{"id":9512,"date":"2011-08-16T16:00:41","date_gmt":"2011-08-16T14:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/?p=9512"},"modified":"2011-08-16T17:36:25","modified_gmt":"2011-08-16T15:36:25","slug":"wallace-stevens-note-per-la-finzione-suprema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/wallace-stevens-note-per-la-finzione-suprema\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><STRONG>Contributi a una cultura dell&#8217;Ascolto<\/strong><\/span>: WALLACE STEVENS, <em>Note per la finzione suprema<\/em>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">________________________________________________________________<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">WALLACE STEVENS, <em>Note per la finzione suprema<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\"> V <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Bevemmo Mersault, mangiammo aragosta Bombay con mango\u00a0<br \/> Chutney. Poi il Canonico Aspirino declam\u00f2\u00a0<br \/> su sua sorella, in che sensata estasi\u00a0<br \/> vivesse nella sua casa. Aveva due figlie, una\u00a0<br \/> di quattro e una di sette, che vestiva al modo\u00a0<br \/> di un pittore che con poveri colori dipinga.\u00a0<br \/> Ma pure le dipingeva consone alla loro\u00a0<br \/> povert\u00e0, un grigio blu ingiallato\u00a0<br \/> con nastrini, una severa immagine di loro, bianca,\u00a0<br \/> con perle domenicali, la sua gaiezza di vedova.\u00a0<br \/> Le celava sotto nomi semplici. Se le teneva\u00a0<br \/> pi\u00f9 vicino col rifiutare i sogni.\u00a0<br \/> Le parole che pronunciavano erano voci che lei udiva.\u00a0<br \/> Guardava le figlie e le vedeva com\u2019erano,\u00a0<br \/> e ci\u00f2 che provava respingeva la frase pi\u00f9 spoglia.\u00a0<br \/> Il Canonico Aspirino, detto questo,\u00a0<br \/> riflett\u00e9, mormorando un abbozzo fugato\u00a0<br \/> di lode, una coniugazione fatta da cori.\u00a0<br \/> Ma quando le figlie dormivano, sua sorella stessa\u00a0<br \/> domandava al sonno, negli eccitamenti del silenzio,\u00a0<br \/> solo il non confuso io del sonno per esse.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">VI<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Quando alla tarda mezzanotte il Canonico prese sonno\u00a0<br \/> e le cose normali si sbadigliarono via,\u00a0<br \/> il nulla fu una nudit\u00e0, un punto,\u00a0<br \/> oltre il quale il fatto poteva progredire come fatto.\u00a0<br \/> Al che la cultura dell\u2019uomo concep\u00ec ancora una volta\u00a0<br \/> le pallide illuminazioni della notte, d\u2019oro\u00a0<br \/> sotto, molto al di sotto, la superficie\u00a0<br \/> del suo occhio e udibili nella montagna\u00a0<br \/> del suo orecchio, l\u2019esatto materiale della sua mente.\u00a0<br \/> Cosicch\u00e9 egli fu le ascendenti ali che vedeva\u00a0<br \/> e muovendosi su di loro entro estreme stelle dell\u2019orbita\u00a0<br \/> discese al letto dove i bambini\u00a0<br \/> giacevano. Dritto poi vol\u00f2 con immensa forza\u00a0<br \/> patetica all\u2019ultima corona della notte.\u00a0<br \/> Il nulla era una nudit\u00e0, un punto,\u00a0<br \/> oltre cui il pensiero non poteva progredire come pensiero.\u00a0<br \/> Doveva scegliere. Ma non era una scelta\u00a0<br \/> tra due cose che si escludono. Non era una scelta\u00a0<br \/> tra, ma di. Scelse di includere le cose\u00a0<br \/> che l\u2019una nell\u2019altra sono incluse, l\u2019intera,\u00a0<br \/> la complessa, l\u2019aggregante armonia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">VII<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Impone ordini cos\u00ec come li pensa,\u00a0<br \/> come fanno la volpe e il serpente. E\u2019 un bell\u2019affare.