Esercizi fenomenologici (92): Trucchi di radianza

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Esercizi fenomenologici (92): Trucchi di radianza
Domenica 28 gennaio 2024

Riusciremo a dire finalmente la luce che sta lì, davanti a noi, con il suo tremendo, a farci sentire piccoli, con l’oltranza della bellezza, a farci sentire vinti, mentre ad essa ci arrendiamo, ne riconosciamo il magistero di verità, ci abbandoniamo al dissennato godimento?
Chi oserà mettere in questione la luce che promana dal volto di persona che si rivolga a noi e ci parli e apra e chiuda il nostro cuore, allontanandosi distratta, inconsapevole delle nostre ragioni!
Ragionando con la stampa sul suo romanzo, “Tante piccole sedie rosse”, Edna O’Brien sembra rimproverarne la protagonista che esce infatuata dall’incontro con i modi di uno straniero venuto da lontano, che seduce tutti gli abitanti del villaggio, e che si rivelerà come un criminale di guerra. La donna «si butta» in quell’amore, «accecata» dalla luce di lui.
Non è così sempre anche per noi, che ci chiudiamo alla conoscenza delle qualità di valore di una persona, presi dalla luce, ignari dell’Ombra che pure quella presenza esprimerà?
Se amore, tuttavia, apparecchia per noi una scena allettante, inducendoci ad aprirci, non resterà cieco alla percezione delle qualità di valore di cui l’altro è portatore. Se principialmente sarà luce, non dovremo farci accecare per sempre da essa. Non solo l’Ombra dell’altro, la sua parte bassa, il negativo che è in ognuno di noi, apparirà. La stessa luce sarà sempre intensa e brillante, se non distoglieremo lo sguardo?
Se torneremo sempre ad interrogare l’esperienza, riusciremo allo stesso modo a cogliere il resto di una persona, che prima o poi mostrerà tutto di sé, addirittura lo dichiarerà a chiare lettere. Allora, si vedrà la capacità di amore di non esser cieco. Si vedrà la sua saggezza.

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