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Con il termine “precursori di droghe” si intendono alcune sostanze chimiche normalmente utilizzate in numerosi processi industriali e farmaceutici e commercializzate in modo del tutto lecito anche in quantitativi rilevanti, ma che possono avere una funzione cruciale nella produzione, fabbricazione e preparazione illecita di droghe d’’abuso, sia di origine naturale che di sintesi o di semisintesi. Per questo è opportuno riconoscere e proteggere il commercio lecito di tali sostanze e prevenirne la diversione a fini illeciti. L’’obiettivo è trovare un equilibrio fra le azioni volte a impedire la produzione di droghe illegali e quelle volte ad evitare gli ostacoli al commercio legittimo dei prodotti chimici. Un controllo efficace dei prodotti chimici usati per la fabbricazione illecita di stupefacenti e sostanze psicotrope costituisce un importante strumento per lottare contro il traffico di stupefacenti. D’’ora in poi i precursori di droga saranno soggetti ad autorizzazioni e controlli, al di fuori dei quali produzione, commercio e detenzione diventano illegali. La lista delle sostanze – utilizzate dai narcotrafficanti per la produzione di droghe – è stata predisposta dall’’Unione europea- ed è ora contenuta nel decreto legislativo approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 10 marzo 2011, dopo aver acquisito i pareri favorevoli delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il decreto legislativo dà attuazione alla delega conferita al Governo per il riordino, l’’attuazione e l’’adeguamento alla normativa europea del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. Gli operatori che intendono immettere sul mercato tali sostanze devono nominare un responsabile della commercializzazione le cui generalità devono essere notificate al Ministero della salute, e munirsi di una licenza di validità triennale rilasciata dallo stesso Ministero.


Presentazione del Dossier comparso il 10 marzo 2011 sul sito del Governo.

Dopo aver acquisito i pareri favorevoli delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, il Consiglio dei Ministri ha approvato, oggi, in via definitiva, il decreto legislativo recante “Attuazione dei Regolamenti (CE) nn. 273/2004, 111/2005 e 1277/2005, come modificato dal Regolamento (CE) n. 297/2009, in tema di precursori di droghe, a norma della legge 4 giugno 2010, n. 96”.

Con il termine “precursori di droghe” si intendono alcune sostanze chimiche normalmente utilizzate in numerosi processi industriali e farmaceutici (come ad esempio la produzione di solventi, profumi, prodotti per l’igiene) e commercializzate in modo del tutto lecito (ad. esempio l’acetone) anche in quantitativi rilevanti, ma che possono avere una funzione cruciale nella produzione, fabbricazione e preparazione illecita di droghe d’abuso, sia di origine naturale che di sintesi o di semisintesi.

Il decreto legislativo dà attuazione alla delega conferita al Governo (articolo 45 della legge 4 giugno 2010, n. 96 – Legge comunitaria 2009) per il riordino, l’attuazione e l’adeguamento alla normativa europea del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza (Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309).

Il termine per l’esercizio di tale delega sarebbe scaduto il 10 gennaio 2011, ossia entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge Comunitaria 2009; tuttavia, poichè il termine per l’espressione del parere parlamentare (22 gennaio 2011) è successivo a tale termine, quest’ultimo, in base all’articolo 1 della legge comunitaria, è stato prorogato di 90 giorni (10 aprile 2011).

Il decreto legislativo si compone di quattro articoli:

L’articolo 1 modifica del testo Unico sui stupefacenti

L’articolo 2 modifica la legge 16 marzo 2006, n. 146 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall’Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001).

L’articolo 3 reca l’entrata in vigore del provvedimento, prevista il giorno successivo della sua pubblicazione in G.U.

L’articolo 4, infine, reca la clausola di invarianza finanziaria.

