{"id":9048,"date":"2010-12-10T09:47:00","date_gmt":"2010-12-10T07:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=9048"},"modified":"2012-01-11T01:19:35","modified_gmt":"2012-01-10T23:19:35","slug":"camminarsi-dentro-161-arredare-la-provincia-delluomo-2-il-sogno-di-una-cicogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-161-arredare-la-provincia-delluomo-2-il-sogno-di-una-cicogna\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (161): Arredare la provincia dell&#8217;uomo (2): il sogno di una cicogna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">10 dicembre 2010<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p><object width=\"425\" height=\"344\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/wuGPYvQjKac?fs=1&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">A Karen Blixen va il merito di aver raccontato di s\u00e9 nella maniera pi\u00f9 significativa per noi, consegnando all&#8217;altro il compito di farlo. Dopo di lei, non possiamo fare a meno di desiderare per noi la stessa cosa. E nello stesso tempo dobbiamo raccogliere la lezione che ne deriva. Il nostro compito \u00e8 suggerito dall&#8217;altra met\u00e0 della &#8216;storia&#8217;: il nostro sguardo si far\u00e0 voce narrante; saremo noi a raccontare la storia di coloro che amiamo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">In apertura del suo saggio <em>Tu che mi guardi, tu che mi racconti<\/em> (<a href=\"http:\/\/www.europeanphd.eu\/public\/pdf\/C\/2007cavarero.pdf\" target=\"_blank\">recensione<\/a>), <a href=\"http:\/\/www.feltrinellieditore.it\/SchedaAutore?id_autore=185305\" target=\"_blank\">Adriana Cavarero<\/a> riferisce la &#8216;vicenda&#8217; della scrittrice danese:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Karen Blixen racconta una storia che le raccontavano da bambina. Un uomo, che viveva presso uno stagno, una notte fu svegliato da uno strano rumore. Usc\u00ec allora nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell&#8217;oscurit\u00e0, correndo in su e in gi\u00f9, a destra e a manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciamp\u00f2 pi\u00f9 volte. Finch\u00e9 trov\u00f2 una falla sull&#8217;argine da cui uscivano acqua e pesci: si mise subito al lavoro per tapparla e, solo quando ebbe finito, se ne torn\u00f2 a letto. La mattina dopo, affacciandosi alla finestra, vide con sorpresa che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">&#8220;Quando il disegno della mia vita sar\u00e0 completo, vedr\u00f2, e altri vedranno una cicogna?&#8221; [Karen Blixen, <em>La mia Africa<\/em>, Feltrinelli 1996, p.200], si chiede a questo punto Karen Blixen. Noi potremmo aggiungere: il percorso di ogni vita si lascia alla fine guardare come un disegno che ha senso?<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">La stessa filosofa avverte che la nostra domanda di senso, la richiesta di un significato da dare alla propria esistenza, all&#8217;interno della relazione amorosa, nasce dal desiderio: la vita avanza sotto la spinta del desiderio. Tuttavia, non \u00e8 detto che riusciremo a dare un senso alla nostra vita. Non resta che continuare a desiderare che lo sguardo dell&#8217;altro sappia posarsi su di noi, facendosi nel tempo la voce narrante che noi non possiamo essere per noi stessi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Se consideriamo le cose dalla nostra parte, relativamente al compito che l&#8217;altro assegna a noi, troveremo un secondo significato da dare all&#8217;espressione <em>arredare la provincia dell&#8217;uomo<\/em>. Le regioni inferiori dell&#8217;essere da noi abitate, lo &#8216;spazio della vita&#8217; (<em>Lebenswelt<\/em>) in cui siamo immersi e che ci definisce da ogni lato, costituiscono l&#8217;ideale &#8216;provincia&#8217; dell&#8217;impero abitato dagli umani, ritaglio esistenziale spazio-temporale in cui si gioca e si consuma il personale modo di consistere di ognuno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Solo uno sguardo di seconda vista riuscir\u00e0 a fare storia di un&#8217;esistenza; solo lo sguardo amorevole di chi sa si inchiner\u00e0 sull&#8217;altro per raccogliere giorno dopo giorno i frammenti di senso, salvando l&#8217;istante intenzionale che lampeggia attraverso il corpo, la coscienza, la continuazione di s\u00e9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Istituire file di continuit\u00e0 l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 solo accidente, effimero concedersi delle cose, stupefatto intervallo, pausa interdetta e timore. