{"id":9126,"date":"2010-12-27T10:34:31","date_gmt":"2010-12-27T08:34:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=9126"},"modified":"2011-03-01T11:40:20","modified_gmt":"2011-03-01T09:40:20","slug":"camminarsi-dentro-162-arredare-la-provincia-delluomo-3-le-figure-della-lontananza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/camminarsi-dentro-162-arredare-la-provincia-delluomo-3-le-figure-della-lontananza\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">CAMMINARSI DENTRO (162): Arredare la provincia dell&#8217;uomo (3): le figure della lontananza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/lontananza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-9144\" title=\"lontananza\" src=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/testi\/lontananza.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"296\" \/><\/a>*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Una &#8216;scienza dell&#8217;anima&#8217; \u00e8 possibile, a condizione che si faccia <a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=8025\" target=\"_blank\">sguardo fenomenologico<\/a> sulla mancanza, sull&#8217;assenza, sulla lontananza, sulla perdita, in una parola sull&#8217;invisibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Alla lontananza <a href=\"http:\/\/www.emsf.rai.it\/biografie\/anagrafico.asp?d=444\" target=\"_blank\">Antonio Prete<\/a> ha dedicato addirittura un trattato. Ambiziosamente definito dal suo autore anche come una <em>critica della ragione telematica<\/em> &#8211; \u00abOggi la lontananza non \u00e8 lontana. E&#8217; prossima, transitabile, domestica. E&#8217;, infatti, nelle case, sul monitor dei computer, sul display dei cellulari. Perch\u00e9 la tecnica del nostro tempo \u00e8 la tecnica del lontano: l&#8217;antico avverbio greco  tel\u0113 (lontano) va a comporre gli elementi e gli strumenti della tecnica contemporanea. Tutto quel che \u00e8 lontano (isole, deserti, avvenimenti, costumi) viene verso di noi, si fa superficie, schermo, suono\u00bb -, il <em><a href=\"http:\/\/bibliogarlasco.blogspot.com\/2008\/06\/trattato-della-lontananza-di-antonio.html\" target=\"_blank\">Trattato della lontananza<\/a><\/em>, (<a href=\"http:\/\/catdir.loc.gov\/catdir\/toc\/casalini07\/08087466.pdf\" target=\"_blank\">indice<\/a>) edito da Bollati Boringhieri nel 2008, riafferma il compito del linguaggio \u00abdi non ridurre lo <em>spessore<\/em> della lontananza, la ricchezza delle sue varianti, la profondit\u00e0 del suo tempo e del suo spazio. La letteratura, la narrazione, la poesia, le arti contribuiscono a tenere aperto lo spazio della lontananza. Perch\u00e9 rappresentano la  <em>lontananza come lontananza<\/em>, ed esigono la collaborazione immaginativa e meditativa del lettore, dello spettatore<span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">.\u00bb<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">E&#8217; questo spazio che qui \u00e8 interrogato nelle sue <span style=\"text-decoration: underline;\">figure<\/span>: l&#8217;<em>addio<\/em>, sulla cui soglia \u00e8 gi\u00e0 presente la lontananza, la poetica dell&#8217;<em>orizzonte<\/em>, le rappresentazioni del <em>cielo<\/em>, le forme della <em><a href=\"http:\/\/www.emsf.rai.it\/grillo\/trasmissioni.asp?d=142\" target=\"_blank\">nostalgia<\/a><\/em> e dell&#8217;<em>esilio<\/em>, le domande dell&#8217;arte su <em>come dipingere la lontananza<\/em>, la <em>cartografia fantastica<\/em>, il <em>vedere da lontano<\/em>, il <em>suono della lontananza<\/em>, l&#8217;<em>amore di terra lontana<\/em>, infine, il viaggio, in compagnia dei poeti, nel mondo sotterraneo delle <em>ombre<\/em>. [dal risvolto di copertina]<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">A tutte queste figure occorre dedicare studio e tempo, per la riflessione e per la verifica costante nell&#8217;esperienza propria e altrui.