimibile necessit\u00e0 di riscatto. [\u2026] Il disincanto \u00e8 una forma ironica, malinconica e agguerrita della speranza\u00bb (p.53).<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Bookman Old Style','serif';\">*<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Al culmine della mia esistenza, oltre la stessa et\u00e0 adulta, mi accade di osservare tutta la vita come segnata grandemente dalla forza e dall&#8217;influenza delle illusioni. 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