L’art.1, in particolare, sostituisce per intero l’art.70 del Testo Unico (comma a), abolisce il comma 2-bis dell’art.73 (comma b), in quanto le sanzioni vengono inglobate nel nuovo art.70, modifica l’art.74 (comma c), relativo all’associazione finalizzata al traffico illecito, e l’art.83 (comma d); inoltre, poichè nel nuovo art. 70 la nuova definizione di precursori di droghe rimanda alle sostanze classificate nell’ allegato 1 del regolamento (CE) n.273/2004 e nell’allegato del regolamento (CE) n.111/2005, gli allegati 1 e 2 del Testo Unico sono abrogati, mentre l’allegato 3 viene interamente sostituito con l’allegato 3 del decreto legislativo.

Il nuovo art. 70 del T.U. definisce quindi come precursori di droghe le “sostanze suscettibili di impiego per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope […] individuate e classificate nelle categorie 1, 2 e 3 dell’allegato I al regolamento (CE) n. 273/2004 e dell’allegato al regolamento (CE) n. 111/2005, compresi miscele e prodotti naturali contenenti tali sostanze”.

A seconda che gli operatori vogliano immettere sul mercato (immagazzinare, fabbricare, produrre, trasformare, commerciare, distribuire o intermediare tali sostanze, ai fini di fornitura nella Comunità), esportare o importare le sostanza classificate nella categoria 1, 2 o 3 sono previste diversi tipi di obblighi e sanzioni.

Nuovi obblighi e controlli

Previsti nel nuovo art. 70 del T.U. nuovi obblighi per gli operatori in conformità e nei limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n. 1277/2005.

Categoria 1

Gli operatori che intendono immettere sul mercato tali sostanze devono nominare un responsabile della commercializzazione le cui generalità devono essere notificate al Ministero della salute, e munirsi di una licenza di validità triennale rilasciata dallo stesso Ministero.

Le licenze sono comunicate dal Ministero alla Direzione centrale per i servizi antidroga – Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, al Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, al Comando generale della Guardia di finanza ed alla Agenzia delle Dogane che impartiscono ai dipendenti organi periferici le istruzioni necessarie per la vigilanza. Sono escluse dall’obbligo di licenza le farmacie. All’interno del territorio dell’Unione europea le sostanze classificate nella categoria 1 possono essere fornite unicamente agli operatori in possesso di licenza per il loro utilizzo. Gli acquirenti devono rilasciare apposita dichiarazione all’operatore, che la certifica ed utilizza in conformità e nei limiti di quanto disposto dal regolamento (CE) n.273/2004. L’esportazione delle sostanze appartenenti alle categorie 1 è subordinata al rilascio dell’autorizzazione di esportazione da parte del Ministero della salute di validità semestrale. L’importazione delle sostanze appartenenti alla categoria 1 è subordinata al rilascio dell’autorizzazione di importazione di validità semestrale da parte del Ministero della salute. Per attività commerciali tra l’Italia e paesi dell’Unione europea o attività di importazione, esportazione e transito tra l’Italia e Paesi extracomunitari, di sostanze classificate nella categoria 1, gli operatori hanno l’obbligo di comunicare alla Direzione centrale per i servizi antidroga – Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, al più tardi al momento della loro effettuazione, le singole operazioni commerciali.

Categoria 2

Gli operatori che, nel corso dell’intero anno solare, immettono sul mercato, importano o esportano sostanze classificate nella categoria 2 per quantità superiori ai valori soglia di cui all’allegato II al regolamento (CE) n. 273/2004, devono registrarsi presso il Ministero della salute. Tale registrazione ha validità triennale. L’esportazione delle sostanze appartenenti alle categorie 2 è subordinata al rilascio dell’autorizzazione di esportazione da parte del Ministero della salute di validità semestrale. Per attività commerciali tra l’Italia e paesi dell’Unione europea o attività di importazione, esportazione e transito tra l’Italia e Paesi extracomunitari, di sostanze classificate nella categoria 2, gli operatori hanno l’obbligo di comunicare alla Direzione centrale per i servizi antidroga – Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, al più tardi al momento della loro effettuazione, le singole operazioni commerciali.