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">[<a href=\"http:\/\/www.unigalatina.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=52:la-poesia-della-lontananza&amp;catid=44:letteratura&amp;Itemid=72\" target=\"_blank\">Il giorno 27 dicembre 2008, nella sala \u201cCelestino Contaldo\u201d del Palazzo della Cultura \u201cZeffirino Rizzelli\u201d a Galatina, su invito del 1\u00b0 Circolo Didattico e dell\u2019Universit\u00e0 Popolare \u201cAldo Vallone\u201d di Galatina, Antonio Prete ha presentato il suo <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.unigalatina.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=52:la-poesia-della-lontananza&amp;catid=44:letteratura&amp;Itemid=72\" target=\"_blank\">Trattato della lontananza<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.unigalatina.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=52:la-poesia-della-lontananza&amp;catid=44:letteratura&amp;Itemid=72\" target=\"_blank\">, Bollati Boringhieri 2008. Il testo che segue \u00e8 stato raccolto da Gianluca Virgilio<\/a>]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">LA POESIA DELLA LONTANANZA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">La parola\u00a0<em>lontananza<\/em> mi ha sempre colpito, insieme con altre parole della nostra lingua che hanno la terminazione in \u2013<em>anza<\/em>: per esempio,\u00a0<em>ricordanza<\/em>. Ho messo in rapporto lontananza con ricordanza, giacch\u00e9 molti anni fa me ne sono occupato a proposito di Leopardi. Mi sono accorto allora che la parola lontananza, come ricordanza, dice un movimento.\u00a0<br \/>\n Dire\u00a0<em>ricordanza<\/em> \u00e8 diverso che dire\u00a0<em>ricordo<\/em>. Il ricordo \u00e8 ci\u00f2 che prende forma e si presenta quasi come solidificato, definito. I francesi dicono\u00a0<em>souvenir<\/em>. Noi stessi diciamo \u201cti ho portato un\u00a0<em>souvenir<\/em>\u201d, cio\u00e8 ho reso oggetto un ricordo. Ma ricordanza indica invece il ricordo nel suo movimento verso il farsi forma, presenza. Leopardi d\u00e0 molto rilievo alla ricordanza e scrive un noto testo poetico\u00a0<em>Le ricordanze<\/em>, dandone questa definizione nello\u00a0<em>Zibaldone<\/em>: \u201cNon la rappresentazione di una cosa, ma il riflesso, la ripetizione, la ripercussione di un\u2019immagine antica\u201d, cio\u00e8 qualcosa che dall\u2019antico torna nel presente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">La ricordanza per Leopardi \u00e8 qualcosa che si muove, che esce dalla prigione dell\u2019oblio, dal chiuso della dimenticanza, e torna a pulsare, a prendere vita: \u201cSilvia, rimembri ancora\u2026\u201d. Silvia torna a prendere presenza, lei che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ritorna a vivere, a pulsare, ridiventa figura, ma non \u00e8 vita nel senso comune, \u00e8 un\u2019altra vita, la vita della poesia, Silvia entra nel tempo della poesia. La poesia riesce ad annullare l\u2019irreversibilit\u00e0 del tempo \u2013 questa \u00e8 una caratteristica del tempo riconosciuta da tante filosofie e anche dalla fisica quantistica contemporanea; la tecnica \u00e8 tanto avanti, ma la macchina del tempo non \u00e8 stata ancora inventata -, a bucarla, a cancellarla, perch\u00e9 il tempo irreversibile torna nella lingua, assumendo la figura del ritmo della poesia, immagine, Leopardi diceva\u00a0<em>parvenza<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Analogamente,\u00a0<em>lontano<\/em> indica qualcosa che non \u00e8 presente, \u00e8 assente, e