– Per quanto ne sapevo potevi essere semplicemente sparito – disse. Potevi essere montato in macchina senza un pensiero al mondo e avermi lasciata qui. Abbandonata.

.
Ciò che mi ha sempre spinto ad acquistare l’ultimo libro di filosofia uscito o il romanzo o il film o l’audiolibro era il pensiero dei miei alunni: ogni lettura era rivolta al pensiero di quel che se ne poteva fare il giorno dopo in classe. I ritagli di giornale e le fotocopie, le stampe di testi estratti con lo scanner e i prodotti multimediali sono stati raccolti e catalogati, accuratamente conservati per il momento opportuno…

Eppure, oggi mi sono messo improvvisamente a vedere un film  – Lontano da lei – suggerito una settimana fa da un’amica lontana. Non ho pensato ai miei alunni, ché non li rivedrò domani né a settembre. E dopo la visione del film, sono andato a cercare tra le opere di Alice Munro ed ho trovato, in fondo a una raccolta di racconti, The Bear Came Over the Mountain, il testo da cui è stato tratto il film. So cosa leggere questa notte. Il pensiero è andato ad un’altra persona speciale, che ha dedicato recentemente un suo post al racconto della Munro. Domani avrò forse qualcosa da dire a questi amici lontani. Del web si è detto tutto il male che si potesse dire. Io godo oggi della fortuna di avervi incontrato persone con le quali poter condividere la cosa che mi sta più a cuore e che metto a fondamento di tante cose importanti: l’emozione estetica.

Lo sguardo si è posato sul film prima e sul racconto poi, in quanto nei due ‘testi’ è in questione quel che ne è della vita precedente, della vita che viene interrotta anche solo per un po’ – per un mese soltanto!, cioè il tempo indispensabile per consentire l’adattamento alla realtà nuova -, in una storia in cui è protagonista la memoria delle cose: la fine che fa la vita, se abbandonata a se stessa. Mi sto chiedendo se sia un caso il fatto che proprio oggi, alla fine della scuola e della mia carriera di insegnante, io mi ritrovi a vivere una storia simile. Sento che lo scorrere del tempo mi impegnerà non poco: sicuramente mi metterò a misurare e a calcolare, a verificare e a temere per me. Un amico, però, mi sosterrà. Anche lui sta affrontando il tempo della pre-vecchiaia, come lui ama chiamare il tempo che viene.

Questa voce è stata pubblicata in Accanto all'Ombra. Contrassegna il permalink.