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Prendersi cura dell&#8217;altro non \u00e8 soltanto sovvenire alle sue necessit\u00e0, ai bisogni, alle mancanze, per riempire il vuoto di un&#8217;esistenza che non sa trovare in s\u00e9 il senso del proprio umano <em>ek-sistere<\/em>. Se l&#8217;amore ha la propriet\u00e0 morale di farsi compimento di narrazioni interrotte, \u00e8 questo il senso dell&#8217;<em>arredare<\/em> la spazio dell&#8217;<em>ek-stasis<\/em> mondana: trascendere il mero dato sensibile, per attingere senso e poter finalmente respirare piano la felicit\u00e0 \u00e8 possibile a condizione che l&#8217;esistenza che si affida a noi possa contare su uno sguardo &#8211; il nostro &#8211; che non verr\u00e0 mai meno, perch\u00e9 impegnato a tessere quelle file di continuit\u00e0 che sono gi\u00e0 la trama del racconto che verr\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">La &#8216;provincia&#8217; che dovremo visitare con lo sguardo amoroso \u00e8 da custodire nel proprio cuore, perch\u00e9 in ogni istante della propria vita la persona da noi amata senta la presenza in noi delle sue ragioni: forniremo periodicamente prova della nostra capacit\u00e0 di &#8216;narrare&#8217;, mostrando frammenti della memoria dell&#8217;altro da noi costruita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Si \u00e8 sempre in quattro in ogni relazione duale: noi, l&#8217;altro, l&#8217;<em>immagine<\/em> che l&#8217;altro si \u00e8 fatta di noi, l&#8217;<em>immagine<\/em> che noi custodiamo dell&#8217;altro. Ci\u00f2 che qui chiamiamo immagine non \u00e8 semplicemente &#8216;figura del cuore&#8217;, allegoria vivente del fuoco della passione o metonimico slittare del senso alla maniera del piacere che progressivamente procede da una figura all&#8217;altra. Si potrebbe dire che ogni vero amore \u00e8 questo costrutto dell&#8217;altro che ci portiamo dentro per decenni e che siamo impegnati a rifinire e a modellare per farne finalmente narrazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Ma che cosa avremo da narrare? quale cicogna disegneremo lungo lo spazio che ci si para dinanzi, autentica terra incognita per noi? Io credo che servir\u00e0 al racconto possedere la figura che salva, essere noi stessi quella figura, incarnare continuit\u00e0 e compimento, senza rinunciare alla parola liminare sulla vita che se ne va a poco a poco. L&#8217;arte che dobbiamo esprimere \u00e8 tutta qui: la parola ingagger\u00e0 la sua guerra con la Morte, per affermarsi fino in fondo su di essa. Dovremo credere che quanto \u00e8 oggetto del nostro credere sia destinato a durare: la bellezza che non cessiamo di esaltare dovr\u00e0 essere continuamente riguardata come bene destinato a durare per sempre. Riuscire in questo compito \u00e8 compito dell&#8217;amore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Si raccomanda la lettura dei seguenti interventi di Adriana Cavarero:<br \/> (dall&#8217;<em>Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche<\/em> della RAI &#8211;\u00a0<em>Il Grillo<\/em>, 17 febbraio 1998):\u00a0<a href=\"http:\/\/www.emsf.rai.it\/grillo\/trasmissioni.asp?d=182\" target=\"_blank\">Il racconto dell&#8217;identit\u00e0<\/a> e<br \/> (dall&#8217;<em>Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche della RAI<\/em> &#8211; <em>Questioni di filosofia<\/em>, 22 febbraio 1998):\u00a0<a href=\"http:\/\/www.emsf.rai.it\/radio\/trasmissioni.asp?d=87\" target=\"_blank\">L&#8217;identit\u00e0<\/a> <br \/> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">ANTONIO GNOLI intervista Adriana Cavarero a Tuttoingioco, 6 settembre 2009:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p><object width=\"425\" height=\"344\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/BtKzf8ekCGo?fs=1&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><\/object><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* 10 dicembre 2010 \u00a0 \u00a0 A Karen Blixen va il merito di aver raccontato di s\u00e9 nella maniera pi\u00f9 significativa per noi, consegnando all&#8217;altro il compito di farlo. 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