che sta l\u00ec, fuori del nostro orizzonte, mentre il termine<em> lontananza <\/em>indica un movimento del lontano verso la figura, la forma, ci\u00f2 che non c\u2019era, che non appariva, che non esisteva alla vista, e che appare, prende forma, si fa presente: questa \u00e8 la lontananza. Una linea di confine, un orizzonte che man mano per me diventa una figura di presenza. La letteratura, la poesia, le arti figurative danno a questo movimento tutto il loro tempo e spazio, ecco perch\u00e9 il lettore che legge un libro in cui si parla di terre lontane vive con la sua immaginazione in queste terre lontane. Oggi accade che la lontananza, che \u00e8 cos\u00ec presente attraverso la tecnica, rischia di essere frantumata, dispersa, non percepita, non attraversata, viene dissipato lo spazio-tempo della lontananza. Noi viviamo nella tecnica della lontananza: l\u2019avverbio greco\u00a0<em>tele<\/em> vuol dire\u00a0<em>lontano<\/em> e va a definire tutti gli strumenti, tutte le tecniche contemporanee che ci avvolgono: la telematica, il telefono, la televisione, le telecomunicazioni. Siamo in un universo della rappresentazione del lontano, perch\u00e9 la tecnica porta nelle nostre case, davanti ai nostri occhi il lontano. Dobbiamo chiederci se questo lontano riesca davvero a tenere aperto il tempo e lo spazio della lontananza. Se voi scorrete un dizionario della lingua greca trovate moltissime parole composte con l\u2019avverbio\u00a0<em>tele<\/em>. Le connotazioni di queste parole sono assai varie.\u00a0<em>Tele<\/em> va a definire dei gesti, delle situazioni, popolazioni, suggerisce un movimento dell\u2019immaginazione. I greci parlavano di ci\u00f2 che appare, si mostra da lontano, risuona da lontano, ci\u00f2 che attraversa luoghi lontani, ci\u00f2 che porta qualcosa lontano, ecc. Oggi\u00a0<em>tele<\/em> accompagna la tecnica, che potrebbe dare respiro allo spazio e al tempo della lontananza. Ci\u00f2 pu\u00f2 accadere se la tecnica guarda alle arti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Nel mio\u00a0<em>Trattato della lontananza<\/em> c\u2019\u00e8 un capitolo,\u00a0<em>Come dipingere la lontananza<\/em>, che riguarda proprio il modo in cui \u00e8 stata rappresentata la lontananza nella pittura, da Leonardo da Vinci fino alla pittura del Novecento. Il problema \u00e8 che la tecnica del nostro tempo mira alla rapidit\u00e0, cio\u00e8 non si dispiega come tempo e come spazio, ma mira al consumo rapido, sicch\u00e9 presenta un\u2019immagine e subito dopo un\u2019altra immagine che cancella o opacizza la prima e cos\u00ec via. Non si tratta di opporre l\u2019arte della lontananza alla tecnica della lontananza, dicendo che la prima \u00e8 positiva e l\u2019altra no, si tratta di invitare tutti gli operatori della tecnica della lontananza, delle telecomunicazioni, a studiare la storia dell\u2019arte, della letteratura e della poesia per prenderne dei suggerimenti su come rendere la lontananza vivibile, attraversabile, transitabile, e non consumabile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Vorrei dire qualcosa su qualcuna delle figure della lontananza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Innanzitutto,<em> l\u2019addio<\/em>. Mi sono accorto che questa era una figura su cui mi fermavo di pi\u00f9. L\u2019addio \u00e8 il luogo in cui la lontananza si presenta come ombra, come minaccia, la lontananza non c\u2019\u00e8 nell\u2019addio, siamo l\u00ec a salutarci, siamo l\u00ec a dire addio, siamo sulla soglia di una partenza, c\u2019\u00e8 la presenza dell\u2019altro, del paesaggio che conosciamo, eppure c\u2019\u00e8 gi\u00e0 insinuata la lontananza come ombra, come minaccia, come possibilit\u00e0, la