L’evidenza specifica dell’amore

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Lunedì 16 febbraio 2015

DI CHE COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO D’AMORE : L’evidenza specifica dell’amore

Bisognerebbe dare maggior credito all’amore e abbandonarsi ad ogni idillio che si presenti a noi, per tastare i polsi alla vita e sincerarsi delle intenzioni della passante che si rivolge a noi. L’incanto di uno sguardo che cerca noi e che ci dà senz’altro la nozione di un vivo interesse per noi va sostenuto, per non ritrovarsi sempre a sognare l’amore perfetto che si incarna in un cuore pensante che sa di noi, che tutto avverte e che riesce ad anticipare i nostri desideri, mentre siamo costretti a chiedere chiedere chiedere.

L’amore non dovrebbe aver bisogno di chiedere alcunché. E’ tacita intesa, ma soprattutto grazia, arrendevolezza della fantasia. Ho sempre pensato che, al di là delle teorie paludate dell’arte, la bellezza sia qualcosa che viene verso di me, qualcosa di cui mi è dato fare esperienza, che si perpetua dentro la mia esperienza. Altrimenti, è solo pallida emozione estetica. L’educazione estetica ci spinge a fruire di opere che non sono state concepite per noi. E ne sentiamo il valore, la grandezza. Proviamo il piacere estetico… Il segreto dell’arte, come ci ha insegnato Roland Barthes, non è qualcosa di nascosto da carpire all’opera. Il segreto è vivere con Emily, con Virginia…
Quello che sconvolge la nostra vita, allo stesso modo, è la bellezza vivente. Ricordo ancora la professoressa di Storia dell’arte di Liceo. Era così dolorosamente bella in tutte le sue manifestazioni che dicevamo tutti di lei che era un’opera d’arte. Lei era la vera opera d’arte, per noi! L’amavamo tutti, maschi e femmine. Scoprimmo con lei il tremendo della bellezza al suo inizio. Ci spaventava.

L’amore dovrebbe essere così. Una tragica adorazione del bello che sta lì per noi, che parla a noi, che ci riconosce, che dà voce ai nostri pensieri nascosti, che ci corrisponde sempre, che non si stanca di noi. Lontano e irraggiungibile, come ogni persona che non si lasci stropicciare da noi, ma disponibile, disposta a procedere verso di noi, promessa mantenuta e sempre tacitamente rinnovata. E’ il fare anima.

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