{"id":9773,"date":"2011-08-15T10:25:06","date_gmt":"2011-08-15T08:25:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/?p=9773"},"modified":"2011-08-15T10:37:17","modified_gmt":"2011-08-15T08:37:17","slug":"intelligenza-emotiva-4-digressione-sul-desiderio-di-roberta-de-monticelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabrielederitis.it\/wordpress\/intelligenza-emotiva-4-digressione-sul-desiderio-di-roberta-de-monticelli\/","title":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><STRONG>Contributi a una cultura dell&#8217;Ascolto<\/strong><\/span> CAMMINARSI DENTRO (250): Leggere ROBERTA DE MONTICELLI, <em>Digressione sul desiderio<\/em>"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">*<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\"><em>Le emozioni hanno relazioni con l\u2019apparato cognitivo perch\u00e9 si lasciano modificare dalla persuasione.<\/em> Aristotele<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Digressione sul desiderio<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Questa felicit\u00e0 del consentire, nella quale il riconoscimento dell&#8217;altro e la riconoscenza nei suoi confronti \u00e8 immediatamente anche un s\u00ec a se stessi, un gioioso s\u00ec a una nuova o rinnovata parte di s\u00e9, \u00e8 indubbiamente un enigma, oltre che un dato cos\u00ec noto a ciascuno. Un dato che ha tanto colpito da essere sempre registrato: ma troppo spesso in modo distorto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Cosa felice \u00e8 l&#8217;amore, ma perch\u00e9 \u00e8 felice, anche se quasi sempre \u00e8 fonte di sofferenza a causa della minaccia costante cui la vita e la felice realizzazione dell&#8217;altro \u00e8 soggetta?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Ed ecco che, per spiegare questo enigma, si \u00e8 erroneamente identificato l&#8217;amore con il desiderio, cio\u00e8 <em>non<\/em> con la <em>rivelazione di un maggior essere<\/em> &#8211; ovvero la manifestazione, nel risvegliarsi di strati non ancora o non pi\u00f9 desti di sensibilit\u00e0, di un proprio potenziale di vita, conoscenza e azione che si ignorava di avere. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Non dunque con quello che l&#8217;amore \u00e8. Ma con il suo contrario: con la pervicace, sinuosa, fastidiosa oppure esplosiva <em>assenza d&#8217;essere<\/em>, quale si manifesta nel modo della tendenza, cio\u00e8 dell&#8217;appetito, del desiderio: <em>bisogno<\/em>, <em>domanda<\/em>, <em>fame<\/em>, <em>libido<\/em>, <em>tensione al soddisfacimento<\/em>, <em>pulsione<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">La felicit\u00e0 non sarebbe che la speranza o l&#8217;attesa della soddisfazione del desiderio, e in questo modo sarebbe anzi il desiderio stesso che si leva. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Eppure questa sembra una negazione dell&#8217;evidenza. Il desiderio insoddisfatto, e tutto quello che si porta dietro &#8211; inquietudine, preoccupazione, ansiet\u00e0, affanno, brighe, conflitti &#8211; sembra il contrario esatto del felice consentire.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Il desiderio &#8211; questa eterna obiezione a consentire <em>veramente<\/em> all&#8217;esistenza altrui e alla propria, quest&#8217;obiezione costante alla gratitudine. Questa vera radice degli infiniti negoziati e delle infinite guerre di acquisizione che bisogna attraversare prima di consentire, e il pi\u00f9 delle volte infelicemente, <em>obtorto collo<\/em>, al proprio essere. Questa sola radice di invidia, gelosia &#8211; o, al meglio, emulazione e competizione. <em>Questo polo, nella vita affettiva, opposto a quello del sentire, sempre pronto a contendergli energia vitale.<\/em> Questo vettore di tendenza e azione che pu\u00f2 affinarsi e pi\u00f9 si affina, pi\u00f9, forse, ci rende infelici, quando esaurite le attrattive dell&#8217;avere, si volge all&#8217;essere. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Il desiderio, anche il desiderio d&#8217;essere &#8211; quello che non si \u00e8, che non si \u00e8 ancora, che non si \u00e8 pi\u00f9, o che non si \u00e8 nel tempo &#8211; \u00e8 perenne dissenso con se stessi e perenne obiezione al s\u00ec della gratitudine. Nella quale infine si riassume il felice consentire a s\u00e9 solo attraverso un altro, quando uno rinuncia a \u00absalvare\u00bb la propria vita e \u00absalva\u00bb, in quel caratteristico modo che ciascuno forse conosce, la riceve dalle mani di un altro. Nella gratitudine \u00e8 l&#8217;essenza della beatitudine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Il desiderio &#8211; bisogner\u00e0 cominciare a scalzare questo falso iddio dal suo trono, se vorremo fare un po&#8217; pi\u00f9 di luce sui fenomeni della vita affettiva, e sulle ragioni della nostra insipienza e ordinaria infelicit\u00e0. non \u00e8 impresa da poco, sullo sfondo della nostra tradizione, anche della migliore. Questo trono, infatti, non \u00e8 solo quello forse modesto della vulgata psicoanalitica, \u00e8 forse anche quello maestoso e in certo modo terribile di Agostino e del desiderio d&#8217;essere, del suo&#8230; feroce amore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Non si intenda quindi questa pagina nel senso di una svalutazione di eros, del suo splendore e del suo valore, anche nel senso pi\u00f9 corrente di amore fisico. Il \u00abdesiderio\u00bb di cui qui parliamo \u00e8 piuttosto l&#8217;elemento tendenziale di tutta l&#8217;affettivit\u00e0, che ha modi e forme estremamente vari &#8211; e che non noi, ma una tradizione rimasta assai influente dopo Freud ha tentato di ricondurre alla sessualit\u00e0 da un lato, e di erigere a fondamento stesso di tutta l&#8217;effettivit\u00e0 dall&#8217;altro. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">Agostino, che non condivide certo il primo punto, con la sua concezione dell&#8217;<em>amor<\/em> come <em>pondus<\/em> o forza gravitazionale della creatura invece condivide in certo modo il secondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">ROBERTA DE MONTICELLI, <em>L&#8217;ordine del cuore. Etica e teoria del sentire<\/em>, GARZANTI 2003, pp.176-177<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif; line-height: 21px; font-size: 20px;\">*<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Le emozioni hanno relazioni con l\u2019apparato cognitivo perch\u00e9 si lasciano modificare dalla persuasione. 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