\u00a0<br \/> Poi innalza campidogli e nei loro corridoi,\u00a0<br \/> pi\u00f9 bianchi della cera, sonori, di chiara fama,\u00a0<br \/> erige statue di uomini ragionevoli,\u00a0<br \/> che superano il gufo pi\u00f9 colto, il pi\u00f9 erudito\u00a0<br \/> degli elefanti. Ma imporre non \u00e8\u00a0<br \/> scoprire. Scoprire un ordine come quello\u00a0<br \/> di una stagione, scoprire l\u2019estate e conoscerla,\u00a0<br \/> scoprire l\u2019inverno e conoscerlo bene, trovare\u00a0<br \/> non imporre, non aver ragionato affatto,\u00a0<br \/> dal nulla aver maturato un clima maggiore\u00a0<br \/> \u00e8 possibile, possibile, possibile. Deve\u00a0<br \/> essere possibile. Accadr\u00e0 che nel tempo\u00a0<br \/> il reale scaturir\u00e0 dai suoi rozzi materiali,\u00a0<br \/> sembrando, dapprima, una bestia vomitata, diversa,\u00a0<br \/> scaldata da un latte disperato. Trovare il reale,\u00a0<br \/> essere spogliati di ogni finzione eccetto una,\u00a0<br \/> la finzione dell\u2019assoluto Angelo,\u00a0<br \/> taci nella tua luminosa nube e ascolta\u00a0<br \/> la luminosa melodia del giusto suono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">VIII<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">Che devo credere? Se l\u2019angelo nella sua nube,\u00a0<br \/> serenamente fissando il violento abisso,\u00a0<br \/> pizzica le sue corde per strappare la gloria abissale,\u00a0<br \/> salta gi\u00f9 tra le rivelazioni della sera, e sulle ali\u00a0<br \/> spalancate, di nulla ha bisogno se non del profondo spazio,\u00a0<br \/> se dimentico del centro dorato, del destino aureo,\u00a0<br \/> s\u2019infiamma nel moto inerte del suo volo,\u00a0<br \/> sono io che immagino quest\u2019angelo meno soddisfatto?\u00a0<br \/> Sono sue le ali, l\u2019aria perseguitata dal lapis?\u00a0<br \/> E\u2019 lui o sono io che sto vivendo questo?\u00a0<br \/> Sono io allora che continuo a dire che c\u2019\u00e8 un\u2019ora\u00a0<br \/> piena di un\u2019esprimibile gioia, in cui\u00a0<br \/> di nulla manco, felice, dimentico della dorata mano\u00a0<br \/> del bisogno, soddisfatto senza la maest\u00e0 che consola,\u00a0<br \/> e se c\u2019\u00e8 un\u2019ora c\u2019\u00e8 un giorno,\u00a0<br \/> c\u2019\u00e8 un mese, un anno, c\u2019\u00e8 un tempo in cui\u00a0<br \/> la maest\u00e0 \u00e8 uno specchio dell\u2019io:\u00a0<br \/> io non ho ma sono e poich\u00e9 sono, io sono.\u00a0<br \/> Queste esterne regioni, con cosa le riempiremo\u00a0<br \/> tranne che di riflessioni, di scappatelle della morte,\u00a0<br \/> cenerentola che si realizza sotto il tetto?<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">*<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 18px;\">A chi dovesse chiedersi cosa c&#8217;entri Stevens e con lui la suprema finzione della Poesia con l&#8217;ascolto nella relazione d&#8217;aiuto, ma pi\u00f9 in generale in ogni relazione umana significativa, non esiterei a rispondere che andiamo incontro al mondo con il nostro carico di bene e di male, con gli occhi e con le orecchie con i quali ci \u00e8 concesso di accedere all&#8217;Invisibile. E se nel nostro bagaglio non possediamo versi di verit\u00e0 e bellezza mandati gi\u00f9 a memoria, rischiamo di trovarci impreparati quando all&#8217;improvviso ci si parer\u00e0 davanti l&#8217;umile splendore della vita quotidiana: non lo riconosceremo. E&#8217; immaginabile un dramma pi\u00f9 grande per noi?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 16px;\">*<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>________________________________________________________________ WALLACE STEVENS, Note per la finzione suprema V Bevemmo Mersault, mangiammo aragosta Bombay con mango\u00a0 Chutney. Poi il Canonico Aspirino declam\u00f2\u00a0 su sua sorella, in che sensata estasi\u00a0 vivesse nella sua casa. 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