lontananza di s\u00e9 dalla persona e dal luogo da cui si parte. Tant\u2019\u00e8 che negli addii noi cerchiamo di eliminare la distanza, lo spazio, con l\u2019abbraccio, il bacio, che sono figure della corporeit\u00e0 tendenti ad esorcizzare la lontananza, come dire: qui tra me e te non entra la distanza, lo spazio, e quindi c\u2019\u00e8 un\u2019affermazione della vicinanza, proprio perch\u00e9 si sente la minaccia della lontananza. Mentre scrivevo il\u00a0<em>Trattato della lontananza<\/em>, mi accorgevo che, intorno a queste figure, c\u2019erano delle implicazioni mie personali, affettive; qui ci sono i miei fratelli, i miei nipoti che conoscono le mie tante partenze\u2026 e i ritorni. Nessuna partenza \u00e8 uguale ad un\u2019altra. Non \u00e8 possibile replicare la stessa partenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Un\u2019altra figura della lontana \u00e8\u00a0<em>l\u2019orizzonte.<\/em> Il luogo dove il visibile e l\u2019invisibile si uniscono, la terra e il cielo si uniscono, l\u2019orizzonte \u00e8 il celeste, poi l\u2019estremo confine, infine l\u2019ultimo orizzonte, diceva Leopardi, l\u2019estremo punto dove arriva la vista. Ma ogni orizzonte comporta anche l\u2019oltre, l\u2019orizzonte \u00e8 il richiamo di ci\u00f2 che sta oltre. L\u2019orizzonte non \u00e8 mai prossimo a noi, \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 sempre lontano, tiene aperta la sua lontananza, perch\u00e9 non pu\u00f2 mai essere vicino a noi, noi andiamo verso l\u2019orizzonte e l\u2019orizzonte si allontana. Studiare le rappresentazioni dell\u2019orizzonte nella letteratura significa attraversare il pensiero del confine, del limite, del rapporto tra visibile e invisibile, tra il qui e l\u2019oltre, ecc. In questo attraversamento soccorrono i poeti e gli scrittori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Nel<em> Trattato della lontananza<\/em> ho scritto della pittura. Come dipingere la lontananza \u00e8 il problema che ha posto Leonardo da Vinci, in maniera molto assidua. Se voi leggete il\u00a0<em>Trattato della Pittura<\/em>, che sono i frammenti didattici che hanno raccolto gli allievi di Leonardo, vi accorgete dell\u2019ossessione che Leonardo aveva per questo problema: come dipingere la lontananza. Leonardo si stacca da tutta la tradizione pittorica precedente, anche dai fiorentini come Botticelli, perch\u00e9 d\u00e0 alla lontananza una presenza. La lontananza non \u00e8 pi\u00f9 lo sfondo, il paesaggio di sfondo, essa \u00e8 il soggetto della pittura. Ci\u00f2 che \u00e8 lontano \u00e8 presente quanto ci\u00f2 che \u00e8 in primo piano. Lo studio della lontananza in Leonardo \u00e8 sorprendente: tutte le osservazioni, come dipingere le montagne, quando c\u2019\u00e8 la nebbia, all\u2019alba, al tramonto, quando l\u2019orizzonte si arrossa tra le nuvole, le montagne pi\u00f9 alte, quelle pi\u00f9 basse, i castelli, gli edifici in rapporto alle montagne, i fiumi osservati da lontano, e cos\u00ec via, osservazioni minuziose e preziosissime, testimoniano che dipingere la lontananza \u00e8 la grande questione del pittore. Dare alla lontananza vita, vibrazione, tensione. Ho cercato di seguire questo svolgimento del lontano nella pittura dei secoli dopo Leonardo, fino al Novecento, dagli impressionisti, da Turner fino a Monet, a Magritte, Matisse, De Chirico, ecc.