Un mondo impazzito

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Lunedì 25 marzo 2013

CAMMINARSI DENTRO (466): Un mondo impazzito

Sia grazia essere qui,
grazia anche l’implorare a mani giunte,
stare a labbra serrate, ad occhi bassi
come chi aspetta la sentenza.
Sia grazia essere qui,
nel giusto della vita,
nell’opera del mondo. Sia così.

MARIO LUZI

La sensazione sgradevole che prova chi sia stato abbandonato dal proprio partner è quella di chi vede l’errore dappertutto intorno a sé.
Se prevale il silenzio del cuore dall’altra parte, se non arrivano più risposte, nemmeno alla più piccola richiesta di chiarimento, sembra che tutte le donne all’improvviso siano diventate insensibili e dure! Si finisce per vedere insensibilità e anaffettività dappertutto, come se la distanza naturale che passa tra le persone e il necessario distacco che appare indifferenza fossero  emblemi di una natura che non è più in grado di (cor)rispondere agli affetti che pure potrebbero interessarla e colpirla.
Ogni storia problematica o che finisca miseramente è riguardata senz’altro come effetto dell’incapacità di coinvolgimento emotivo e sentimentale di una delle due parti.
La tentazione di teorizzare e generalizzare va combattuta. Sentirsi assediati da folle di anime vaganti che non sorridono mai o che lo fanno perché prese dai piaceri del consumo e basta è vana follia. Immaginare un mondo impazzito che non è più capace di amare lo è ancora di più.
E’ accaduto soltanto che nelle regioni inferiori dell’essere ci sia stato un sommovimento del cuore che ha interessato uno solo degli infiniti individui che popolano quelle regioni. Il venir meno di un amore può essere riguardato come il venir meno della sensibilità generale? o come la perdita di sensibilità di intere categorie di quel mondo, come le donne, non importa di quale età, solo perché una donna abbia cessato di amare?

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