Categoria 3

Gli operatori che, nel corso dell’intero anno solare, esportano sostanze classificate nella categoria 3 per quantità superiori ai valori soglia di cui all’allegato II al regolamento (CE) n. 273/2004, devono registrarsi presso il Ministero della salute. Tale registrazione ha validità triennale. L ’esportazione di sostanze appartenenti alla categoria 3 verso uno dei paesi indicati nell’allegato IV, punto 2, al regolamento n. 1277/2005 e successive modificazioni è subordinata al rilascio dell’autorizzazione del Ministero della salute di validità semestrale. In questo caso gli operatori hanno l’obbligo di comunicare alla Direzione centrale per i servizi antidroga – Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, al più tardi al momento della loro effettuazione, le singole operazioni commerciali. In generale, alle attività di rilascio della licenza, di registrazione e di autorizzazione, il Ministero della salute provvede mediante tariffe a carico degli operatori, da individuarsi con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo. Le tariffe sono aggiornate almeno ogni due anni. Le esportazioni di sostanza appartenenti alla categoria 1 e le esportazioni di sostanze appartenenti alle categorie 2 e 3 dei medesimi allegati, destinate ai paesi inclusi nell’allegato IV del regolamento (CE) n. 1277/2005 e successive modificazioni, sono precedute da una notificazione preventiva all’esportazione, da trasmettere alle autorità competenti del paese di destinazione. Il Ministero della salute, rilasciata l’autorizzazione di importazione o di esportazione, ne dà tempestivo avviso alla dogana di confine, attraverso la quale deve essere effettuata l’operazione. Il Ministero della salute riceve dagli operatori, una volta l’anno entro il 15 febbraio, una rendicontazione sintetica delle movimentazioni di sostanze classificate effettuate nel corso dell’anno precedente, secondo le modalità indicate nell’allegato III del T.U., in conformità e nei limiti di quanto disposto dai regolamenti (CE) n. 273/2004, n. 111/2005 e n. 1277/2005. Gli operatori sono tenuti a collaborare in ogni altro modo con la Direzione centrale per i servizi antidroga – Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, fornendo ogni informazione eventualmente richiesta, nonché segnalando immediatamente ogni fatto od elemento che, per caratteristiche, entità, natura o per qualsiasi altra circostanza conosciuta in ragione dell’attività esercitata, induce a ritenere che le sostanze trattate possono essere in qualsiasi modo impiegate per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. La vigilanza nei confronti degli operatori è esercitata dal Ministero della salute che effettua ispezioni ordinarie e straordinarie, per la cui esecuzione può avvalersi della collaborazione degli organi di polizia, i quali comunque hanno facoltà di accedere in qualunque momento nei locali ove si svolgono le attività previste dal presente articolo. Ai fini della vigilanza e dei controlli previsti, gli operatori sono tenuti ad esibire ai funzionari del Ministero della salute ed agli appartenenti alle forze di polizia tutti i documenti inerenti le operazioni di cui alla licenza o alla registrazione.

Nuove sanzioni e disposizioni penali

I regolamenti europei

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Comments

  • Gabriele De Ritis

    Gabriele De Ritis

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    È o vorrebbe essere da un capo all’altro un piccolo tentativo di dissidenza dal gioco delle forze, «una professione di incredulità nell’onnipotenza del visibile» Cristina Campo
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    IL NOSTRO SENTIRE
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    Le emozioni hanno relazioni con l’apparato cognitivo perché si lasciano modificare dalla persuasione. - ARISTOTELE