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">La lontananza non \u00e8 solo lontananza nello spazio, ma anche lontananza nel tempo. Siamo lontani da un tempo che abbiamo vissuto. Uno dei capitoli del\u00a0<em>Trattato<\/em> \u00e8 dedicato alla\u00a0<em>nostalgia<\/em> e all\u2019<em>esilio<\/em>, proprio perch\u00e9 la nostalgia \u00e8 lo spazio-tempo di questa distanza da qualcosa che abbiamo vissuto e non possiamo pi\u00f9 rivivere. Di nostalgia, come diceva il filosofo Kant nella sua\u00a0<em>Antropologia<\/em> del 1798, non si pu\u00f2 guarire. A noi sembra di avere nostalgia di un luogo, di un paese in cui siamo stati e in cui abbiamo vissuto, in realt\u00e0 abbiamo nostalgia del tempo vissuto in quel paese, e quando torniamo in quel paese il tempo, quel tempo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, perch\u00e9 noi non siamo pi\u00f9 quelli di un tempo, siamo cambiati. Noi siamo cambiati come \u00e8 cambiato quel luogo. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante che la nostalgia si affidi alla narrazione, al racconto, ecco perch\u00e9 del\u00a0<em>n\u00f2stos<\/em> si pu\u00f2 dare narrazione per evitare la chiusura nella patologia della nostalgia. E cos\u00ec \u00e8 importante che si racconti la lontananza. L\u2019esiliato, per esempio, \u00e8 colui che attraverso il linguaggio, la lettera, la scrittura, il racconto ecc. riesce a sopportare la sua condizione di distanza da un\u00a0 tempo-spazio nel quale non potr\u00e0 forse mai tornare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">Ho chiuso il\u00a0<em>Trattato<\/em> con la figura della lontananza estrema, la<em> morte,<\/em> la lontananza delle ombre, la terra ombrosa, le ombre dell\u2019aldil\u00e0, la lontananza raccontata da Omero nell\u2019<em>Odissea<\/em>, libro XI, e poi ripresa da Virgilio nel VI libro dell\u2019<em>Eneide<\/em>, quando Enea va a trovare l\u2019ombra di Anchise. Da questa lontananza estrema \u00e8 possibile guardare la vita. Pensate a Leopardi, che nel coro dei morti \u2013 bellissima poesia, andrebbe posta tra i\u00a0<em>Canti<\/em> &#8211; dell\u2019operetta morale intitolata\u00a0<em>Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie<\/em>. Nell\u2019anno matematico le mummie si risvegliano nel gabinetto scientifico di Federico Ruysch e cantano un loro coro, un coro messo in musica dal grande musicista Petrassi. Questi morti parlano della vita osservata dal loro punto di vista, da uno stato d\u2019ombra in cui la vita diventa \u201cquel punto acerbo che di vita ebbe nome\u201d. Questo punto di osservazione lontano Leopardi lo ricerca sempre, cerca un punto di lontananza estremo da cui osservare se stesso e il mondo: pensate alla\u00a0<em>Ginestra<\/em>, lo sguardo che vaga in quei nodi di stelle. Lo sguardo vede la storia dell\u2019uomo nella sua finitezza, nella sua vanit\u00e0, nella sua pretesa, da questa lontananza estrema la Terra appare un granello di sabbia. Questa dislocazione dello sguardo in un luogo di lontananza estrema \u00e8 un punto di vista filosofico, \u00e8 un modo per conoscere l\u2019esistenza, per leggere il mondo e la vita e le sue pieghe, non nelle sue implicazioni prossime, ma attraverso un distanziamento il pi\u00f9 possibile estremo. Da tutto questo nasce la poesia della lontananza.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=9037\" target=\"_blank\">CAMMINARSI DENTRO (160): Arredare la provincia dell&#8217;uomo (1): \u00e8 il soggetto amoroso che parla<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\"><a href=\"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=9048\" target=\"_blank\">CAMMINARSI DENTRO (161): Arredare la provincia dell&#8217;uomo (2): il sogno di una cicogna<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Una &#8216;scienza dell&#8217;anima&#8217; \u00e8 possibile, a condizione che si faccia sguardo fenomenologico sulla mancanza, sull&#8217;assenza, sulla lontananza, sulla perdita, in una parola sull&#8217;invisibile. 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