    I sentimenti sono il fondamento della nostra mente. - ANTONIO DAMASIO

    L'essere oggetto d'amore è, per così dire, il luogo in cui solamente la persona esiste e può quindi anche venire alla luce. (Max Scheler, Essenza e forme della simpatia)
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    Accade qualcosa: «Non ho mai dubitato che ci dovesse essere qualcuno come Lei, ma ora Lei c'è realmente, e la mia gioia straordinaria per questo durerà sempre». - Lettera di Ingeborg Bachmann a Hannah Arendt - 16 agosto 1962

    «I camminatori veri sanno dove appoggiare i piedi e dove appoggiarsi con le mani. Come il lampadiere: colui che mette la luce in cima alla canna e mette la canna sulla spalla con la luce rivolta all’indietro, in modo che altri possano seguire tranquillamente il sentiero. Mi sono chiesto come possa il lampadiere vedere il sentiero. Mi piace pensare che ci sia un cammino già tracciato, un terreno sicuro dove appoggiare il piede solcato da migliaia di tracce che altri prima hanno lasciato. Così il cammino del lampadiere risulta sicuro. E’ forse questo lo stare dalla parte buona della vita?» - Don Antonio Mazzi

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    Sulla Scrittura
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    La scrittura, come elemento dell'ascesi, ha una funzione etopoietica: essa è un operatore della trasformazione della verità in ethos.

    Il suo scopo non è comunicare né convincere nessuno, bensì superare il confine tra realtà e immaginario. - MICHEL FOUCAULT

    Nello scrittore il pensiero non guida il linguaggio dal di fuori [...]. Le mie parole sorprendono me stesso e mi consegnano al pensiero. - JACQUES DERRIDA

    Il linguaggio non è della lingua, ma del cuore. La lingua è solo lo strumento con il quale parliamo. Chi è muto è muto nel cuore, non già nella lingua... Quali le tue parole, tale il tuo cuore. - PARACELO (Citazione contenuta in James Hillman, L'anima del mondo e il pensiero del cuore, Adelphi 2005, pag.41).

    _______________________________ LE COSE NASCOSTE DALLA FONDAZIONE DEL MONDO ______________________________

    E’ quasi impossibile separare dal nostro spirito quello che non c’è. Che cosa dunque saremmo, senza l’aiuto di ciò che non esiste? Ben poca cosa, e i nostri spiriti disoccupati languirebbero, se le favole, i fraintendimenti, le astrazioni, le credenze e i mostri, le ipotesi e i sedicenti problemi della metafisica non popolassero di esseri e di immagini senza oggetti i nostri abissi e le nostre tenebre naturali. I miti sono le anime delle nostre azioni e dei nostri amori. Non possiamo agire che movendo verso un fantasma. Non possiamo amare che quello che creiamo. - PAUL VALÉRY, Cattivi pensieri

    L'oggetto specifico, unico e costante del pensiero è ciò che non esiste. Ciò che non è davanti a me; ciò che è stato; ciò che sarà; il possibile; l'impossibile. A volte questo pensiero tende a realizzare, a elevare al vero ciò che non esiste; e altre volte a rendere falso ciò che esiste. - PAUL VALÉRY, Cattivi pensieri

    La maggior parte ignora ciò che non ha nome; e la maggior parte crede all'esistenza di tutto ciò che ha un nome.
    Le cose più semplici e quelle più importanti non hanno tutte un nome. Quanto alle cose che non sono percepibili con i sensi, una dozzina di termini imprecisi, quali idea, pensiero, intelligenza, natura, memoria, caso..., ci servono come possono e generano o alimentano un'altra dozzina di problemi inesistenti. - PAUL VALÉRY, Cattivi pensieri

    ... l'anima, che per l'uomo comune è il vertice della spiritualità, per l'uomo spirituale è quasi carne. - MARINA CVETAEVA

    La verità è il tono di un incontro. - HUGO VON HOFMANNSTHAL

    58. Ciò che si può promettere. Si possono promettere azioni, ma non sentimenti, perché questi sono involontari. Chi promette a qualcuno di amarlo sempre o di odiarlo sempre o di essergli sempre fedele promette qualcosa che non è in suo potere; invece può ben promettere quelle azioni, che sono sì, di solito, effetto dell'amore, dell'odio e della fedeltà, ma che possono anche scaturire da altri motivi: giacché a un'azione conducono più vie e motivi. La promessa di amare sempre qualcuno significa cioè: finché ti amerò, compirò verso di te le azioni dell'amore; se non ti amerò più, continuerai a ricevere da me le stesse azioni, anche se per altri motivi, sicché nella testa del prossimo persiste l'illusione che l'amore sia immutato e sempre il medesimo. Si promette, dunque, di continuare nell'apparenza dell'amore quando, senza accecarsi da sé, si giura a qualcuno eterno amore. - FRIEDRICH NIETZSCHE, Umano, troppo umano

    Molto ha esperito l’uomo. / Molti celesti ha nominato / da quando siamo un colloquio / e possiamo ascoltarci l’un l’altro (Friedrich Hölderlin) -- Le riflessioni di Martin Heidegger su queste parole straziate ed alte del grande poeta tedesco consentono di indicare la radicale importanza del colloquio, come struttura dell’esistenza, e le conseguenze che ne scaturiscono, quando essa si lacera e si frantuma implacabilmente (ad esempio) in una tossicomania.
    Queste sono alcune delle cose che egli scrive: «Noi siamo un colloquio. L’essere dell’uomo si fonda nel linguaggio (Sprache); ma questo accade (geschieht) autenticamente solo nel colloquio (Gesprächt)»; e ancora: «Ma che cosa significa allora un ‘colloquio’? Evidentemente il parlare insieme di qualcosa. E’ in tal modo che il parlare rende possibile l’incontro. Ma Hölderlin dice: ‘da quando siamo un colloquio e possiamo ascoltarci l’un altro’. Il poter ascoltare non è una conseguenza che derivi dal parlare insieme, ma ne è, piuttosto, al contrario, il presupposto» (M.Heidegger, La poesia di Hölderlin, Adelphi 1988).
    L’inaudita rilessione heideggeriana così prosegue: «Ma Hölderlin non dice semplicemente: noi siamo un colloquio, bensì: ‘da quando noi siamo un colloquio…’. Là dove c’è ed è esercitata la facoltà del linguaggio propria dell’uomo, non vi è ancora senz’altro l’evento essenziale del linguaggio: il colloquio»; e infine: «Un colloquio, noi lo siamo dal tempo in cui ‘vi è il tempo’. E’ da quando il tempo è sorto e fissato che noi siamo storicamente. Entrambi - l’essere un colloquio e l’essere storicamente - hanno lo stesso tempo, si appartengono l’un l’altro e sono il medesimo». (da EUGENIO BORGNA, Noi siamo un colloquio, Feltrinelli 1999: Il vuoto esistenziale, pp.120-122)

    Un'altissima quantità di incontri umani viene distrutta da una scarsa tolleranza agli equivoci. - RENATA TURCO

    E’ Joan che parla:
    «Tutti dovrebbero poter tornare indietro con la memoria ed essere certi di aver avuto una mamma che amava tutto di loro, anche la pipì, anche la cacca. Chiunque dovrebbe poter essere sicuro che la mamma gli voleva bene giusto perché era lui, e non per per quello che avrebbe potuto fare. Altrimenti non ci si sente in diritto di esistere, si sente che non si sarebbe mai dovuti nascere. Non importa cosa succede poi a questa persona, non importa se soffre, può sempre guardare indietro e sentire che può essere amato. Può amare se stesso: non può più rompersi. Ma se non può tornare su queste cose, allora può rompersi. Ci si può rompere soltanto se si è già a pezzi. Finché il mio io bambino non è stato amato io ero a pezzi. Amandomi come si ama un bambino lei mi ha aggiustato».

    – RONALD LAING, L’io diviso. Studio di psichiatria esistenziale (1959)